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domenica 28 maggio 2017
Bahrein: poster piece for western blatant lies, propaganda and double standard!
In the first few weeks of the international terrorist aggression against the Syrian Arab Republic one of the most oft-quoted and repeated lies of the imperialist and zionist propaganda was that in Daraa, in Damascus, in Homs, Hama and other syrian cities "huge demos" were being held "against the tyrannical Assad regime".
Of course there were no huge demonstrations but, even if there were, they would have not meant that it was legal to upturn a Government elected by the majority of syrian citizens; after all to lash up a "huge demo" one only needs to mobilize a few thousand people, to elect a Government the votes of MILLIONS of citizens are cast.
Yet there is a middle eastern country where "huge demonstrations" are being held not since weeks and not since months but since YEARS AND YEARS, and where, moreover, these demonstrations do actually reflect the will of the overwhelming majority of the populace, yet, firmly entrenched in its arrogance, supported by the most repressive and absolutist kingdoms of the region, sheltered by the complete silence of western mainstream media, a small clique of oppressors clings to power, persecuting, jailing, torturing and killing those brave enough to speak and stand against it.
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venerdì 11 aprile 2014
PDF di propaganda yankee anti-Hezbollah utile soprattutto per capire lo spaesamento Usa di fronte al partito di Nasrallah!
L'"Istituto per lo Studio della Guerra" é uno di quei 'centri studi' tutti americani (che si definiscono pomposamente 'think tank' - serbatoi di pensiero!) che dovrebbero produrre analisi e dottrine utili ai policymaker della Casa Bianca per confrontarsi con realtà e situazioni molto lontane dalla loro esperienza. Grazie all'amico Alessandro Lattanzio di "Sito Aurora" e "Stato e Potenza" possiamo indicarvi questo link dove scaricare l'ultimo parto delle profonde 'ponzate' di questo 'tank(o)' (più che serbatoio infatti ci sembra un meccanismo vetusto e rabberciato come la ruspa degli "indipendentisti veneti") riguardo ad Hezbollah e al suo ruolo in Siria.
Il documento, firmato da una tale 'Marisa Sullivan' infatti é notevole non perché analizzi in profondità l'operato del Partito di Dio libanese in Siria, né perché riveli chissà quali retroscena, ma perché indica molto bene le superficialità, i pregiudizi, i paraocchi con cui gli yankee si accostano al fenomeno Hezbollah e perché, in circa trent'anni, non ne abbiano mai capito nulla.
Questo dervia dall'istintivo razzismo tipico dei popoli anglo-sassoni, unito all'ideologia yankee del 'destino manifesto' e allo specchio deformante dell'Orientalismo attraverso cui questi 'analisti' percepiscono la realtà mediorientale, araba e sciita. Marisa Sullivan fa il marchiano errore di dipingere alternativamente Hezbollah come 'debolissimo' (in definitiva non si tratta altro che di 'negri delle sabbie' con turbanti in testa, no?) e insieme 'fortissimo' (per il suo -presunto- fanatismo e per l'aiuto dell'Iran), senza rendersi conto che pochi anni prima la forza di Hezbollah era "imputata" all'aiuto della Siria (ormai nemmeno considerata e dipinta come ancor più debole di Hezbollah tanto che, così marcia la tautologia della Sullivan, il regime di Assad sarebbe certo caduto se non fosse accorso in suo aiuto Hezbollah).
Altro indicatore di quanto male la Sullivan abbia fatto i 'compiti a casa' (per usare una metafora renziana!) sta nella maniera supina e acritica con cui essa sottoscrive ogni affermazione di fonte terroristica riguardo le "gravissime perdite" subite da Hezbollah nella campagna siriana, dove persino "molti leader" sarebbero stati uccisi sul campo di battaglia. Considerando che, come in ogni operazione di controinsurgenza, per ogni militare o militante siriano o comunque filo-governativo, sono tra gli otto e i dodici i militanti terroristi che vengono abbattuti, ci si chiede quanto 'gravi' possano essere le perdite di Hezbollah; ma poi, basta pensare quante e quali volte le fonti di informazione leali ai terroristi siano state "pizzicate" a mentire spudoratamente per defraudare le affermazioni della Sullivan di qualunque credibilità.
