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sabato 17 dicembre 2016

Abbas Kazemi: "Nel 2017 la Repubblica Islamica non importerà nemmeno un litro di benzina e inizierà invece a venderla!"

Una volta completata la raffineria "Persian Gulf Star" la Repubblica Islamica Iraniana non avrà più nessun bisogno di importare benzina dall'estero, ma, al contrario, ne diventerà esportatrice, intaccando il predominio delle compagnie del carburante anglo-american-olandesi e altre corporazioni occidentali.

Questo importantissimo risultato é una pietra miliare nella pluridecennale lotta dell'Iran per rendersi autonomo, indipendente e sovrano...chi deve comprare i prodotti altrui è sempre suscettibile di ricatti e può persino diventare debitore e schiavo mentre chi produce i propri è non solo padrone a casa propria ma può attrarre clienti e possibili alleati.

venerdì 7 settembre 2012

Le proteste contro il Re ascemita e i suoi governi-banderuola scuotono la capitale giordana Amman!

'Re Travicello' del più povero e meno potente paese arabo dell'area, l'ascemita Abdallah sente di nuovo gli scossoni al suo trono claudicante e rabberciato quando dozzine di migliaia di persone si sono presentate in piazza accusandolo di essere responsabile, coi suoi tentennamenti e le sue indecisioni, di essere causa della nuova raffica di aumenti dei generi di prima necessità: pane, riso, zucchero, benzina e gasolio, che stanno rendendo sempre più difficile a centinaia di migliaia di famiglie giordane lo sbarcare il lunario e aggravano sempre più il problema della corruzione e dell'inefficienza nella Cosa Pubblica.

La povertà del paese e il suo cronico bisogno di denaro per porre rimedio ai disastri del neoliberismo rendono la Giordania sempre più vulnerabile ai ricatti degli emirati del petrolio che vorrebbero trasformare il suo confine Nord in un 'retrofronte' della campagna terrorista anti-siriana finanziata da Sauditi e Qatarioti. Mentre il Fondo Monetario Internazionale deve decidere su un nuovo 'megaprestito' che legherà un'altra macina al collo della popolazione rendendola sempre più schiava degli usurai internazionali della finanza.
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sabato 14 maggio 2011

Nuovo successo per la Resistenza afghana! In fiamme dozzine di autocisterne NATO a Torkham!!


Con una brillante operazione la Resistenza afghana ha inflitto un grave colpo alle forze occupanti NATO (l'Organizzazione Terrorista del Nord-Atlantico), mandando letteralmente "in fumo" migliaia di ettolitri di carburante che avrebbero dovuto alimentare la macchina dell'oppressore militare straniero.


Come tutti i movimenti partigiani che abbiano dovuto affrontare nemici dotati di apparati e macchinari più sofisticati i Resistenti afghani hanno presto imparato che il "piede d'argilla" del colosso occidentale é costituito dalla logistica: senza carburante i veicoli blindati e corazzati, i fuoristrada, i trasporti truppe non riescono a pattugliare e controllare il territorio e gli invasori devono limitare le loro attività.


Come dimostrano i video riportati (riferiti ad altri attacchi simili, non a quello di cui si parla attualmente), i trasporti di carburante, che devono passare attraverso il Pachistan, sono stati più volte al centro del mirino della Resistenza, che anche nella giornata di ieri é riuscita a colpirne "almeno due dozzine" nella regione tribale di Khyber (nel Pachistan nordoccidentale) e più precisamente presso il passo di Torkham.

Speriamo che il successo in questione preluda a una fortunata "campagna di primavera" per la Resistenza afghana che conduce una lotta coraggiosa contro le mire dell espansionismo e dell'imperialismo anglo-americano e dei suoi stolti lacché europei.


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venerdì 4 febbraio 2011

La chiusura del varco di Rafah e gli attacchi aerei israeliani stringono su Gaza la morsa della carestia!


La penuria di combustibili e carburante nella Striscia di Gaza é diventata ancora più acuta per effetto del blocco del varco di confine di Rafah, dovuto allo stato di incertezza concomitante con la rivoluzione anti-Mubarak che sta avendo luogo in Egitto. Il corpo di guardia e il personale doganale egiziano infatti hanno sigillato ogni accesso interrompendo persino quel magro transito di beni "ammessi" dalle shylockiane tabelle stilate dai generali sionisti, che da Tel Aviv pianificano e monitorano la carestia perenne con cui intendono sottoporre tutta la popolazione di Gaza a un'inumano "castigo collettivo".


I cittadini della Striscia esercitano la pazienza, rimanendo compostamente e dignitosamente in fila per ore davanti alle poche stazioni di servizio e rivendite di carburante in funzione; ormai a Gaza tutti i tipi più economici di benzina, gasolio e altri carburanti sono esauriti e quelli più dispendiosi (che comunque non tutti si possono permettere) verranno a terminare entro tre giorni al massimo.

Ovviamente il traffico veicolare rappresenta solo una frazione minoritaria delle necessità di Gaza; visto che Israele continua a piacimento a bombardare l'unica centrale elettrica della Striscia (che anche a pieno regime non basterebbe comunque a soddisfare i fabbisogni della popolazione) é normale per ogni edificio o famiglia avere a disposizione un gruppo elettrogeno a combustibile, col quale supplire ai frequenti blackout e far funzionare elettrodomestici, illuminazione, impianti di riscaldamento e anche attività produttive e lavorative.

Come si vede dal recente attacco aereo contro i tunnel che portano a Gaza indispensabili derrate necessarie a garantire la mera sopravvivenza di Gaza e del suo popolo lo Stato ebraico non si sta facendo mancare nessuna occasione per incrudelire contro i Palestinesi "colpevoli" di avere respinto il tentativo di Colpo di Stato da parte degli 'ascari' di Fatah e di resistere dignitosamente a tutte le aggressioni sioniste che sperano di dividere la popolazione dai suoi legittimi governanti, gli esponenti di Hamas vincitori incontestati delle libere e democratiche elezioni del 2006.