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sabato 11 novembre 2017

Netanyahu 'ordina' alle ambasciate di Tel Aviv in giro per il mondo di 'fare lobby' a favore dell'Arabia Saudita!

In una rivelazione degna di nota per il metodo, ma che in realtà sorprende molto poco, il Canale 10 dell'entità sionista ha rivelato come l'attuale Premier di Tel Aviv, Benji Netanyahu, abbia inviato alle ambasciate sparse per il mondo una nota in cui raccomanda di prodigarsi per fare apparire in luce favorevole gli ultimi gesti provocatori dell'Arabia Saudita contro l'Iran e il Movimento Hezbollah.

martedì 6 novembre 2012

Hashem Safieddine di Hezbollah dichiara:"Il nostro drone ha mostrato la potenza della Resistenza, la confusione dei Sionisti!"

Sua Eccellenza Hashem Safieddine, Capo del Consiglio Esecutivo di Hezbollah rivolgendosi ai media libanesi e regionali nella giornata di avantieri ha dichiarato che: "I continui allarmi, le minacce, e la propaganda urlata dall'Entità sionista e dai suoi sodali internazionali non sono sinonimo di sicurezza, determinazione e forza ma anzi, indicano la confusione, l'incertezza e la debolezza che serpeggiano nel campo dell'oppressione coloniale e imperialista".

Safieddine, che ha parlato mentre si trovava nel villaggio meridionale di Sultaniyeh, ha sottolineato come nemmeno chiamando nella Palestina occupata truppe americane i Sionisti siano riusciti a ottenere la desiderata rassicurazione riguardo l'esito di un prossimo conflitto militare con Hezbollah, visto che l'esercitazione tenutasi recentemente ha mostrato come gli attuali soldati sionisti siano ancora meno efficaci di quelli già sconfitti nel 2006.
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mercoledì 31 ottobre 2012

Il regime ebraico di occupazione fa esercitazioni militari contro Hezbollah, con risultati meno che esaltanti!

Evidentemente preoccupati dal costante fallimento delle trame anti-siriane e anti-hezbollah che negli ultimi mesi hanno solamente accumulato sconfitte e insuccessi, sentendo l'ascendenza dell'Asse della Resistenza da Teheran alle coste del Mediterraneo come il sibilo di una implacabile Spada di Damocle i generali di 'tsahal' il 'moralissimo' esercito sionazista si sono affrettati a "importare" 3500 g.i. americani da schierare in una esercitazione a fianco delle loro "SS a sei punte".
La presenza di truppe cammellate americane nella Palestina Occupata dimostra il grado di inquietudine di Tel Aviv, che mai e poi mai aveva desiderato militari di altri paesi nel territorio temporaneamente soggetto al suo arbitrio. Da 'leak' e voci filtrate fino alla redazione del canale Al-Manar, tuttavia, risulta che gli esiti del 'drill' siano meno che esaltanti, anzi, negli scenari simulati, dove yankee e sionisti immaginano un nuovo scontro con la Resistenza libanese, le reclute dei due schieramenti si sarebbero portate anche peggio dei protagonisti della sconfitta del 2006.
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sabato 7 gennaio 2012

L'Aman, lo spionaggio militare sionista, manda in onda la sua maldestra propaganda dalle antenne di 'Canale 10'!


Nella giornata di ieri un servizio di propaganda é stato trasmesso dal canale televisivo dell'occupazione sionista "Arutz Eser"; al suo interno l'ascoltatore/spettatore smaliziato ha potuto cogliere tutti i 'classici' segni di riconoscimento di una operazione di guerra psicologica, commissionata dall'Aman (Agaf ha-ModiN), il servizio di spionaggio dell'esercito di occupazione.

All'interno del servizio veniva affermato che "Il servizio di intelligence militare (l'Aman, appunto), stima che i maggiori RIVALI (sì, é stata usata proprio questa parola) di Hamas, i militanti della Jihad Islamica, siano ormai riusciti a superare il Movimento di Mishaal in termini di potenza e sofisticazione del proprio apparato militare. Le stime parlano chiaro, i razzi della Jihad, per numero e portata, supererebbero ormai quelli di Hamas. L'esercito (di occupazione - Ndr) crede che ormai la Jihad Islamica possa colpire bersagli lontani 74 Km".