Il colpo definitivo alla credibilità dell'autrice la danno le scarne righe di 'bio' (pag. 6) che accompagnano il suo 'paper', dove si vede che la Sullivan NON HA ALCUNA ESPERIENZA DI LIBANO O DI HEZBOLLAH e abbia in precedenza pubblicato studi sulle milizie sadriste e sul campo politico di Nouri al-Maliki in Irak. Evidentemente essendo Moqtada al-Sadr un chierico sciita e rappresentando il Premier Maliki la maggioranza di irakeni sciiti, tali scritti nella visione superficiale tipica degli americani rendono "de facto" Marisa Sullivan una ESPERTA DI SCIISMO A LIVELLO MONDIALE.
Noi che sappiamo quanto particolare, unico e irripetibile sia invece lo scenario culturale/sociale/politico libanese da cui Hezbollah é sorto e si é sviluppato continueremo a considerare simili 'pamphlet' rigurgitati dalle 'cisterne di pensiero' a stelle e strisce come materiale per aeroplanini di carta.
Il documento, firmato da una tale 'Marisa Sullivan' infatti é notevole non perché analizzi in profondità l'operato del Partito di Dio libanese in Siria, né perché riveli chissà quali retroscena, ma perché indica molto bene le superficialità, i pregiudizi, i paraocchi con cui gli yankee si accostano al fenomeno Hezbollah e perché, in circa trent'anni, non ne abbiano mai capito nulla.
Questo dervia dall'istintivo razzismo tipico dei popoli anglo-sassoni, unito all'ideologia yankee del 'destino manifesto' e allo specchio deformante dell'Orientalismo attraverso cui questi 'analisti' percepiscono la realtà mediorientale, araba e sciita. Marisa Sullivan fa il marchiano errore di dipingere alternativamente Hezbollah come 'debolissimo' (in definitiva non si tratta altro che di 'negri delle sabbie' con turbanti in testa, no?) e insieme 'fortissimo' (per il suo -presunto- fanatismo e per l'aiuto dell'Iran), senza rendersi conto che pochi anni prima la forza di Hezbollah era "imputata" all'aiuto della Siria (ormai nemmeno considerata e dipinta come ancor più debole di Hezbollah tanto che, così marcia la tautologia della Sullivan, il regime di Assad sarebbe certo caduto se non fosse accorso in suo aiuto Hezbollah).
Altro indicatore di quanto male la Sullivan abbia fatto i 'compiti a casa' (per usare una metafora renziana!) sta nella maniera supina e acritica con cui essa sottoscrive ogni affermazione di fonte terroristica riguardo le "gravissime perdite" subite da Hezbollah nella campagna siriana, dove persino "molti leader" sarebbero stati uccisi sul campo di battaglia. Considerando che, come in ogni operazione di controinsurgenza, per ogni militare o militante siriano o comunque filo-governativo, sono tra gli otto e i dodici i militanti terroristi che vengono abbattuti, ci si chiede quanto 'gravi' possano essere le perdite di Hezbollah; ma poi, basta pensare quante e quali volte le fonti di informazione leali ai terroristi siano state "pizzicate" a mentire spudoratamente per defraudare le affermazioni della Sullivan di qualunque credibilità.
Il colpo definitivo alla credibilità dell'autrice la danno le scarne righe di 'bio' (pag. 6) che accompagnano il suo 'paper', dove si vede che la Sullivan NON HA ALCUNA ESPERIENZA DI LIBANO O DI HEZBOLLAH e abbia in precedenza pubblicato studi sulle milizie sadriste e sul campo politico di Nouri al-Maliki in Irak. Evidentemente essendo Moqtada al-Sadr un chierico sciita e rappresentando il Premier Maliki la maggioranza di irakeni sciiti, tali scritti nella visione superficiale tipica degli americani rendono "de facto" Marisa Sullivan una ESPERTA DI SCIISMO A LIVELLO MONDIALE.
