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domenica 3 novembre 2013

Carico di esplosivi e detonatori destinati ai militanti wahabiti in Siria bloccato ad Alessandretta dalle autorità turche!

Sembra che alle dichiarate intenzioni turche di "tarpare le ali" alle attività di sostegno e rifornimento delle formazioni terroristiche wahabite a opera di agenti sauditi sul loro territorio comincino a far seguito alcuni fatti, perlomeno leggendo quanto pubblicato sulla sua edizione odierna dal quotidiano anatolico "Hurriyet", che riporta del blocco nel porto di Iskenderun (Alessandretta) di un container pieno di esplosivo e detonatori.

Il carico che proveniva dall'Egitto (guarda caso) era accompagnato da due individui, apparentemente legati ai servizi sauditi, che, presi in custodia dalle autorità turche avrebbero immediatamente rivelato di avere avuto intenzione di trasportare la merce attraverso il territorio turco fino alla frontiera siriana e lì darla in mano a militanti takfiri alleati col Fronte Al-Nusra.

Se questo non resterà un exploit isolato, forse, il fato delle milizie islamista nel Nord della Siria potrà essere deciso ancora più rapidamente di quanto la successione di vittorie dell'Esercito di Assad poteva finora far (pur ottimisticamente) prevedere.

sabato 2 novembre 2013

Erdogan vuol chiudere tutti gli uffici dell'intelligence saudita in Turchia: Riyadh sempre più isolata!

Ankara progetta di chiudere tutti gli uffici dei servizi segreti sauditi in Anatolia in seguito ai gravi dissidi diplomatici che hanno seguito le lotte intestine tra milizie terroriste filoturche e filosaudite in Siria, grazie alle quali la coalizione anti-Assad ha subito danni probabilmente irreversibili.

Tutto l'apparato di intelligence di Riyadh in Turchia esiste solo con lo scopo di aiutare i mercenari wahabiti e adesso, con le continue vittorie di Damasco e la necessità per Erdogan di limitare le perdite di immagine e prestigio subite nel tentativo di aiutare una vittoria degli insorti che si é rivelata aleatoria e impossibile la Turchia sembra voler tentare una lenta e faticosa ricostruzione dei suoi rapporti diplomatici con la Siria che rende necessario 'bruciare i ponti' con i Sauditi e i loro manutengoli qaedisti.

I Turchi credono che i Sauditi stiano disperatamente cercando di costruire un loro 'blocco' di interessi arruolando Barheini, Kuwaitiani, Giordani e Sauditi in maniera da poter affrontare Iran, Siria, Irak ed Hezbollah (l'Asse della Resistenza) da una parte e Turchia, Qatar e Ikhwan dall'altra (Potremmo chiamare questo 'Asse delle Democrazie Islamiche'), mentre quello saudita sarebbe l'Asse delle Monarchie Conservatrici.

martedì 29 gennaio 2013

Webster Tarpley a PressTV: "La Coalizione anti-Assad é ormai senza guida e sta per spaccarsi!"

In un interessantissimo intervento sulla tv iraniana in lingua inglese "PressTV" il commentatore e "pundit" politico Webster Tarpley ha registrato come in tutte le (poche) zone della Siria dove ancora si registra attività terroristica wahabita la popolazione si vada organizzando in milizie per contrastare e scacciare i terroristi mercenari. Inoltre, fa notare Tarpley, la Francia, impegnata in Mali e in Algeria, ha quasi cessato ogni sua attività filo-terrorista in Siria, nella corte saudita di Riyadh la fazione "anti-interventista" va prendendo forza quanto più il sostegno ai gruppi wahabiti continua a rimanere privo di qualunque genere di "ritorno" politico o strategico e anche in Turchia l'architetto della strategia anti-Assad, cui sono stati sacrificati i frutti di anni di politica di 'buon vicinato, il Ministro degli Esteri Davutoglu, sarebbe del tutto screditato e a un passo da dimissioni più o meno volontarie.
Ad Assad e alle sue forze armate non rimarrebbe che "ripulire" le ultime sacche di insorti a Nord e in misura minore lungo i confini giordano e libanese per avere finalmente ragione, sul campo, dell'armata brancaleone jihadista-estremista.
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