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venerdì 27 novembre 2020

L'Algeria acquisterà 14 supercaccia Sukhoi-57 per 2 miliardi di euro!

 

Come sanno molto bene gli affezionati lettori e seguaci del blog, l'amabilissimo Kahani ha una vera passione per il caccia di Quinta Generazione dell'OkB Sukhoi, a cui ha dedicato tanti articoli nei mesi e negli anni precedenti, seguendone lo sviluppo, il battesimo e l'utilizzo operativo in Siria.

Oggi ho ricevuto segnalazione da uno dei miei contatti, che l'aviazione algerina si sarebbe impegnata ad acquistare 14 esemplari del Su-57, siglando un contratto da oltre due miliardi di euro.

lunedì 11 marzo 2019

Quotidiano libanese denuncia infiltrazione USA-Franco-OTPOR delle 'proteste' in Algeria!

Nuovo video con interessanti dettagli sulla 'regia' NATO-sionista delle proteste algerine, per il nostro frequentatissimo Canale Youtube.

Usa, Francia, Marocco e Soros uniti per distruggere l'Algeria come già fatto con la Libia. La denuncia, molto chiara e netta, arriva dal quotidiano libanese "Al-Bana".

giovedì 3 gennaio 2019

Il corpo del Genio dell'Esercito Algerino fornirà 50 ponti mobili ai colleghi siriani!

Mentre i ricchi emirati del petrolio mandavano milioni di dollari ai tagliagole takfiri che invadevano e scempiavano la Siria, la ben più modesta e dignitosa Algeria inviava tonnellate di cibo e medicinali (e sembra, anche, combustibile) alle forze regolari della Repubblica Araba di Damasco.

Adesso da Algeri arriverà un aiuto ancora più importante, mirato verso una branca specifica delle forze armate siriane.

venerdì 21 dicembre 2018

Si avvicina sempre più il rientro della Siria nella Lega Araba!


Una fonte autorizzata della presidenza della Repubblica tunisina ha rivelato mercoledì l'esistenza di un lavoro di coordinamento tra diversi paesi arabi, tra cui la Tunisia e l'Algeria, per presentare una proposta per rimuovere il congelamento dell'adesione della Siria alla Lega Araba.

La stessa fonte ha detto che il Presidente tunisino Beji Caid Essebsi inizierà le consultazioni al vertice economico in Libano su invito del presidente siriano Bashar al-Assad al vertice arabo di Tunisi, in programma per marzo.

giovedì 22 dicembre 2016

E' nevicato anche nel Sahara algerino! E' la prima volta che questo accade dal 1979!

Ain Sefra è un piccolo villaggio algerino conosciuto come "La Porta del Sahara" visto che oltre le colline che lo demarcano inizia una vasta distesa di dune rossastre che conduce al più grande deserto caldo del globo.

Deserto caldo? Normalmente sì, ma proprio ieri Ain Sefra é stato  colpito da una nevicata che ha lasciato uno strato candido di fiocchi farinosi e scricchiolanti a mescolarsi con le sabbie vermiglie, creando un effetto visivo di rara bellezza, che qui sopra vedete immortalato dal reporter Karim Bouchetata.

martedì 1 settembre 2015

La Repubblica Islamica alla ricerca di sistemi per il riutilizzo del gas naturale residuo dalle estrazioni petrolifere!

Secondo dati recenti la Repubblica Islamica dell'Iran brucia ogni anno 10 miliardi e mezzo di gas naturale residuo dalle operazioni di estrazione petrolifera. Il greggio, infatti, esce dai pozzi mescolato ad acqua e a gas metano e se una parte di questa miscela viene re-iniettata nel pozzo per facilitare l'estrazione di ulteriore petrolio un'altra, spesso considerevole parte, viene bruciata ("flaring gas").
La distruzione di questo gas, oltre a essere uno spreco, costituisce anche un fattore di inquinamento; infatti le zone in cui da più tempo in Iran si estrae petrolio con questi sistemi hanno anche alti tassi di inquinamento atmosferico da residui di idrocarburi. Solo Russia e Nigeria, rispettivamente con 35 miliardi e 15 miliardi di metri cubi l'anno, distruggono più 'flaring gas' dell'Iran; Irak (10,4 miliardi di metri cubi), Usa (5 miliardi) e Algeria (4,9 miliardi) seguono in questa classifica.

mercoledì 16 luglio 2014

Il Campione del Mondo Mesut Ozil dona a Gaza tutto il proprio montepremi mondiale!!

