Quando qualcuno si vede precluso un obiettivo o un raggiungimento per il quale si è impegnato strenuamente, mettendo in gioco tutte le proprie abilità e risorse, la cosa più matura e signorile che può fare è accettare, con stoicismo, se vogliamo, l’esito avverso, dimostrando in questa maniera maturità e sportività di fronte alla sconfitta patita.
Laurent Fabius, politico navigato da quasi quarantadue anni di carriera, che ha avuto l’onore di stabilire tra 1984 e 1986 il record tuttora vigente come giovane Premier transalpino della Quinta Repubblica, si è lasciato sfuggire l’occasione di dimostrare tali qualità quando, a meno di 24 ore dall’annuncio delle proprie dimissioni, in non piccola parte dovute alla disastrosa evoluzione del ‘Dossier Siriano’ (per il quale l’esecutivo socialista di Hollande ha deciso di ‘mantenere la rotta’ tracciata dalla arcigna e tetragona posizione anti-Assad assunta dal predecessore Sarkozy), si è lasciato andare a dichiarazioni biliose e grossolanamente esagerate all’indirizzo del legittimo Capo di Stato siriano e del suo Governo.
Ai microfoni dell’emittente RTL, infatti, Fabius ha accusato il Presidente Assad di “avere la responsabilità diretta di 260mila morti”; un’affermazione che, cifre ONU alla mano, getterebbe sulle sue spalle la totalità delle vittime dell’aggressione terroristica alla Siria. Ma Fabius, vero fiume in piena, ha altresì affermato che il totale delle vittime in Siria va alzato a poco meno di mezzo milione (470mila, a sentir lui), basandosi sulle stime di un menzognificio chiamato SCPR (Centro Siriano per Ricerche Politiche), un’organizzazione laminata nello stesso stampo del famigerato “Osservatorio Siriano per i Diritti Umani”, quello diretto a Coventry dall’ex galeotto condannato per truffa Rami Abdelrahman.
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venerdì 12 febbraio 2016
Laurent Fabius all’indomani delle dimissioni lancia stizziti e fantasiosi addebiti contro Assad!
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mercoledì 14 gennaio 2015
Il Comandante dei Basij iraniani condanna la presenza di Netanyahu a Parigi: "Un assassino passa per vittima!"
La presenza del criminale di guerra Benji Netanyahu alla pagliaccesca 'marcia dei politici' successiva agli attentati takfiri di Parigi ha suscitato echi di sdegno e stigma in tutto il Mondo Arabo e l'Umma musulmana, particolarmente intensi nei paesi dell'Asse della Resistenza, alcuni dei quali sono stati attaccati e invasi a più riprese dal regime ebraico di Tel Aviv e alcuni altri tuttora sottoposti agli attacchi dei terroristi al suo servizio o agli attentati dei suoi assassini.
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lunedì 12 gennaio 2015
Dietro le quinte della parigina 'marcia dei pagliacci' scintille tra Hollande e Benji Netanyahu!!
François Hollande, subito dopo avere invitato Premier di mezzo mondo a partecipare alla marcia parigina "contro il terrorismo" (vera e propria 'marcia dei pagliacci') fece contattare da Jacques Audibert (Consigliere del Governo francese per la Sicurezza Nazionale) il proprio pari grado di Tel Aviv Yossi Cohen, col compito di spiegargli che, "per evidenti motivi di opportunità", sarebbe stato meglio se Benji Netanyahu non si fosse presentato a Parigi, adducendo una scusa qualunque, in modo che l'evento internazionale rimanesse "focalizzato" sull'unità internazionale contro l'estremismo assassino, senza venire 'disturbato' da 'altre questioni' che la presenza di Netanyahu avrebbe immediatamente portato alla luce (come ad esempio i rapporti tra Anp e Tel Aviv).
Dalla foto che vedete qua sopra si evince quanto attentamente Netanyahu abbia seguito il cortese consiglio diplomatico degli amici francesi.
Dalla foto che vedete qua sopra si evince quanto attentamente Netanyahu abbia seguito il cortese consiglio diplomatico degli amici francesi.