Noi che sappiamo quanto particolare, unico e irripetibile sia invece lo scenario culturale/sociale/politico libanese da cui Hezbollah é sorto e si é sviluppato continueremo a considerare simili 'pamphlet' rigurgitati dalle 'cisterne di pensiero' a stelle e strisce come materiale per aeroplanini di carta.
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giovedì 28 marzo 2013
Ospedale sionista nel Golan occupato per i macellai di Al-Qaeda provenienti dalla Siria!
"Al-CIA-da, creata dagli Usa per i comodi di Israele", questa massima, a lungo considerata un 'complottismo', assume sempre più veridicità mano a mano che si scoprono gli altarini segreti del regime ebraico, ricordiamolo, mai colpito dai sedicenti "Integralisti islamici più integralisti di tutti" che tuttavia in trent'anni di carriera non hanno mai fatto esplodere manco un petardo in Israele, colpendo invece obiettivi in tutto il mondo, ma sempre in maniera 'scelta' a fomentare l'islamofobia, l'arabofobia in Occidente e a spingere i governi di Usa e UE sempre più in linea coi desideri israeliani: ricordate un attimo i "Cinque Israeliani Ballerini" (tutti agenti del Mossad) che ridevano e danzavano a New York mentre cadevano le Torri Gemelle, dice niente???PALAESTINA FELIX, primo outlet giornalistico di lingua italiana a farlo, pubblica in esclusiva per i suoi affezionati lettori la foto di questa struttura eretta nel Golan Siriano occupato illegalmente da Israele; al suo interno si trova una clinica in cui medici militari sionisti curano terroristi wahabiti di Al-Qaeda e Al-Nusra provenienti dalla Siria. Un'altra ulteriore prova del fatto che l'estremismo di marca saudita in realtà é un fantoccio i cui fili vengono tirati a Tel Aviv.
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giovedì 28 febbraio 2013
Ministro irakeno dichiara: "Erdogan e Al-Thani aiutando i wahabiti in Siria dichiarano guerra anche a Bagdad!"
Il Ministro dei Trasporti irakeno, già capo dell'Organizzazione Badr, Hadi al-Amiri, ha dichiarato all'agenzia Reuters che "Continuando a sostenere l'insorgenza degli estremisti sunniti in Siria, i Governi di Turchia e Qatar stanno implicitamente dichiarando guerra anche all'Irak, alle sue istituzioni e ai suoi cittadini!".Amiri ha dichiarato che, nonostante le grandi vittorie riportate dalle forze nazionali siriane, facilitate e rese possibili dall'aiuto e dalla cooperazione con Damasco dei suoi tradizionali e fedeli alleati Russi, Iraniani, Libanesi e anche dalla vigilanza e dal controllo esercitato lungo il confine dell'Anbar dalle forze irakene, l'ostinazione turca e qatariota a "pompare" mercenari, denaro e armi contro Assad rende più difficile il raggiungimento di un'intesa pacifica per la cessazione delle ostilità.
Interessante come, nella sua concione, Amiri non abbia menzionato l'Arabia Saudita, forze un segno ulteriore della posizione "terza", non totalmente coinvolta a livello governativo e dinastico, del regime di Riyadh riguardo il proseguire dell'offensiva terrorista in Siria. Forse é vero quel che ci é stato riferito che a continuare a foraggiare i terroristi siano rimasti alcuni principi a livello 'personale' ma il sostegno ufficiale saudita alla guerriglia sia da considerarsi terminato.
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martedì 29 gennaio 2013
Webster Tarpley a PressTV: "La Coalizione anti-Assad é ormai senza guida e sta per spaccarsi!"
