Una ottima notizia con cui festeggiare la fine del Ramadan; secondo l'annuncio recentemente esteso dal Ministero del Petrolio e degli Idrocarburi della Repubblica Islamica l'Iran é divenuto totalmente autosufficiente nella produzione di gasolio.
"Finalmente abbiamo superato, tramite anni di oculate ricerche e investimenti, la necessità di importare carburanti diesel dall'estero", ha commentato Bijan Madar Zanganeh. Negare ai paesi ricchi di petrolio e metano le conoscenze e le tecnologie per trattare e raffinare direttamente i loro prodotti era uno dei molti modi con cui l'Occidente imperialista ha tenuto in piedi per decenni un modello economico iniquo e sfruttatore, in cui erano le grandi compagnie anglo americane a decidere i prezzi degli idrocarburi.
La Rivoluzione Islamica per prima si é posta l'obiettivo di rovesciare questo stato di cose e adesso l'Iran é visto come un esempio da imitare: Venezuela, Bolivia, Angola e molti altri paesi sono in trattative con la Repubblica Islamica per beneficiare a loro volta del suo know-how nelle tecnologie di estrazione e raffinazione e rendersi indipendenti dalle avide compagnie occidentali.
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lunedì 28 luglio 2014
La Repubblica Islamica Iraniana completamente autosufficiente nella produzione di carburante diesel!!
venerdì 4 febbraio 2011
La chiusura del varco di Rafah e gli attacchi aerei israeliani stringono su Gaza la morsa della carestia!
La penuria di combustibili e carburante nella Striscia di Gaza é diventata ancora più acuta per effetto del blocco del varco di confine di Rafah, dovuto allo stato di incertezza concomitante con la rivoluzione anti-Mubarak che sta avendo luogo in Egitto. Il corpo di guardia e il personale doganale egiziano infatti hanno sigillato ogni accesso interrompendo persino quel magro transito di beni "ammessi" dalle shylockiane tabelle stilate dai generali sionisti, che da Tel Aviv pianificano e monitorano la carestia perenne con cui intendono sottoporre tutta la popolazione di Gaza a un'inumano "castigo collettivo".
Ovviamente il traffico veicolare rappresenta solo una frazione minoritaria delle necessità di Gaza; visto che Israele continua a piacimento a bombardare l'unica centrale elettrica della Striscia (che anche a pieno regime non basterebbe comunque a soddisfare i fabbisogni della popolazione) é normale per ogni edificio o famiglia avere a disposizione un gruppo elettrogeno a combustibile, col quale supplire ai frequenti blackout e far funzionare elettrodomestici, illuminazione, impianti di riscaldamento e anche attività produttive e lavorative.
Come si vede dal recente attacco aereo contro i tunnel che portano a Gaza indispensabili derrate necessarie a garantire la mera sopravvivenza di Gaza e del suo popolo lo Stato ebraico non si sta facendo mancare nessuna occasione per incrudelire contro i Palestinesi "colpevoli" di avere respinto il tentativo di Colpo di Stato da parte degli 'ascari' di Fatah e di resistere dignitosamente a tutte le aggressioni sioniste che sperano di dividere la popolazione dai suoi legittimi governanti, gli esponenti di Hamas vincitori incontestati delle libere e democratiche elezioni del 2006.
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