Ehud Barak era un 'barbone', nel senso di "clochard", strategico e politico, già in passato.
E' passato alla Storia (nell'infamia) per il suo ruolo di Premier e Ministro della Difesa quando le codardissime truppe zioniste vennero letteralmente cacciate a calci fuori dal Libano del Sud dalle trionfanti milizie di Hezbollah nel 2000.
Oltre che "barbone politico-strategico" oggi Ehud Barak lo é anche di fatto, essendosi fatto crescere una piuttosto florida barba sul faccione rotondo da "ciccio-brutto" a sei punte che purtroppo troppe volte abbiamo dovuto vedere su schermo o su carta stampata.
Forse, invece di confonderlo ulteriormente, le colossali "mazzate" ricevute dall'eroica resistenza libanese, hanno schiarito la sua mente precedentemente ottenebrata, visto che, nel corso di una recente intervista col tabloid "Maariv" ha fatto le seguenti dichiarazioni:
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venerdì 1 maggio 2020
Il "barbone" sionista Ehud Barak ammette: "Non possiamo sconfiggere Hezbollah!"
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mercoledì 15 agosto 2018
Nasrallah celebra la fine della guerra del 2006 con una 'profezia' sullo Yemen!
Nella giornata di ieri, celebrando il dodicesimo anniversario della conclusione della "Guerra d'Estate" (12 luglio-14 agosto 2006), il Segretario Generale di Hezbollah, Sayyed Hassan Nasrallah, ha esteso una lunga ed elaborata orazione, volta a celebrare il sacrificio di quanti diedero tutto per respingere l'aggressione sionista, a fare il punto sulle lotte e le sfide affrontate dal movimento nell'ultima dozzina di anni e a spronare militanti e sostenitori verso quelle che attendono nel futuro.
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martedì 14 agosto 2018
Dodici anni fa terminava la "Guerra d'Estate" tra regime sionista ed Hezbollah! Da allora la milizia sciita é cresciuta e ha superato molte nuove sfide!
Nel Sud del Libano, tra Mleeta e Sojod, sorge il Museo della Resistenza; una struttura creata dalla milizia sciita Hezbollah per commemorare la sua storia e le sue lotte.
Al centro del sito, in un anfiteatro, giacciono disposti scenograficamente relitti di mezzi militari; nelle foto si distinguono un blindato americano M-113 rovesciato e un carro armato sionista "Merkava III", posto al centro del 'display', con il cannone sostituito da un tubo suggestivamente piegato e annodato.
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domenica 13 luglio 2014
Abu Obeida avverte i sionisti: "Ogni vostra città é un bersaglio...tornatevene ai vostri paesi!"
"Tornate ai vostri paesi"; questo il chiaro, cristallino, consiglio recapitato dalle Brigate Ezzedine al-Qassam per bocca del loro portavoce ufficiale Abu Obeida agli occupanti sionisti della Palestina, dato che, da ora in poi, ogni agglomerato urbano, ogni infrastruttura, sarà considerato dalla Resistenza di Hamas un legittimo bersaglio di guerra.
A una settimana dall'inizio delle ostilità su grande scala con un bilancio di oltre centosessanta morti e mille feriti da parte palestinese bisogna ammettere che se molto efficienti a uccidere civili innocenti le forze armate sioniste si sono rivelate incapaci di arrestare o anche solo diminuire il lancio di razzi dalla Striscia di Gaza.
Se al culmine della guerra d'estate del 2006 Hezbollah proiettava 150-180 razzi al giorno sul Nord della Palestina occupata adesso Hamas e le altre sigle della Resistenza palestinese stanno lanciando duecento proiettili al giorno e, a quanto sembra, possono contare su riserve sufficienti a mantenere questo ritmo ancora molto a lungo.