In un interessantissimo intervento sulla tv iraniana in lingua inglese "PressTV" il commentatore e "pundit" politico Webster Tarpley ha registrato come in tutte le (poche) zone della Siria dove ancora si registra attività terroristica wahabita la popolazione si vada organizzando in milizie per contrastare e scacciare i terroristi mercenari. Inoltre, fa notare Tarpley, la Francia, impegnata in Mali e in Algeria, ha quasi cessato ogni sua attività filo-terrorista in Siria, nella corte saudita di Riyadh la fazione "anti-interventista" va prendendo forza quanto più il sostegno ai gruppi wahabiti continua a rimanere privo di qualunque genere di "ritorno" politico o strategico e anche in Turchia l'architetto della strategia anti-Assad, cui sono stati sacrificati i frutti di anni di politica di 'buon vicinato, il Ministro degli Esteri Davutoglu, sarebbe del tutto screditato e a un passo da dimissioni più o meno volontarie.
Ad Assad e alle sue forze armate non rimarrebbe che "ripulire" le ultime sacche di insorti a Nord e in misura minore lungo i confini giordano e libanese per avere finalmente ragione, sul campo, dell'armata brancaleone jihadista-estremista.
Ad Assad e alle sue forze armate non rimarrebbe che "ripulire" le ultime sacche di insorti a Nord e in misura minore lungo i confini giordano e libanese per avere finalmente ragione, sul campo, dell'armata brancaleone jihadista-estremista.
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sabato 26 gennaio 2013
Si addestrano a Golbasi, vicino Ankara, i terroristi con cui Erdogan vorrebbe sfasciare l'Irak!
Il quotidiano turco Aydinlik Gazete riporta come nell'ambito degli sforzi per trasferire in Irak l'instabilità e il conflitto settario che finora non sono serviti a distruggere la Siria (nonostante i copiosi sforzi congiunti di Turchia, Arabia Saudita, Qatar, Usa, Francia e Israele) il Governo Neo-ottomano di Erdogan abbia cominciato ad addestrare ex-uomini del regime di Saddam Hussein in una base segreta vicino ad Ankara con l'intenzione di usarli come nucleo di un futuro "Esercito Libero Irakeno" da scatenare oltreconfine contro il Governo di Nouri al-Maliki e la popolazione civile mesopotamica.
Centro del programma di destabilizzazione terroristica dell'Irak sarebbe la cosiddetta 'Accademia di Polizia' di Golbasi (appunto, nella provincia di Ankara), come si vede una vera e propria cittadella isolata dove si possono tranquillamente ospitare centinaia di persone da addestrare alla guerriglia e al terrorismo. Al piano, chiaramente, non sarebbe estraneo l'Ex-vicepresidente irakeno Tarek Hashemi, latitante condannato a morte in contumacia rifugiatosi presso Erdogan.
Ancora una volta vediamo come la Turchia, lungi dall'essersi 'emancipata' dall'influenza NATO e imperialista con l'elezione di un preteso 'partito islamico' al potere (espressione di quell' "Islam Americano" contro cui ai tempi metteva in guardia l'Ayatollah Khomeini) continui a fungere da marionetta per i piani di destabilizzazione neo-colonialista di quei paesi che non si piegano al giogo a stelle e strisce.
Centro del programma di destabilizzazione terroristica dell'Irak sarebbe la cosiddetta 'Accademia di Polizia' di Golbasi (appunto, nella provincia di Ankara), come si vede una vera e propria cittadella isolata dove si possono tranquillamente ospitare centinaia di persone da addestrare alla guerriglia e al terrorismo. Al piano, chiaramente, non sarebbe estraneo l'Ex-vicepresidente irakeno Tarek Hashemi, latitante condannato a morte in contumacia rifugiatosi presso Erdogan.
Ancora una volta vediamo come la Turchia, lungi dall'essersi 'emancipata' dall'influenza NATO e imperialista con l'elezione di un preteso 'partito islamico' al potere (espressione di quell' "Islam Americano" contro cui ai tempi metteva in guardia l'Ayatollah Khomeini) continui a fungere da marionetta per i piani di destabilizzazione neo-colonialista di quei paesi che non si piegano al giogo a stelle e strisce.
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martedì 8 gennaio 2013
How the mighty have fallen: Sheik Raed Salah from Resistant to Traitor
An unusual English-language post on this blog (just an experiment to check the viability of translating at least part of our contents in Chaucer's tongue) which will address quite a painful subject for us.
