"Da maggio (2013 NdR), a poco a poco, abbiamo iniziato, all'inizio in modo prudente per un giorno, poi due, poi tre," questa la quieta, piana, palese dichiarazione resa da un (ancora per poco) ex-ambasciatore europeo attualmente residente in Libano riguardo la ripresa dei contatti con Damasco e il suo Governo. L'ambasciatore, che preferisce per ora restare anonimo, ha parlato con l'Agence France Presse, aggiungendo: "Ora stiamo andando lì una o due volte al mese, penso che nel primo trimestre del 2014 altri miei colleghi europei arriveranno a Damasco".
Che si sappia finora gli ambasciatori di Austria, Romania, Spagna, Svezia, Danimarca e l'incaricato d'affari della UE ormai fanno viaggi regolari a Damasco. Alcuni tra loro hanno incontrato anche il Vice Ministro degli Esteri Faisal Miqdad, all'inizio di questa settimana.
"Loro stanno conducendo i contatti per riaprire le ambasciate, e la maggior parte delle ambasciate siriane all'estero sono ormai riaperte, ad eccezione di quelle che Damasco non intende riattivare per sua scelta", ha dichiarato il Viceministro Miqdad.
Naturalmente nulla di tutto ciò sarebbe accaduto senza il prolungato sostegno fornito alla Siria dalla Russia, dalla Cina e dall'Asse della Resistenza, che ha permesso di portare la situazione militare sul campo vicinissima al definitivo trionfo di Assad e delle forze regolari. Con i terroristi takfiri sul punto di venire sgominati
attaccarsi a improbabili 'Governi in Esilio' o a fasulli
'Osservatori di Greenwich per i Diritti Umani' sarebbe stupido oltre che ridicolo.