Mesut Ozil, l'ala tedesca di origine turca che milita in Inghilterra e che in Brasile si é laureata recentemente campione del mondo insieme ai suoi compagni della nazionale allenata da Low ha ricevuto per il successo mondiale un premio di 300mila Euro dalla federcalcio tedesca, che si aggiunge a quello di 150mila ricevuto per aver vinto la semifinale e a premi minori per ogni successo precedente (fase a gironi, ottavi e quarti).

Con un gesto di generosità che suscita ammirazione, il centrocampista offensivo dell'Arsenal ha deciso di devolvere tutto il suo montepremi mondiale a favore della popolazione di Gaza, tuttora sottoposta al pogrom militare sionista. La sua decisione, che fa il paio con quella dei giocatori algerini di cui abbiamo dato notizia pochi giorni fa dimostra come la consapevolezza e la solidarietà con le sofferenze e le tribolazioni del Popolo di Palestina si stiano facendo largo anche nel mondo 'dorato' del football internazionale.

In precedenza anche campioni come Marcelo Vieira e Cristiano Ronaldo avevano espresso, vocalmente o con gesti concreti la loro vicinanza a Gaza e ai Palestinesi.

giovedì 3 luglio 2014

La nazionale di calcio algerina devolverà il premio FIFA per la partecipazione ai mondiali a favore della gente di Gaza!!

La nazionale di calcio algerina ha portato alta la bandiera dell'Africa e del Mondo Arabo ai campionati del mondo di calcio attualmente in svolgimento in Brasile passando la fase a gironi e disputando una coraggiosa partita agli ottavi di finale contro la Germania onorando lo spirito sportivo e l'affetto e il sostegno dei tifosi che la seguivano in terra sudamericana così come via satellite.
La FIFA consegna alle squadre che vengono eliminate agli ottavi di finale un premio monetario di nove milioni di dollari; la squadra algerina ha deciso che devolverà interamente questa somma a favore della popolazione di Gaza. Questo gesto é importantissimo e onora i calciatori allenati da Halilhodžić e i loro tifosi che hanno issato bandiere, sciarpe coi colori palestinesi durante i match, testimoniando la loro solidarietà con la popolazione araba più oppressa e perseguitata della Terra.
Rientrati dalla loro avventura brasiliana e portati letteralmente in trionfo per le strade di Algeri i giocatori della nazionale detta dei "Guerrieri del Deserto" non hanno trascurato di mostrare ben visibile la bandiera palestinese, suscitando l'entusiastico responso di tifosi e aficionados, bravi ragazzi!!!!

venerdì 20 giugno 2014

La Germania é in procinto di vendere mille blindati "Fuchs" al Governo di Algeri!

Mille APC ruotati classe "Fuchs" verranno presto trasferiti dai gruppi industriali tedeschi Rheinmetall e Ferrostaal al Governo di Algeri; non solo, ma saranno accompagnati da un intero complesso industriale che verrà eretto in territorio algerino, dove avverrà l'assemblaggio finale dei mezzi e verranno prodotti pezzi di ricambio ed effettuata la manutenzione periodica, rendendo il paese nordafricano virtualmente indipendente dal venditore una volta effettuato l'acquisto.

E' stata questa una clausola su cui il Governo di Bouteflika ha insistito particolarmente prima di apporre la firma finale sull'accordo da quasi tre miliardi di Euro, parte di un più vasto programma di acquisti militari che comprenderà anche due fregate di costruzione Thyssen/Krupp e ulteriori veicoli militari (forse cingolati) del gruppo Daimler.

Questi ulteriori acquisti porteranno il volume degli accordi militari tra Berlino e Algeri alla cifra di quasi dieci miliardi di Euro, un ottimo risultato per l'industria tedesca visto che i suoi affari con le monarchie wahabite del Golfo sono costantemente ostacolati da preoccupazioni di natura etica sollevate dalle opposizioni.

domenica 25 maggio 2014

L'ambasciatore siriano alle Nazioni Unite rende omaggio all'Algeria, fedele alleato di Damasco in questi anni di lotta!!

