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martedì 22 gennaio 2019
L'industria siderurgica iraniana non cessa di espandersi e rafforzarsi!
Il vicepresidente iraniano Ishagh Jahangiri ha inaugurato formalmente un impianto per la produzione di Ferro da Riduzione Diretta (DRI) e un impianto di pellettizzazione dell'acciaio nella Provincia sud-orientale di Kerman.
I due impianti, costruiti con oltre mezzo miliardo di dollari di investimento, aggiungeranno 1 milione di tonnellate di DRI, altrimenti noto come "spugna di ferro", e 2,5 milioni di tonnellate di pellet di minerale di ferro alla fiorente produzione di acciaio dell'Iran.
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martedì 4 luglio 2017
Il General Soleimani commenta il disastro saudita in Yemen. "Una situazione nata dalla mancanza di buon senso dei regnanti sauditi!"
"Se una nazione possiede tantissimo petrolio ma zero buon senso, e perdipiù é governata da pazzi corrotti e fanatici, terribili eventi e follie inimmaginabili possono avvenire, come mostra l'avventura militare saudita nello Yemen".
Questa dichiarazione é stata resa dal generale della Guardia Rivoluzionaria iraniana Qassem Soleimani durante la sua partecipazione a un congresso nella città sudorientale di Kerman nella giornata di oggi.
"L'ignoranza saudita fa sì che, dopo avere acceso un falò (la guerra contro lo Yemen) ora non lo sappiano né dominare né spegnere", ha poi aggiunto.
Questa dichiarazione é stata resa dal generale della Guardia Rivoluzionaria iraniana Qassem Soleimani durante la sua partecipazione a un congresso nella città sudorientale di Kerman nella giornata di oggi.
"L'ignoranza saudita fa sì che, dopo avere acceso un falò (la guerra contro lo Yemen) ora non lo sappiano né dominare né spegnere", ha poi aggiunto.
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lunedì 4 novembre 2013
Onore al martire Mohammed Jamali Zadeh, già ufficiale dell'IRGC recatosi in Siria a difendere il santuario di Sayyida Zeinab!
Ancora una volta ci troviamo a tessere l'elogio di un valoroso che ha immolato la propria esistenza all'altare della lotta contro la Barbarie, l'Ignoranza, la Mostruosità del wahabismo takfiro, bestemmia contro le religioni di Gesù e di Mohammed, strumento di Tel Aviv e di Washington nel loro folle tentativo di destabilizzare e disarticolare l'Asse della Resistenza.
Mohammed Jamali Zadeh, già comandante della Guardia Rivoluzionaria di Kerman, veterano della 'Guerra Imposta' del 1980-88 contro l'Irak di Saddam Hussein, aveva una coscienza che non gli permetteva di rimanere tranquillo a casa, con la sua famiglia, mentre gli Sciiti siriani lottavano giorno e notte per difendere i loro luoghi sacri contro gli orchi dell'internazionale salafita finanziata dalle monarchie retrograde del Golfo, per lui non era sufficiente partecipare a eventi di solidarietà, raccolte di fondi, incontri di preghiera...poteva fare di più e sentiva che doveva farlo.
Così, a titolo puramente privato e personale, Zadeh si é recato in Siria, offrendo il suo contributo alla lotta diretta contro il takfirismo, fino a ieri, quando ha trovato la morte. La sua scomparsa sarà pianta a lungo dai Siriani, dagli Iraniani e da tutti gli Sciiti, ma mostra, come anche il martirio di Hassan Shateri, che gli Iraniani non esitano un attimo a mettersi in gioco là dove sono più richiesti i loro talenti, per la Resistenza o per la ricostruzione, anche quando il prezzo della loro dedizione é la loro stessa vita.
Onore a Mohammed Jamali Zadeh!
Mohammed Jamali Zadeh, già comandante della Guardia Rivoluzionaria di Kerman, veterano della 'Guerra Imposta' del 1980-88 contro l'Irak di Saddam Hussein, aveva una coscienza che non gli permetteva di rimanere tranquillo a casa, con la sua famiglia, mentre gli Sciiti siriani lottavano giorno e notte per difendere i loro luoghi sacri contro gli orchi dell'internazionale salafita finanziata dalle monarchie retrograde del Golfo, per lui non era sufficiente partecipare a eventi di solidarietà, raccolte di fondi, incontri di preghiera...poteva fare di più e sentiva che doveva farlo.
