
Certo, essa può parere in contraddizione con l'atteggiamento fin qui tenuto da lui e dal suo movimento politico di riferimento nei confronti degli Usa, di Israele, dell'IMF e della Banca Mondiale, e soprattutto verso la Striscia di Gaza assediata e verso l'Asse della Resistenza, eppure, con l'inguaribile ottimismo che ci contraddistingue, non possiamo fare a meno di sperare, di augurarci, che ad essa possano seguire nuove e più determinate prese di posizione.
Parlando ai rappresentanti della stampa Mursi ha difeso il 'disgelo' politico-diplomatico verso Teheran illustrando come, essendo la Repubblica Islamica una delle principali potenze musulmane del mondo, é soltanto legittimo per l'Egitto post-Mubarak intrattenere rapporti e dialogo con la sua dirigenza, contatti che potrebbero benissimo espandersi con accordi bilaterali nei campi più diversi.
Fino ad adesso Mursi si é recato in Iran per presenziare al vertice dei Paesi non Allineati e ha ricevuto al Cairo il Presidente Ahmadinejad. Moltissimi Egiziani, anche tra coloro che hanno sostenuto elettoralmente Mursi e l'Ikhwan musulmana sperano che nel futuro dell'Egitto possa esserci un'autonomia diplomatica e politica che avvicini il Cairo più alla Repubblica Islamica che non alle capitali degli emirati petroliferi succubi di Washington e Tel Aviv.
Nessun commento:
Posta un commento