Visualizzazione post con etichetta Laurent Fabius. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Laurent Fabius. Mostra tutti i post

venerdì 12 febbraio 2016

Laurent Fabius all’indomani delle dimissioni lancia stizziti e fantasiosi addebiti contro Assad!

Quando qualcuno si vede precluso un obiettivo o un raggiungimento per il quale si è impegnato strenuamente, mettendo in gioco tutte le proprie abilità e risorse, la cosa più matura e signorile che può fare è accettare, con stoicismo, se vogliamo, l’esito avverso, dimostrando in questa maniera maturità e sportività di fronte alla sconfitta patita.

Laurent Fabius, politico navigato da quasi quarantadue anni di carriera, che ha avuto l’onore di stabilire tra 1984 e 1986 il record tuttora vigente come giovane Premier transalpino della Quinta Repubblica, si è lasciato sfuggire l’occasione di dimostrare tali qualità quando, a meno di 24 ore dall’annuncio delle proprie dimissioni, in non piccola parte dovute alla disastrosa evoluzione del ‘Dossier Siriano’ (per il quale l’esecutivo socialista di Hollande ha deciso di ‘mantenere la rotta’ tracciata dalla arcigna e tetragona posizione anti-Assad assunta dal predecessore Sarkozy), si è lasciato andare a dichiarazioni biliose e grossolanamente esagerate all’indirizzo del legittimo Capo di Stato siriano e del suo Governo.

Ai microfoni dell’emittente RTL, infatti, Fabius ha accusato il Presidente Assad di “avere la responsabilità diretta di 260mila morti”; un’affermazione che, cifre ONU alla mano, getterebbe sulle sue spalle la totalità delle vittime dell’aggressione terroristica alla Siria. Ma Fabius, vero fiume in piena, ha altresì affermato che il totale delle vittime in Siria va alzato a poco meno di mezzo milione (470mila, a sentir lui), basandosi sulle stime di un menzognificio chiamato SCPR (Centro Siriano per Ricerche Politiche), un’organizzazione laminata nello stesso stampo del famigerato “Osservatorio Siriano per i Diritti Umani”, quello diretto a Coventry dall’ex galeotto condannato per truffa Rami Abdelrahman.

mercoledì 12 giugno 2013

Mentre Fabius lagna impotente gli Eserciti di Siria e Irak marciano all'unisono sui covi dei terroristi wahabiti!

Mentre a Parigi il sionista Laurent Fabius, che si é comprato lo scranno di Ministro degli Esteri coi denari fatti dai suoi antenati rigattieri e mercanti di croste, piagnucola impotente sulla 'necessità' di "fermare Assad prima che arrivi ad Aleppo", ottime notizie per gli avversari dell'imperialismo, dell'arroganza e dell'oppressione arrivano tanto dalla Siria, dove si espande e si approfondisce la manovra anti-terrorismo delle forze armate nazionali, ma anche dall'Irak dove, iniziata già alcune settimane fa, una vasta operazione militare lungo il confine occidentale sta stritolando una base e un covo takfiro dietro l'altro.

Nella Provincia di Idlib almeno cento terroristi sono stati eliminati tra Al-Najieh, Al-Jeftlak e Qatroun, villaggi nei dintorni di Jisr al-Shoughour, circa sessanta takfiri, feriti, sarebbero stati catturati e quindici 'tecniche' ricavate da jeep e pickup armati di mitragliatrici e cannoncini sono state distrutte o confiscate. Altro covo wahabita é andato distrutto vicino a Sermeen mentre un concentramento di mercenari stranieri presso un vicina cava di pietra é stato accerchiato e ridotto all'impotenza.

Contemporaneamente é stata confermata la notizia che almeno quattro brigate dell'Esercito regolare irakeno sono impegnate lungo la frontiera dell'Ovest con la Siria, nella 'calda' Provincia di Anbar nel tentativo di trovare e distruggere tutti i rifugi del terroristi takfiri e bloccare eventuali vie di fuga ai resti delle formazioni scompaginate e decimate dalle vittoriose offensive siriane di questi giorni.