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sabato 26 gennaio 2019

Le forze armate iraniane concludono una vasta esercitazione con carri, blindati, droni ed elicotteri

Nuovo video per il nostro Canale Youtube, recentemente arrivato alle soglie dei DUECENTO ISCRITTI.

In questo periodo di minacce sioniste e di politica estera americana chiaramente disfunzionale ed erratica (e perciò pericolosa), le forze armate regolari ("Artesh") della Repubblica Islamica iraniana si tengono al massimo livello di preparazione per dimostrare al nemico imperialista la futilità di qualunque progetto di aggressione militare.

sabato 11 agosto 2018

Che cosa ci possiamo aspettare dalla battaglia per Idlib?

Le foto della preparazione per la liberazion di Idlib continuano ad arrivare, senza sosta.

Colonne di 'tecniche' (fuoristrada e pickup equipaggiati con cannoncini, lanciarazzi, mitragliere...), di camion che trasportano carri armati, blindati per truppe, cingolati antiaerei muniti di cannoncino quadruplo...continuano a venire postate e pubblicate online.

domenica 28 maggio 2017

Oggi come ieri L'ORGANO DI STALIN PORTA LA GUERRA NEL CAMPO DEL NEMICO!!!

Un classico del thrash metal per un "classico" della tecnologia militare sovietica e russa: il lanciarazzi multiplo, sviluppato a partire dagli anni '20 e '30 (un elemento dalla molto poco conosciuta cooperazione tra Repubblica di Weimar e URSS) e usato per la prima volta nel 1941 poco distante da Mosca é diventato oltre che una parte indispensabile dell'ordine di battaglia di ogni esercito russo o alleato o cliente della Russia, un vero e proprio simbolo.

 Già vedere un singolo MRL aprire il fuoco contro il nemico é uno spettacolo mozzafiato, ma assistere a una volata lanciata da più batterie è qualcosa di veramente grandioso ed eccezionale; vi offriamo questo spettacolo grazie a un video esclusivo, per il quale ringraziamo come al solito i nostri preziosi contatti siriani.

venerdì 8 maggio 2015

69 tagliagole dell'ISIS eliminati dalle forze irakene intorno a Fallujah! Letali bombardamenti con Grad e Su-25!!

L'Esercito irakeno, sostenuto dai militanti sciiti e dai volontari di clan e tribù sunnite dell'Anbar ha lanciato una nuova, ambiziosa fase delle proprie operazioni nella turbolenta provincia occidentale al confine con la Siria, con l'obiettivo di spezzare la stretta dell'ISIS su Fallujah, città che subisce attacchi costanti da una serie di villaggi e posizioni circostanti.

sabato 15 novembre 2014

Gli Sciiti Houthi cacciano Al-Qaeda dalla zona di Khobza usando i lanciarazzi 'Katyusha' e l'artiglieria!!

Ancora buone notizie dallo Yemen dove oramai i combattenti sciiti di Ansarullah sembrano proprio avere "ingranato la quarta" e procedere inesorabilmente alla bonifica di ogni angolo di 'Arabia Felix' sotto il loro controllo dall'infestazione qaedista foraggiata dai petrodollari di Riyadh e usata dal Nobel per la Guerra di Washington come scusa per riempire di droni e robot-assassini i suoi cieli.

Questa volta i militanti Houthi hanno scacciato i lacché di Casa Saoud dall'area di Khobza, nei dintorni della città di Radaa, dopo un intensissimo combattimento che li ha visti ricorrere a lanciarazzi multipli di tipo 'Grad' (colloquialmente noti come 'Katyushe', per l'associazione col più classico modello di MRL russo della 2a Guerra Mondiale) e all'artiglieria pesante.

Questo dimostra due cose: prima di tutto che il livello medio di 'alfabetizzazione militare' di Ansarullah si é alzato drammaticamente visto che per usare correttamente questi armamenti pesanti non bastano lo zelo e la buona volontà (vedi i takfiri in Siria e Irak che si ammazzano a dozzine quando cercano di usare qualche mezzo sottratto agli Eserciti regolari). Secondariamente che almeno una parte dell'Esercito yemenita é passato a sostenere attivamente la milizia sciita.

I terroristi wahabiti, messi in fuga dal torrente di fuoco, si sono rifugiati nella zona di Yakla, sul confine con la Provincia di Marib.

lunedì 20 dicembre 2010

Nuove strenne di Hanukkah in arrivo! Obama elargisce altri 200 milioni di $ a Israele!!

Come cadono i potenti; ancora un anno fa Barack Obama era visto come il potenziale game-changer della situazione mediorientale, un politico in grado di polarizzare l'interesse dei paesi arabi e musulmani (si diceva), persino in grado di "fare identificare" con sé una parte non disprezzabile dell'opinione pubblica di quella fetta di mondo, non intimidito dalla prospettiva di dover stigmatizzare e forse addirittura sanzionare gli abusi e le prevaricazioni israeliane.