Così, a titolo puramente privato e personale, Zadeh si é recato in Siria, offrendo il suo contributo alla lotta diretta contro il takfirismo, fino a ieri, quando ha trovato la morte. La sua scomparsa sarà pianta a lungo dai Siriani, dagli Iraniani e da tutti gli Sciiti, ma mostra, come anche il martirio di Hassan Shateri, che gli Iraniani non esitano un attimo a mettersi in gioco là dove sono più richiesti i loro talenti, per la Resistenza o per la ricostruzione, anche quando il prezzo della loro dedizione é la loro stessa vita.
Onore a Mohammed Jamali Zadeh!
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martedì 6 agosto 2013
Forze di sicurezza iraniane arrestano a Kerman una spia israeliana in possesso di informazioni sensibili!
"Dati sensibili" sull'economia, la geografia, la politica e l'amministrazione locale di Kerman e della regione circostante, "Con particolare riferimento alle sue miniere di fosfati", questo era il 'tesoretto' di informazioni che l'individuo arrestato nella città occidentale iraniana era riuscito a mettere insieme e si apprestava a consegnare al suo 'controllore' del Mossad, a Bangkok, quando é stato fermato dalle forze di sicurezza della Repubblica Islamica.
Il fatto che l'Istituto di spionaggio sionista abbia scelto la propria cellula di Bangkok per ordire quest'operazione contro la Repubblica Islamica dimostra come Tel Aviv spesso preferisca agire "di sponda" contro paesi del Medio Oriente e dell'Asia Centrale, piuttosto che usare canali d'approccio più prossimi ma anche per questo più prevedibili.
Alla vigilia della caduta di Mubarak anche il "Mukhabarat" del Cairo aveva svelato una rete di agenti sionisti tra Macao, Nepal, Laos e Cambogia. E anche in quel caso gli agenti sionisti avevano fatto 'scouting' reclutando cittadini (egiziani in quel caso) che per lavoro dovessero viaggiare frequentemente verso l'Indocina.
L'arrestato, attualmente in attesa di un processo per direttissima "era pienamente consapevole del significato delle sue azioni e aveva liberamente scelto, per profitto, di diventare una spia al soldo del regime ebraico".
Il fatto che l'Istituto di spionaggio sionista abbia scelto la propria cellula di Bangkok per ordire quest'operazione contro la Repubblica Islamica dimostra come Tel Aviv spesso preferisca agire "di sponda" contro paesi del Medio Oriente e dell'Asia Centrale, piuttosto che usare canali d'approccio più prossimi ma anche per questo più prevedibili.
Alla vigilia della caduta di Mubarak anche il "Mukhabarat" del Cairo aveva svelato una rete di agenti sionisti tra Macao, Nepal, Laos e Cambogia. E anche in quel caso gli agenti sionisti avevano fatto 'scouting' reclutando cittadini (egiziani in quel caso) che per lavoro dovessero viaggiare frequentemente verso l'Indocina.
L'arrestato, attualmente in attesa di un processo per direttissima "era pienamente consapevole del significato delle sue azioni e aveva liberamente scelto, per profitto, di diventare una spia al soldo del regime ebraico".
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giovedì 28 febbraio 2013
La Guardia Rivoluzionaria iraniana trae le conclusioni dai tre giorni di manovre "Piambar Azam 8"!!
Si sono concluse secondo le previsioni le manovre militari tenute negli scorsi giorni nelle regioni orientali della Repubblica Islamica iraniana dal Corpo della Guardia della Rivoluzione (IRGC) con il nome convenzionale di "Grande Profeta 8". Come già segnalato su queste stesse pagine le forze coinvolte sono state molto più ampie di quelle mobilitate nelle ultime due edizioni (primavera 2011 e estate 2012).
Fra i nuovi sistemi d'arma battezzati durante le esercitazioni si é segnalato per la sua efficacia e originalità il fucile anti-materiali 'Arash', dall'innovativa struttura "bullpup" (che consente di realizzare un'arma molto più corta e maneggevole) e che può venire usato in modalità spalleggiabile.
Nella dottrina di guerra asimmetrica elaborata dallo Stato Maggiore iraniano simili armi mettono in grado anche il fante appiedato di ingaggiare combattimento con mezzi nemici come blindati leggeri, veicoli da ricognizione, droni senza pilota ed elicotteri a bassa quota.
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domenica 24 febbraio 2013
Continuano nell'Iran orientale le esercitazioni "Grande Profeta 8"!