Durante questi difficili anni di lotta contro il terrorismo mercenario e il complotto anglo-saudi-qatar-sionista la Repubblica Araba di Siria ha potuto sempre contare sulla solidarietà politica, diplomatica, morale dell'Algeria, che mai si é piegata ai ricatti e alle minacce di Riyadh e Doha e mai ha acconsentito a pugnalare alle spalle il Presidente Assad e il suo popolo, anche solo verbalmente. Ieri il rappresentante siriano all'ONU Bashar Jafaari, così ha reso omaggio all'Algeria e agli Algerini.

«L'Algeria è il paese arabo che ha sempre onorato i propri impegni finanziari verso la Palestina.
 

L’Algeria è stato il secondo paese arabo, dopo l’ Iraq, che ha finanziato la guerra del ‘73 contro i sionisti.
 

L'Algeria è il primo paese arabo che ha parlato in Arabo al quartier generale delle Nazioni Unite quando Boumedienne ha iniziato il suo discorso con le storiche parole: 'Bism Allah Rahman Raheem wa salat wa salam ala el Ashraf moursaline...'.
 

L'Algeria rappresenta l'ultima vittoria araba nella storia contemporanea.
 

L'esercito algerino è l'unico esercito che ha bombardato il territorio di Israele durante la guerra del ’73.
 

L'Algeria è l'unico paese arabo che ha accettato senza paura di dichiarare la creazione di uno Stato palestinese e il primo paese a riconoscere la Palestina.
 

L'Algeria è l’unico paese arabo e musulmano che ha sconfitto la NATO e la Francia, che era la più grande potenza coloniale di quell'epoca!

Saluto il paese che ha dato un milione e mezzo di martiri»

domenica 11 maggio 2014

"Yankee Stay Home!" L'Algeria rifiuta agli Usa una base militare sul suo territorio!!

La Repubblica Algerina ha rispedito al mittente con esito negativo la richiesta americana di stabilire una base militare sul suo territorio, nell'ambito della strategia yankee di infiltrazione del Continente Nero e di provocazione continua tramite gruppi islamici estremisti creati, riforniti e manipolati dalla CIA (vedi Boko Haram in Nigeria et simili...).

Il governo Usa ha creato il suo 'Comando Africano' nel 2008 e ha pensato bene di insediarlo sul territorio italiano nella base vicentina di Dal Molin; nonostante le enormi manifestazioni di protesta della popolazione locale, col beneplacito di ogni esecutivo di "centrodestrasinistra".

Per fortuna esistono paesi che tengono alla loro sovranità e indipendenza per averla conquistata a caro prezzo con una sanguinosa lotta di liberazione e non spalancando le braccia servilmente a un invasore dopo l'altro come usano fare gli itaglioni nativi del Bel Paese.

venerdì 9 maggio 2014

Dopo le menzogne ikhwanite, regolarmente smentite, Al-Sisi incontra cordialmente l'ambasciatore algerino!

Parlando con rappresentanti dei media locali la scorsa settimana l'Ex-generale e ora candidato presidenziale Al-Sisi ha dichiarato che, in caso di necessità, la totalità delle Forze Armate egiziane sarebbe in grado di mobilitarsi per correre in aiuto di paesi come la Tunisia, l'Algeria o il Marocco, in meno di 72 ore.

Prontamente, un outlet di propaganda menzognera al servizio della disciolta Fratellanza Musulmana (e dei suoi sostenitori e finanziatori stranieri) come "Islam.Info", distorse le parole di Sisi pretendendo che egli avesse vantato la capacità egiziana di "INVADERE" Tunisia, Algeria o Marocco...e meschinamente aveva 'lanciato' la news con in primo piano l'Algeria, nel tentativo di rovinare i rapporti tra i due grandi Stati nordafricani attualmente che più fortemente sono impegnati a garantire la laicità delle Istituzioni.

