Un indicatore importante del miglioramento della situazione in Siria e di come il paese si appresti a uscire finalmente dall'emergenza e ad affrontare il lungo, difficile, faticoso processo di ricostruzione morale e materiale del Paese e della sua società é arrivato oggi con la notizia che, con il Decreto Legislativo 18/2018 il Presidente Assad ha esteso un atto di clemenza verso tutti i militari siriani che dal 2011 in avanti, in coincidenza con gli eventi dell'aggressione mercenaria straniera, hanno abbandonato i ranghi delle forze armate.
Ovviamente, a patto che non siano indagati per altri reati; il perdono vale SOLO per l'allontanamento dal dovere militare.
Seduti comodamente davanti ai nostri PC o con i tablet e gli smartphone in mano é facile fare i 'draconiani' e raccomandare lavori forzati o plotoni d'esecuzione, ma un paese che 75 anni fa ha attraversato la tragedia dell'8 settembre dovrebbe sapere, se non proprio ricordare come simili eventi travolgano le vite delle persone, che magari si trovano a dover mettere in salvo la loro famiglia, o a voler restare vicino a parenti non autosufficienti, o a dover trovare costi quel che costi di che mantenerli.
Insomma, non tutti coloro che si sono resi 'AWOL' sono terroristi o nemici della Siria.
Questo video spiega molto bene i termini dell'aministia.
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sabato 13 ottobre 2018
Il Presidente Assad emana un provvedimento di clemenza verso i militari che durante la guerra hanno abbandonato il loro posto (senza compiere altri reati)!
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giovedì 30 aprile 2015
Le forze saudite al confine con lo Yemen hanno perso tra i 5000 e i 7000 uomini a causa di diserzioni!
Dai cinque ai settemila soldati di Riyadh schierati a cavallo del confine yemeno-saudita si sarebbero dati alla diserzione: notizie di imponenti fenomeni di ammutinamento e renitenza avevano già iniziato a circolare un paio di settimane dopo l'inizio dell'aggressione armata di Casa Saoud contro lo Yemen, ma non erano sufficientemente circostanziate per dare loro più di tanto credito.
Adesso con attacchi e raid di militanti Houthi e di combattenti tribali yemeniti che si moltiplicano e si ripetono sembra proprio che anche a livello psicologico una qualche 'diga' si sia rotta e lo stillicidio di diserzioni sia diventato un ruscello e poi rapidamente un torrente.
Adesso con attacchi e raid di militanti Houthi e di combattenti tribali yemeniti che si moltiplicano e si ripetono sembra proprio che anche a livello psicologico una qualche 'diga' si sia rotta e lo stillicidio di diserzioni sia diventato un ruscello e poi rapidamente un torrente.
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venerdì 27 gennaio 2012
L'esercito di occupazione sionista afflitto dai renitenti: sempre meno giovani ebrei vogliono trasformarsi in SS con la stella di davide!
L'ufficio leva dell'esercito del regime ebraico ha gravi problemi con la chiamata alle armi, che nello stato fascista di occupazione della Palestina coinvolge ragazzi e ragazze. Per chi voleva evitare di farsi addestrare e indottrinare a diventare una macchina di odio e oppressione, ma senza affrontare la detenzione che aspetta i 'Refusenik' (e che pure tanti giovani coraggiosi accettano per diventare essi stessi veicolo di denuncia della brutalità sionista) una via più "comoda" era quella di dichiararsi ebrei ultraortodossi, presentarsi alla chiamata infagottati in una palandrana da haredim e dichiarare di non poter portare armi per motivi religiosi.
Con l'estensione di questa pratica a fasce sempre più estese di giovani (20 per cento dei richiamati nel 1992, 35 per cento oggi) però gli uffici competenti si sono dati a qualche indagine e accertamento, scoprendo, per esempio, che solo tra le ragazze tantissime delle pretese "ultraortodosse" avevano frequentato scuole assolutamente secolari (cose che gli haredim non farebbero mai, invocando la totale separazione non solo dai non-ebrei ma anche dagli ebrei non-ortodossi per mantenere la loro 'purezza'), rivedendo quindi un enorme numero di dossier per renitenza alla leva.
Negli ultimi mesi diversi generali sionisti hanno lanciato allarmi riguardo alla prevista incapacità del sistema militare di Tel Aviv di affrontare la rinnovata possibilità di una guerra su più fronti ora che l'Egitto non é più sotto il controllo di un dittatore filoamericano e che la maggior parte della popolazione di quel paese preme per una denuncia del cosiddetto 'Trattato di Pace di Camp David'.
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martedì 11 ottobre 2011
Ad Haifa e Tel Aviv scioperano i dottori, collassa la sanità dello Stato ebraico, centinaia di operazioni cancellate o rimandate!
A dozzine i medici degli ospedali di Tel Aviv, Haifa e altri centri grandi e piccoli non si sono presentati ai loro normali turni di servizio, facendo rapidamente affondare il sistema sanitario israeliano nel più completo caos; mano a mano che smontano gli ultimi medici in servizo dal week-end non si trova più un primario, un chirurgo, un internista a cui fare effettuare i più semplici interventi e le più basilari procedure terapeutiche; risultato, con l'eccezione di pochi casi improcrastinabili o particolarmente gravi sono stati tantissimi i pazienti che si sono visti rivolgere un: "ci dispiace, ma deve tornare a casa, le faremo sapere quando la potremo curare".
Secondo l'Agenzia Reuters questa 'diserzione di massa' sarebbe l'ultima, estrema, forma di protesta contro un sistema sanitario che, una volta avanzato ed efficiente é stato sempre più ridotto all'osso da anni di politiche di Destra, volte a contenere i costi facendo lavorare i clinici sempre più a lungo e sempre più duramente tagliando nel contempo compensi e benefit. Ormai nello Stato ebraico é difficile trovare il personale per far funzionare la sanità pubblica, mentre sempre più medici scelgono di lavorare nelle costose cliniche private, riservate a chi ha il denaro per stipulare onerosissime assicurazioni sulla salute.
Colto di sorpresa dalla massa di defezioni peggio che da un massiccio bombardamento di Hamas, il Governo Netanyahu ha cercato goffamente di correre ai ripari promettendo ad alcune categorie di medici modesti incrementi di stipendio, nel tentativo di spaccare il fronte della protesta, ma sarebbe interessante sapere anche dove Benji e i suoi alleati di Ultradestra pensano di prendere i fondi per finanziare tale misura, visto che ultimamente devono fare economia persino sull'Esercito: taglieranno le 'paghette' a qualche insediamento illegale di fanatici? Oppure busseranno a denari alla Casa Bianca o alla Cancelleria di Dama Merkel?
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