Come annunciato in precedenza su queste stesse pagine, si stanno sviluppando sempre più a vasto raggio le manovre e le esercitazioni programmate dall'IRGC iraniana nella parte Est del paese sotto il nome convenzionale di "Grande Profeta 8"; al contrario delle ultime due edizioni della manovra, centrate più che altro sull'impiego dell'arsenale di razzi e missili a disposizione della Guardia Rivoluzionaria, queste esercitazioni sono più 'convenzionali' e comprendono vaste operazioni di armi combinate con l'impiego di forze motorizzate, blindate, corazzate e aviazione di supporto, sia ad ala fissa che mobile.
Lungi dal volersi proporre come un "un duplicato" o peggio "un sostituto" delle forze armate regolari (come spesso é successo in passato in altri paesi), le unità della Guardia Rivoluzionaria iraniana vogliono fornire un'integrazione e un sostegno alle Forze Armate regolari, particolarmente nell'ambito della mobilitazione delle masse popolari e nella guerra asimmetrica che fornisce la principale cornice dottrinaria della Difesa nazionale iraniana.
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sabato 23 febbraio 2013
Prendono il via tre giorni di intense esercitazioni per la Guardia Rivoluzionaria della Repubblica Islamica dell'Iran!
Il Corpo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica (IRGC) ha dato il via a un triduo di esercitazioni aeroterrestri nella parte orientale dell'Iran denominato "Piambar Azam 8" (Grande Profeta 8). Le aree al convine con l'Afghanistan e il Pachistan interessate dalle manovre comprendono le città di Kerman, Siriz e Sirjan, oltre alle loro zone circonvicine. La prima fase del 'Kriegsspiel' vedrà le unità di terra della Guardia attaccare presunte posizioni nemiche dopo una fase di intelligence gathering condotta per la maggior parte da droni remoti.Il Vicecomandante di Terra dell'IRGC, Brigadier-Generale Abdullah Araki ha dichiarato che 'Grande Profeta 8' si segnala per la grande variabilità degli scenari simulati che consentiranno di mettere alla prova diverse capacità operative testando la loro efficienza e il loro grado di interoperabilità, pur in una cornice prevalentemente difensiva e improntata alla condotta di Guerra Asimmetrica che da vent'anni costituisce la cifra strategica di tutte le istituzioni armate della Repubblica Islamica.
Come ricorderanno bene i fedeli lettori di questo blog le forze dell'IRGC avevano tenuto le manovre "Grande Profeta 6" nella primavera 2011, con un profilo prettamente missilistico (superficie-superficie, antinave, strategico) e le "Grande Profeta 7" nell'estate scorsa, con uno spiegamento di forze anche allora principalmente rivolto all'arsenale balistico.
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sabato 28 gennaio 2012
La Repubblica Islamica investe miliardi di Euro nelle sue raffinerie di rame, riserva strategica quanto petrolio e gas!
La lavorazione iraniana di rame, attualmente situata sulle 220mila tonnellate all'anno raddoppierà fino a sfiorare le 500,000 tonnellate alla fine del quinto piano di sviluppo quinquennale, che arriverà nel 2015; la notizia é stata comunicata dal Ministero della Repubblica Islamica per l'Industria, le Miniere e il Commercio nella giornata di avantieri, giovedì 26 gennaio.
Mehdi Ghazanfari ha riportato l'annuncio a margine di una cerimonia per l'inaugurazione di una serie di impianti per la lavorazione dell'importante metallo nella provincia sudorientale di Kerman durante la quale ha anche dichiarato che, a fronte delle riserve comprovate di circa 57 miliardi di tonnellate di rame, il cui valore si può rozzamente stimare attorno ai 600 miliardi di Euro, l'Iran può a buon diritto inserirsi nella top ten dei paesi estrattori insieme al Cile, al Perù, alla Polonia, alla Russia, al Messico, all'Australia, alla Cina, al Kazhakistan e allo Zimbabwe.
Il Direttore Amministrativo delle Industrie iraniane del Rame, Ardeshir Sa'd-Mohammadi ha annunciato lo scorso mese che qualcosa come 6 miliardi di Euro nel potenziamento delle strutture estrattive e lavorative, soltanto nel periodo che é andato da marzo a dicembre 2011. Grazie a questi massicci investimenti la capacità iraniana di lavorazione del metallo salirà ulteriormente dopo il 2015, arrivando alle 700mila tonnellate annue.
L'aumento della capacità autonoma dell'Iran di lavorare il proprio rame renderà la Repubblica Islamica sempre meno dipendente dall'estero, permettendole, oltre che di continuare a soddisfare le proprie crescenti richieste per l'importante metallo (necessario soprattutto per le lavorazioni tecnologiche), di aumentare la propria "riserva strategica" o anche di vendere l'eccedenza di rame raffinato sul mercato internazionale.
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