Puntuale arrivò la smentita, come si può leggere su questa stessa pagina-web "Algerie Patriotique", che dimostra come gli stessi media algerini siano stati ansiosi di smentire le fandonie islamiste. Comunque, a riaffermare la mancanza di ogni istinto 'bellicoso' verso la Repubblica Algerina ieri Sisi ha incontrato e discusso a lungo con il suo ambasciatore al Cairo, ribadendo di essere pronto, se verrà eletto Presidente dell'Egitto, a condurra una politica di dialogo e cooperazione verso Algeri: "Combattendo per l'Unità dei Popoli e delle Nazioni arabe!".

giovedì 12 dicembre 2013

Il Governo algerino ribadisce alla riunione OIC di Conakry la sua totale solidarietà verso la Causa palestinese

Nel corso della riunione del Consiglio dei Ministri degli Esteri dell'OIC, l'Organizzazione per la Cooperazione Islamica, (già Organizzazione della Conferenza Islamica) attualmente in atto a Conakry, il titolare del dicastero algerino Madjid Bougherra ha colto l'occasione per riaffermare la totale solidarietà del suo Paese e del suo Governo con il Diritto dei Palestinesi a liberare tutte le terre attualmente occupate dai Sionisti e a dichiarare uno stato autonomo, indipenente con Al-Quds (Gerusalemme) come sua capitale.

Madjid ha giustamente osservato che laddove é interesse dell'occupazione sionista e dei suoi padrini imperialisti americani ed europei fomentare settarismi e divisioni tra i musulmani, dovere morale ancora più grande per loro diventa la promozione di programmi di solidarietà, a base locale, nazionale, internazionale, che rendano possibile a tutta l'Umma di mobilitarsi efficentemente a favore del popolo oppresso di Palestina.

L'intervento del dignitario algerino si é concluso con l'osservazione del fatto che il progetto di genocidio culturale in atto ad Al-Quds con il tentativo spurio e insincero di 'giudaizzae' la città della Cupola della Roccia e del Nobile Santuario di Al-Aqsa, rappresenta un attacco al retaggio culturale di milioni di seguaci del Profeta Maometto e della sua rivelazone.

martedì 29 ottobre 2013

Truppe algerine distruggono la rete di sostegno ad Ansar Sharia al di qua del confine tunisino!

A una cinquantina di chilometri a Sud di Tebessa, le forze di sicurezza algerina hanno condotto una rapida e riuscita operazione di contrasto al terrorismo che ha visto ben ottanta fiancheggiatori del gruppo estremista tunisino Ansar al-Sharia; l'operazione arriva dopo che la settimana scorsa due terroristi sono stati inseguiti e uccisi più o meno nella stessa zona.

Lo scorso 29 agosto, dopo aver dichiarato ufficialmente fuorilegge il gruppo estremista wahabita il Ministro della Difesa di Tunisi Rachid Sabagh ha annunciato che sarebbero state create 'zone cuscinetto' al confine con l'Algeria per impedire le attività illegali tra i due stati.

 L'Algeria, per ordine diretto del Presidente Bouteflika, ha iniziato una sua serie di operazioni a ridosso del confine per scardinare ogni struttura di appoggio a gruppi fuorilegge tunisini, specialmente nelle province di Souk Ahras, El Oued, e appunto, come si é visto anche dalla notizia di oggi, Tebessa.

domenica 20 ottobre 2013

Le forze di sicurezza tunisine eliminano dieci estremisti fanatici che avevano attaccato la polizia!

Un'operazione lanciata giovedì scorso e durata fino a ieri ha visto le forze d'intervento speciale di Tunisi schierarsi nella zona di Monte Taoujer, nella regione di Beja, vicino al confine con l'Algeria per smantellare i covi e le strutture create dai militanti estremisti che hanno cercato di trasformare la zona in una loro roccaforte.

Secondo il rapporto fatto ai mass-media dal Premier Ali Larayedh nella mattinata di oggi, l'operazione ha avuto successo e ha visto le forze di Tunisi eliminare almeno dieci militanti estremisti della formazione 'Ansar al-Sharia'; altri quattro terroristi, bloccati a Goubellat, si sono consegnati alle autorità mentre due loro complici sarebbero riusciti, per ora, a far perdere le loro tracce.

Il gruppo wahabita Ansar al-Sharia é stato dichiarato fuorilegge due mesi fa e da allora i suoi membri si sono resi responsabili di odiosi e vigliacchi attentati contro personalità politiche moderata e rappresentanti delle forze dell'ordine. Nel corso delle operazioni al confine algerino, sarebbero state ritrovate ingenti quantità di esplosivo che gli estremisti avrebbero voluto confezionare in bombe.

giovedì 28 marzo 2013

Il Ministro dell'Interno tunisino crea Unità di Crisi per affrontare i gruppi wahabiti nel paese e contrastare le loro attività!

