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sabato 11 agosto 2018

Che cosa ci possiamo aspettare dalla battaglia per Idlib?

Le foto della preparazione per la liberazion di Idlib continuano ad arrivare, senza sosta.

Colonne di 'tecniche' (fuoristrada e pickup equipaggiati con cannoncini, lanciarazzi, mitragliere...), di camion che trasportano carri armati, blindati per truppe, cingolati antiaerei muniti di cannoncino quadruplo...continuano a venire postate e pubblicate online.

martedì 6 gennaio 2015

In tutta la provincia di Deir Ezzour l'Esercito Siriano e i miliziani tribali sunniti infliggono gravi perdite all'ISIS!!

Intense operazioni militari nella zona di Deir Ezzour, dove, più che altrove, si combatte per dare ai terroristi dell'ISIS il colpo di grazia, ora che le comunicazioni tra i takfiri presenti in Siria e quelli in Irak sono interrotte viste le vittorie irakene nella Provincia di Anbar e la riconquista di molti strategici varchi di confine tra i due paesi.

mercoledì 22 ottobre 2014

Ottantotto terroristi eliminati dall'Esercito Siriano che avanza nel Ghouta Est!!

Non si arresta la rapida avanzata delle truppe di Assad verso il Ghouta Est, dopo la caduta del Ponte di Zamalka e di altre importanti arterie di comunicazione in mano alle forze regolari un vero e proprio 'effetto domino' sembra essersi scatentato, in seguito al quale gli uomini delle formazioni terroriste hanno sempre più problemi a mantenere le loro posizioni.

Quindici terroristi sono stati abbattuti a Jisreen,  mentre altri dieci sono stati letteralmente falciati dal fuoco di un quadrinato Shilka nei pressi di Douma, questi venticinque wahabiti facevano parte dell'organizzazione 'Jaysh al-Islam'.

Quattro altri militanti sono caduti vittima di un agguato alle Fattorie di Al-Selaan, sempre vicino Douma, mentre due sono stati eliminati nei dintorni di Irbeen, dove verrà combattuta la prossima grande battaglia per il Ghouta Est.

Venticinque militanti sono stati eliminati a Zamalka, mentre a Kafr Batnaa e ad Al-Zabadani rispettivamente ventuno e sette terroristi hanno trovato la loro fine.

In queste ultime ore di operazioni quindi sono ottantotto i takfiri abbattuti nella zona del Rif Dimashq.

sabato 23 agosto 2014

I Tank iraniani dell'81esima Divisione entrano in Irak a Nord di Jalawla!!

Abbiamo trovato conferma della magistrale mossa politico strategica di Teheran che é riuscita per prima a mettere "stivali sul terreno" nel Nord dell'Irak per distruggere la minaccia wahabita dell'ISIL/Daash e per prevenire complotti occidentali volti alla disgregazione del paese e alla creazione di un 'curdistan indipendente' filo-americano e filo-sionista ai veri e propri confini della Repubblica Islamica.

Le forze dell'81ma Divisione Corazzata dell'Artesh sarebbero entrate in territorio irakeno a Nord di Jalawla, tramite il varco di confine di Khaneghein. L'81ma Divisione é divisa in due brigate corazzate (181ma e 281ma) e una brigata meccanizzata (381ma).

La divisione concentra nei suoi ranghi i carri armati M60 di fabbricazione americana comperati dallo Scià negli anni '70 e ammodernati e modificati dopo la fine della guerra del 1980-88. Inoltre ha a disposizione cingolati per fanteria 'Boragh' ed M-113, blindati a otto ruote BTR-60, obici cingolati M-109, e pezzi d'artiglieria M-46 e D-30 oltre a batterie antiaeree semoventi tipo 'Shilka'.

giovedì 12 settembre 2013

La VERITA' sulla sfida nel Mediterraneo Orientale: potenza e precisione della squadra navale russa hanno salvato Assad e la Siria!

In quella che molto probabilmente é una esclusiva assoluta per il pubblico italiano PALAESTINA FELIX é orgogliosa di presentare la ricostruzione più fedele degli snodi cruciali della sfida in alto mare che ha deciso la sorte della crisi siriana decretando la disfatta delle ambizioni belliche del fasullo 'Nobel per la Pace' Obama e l'ennesima prova della grandezza politica di Vladimir Putin, leader deciso e vincente tanto in guerra quanto in diplomazia.