Questo di tanta speme oggi ci resta, rosicchiato dall'interno dai filosionisti di cui ha riempito il proprio gabinetto (Hillary Clinton in testa), indebolito dalla tonitruante campagna della lobby ebraica che gli ha scatenato contro per mesi i propri più feroci mastini dei media, il povero Barack Hussein si é ridotto a offrire aerei da guerra di quinta generazione per un miserevole 'congelamento' delle colonie che, con alterigia sprezzante, Netanyahu ha pensato bene di rifutargli.

E dal punto di vista del guadagno, ha fatto pure bene; perché il Primo Ministro sionista sapeva benissimo che, di riffa o di raffa, gli aiuti militari dallo Zio Sam arrivano comunque...non ci sono liste di "bambini cattivi" o letterine di buoni propositi da indirizzare a Washington: per quanto perseguitino, massacrino, uccidano, terrorizzino, esproprino...i governanti di Tel Aviv riceveranno sempre tanti bei giocattoli militari per Hanukkah, cortesia della fortissima lobby "a sei punte" e del complesso militar-industriale a stelle e strisce.

E' recentissima la notizia che 205 milioni di biglietti verdi, denaro prelevato dalle tasche di contribuenti americani che magari avrebbero preferito vederlo speso per rilanciare l'economia, saranno "girati" a Israele per nutrire il pozzo senza fondo del progetto "Iron Dome", ennesima stravaganza dell'establishment militare israeliano che, non essendo finora riuscito a cavare un ragno dal buco con il tanto annunciato e sbandierato sistema "Arrow" (che dovrebbe intercettare missili balistici e da crociera), si é messo in testa di riuscire a intercettare proiettili ancora più piccoli, come i razzi e i missili tattici di Hezbollah, che durante la guerra contro il Libano del 2006 sono copiosamente piovuti su Israele dal primo all'ultimo giorno di ostilità.

L'incapacità delle goffe e mal comandate colonne corazzate israeliane di scovare e distruggere i siti di lancio del Partito di Dio é stata una delle più brucianti debacle di una campagna militare totalmente fallita in tutti i suoi obiettivi; quindi, lungi dal rielaborare la struttura delle proprie forze e la dottrina operativa e tattica per venire incontro alle necessità di contrastare un avversario "asimmetrico" e in totale controllo del campo di battaglia, i pettoruti e medagliati generali sionisti hanno pensato bene di rivolgersi alla 'lampada di Aladino' tecnologica, cercando di approntare un widget che risolva il problema al posto loro.

Tale arnese dovrebbe essere "Iron Dome" una specie di caravanserai di radar e batterie di razzi-anti-razzo che dovrebbero 'proteggere' la parte settentrionale di Israele dai tiri provenienti dal Libano, lasciando quindi all'aviazione e all'artiglieria con la Stella di Davide, in occasione di un prossimo conflitto col Paese dei Cedri, piena libertà di bombardare scuole, case civili e ospedali, secondo l'ormai nota Dottrina Dahiyeh, che prevede il deliberato fuoco su obiettivi civili per dare problemi a movimenti di popolo come Hamas ed, appunto, Hezbollah.

La bancarotta assicurata di tale approccio é evidente da sé, innanzitutto "Iron Dome" prevede che l'avversario sia comunque in grado di lanciare i propri razzi (ammissione implicita che Israele non é in grado di individuare i siti di lancio e colpirli per tempo), inoltre, se l'intercezione può essere possibile contro vettori balistici o da crociera, che si presume possano essere usati in gruppi di decine o dozzine per volta, un'intercezione di salve da centinaia di razzi é una pura espressione di fede religiosa più che una ragionevole aspettativa operazionale.

Inoltre, finora, tutti i tentativi di intercettare proiettili con missili o contro-proiettili si sono rivelati fallimentari: durante la Guerra del 1991, lo Stato ebraico si fece in quattro per farsi consegnare i "miracolosi" missili PATRIOT, che tanto in Israele quanto in Arabia Saudita totalizzarono medie di intercettazione absimali, dal 10% al 12% dei contro-missili lanciati riuscirono a colpire qualcosa.

Da allora, nonostante i miliardi di dollari letteralmente scialacquati in tali ricerche, la ricerca di un "Santo Graal" antimissile non ha portato risultati di sorta, rassomigliando più che altro alla caccia all'Araba Fenice del Così fan Tutte...'che ci sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa'.

Tutti contenti, politici e militari israeliani gongolano e dicono che col regalino di Barack Hussein potranno allestire "otto batterie di intercettori", il che, calcolatrice alla mano, ci fa capire come ogni batteria di "Iron Dome" costi l'inezia di venticinque milioni di dollari Usa...un lanciatore russo BM-21 o BM-24, di cui il Medio Oriente e l'Africa sono praticamente pieni, costa dalle venti alle quaranta volte meno, Hezbollah, anche a prescindere da possibili aiuti siriani o iraniani, non avrebbe quindi nessun problema a moltiplicare la propria possibilità di lancio portando a saturazione qualunque "cupola" israeliana, non sappiamo invece, continuando così la situazione economica statunitense (fra l'altro, esacerbata proprio dal 'bacio della morte' che la lobby sionista tiene fermamente premuto sul Campidoglio) per quanto ancora la Casa Bianca potrà continuare coi suoi generosi "regali" allo Stato ebraico.