Il Ministero dell'Interno tunisino Lofti Ben Jeddoh ha annunciato negli scorsi giorni "La formazione di una unità di crisi per combattere le attività di sostegno al terrorismo che possano coinvolgere cittadini o gruppi tunisini"; non é un mistero che, dopo la cacciata del dittatore Ben Ali e la creazione di un effettivo regime democratico, alcuni gruppi di frangia takfiro-wahabiti si siano formati nel paese e alcuni di essi si siano prestati all'invio di potenziali terroristi mercenari dapprima in Libia ma in seguito anche in Siria.

"Abbiamo lanciato questo nuovo strumento per controllare le attività di gruppi radicali e i movimenti al confine con la Libia e l'Algeria e nell'interno, nelle zone meno popolate e controllabili del paese" ha dichiarato il Ministro al Parlamento riunito in assemblea. "L'Alto Consiglio di Sicurezza si riunirà settimanalmente per seguire gli sviluppi delle attività in merito", aggiungendo poi che un nuovo Dipartimento di Polizia giudiziaria verrà formato per contrastare il crimine informatico, con particolare attenzione, anche qui, alle attività terroristiche di stampo salafita.

"Già il precedente Governo aveva abbozzato un progetto di legge per la crezione di una Agenzia Tecnica di Comunicazione che si occupasse degli aspetti legali e della criminalità informatica"

venerdì 15 marzo 2013

Nonostante le sparate anglo-franco-americane l'insorgenza terrorista in Siria é sfibrata e sul punto di collassare!

Ogni giornale, ogni rivista, ogni telegiornale pubblicato o trasmesso in Europa e in Nordamerica negli ultimi giorni ha fatto del proprio meglio per dare l'idea che, i Governi di Usa, Francia e Inghilterra si stiano mobilitando per fornire ai terroristi mercenari attivi in Siria, collusi con le più impresentabili sigle del wahabismo internazionale (Al-Nusra, Jundullah...) 'aiuti' di ogni genere che dovrebbero servire per prendere finalmente il sopravvento su un Governo siriano che, contando quasi esclusivamente sulle proprie forze e sulla solidarietà politica di pochi, fedeli alleati, é finora riuscito per oltre 2 anni a negare agli infiltrati stranieri qualunque 'vittoria' significativa.

Ovviamente, nel gioco di fumi e specchi di propaganda che é il mondo dei media occidentali e imperialisti, nulla di più lontano dalla verità riguardo alla Siria si potrebbe immaginare; dopo avere buttato letteralmente 'nel water' miliardi e miliardi di dollari i paesi del Golfo si sono stufati di nutrire un pozzo senza fondo senza vedere risultati e gli 'interventi' occidentali, lungi dall'essere necessari per garantire (o comunque consentire una vittoria) sono disperatamente attesi per evitare una catastrofe e una rotta rovinosa.

Come ha rimarcato anche il Viceministro iraniano degli Esteri con delega speciale per gli Affari Arabi ed Africani, Hossein Abdollahian, nel corso della sua recente visita in Algeria: "L'insorgenza qaedista in Siria é ai suoi ultimi respiri, le forze militari e di sicurezza di Assad hanno prevenuto con successo ogni sua mossa, evitando che in qualsivoglia Provincia del paese si creasse la 'zona franca' necessaria alla NATO per intervenire direttamente nel paese, l'afflusso di combattenti stranieri é al minimo e le armi per loro sono cronicamente insufficienti".

Ancora oggi nei press di Al-Sayyeda Zainab le forze regolari siriane hanno individuato e confiscato un enorme deposito di missili anticarro di fattura israeliana, altre armi anticarro di diversa origine, giubbotti antiproiettile, munizioni e sistemi di comunicazione satellitare. L'arsenale é stato abbandonato intatto dai terroristi che lo avevano accumulato, che non hanno avuto modo di trasportarlo con loro quando sono stati ricacciati indietro dalle controffensive di Assad

mercoledì 20 febbraio 2013

Assad discute con i suoi ospiti libanesi e trae le conclusioni di due anni di lotta contro i mercenari qaedisti!