Il momento chiave delle sorti della Siria si é consumato, secondo le nostre fonti libanesi, tra il momento dell'abbattimento dell'aereo e dei quattro missili da crociera americani e quello dell'intercettazione e della caduta in mare dei due vettori balistici che con una giustificazione posticcia e poco credibile il governo del regime ebraico di occupazione ha attribuito a improbabili 'manovre missilistiche' con gli Usa, non annunciate né conosciute in precedenza.

In realtà i due missili in questione facevano parte di un secondo 'test di penetrazione' delle difese aeree siriane tentato dalla NATO per volontà degli Usa dopo la totale 'debacle' del primo, conclusosi con la perdita del 100 per cento delle forze impiegate.

I due vettori sarebbero stati lanciati da posizioni distantissime rispetto a quelle impiegate per il primo test, in maniera da cercare di negare ai radar delle navi russe nelle acque davanti alla Siria di poter notare le evidenti tracce di lancio e tentare quindi di far 'scivolare' sotto il loro naso le due piccole tracce radar di missili che volavano a bassa quota, per poi entrare nello spazio aereo siriano.

Ma nemmeno questo é bastato.

Le unità di Mosca hanno prontamente avvistato i due oggetti e hanno subito avvisato Damasco e il Presidente Assad, dal Cremlino é partita quindi una nota di fuoco a Washington che ribadiva: "Colpire Damasco é come colpire Mosca, non forzate la situazione, non costringetevi a mostrarvi quali catastrofiche conseguenze provocherebbe una vostra azione militare contro la Siria".

Da qui la fasulla giustificazione 'israeliana' e l'imbarazzo di Obama che é durato fino a quando Putin non gli ha gettato il salvagente dell'iniziativa diplomatica per il controllo ONU dell'arsenale chimico siriano che ha permesso il disinnesco della crisi.

E' stata la determinazione di Putin a mantenere aperte le opzioni militari (cooperazione con la difesa aerea siriana e attacco totale di rappresaglia contro l'Arabia Saudita) a mettere all'angolo gli 'Stranamore' americani. Di fronte a una potenza che tracci accuratamente le sue linee rosse e le mantenga le smargiassate di Washington si mostrano come i ruggiti della famosa 'Tigre di carta'.

lunedì 2 settembre 2013

Voci incontrollate parlano di un "Raptor" e quattro missili cruise abbattuti dalla difesa aerea siriana!

Leggiamo su due siti minori di news dal Mondo Arabo che, immediatamente prima del farfugliante e indeciso discorso del Presidente Usa Barack Obama col quale si é risolutamente programmato di posporre a data da destinarsi ogni ventilata azione militare contro la Siria le forze armate statunitensi avrebbero condotto un 'mini-test' alla reattività del sistema difensivo di Damasco penetrandone lo spazio aereo con un F-22 'Raptor' e quattro missili 'Cruise' (non é chiaro se questi dovessero centrare bersagli in territorio siriano oppure solo sorvolarlo per poi cadere in Giordania o Arabia Saudita).

Risultato: tutti gli incursori sarebbero stati intercettati e abbattuti dalle forze di Assad: il 'Raptor' (uno di cinque recentemente spostati in Giordania) si sarebbe schiantato poco oltre il confine tra la Repubblica Araba Siriana e il Regno Ascemita. Non sarebbe chiara la sorte del pilota.

Per abbattere i missili da crociera sono sufficienti gli Shilka e i Pantsir notoriamente in possesso alle forze armate siriane, ma per centrare un bersaglio come l'F-22, specialmente se incrociava a quota medio-alta, deve essere stato necessario impiegare gli S-300, confermando, in tal caso, che come asserito da Assad, questi letali sistemi antiaerei siano già stati consegnati a Damasco e siano pienamente operativi (si sa che gli operatori antiaerei siriani si sono già addestrati in Russia a maneggiare il delicato e sofisticato complesso).

Si badi bene, Palaestina Felix riporta questa 'voce' (il nostro spirito professionale non ci permette di considerarla una vera 'notizia') per PURO DOVERE DI CRONACA, non ritenendo di poter pienamente prestare fede alle fonti  della stessa. E' certo che se quanto riportato da esse corrispondesse a verità la situazione per la Siria sarebbe infinitamente più rosea di quanto non potessimo sospettare in precedenza, visto che nemmeno il tanto vantato F-22 sarebbe riuscito a sfuggire alle maglie della sua rete antiaerea.