A una settimana dall'inizio delle ostilità su grande scala con un bilancio di oltre centosessanta morti e mille feriti da parte palestinese bisogna ammettere che se molto efficienti a uccidere civili innocenti le forze armate sioniste si sono rivelate incapaci di arrestare o anche solo diminuire il lancio di razzi dalla Striscia di Gaza.
Se al culmine della guerra d'estate del 2006 Hezbollah proiettava 150-180 razzi al giorno sul Nord della Palestina occupata adesso Hamas e le altre sigle della Resistenza palestinese stanno lanciando duecento proiettili al giorno e, a quanto sembra, possono contare su riserve sufficienti a mantenere questo ritmo ancora molto a lungo.
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lunedì 26 novembre 2012
La sconfitta sionista nella Guerra degli Otto Giorni fa la sua prima vittima: Barak annuncia il suo ritiro dalla scena politica!
Fine dei giochi per Ehud Barak! Una volta gettata la spugna e ammessa la propria incapacità di continuare nel codardo attacco aereo e marittimo contro la Striscia di Gaza senza continuare a subire la rappresaglia dei razzi siriani e iraniani contro Dimona, Gerusalemme e Tel Aviv Ehud Barak, vero e proprio "disastro ambulante" degli ultimi 30 anni di politica sionista ha dichiarato che, terminata la sua esperienza come Ministro della Guerra dell'attuale Governo Netanyahu non si ricandiderà alle elezioni e abbandonerà anche tutti gli incarichi di partito nella sua formazione razzista e militarista a nome "Atzmaouth" (da lui stesso creata dopo aver abbandonato il partito laburista sionista).
Barak é sempre stato l'uomo delle sconfitte e degli imbarazzi, più di qualunque altro politico sionista della sua generazione: sua la decisione di "scappare" letteralmente dal Libano del Sud che ribolliva della Resistenza armata di Hezbollah, lasciando i collaborazionisti dell'SLA in braghe di tela senza altra scelta che arrendersi sperando nella mercé (che, generosa, per volontà di Nasrallah stesso, c'é stata) dei vincitori; suo il "piano" facilone per 'sconfiggere' lo stesso Hezbollah nel 2006, con conseguente imbarazzo e sconfitta bruciante; era Ministro della Difesa anche durante il pogrom di 'Piombo Fuso' e, ora, durante la Guerra degli Otto Giorni.
Un comico, buffo, piccolo uomo, rotondetto e impacciato, certo non rispondente agli ideali di virilità militare cui israele sembra aspirare quando, come il rospo di fronte al bue, si gonfia d'aria per sembrare più imponente e minaccioso, salvo mostrare tutte le proprie debolezze quando, al culmine delle proprie 'esibizioni' viene ricondotto alle sue reali dimensioni da un razzo o da un missile ben piazzato: di Hezbollah o della Jihad Islamica!
Barak é sempre stato l'uomo delle sconfitte e degli imbarazzi, più di qualunque altro politico sionista della sua generazione: sua la decisione di "scappare" letteralmente dal Libano del Sud che ribolliva della Resistenza armata di Hezbollah, lasciando i collaborazionisti dell'SLA in braghe di tela senza altra scelta che arrendersi sperando nella mercé (che, generosa, per volontà di Nasrallah stesso, c'é stata) dei vincitori; suo il "piano" facilone per 'sconfiggere' lo stesso Hezbollah nel 2006, con conseguente imbarazzo e sconfitta bruciante; era Ministro della Difesa anche durante il pogrom di 'Piombo Fuso' e, ora, durante la Guerra degli Otto Giorni.
Un comico, buffo, piccolo uomo, rotondetto e impacciato, certo non rispondente agli ideali di virilità militare cui israele sembra aspirare quando, come il rospo di fronte al bue, si gonfia d'aria per sembrare più imponente e minaccioso, salvo mostrare tutte le proprie debolezze quando, al culmine delle proprie 'esibizioni' viene ricondotto alle sue reali dimensioni da un razzo o da un missile ben piazzato: di Hezbollah o della Jihad Islamica!
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