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mercoledì 4 febbraio 2015
Il Governo irakeno vara due decreti per rafforzare l'unità nazionale!!
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sabato 20 aprile 2013
Il Mufti di Tunisia si pronuncia contro gli estremisti che reclutano mercenari: "Contro Assad nessuna 'Jihad'!"
Il Mufti di Tunisi Othman Battik, massima autorità religiosa per i Musulmani sunniti del paese nordafricano ha usato il pulpito della scorsa preghiera del venerdì per lanciare il suo "altolà" ai predicatori estremisti che negli ultimi tempi hanno fatto opera di proselitismo se non di vero e proprio reclutamento al fine di inviare giovani fanatizzati a rimpinguare le fila dei mercenari qaedisti wahabiti pagati dagli Emiri sauditi e qatarioti e sostenuti da Usa, NATO e Israele contro il Governo del Presidente Assad e il popolo siriano, specialmente le minoranze cristiane, druse, sciite e alawite.
"Andare in un paese musulmano per uccidere altri musulmani e altri aderenti alle Religioni del Libro, nel tentativo di rovesciare un Governo eletto e sostenuto dal popolo di quel paese, non può, sotto alcun aspetto o sotto alcuna giustificazione, venire considerato come un atto di Jihad", ha dichiarato il Mufti sottolineando inoltre come le voci riguardo ai 'permessi' di violentare o comunque forzare a rapporti sessuali donne siriane rilasciati da certi 'imam' wahabiti "Dimostrano tutta la corruzione e l'abiezione morale di questi individui".
Pur apprezzando moltissimo ogni presa di posizione da parte di autorità politiche o spirituali contro il wahabismo e contro il complotto imperialista antisiriano ci domandiamo come mai il venerabile Othman Battik abbia aspettato tanto a lungo a lanciare il suo interdetto religioso, visto che la Siria é sotto l'attacco delle bande estremiste ormai da due anni.
Vista la recente stringa di importanti vittorie conseguite dalle forze regolari fedeli al Governo e al Presidente Assad pensiamo (male, ma 'andreottianamente' convinti di 'azzeccarci') che come molti papi, vescovi, bonzi, rabbini e altri personaggi spirituali anche al Mufti di Tunisia piaccia puntare sui cavalli sicuri.
"Andare in un paese musulmano per uccidere altri musulmani e altri aderenti alle Religioni del Libro, nel tentativo di rovesciare un Governo eletto e sostenuto dal popolo di quel paese, non può, sotto alcun aspetto o sotto alcuna giustificazione, venire considerato come un atto di Jihad", ha dichiarato il Mufti sottolineando inoltre come le voci riguardo ai 'permessi' di violentare o comunque forzare a rapporti sessuali donne siriane rilasciati da certi 'imam' wahabiti "Dimostrano tutta la corruzione e l'abiezione morale di questi individui".
Pur apprezzando moltissimo ogni presa di posizione da parte di autorità politiche o spirituali contro il wahabismo e contro il complotto imperialista antisiriano ci domandiamo come mai il venerabile Othman Battik abbia aspettato tanto a lungo a lanciare il suo interdetto religioso, visto che la Siria é sotto l'attacco delle bande estremiste ormai da due anni.
Vista la recente stringa di importanti vittorie conseguite dalle forze regolari fedeli al Governo e al Presidente Assad pensiamo (male, ma 'andreottianamente' convinti di 'azzeccarci') che come molti papi, vescovi, bonzi, rabbini e altri personaggi spirituali anche al Mufti di Tunisia piaccia puntare sui cavalli sicuri.
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