Recently a reader of us asked through our Facebook showcase why, after having covered his activities and tribulations in quite deep detail, we stopped mentioning Sheik Raed Salah altogether.
The answer can be found here: instead of keeping his activism focused on 1948-occupied Palestine and in carrying forward the banner of the legitimate Arab inhabitants thereof, fighting to uphold their inalienable rights in front of the jewish occupiers' onslaught, loathsome Apartheid policies and more and more brazenly open racism, Raed Salah chose to join the wahabi-qaedist anti-Assad bandwagon.
While the jewish occupation authorities harassed him at every step during his pro-palestine endeavours and forbade him to leave the country (or had him arrested for no reason in England, as we amply testified with articles and appeals, raising awareness about his plight and clamoring for his release), they happily let him leave for Istanbul where he joined a raucous and indecent neo-ottoman jamboree against Syria, its President and its people who refuses to be martyred, massacred and forced into a wahabi religious regime by foreign mercenaries and terrorists paid by the CIA and the Mossad to weaken the Iranian-Shia-Hezbollah 'Axis of Resistance'.
Raed Salah became a traitorous buffoon and a puppet without honour or credibility and as such is below the standards of relevance which would make the editors of "PALAESTINA FELIX" interested in any of his initiatives or activities ever again, we only hope for him to be able to live long enough to witness the defeat of his wahabi accomplices and the triumph of the Syrian people, the House of Assad and the Iran-led Axis of resistance.
The answer can be found here: instead of keeping his activism focused on 1948-occupied Palestine and in carrying forward the banner of the legitimate Arab inhabitants thereof, fighting to uphold their inalienable rights in front of the jewish occupiers' onslaught, loathsome Apartheid policies and more and more brazenly open racism, Raed Salah chose to join the wahabi-qaedist anti-Assad bandwagon.
While the jewish occupation authorities harassed him at every step during his pro-palestine endeavours and forbade him to leave the country (or had him arrested for no reason in England, as we amply testified with articles and appeals, raising awareness about his plight and clamoring for his release), they happily let him leave for Istanbul where he joined a raucous and indecent neo-ottoman jamboree against Syria, its President and its people who refuses to be martyred, massacred and forced into a wahabi religious regime by foreign mercenaries and terrorists paid by the CIA and the Mossad to weaken the Iranian-Shia-Hezbollah 'Axis of Resistance'.
Raed Salah became a traitorous buffoon and a puppet without honour or credibility and as such is below the standards of relevance which would make the editors of "PALAESTINA FELIX" interested in any of his initiatives or activities ever again, we only hope for him to be able to live long enough to witness the defeat of his wahabi accomplices and the triumph of the Syrian people, the House of Assad and the Iran-led Axis of resistance.
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mercoledì 1 febbraio 2012
Il capo dell'aviazione sionista preoccupato dalle capacità antiaeree di Iran e Siria: "La nostra superiorità in aria non é più garantita!"
Il Capo dell'aviazione sionista Generale Ido Nehustan ha dichiarato negli scorsi giorni che la superiorità aerea di cui il regime ebraico ha goduto in questi ultimi anni rispetto ai suoi vicini e possibili competitori "E' gravemente in pericolo". Riflettendo che "Gli stati confinanti e circonvicini si sono via via equipaggiati con sistemi antiaerei sempre più avanzati e che recentemente si sono mostrati in grado di intercettare e abbattere anche velivoli considerati invisibili e irraggiungibili ai loro sistemi" (chiaro riferimento quest'ultimo alla cattura del drone 'stealth' RQ-170 da parte dell'Iran), ha concluso che la accresciuta presenza di radar e armi antiaeree avanzate in Medio Oriente "non consente più di dare per scontato il nostro dominio dell'aria".
"Qeusto trend é aiutato soprattutto dall'Iran e sfida la superiorità della nostra aviazione, su cui si é sempre basata la nostra dottrina militare", ha articolato il generale sionista, parlando alla "Conferenza internazionale aerospaziale" che si é recentemente tenuta a Herzliya. Dando voce alla frustrazione e alla delusione dei militari sionisti riguardo la totale debacle del complotto internazionale ordito contro la Siria Nehustan ha anche detto che, lungi dal venire distrutta (come evidentemente sperava e si aspettava lui) l'aviazione siriana si é recentemente rafforzata acquisendo avanzati modelli di aereo e radar e missili per miliardi di dollari.