Incontrando una delegazione di ospiti libanesi il Presidente siriano Bashir Assad ha fatto il punto sulla posizione interna del paese dopo 23 mesi di ininterrotta offensiva terroristica finanziata dalle forze imperialiste e sioniste internazionali e dai loro lacché regionali: turchi e wahabiti degli emirati del Golfo, sottolineando che, guardandosi indietro ai momenti di grave crisi e pericolo e analizzando invece la situazione attuale é difficile non immaginare come ormai prossima la totale vittoria contro ciò che rimane dell'insorgenza marcenaria. In primis Assad ha dichiarato che, una volta superati anche gli ultimi postumi di questa crisi Damasco riprenderà il suo ruolo di importante sostenitore della Causa della Resistenza palestinese, non importa quante ingiustizie abbia subito da presunti ex-sostenitori di essa che si sono rivoltati contro di lei; il sostegno alla Palestina per la Siria non é una materia di preferenze o convenienze politico-diplomatiché é una scelta di campo irrinunciabile.

In secondo luogo Assad ha ringraziato pubblicamente il Patriarca maronita Cardinale Al-Rai per la sua recente visita a Damasco che é stata apprezzata e valutata in tutte le sue sfaccettature, e per la quale l'alto prelato di Bkirki "merita tutta la nostra riconoscenza".

Terzo, nonostante il dolore, le perdite e il sangue, questa crisi é stata utile perché ha permesso alla Siria di riconoscere i veri e validi amici e alleati da quelli incerti o tentennanti: spesso il responso é stato conforme alle aspettative (Hezbollah, l'Iran, l'Irak di Maliki, la Russia, si sono dimostrati i validi alleati di cui la Siria aveva bisogno) ma altri (l'Algeria, la Cina...) si sono mostrati più vicini e solidali di quanto non fosse sperabile o prevedibile e di ciò bisognerà tenere conto in futuro.

giovedì 14 febbraio 2013

La bandiera qatariota é tra le più bruciate nelle piazze della rivolta dall'Egitto alla Tunisia, dall'Irak al Barhein!


Il tentativo qatariota di creare una 'rete' di paesi musulmani estremisti influenzati dalle predicazioni wahabite di imam fedeli a Doha, influenzati dalla scorretta propaganda di Al-Jazeera e sostenuti dalle donazioni e dalle mazzette provenienti dalle profonde tasche dell'Emiro Al-Thani sta rapidamente naufragando mano a mano che settori dell'opinione pubblica araba via via più estesi si rendono conto del tentativo del piccolo sceiccato petrolifero di influenzare con la propria ricchezza la politica interna di vari paesi, dall'Egitto alla Tunisia, dalla Siria all'Irak. Tanto che, ormai, le bandiere qatariote vengono bruciate in strada durante le manifestazioni di protesta quasi più spesso di quanto non capiti a quelle israeliane o americane, come confermano le foto di cui sopra e il recente reportage di "Middle East Online". In particolare tra i paesi che più temono l'influenza del Qatar e della sua politica estera filo-wahabita vi sarebbero gli Emirati Arabi Uniti, gelosi della loro indipendenza e l'Algeria che ha già sofferto a lungo per gli attacchi di estremisti salafiti.
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martedì 29 gennaio 2013

Webster Tarpley a PressTV: "La Coalizione anti-Assad é ormai senza guida e sta per spaccarsi!"

In un interessantissimo intervento sulla tv iraniana in lingua inglese "PressTV" il commentatore e "pundit" politico Webster Tarpley ha registrato come in tutte le (poche) zone della Siria dove ancora si registra attività terroristica wahabita la popolazione si vada organizzando in milizie per contrastare e scacciare i terroristi mercenari. Inoltre, fa notare Tarpley, la Francia, impegnata in Mali e in Algeria, ha quasi cessato ogni sua attività filo-terrorista in Siria, nella corte saudita di Riyadh la fazione "anti-interventista" va prendendo forza quanto più il sostegno ai gruppi wahabiti continua a rimanere privo di qualunque genere di "ritorno" politico o strategico e anche in Turchia l'architetto della strategia anti-Assad, cui sono stati sacrificati i frutti di anni di politica di 'buon vicinato, il Ministro degli Esteri Davutoglu, sarebbe del tutto screditato e a un passo da dimissioni più o meno volontarie.
Ad Assad e alle sue forze armate non rimarrebbe che "ripulire" le ultime sacche di insorti a Nord e in misura minore lungo i confini giordano e libanese per avere finalmente ragione, sul campo, dell'armata brancaleone jihadista-estremista.
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