La stima in chilometri, totalmente risibile e fantastica, é solo la ciliegina sulla torta di questo 'pezzo' che mira a diffondere l'idea che nel campo palestinese le fazioni della Resistenza competano in una sorta di 'Hit Parade' per l'influenza e la popolarità e non (come invece accade), cooperino tra loro nel rispetto delle differenze reciproche per arrivare alla realizzazione di uno scopo comune (la fine del regime di Apartheid e la liberazione completa della Palestina). Del resto un simile approccio mima quello che circa 25 anni fa vide una parte dei servizi sionisti 'aiutare' in un certo senso la nascita di Hamas nella speranza che 'desse filo da torcere' ad Al-Fatah, quanto bene abbia fatto all'entità sionista quella linea di condotta lo abbiamo visto col ritiro da Gaza, e ancora più di recente con la capitolazione nella trattativa per il rilascio di Schalit. Adesso Tel Aviv sembra sia disposta a commettere due volte lo stesso errore, questa volta con la Jihad Islamica.

Il servizio di propaganda era "impreziosito" da altre piccole 'perle' come quella che voleva "solidi e profondi legami tra la Jihad Islamica e l'Iran" (tanto per continuare a spargere un po' di terrore psicologico anche nell'opinione pubblica dell'entità sionista, ammaestrata dalla propaganda a credere che a Teheran siano tutti ossessionati dall'idea di 'distruggere Israele'). Una simile trasmissione televisiva dimostra il livello di confusione e smarrimento all'interno della comunità sionista dell'intelligence che, stupita e attonita di fronte agli ultimi sviluppi internazionali (tutti di segno contrario e negativo agli interessi del regime ebraico), procede in ordine sparso, ogni agenzia e quasi ogni suo rappresentante per conto proprio, cercando di far sembrare nuovi trucchi vecchi (vedi la carta della 'competizione' tra i movimenti di resistenza), senza sapersi coordinare su un piano d'azione concertato ed organico.
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giovedì 17 marzo 2011

Scoperto gruppo di spie israeliane in Egitto, espulsi alcuni 'giornalisti'!


Le autorità egiziane che stanno gestendo la transizione dall'autocrazia di Hosni Mubarak a una forma istituzionale finalmente democratica e rappresentativa hanno scoperto in questi giorni un network spionistico israeliano, di cui hanno arrestato ed espulso la maggior parte dei membri; si ricercano ancora un cittadino israeliano e due egiziani.

Secondo quanto riportato dal quotidiano Al-Masry al-Youm i giudici del Cairo starebbero già interrogando gli arrestati ed altri sospetti che avrebbero cospirato per raccogliere informazioni riguardo allo stato attuale dell'Esercito egiziano per poi trasmetterle a Israele. L'operazione di raccolta di informazioni e immagini sarebbe iniziata con la discesa nelle strade delle forze armate durante le proteste popolari che hanno portato alla caduta di Mubarak.

Un giornalista accreditato per conto dell'emittente dello Stato ebraico 'Canale 10', fermato, é stato espulso dal paese, così come altri tre reporter dell'israeliano 'Canale 2'.

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sabato 8 gennaio 2011

Militanti della Resistenza palestinese mettono in fuga aggressori israeliani


Un commando di militanti palestinesi ha teso un agguato a una colonna corazzata israeliana che stava violando il territorio della Striscia di Gaza a Est di Khan Younis, ferendo quattro degli attaccanti con una combinazione di armi automatiche e di tiri di mortaio.

L'emittente dello Stato sionista 'Canale 10' ha riportato che due militari israeliani sono stati trasferiti d'urgenza all'Ospedale Soroka nella zona occupata di Beer al-Sabaa con l'impiego di un elicottero, mentre gli altri due hanno ricevuto cure poco fuori dalla "fascia di sicurezza" una terra di nessuno arbitrariamente stabilita da Israele per meglio imporre lo strangolamento economico di Gaza.

Testimoni oculari di parte palestinese che hanno conferito con la stampa internazionale hanno dichiarato che lo scambio di fuoco fra i militanti e gli aggressori é durato oltre venti minuti e che al ritiro della forza attaccante l'unica perdita lamentata dai difensori era di un ferito lieve.

Almeno cinque cannonate sono state esplose dai carri armati presenti nella colonna israeliana; inoltre un razzo di qualche genere è stato lanciato contro la posizione di mortai. L'esercito israeliano ha rifiutato di commentare l'incidente ma, parlando in via ufficiosa, un graduato di Tsahal ha detto che le informazioni riguardo l'accaduto sono ancora incomplete e che finora il Comando preferisce glissare sull'incidente.