La prospettiva che presto o tardi anche attori non statali come Hezbollah o la Jihad Islamica possano dotarsi di sistemi antiaerei relativamente sofisticati ha concluso il panorama delle preoccupazioni di Nehustan, preoccupazioni, é inutile rimarcarlo, che forniscono invece motivi di conforto e di speranza a tutti coloro che sperano nel riscatto degli oppressi e nell'umiliazione e punizone degli oppressori!
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mercoledì 12 ottobre 2011
Le forze di sicurezza siriane bloccano carico di armi israeliane tra Homs e Tartous!
Il quotidiano del Paese dei Cedri 'As-Safir' ha pubblicato poche ore fa la notizia, citata da una fonte di informazioni anonima nel Ministero degli Interni di Damasco secondo la quale un carico di armi, esplosivi ed equipaggiamenti militari e para-militari (giubbotti antiproiettile, visori notturni, mirini telescopici) sarebbe stato bloccato e sequestrato dalle forze di sicurezza siriane sull'autostrada che collega Homs con Tartous.
Il carico comprenderebbe dozzine di mitragliette 'Uzi', carabine d'assalto, mitragliatrici di squadra, decine di 'pani' di esplosivo plastico e molto altro materiale che sarebbe dovuto finire in mano agli estremisti e agli agenti provocatori che negli ultimi mesi si sono scatenati nel paese cercando, con attentati contro le forze armate e la polizia e con uccisioni di civili innocenti, di far precipitare il paese nel Caos, mentre i media occidentali e sionisti cercavano di 'vendere' all'opinione pubblica mondiale la falsa nozione che in Siria Assad stesse attaccando e reprimendo la cittadinanza.
"Dopo un'accurata ispezione degli oggetti confiscati é risultato fuor di dubbio che l'origine del carico sia israeliana", riporta l'articolo di As-Safir; purtroppo diverse zone del Libano sono virtualmente sotto il controllo di organizzazioni e milizie come quelle della Falange e degli uomini fedeli alla coalizione '14 marzo' che si sono volontieri prestati al compito di alimentare e rifornire attentatori e terroristi in azione in Siria. Tuttavia, grazie alla fedeltà della maggioranza della popolazione e all'aiuto di potenze amiche la Repubblica Siriana é emersa intatta e vincitrice dalle tribolazioni degli ultimi mesi.
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sabato 10 settembre 2011
Dietro i terroristi che cercano di precipitare la Siria nel caos c'é la mano insanguinata di Re Saoud!
Le autorità siriane impegnate a contrastare le azioni di agitatori e terroristi che mettono in pericolo la vita e la sicurezza dei cittadini e che hanno negli ultimi mesi colpito a morte molte dozzine di uomini dell'esercito e della polizia hanno rivelato che un numero crescente di individui collegati con questi atti ha dimostrato e confermato di aver ricevuto denaro e armi dall'Arabia Saudita.
![]() |
| Youssef Chaalan Al-Youssef e Ammar Taleb Ma’ath, terroristi recentemente arrestati dalle forze di sicurezza siriane. |
Numerosi provocatori e terroristi sono stati recentemente neutralizzati, uccisi e catturati nel villaggio di Ibleen, nel distretto nordoccidentale di Jabal al-Zawiyah; ci si augura che da questa brillante operazione delle forze di sicurezza siriane possa venire un colpo decisivo al network di mercenari e agitatori che da marzo scorso, pur diffondendo panico e vittime, non é riuscito a incrinare la popolarità di Assad, che ha anzi iniziato un processo di riforma in senso progressivo dell'ordinamento della Repubblica e che recentemente, a dimostrare di non avere nulla da nascondere, ha persino aperto le porte delle proprie carceri ai rappresentanti del Cominato internazionale della Croce Rossa/Mezzaluna Rossa.
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