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martedì 23 aprile 2013
Bomba a Tripoli contro l'ambasciata di Francia: lo sputo lanciato in cielo da Sarkò torna giù nell'occhio di Hollande!
Era da poco arrivato il sole a rischiarare il martedì mattino di Tripoli, quando una carica esplosiva celata in un'auto parcheggiata sul marciapiede é detonata causando gravissimi danni alla recinzione del complesso e ferendo due uomini della 'security', uno in maniera piuttosto grave.
La deflagrazione, che é risuonata in tutto il quartiere di Gargaresh, ha demolito le auto circostanti e abbattuto una vasta sezione di muro; totalmente 'lunare' il primo comunicato arrivato dall'Eliseo, nel quale il Presidente Hollande si aspetterebbe che "Le autorità libiche facciano piena luce su quanto accaduto".
Ma caro Hollande, sei stato tu, d'accordo col tuo predecessore Sarkozy, ad assicurarti che le uniche 'autorità libiche' in grado di mantenere il controllo sul paese venissero affossate e destituite da una mandria di barbuti armati che prontamente hanno trasformato la Repubblica Araba Socialista libica in un mosaico di feudi occupati da milizie.
Chi é causa del suo mal, Monsieur le President, pianga sé stesso: lo sputo lanciato in aria dal suo predecessore le é finito nell'occhio, deve solo ringraziare che chi ha collocato la bomba non abbia deciso poi di entrare nell'ambasciata a "finire il lavoro" come é stato fatto nel caso del console americano di Bengasi.
La deflagrazione, che é risuonata in tutto il quartiere di Gargaresh, ha demolito le auto circostanti e abbattuto una vasta sezione di muro; totalmente 'lunare' il primo comunicato arrivato dall'Eliseo, nel quale il Presidente Hollande si aspetterebbe che "Le autorità libiche facciano piena luce su quanto accaduto".
Ma caro Hollande, sei stato tu, d'accordo col tuo predecessore Sarkozy, ad assicurarti che le uniche 'autorità libiche' in grado di mantenere il controllo sul paese venissero affossate e destituite da una mandria di barbuti armati che prontamente hanno trasformato la Repubblica Araba Socialista libica in un mosaico di feudi occupati da milizie.
Chi é causa del suo mal, Monsieur le President, pianga sé stesso: lo sputo lanciato in aria dal suo predecessore le é finito nell'occhio, deve solo ringraziare che chi ha collocato la bomba non abbia deciso poi di entrare nell'ambasciata a "finire il lavoro" come é stato fatto nel caso del console americano di Bengasi.
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sabato 12 maggio 2012
L'esponente socialista Michel Rocard a Teheran: messaggio segreto di Hollande alla Repubblica Islamica?
L'ex premier socialista francese Michel Rocard é arrivato nella Repubblica Islamica dell'Iran in uno sforzo diplomatico che, pur non ammantato di alcuna veste ufficiale, si spera possa segnare una svolta positiva nelle relazioni tra Teheran e Parigi, deterioratesi decisamente durante il quinquennio presidenziale di Sarkozy, uomo di punta della lobby sionista nel Centrodestra francese fin dagli anni '80, quando il Mossad finanziò la sua scalata a posizioni di preminenza nell'UMP.
Rocard, la cui visita iraniana durerà tre giorni, é sbarcato oggi nella capitale e si incontrerà con numerosi dignitari tra cui naturalmente spicca il Ministro degli Esteri Ali Akbar Salehi.
Secondo il quotidiano transalpino 'Le Figaro' Rocard sta agendo come 'testa di ponte' del prossimo governo francese, a guida socialista, che verrà formato subito dopo le elezioni parlamentari, nelle quali il PSF prevede di superare l'UMP depressa dalla sconfitta nella corsa per l'Eliseo ricostruendo così una omogeneità Presidente-Premier che ora manca, con la forzata 'coabitazione' tra François Hollande e il Premier nominato da Sarkozy. "Speriamo che questa visita faciliti il rinnovo di amichevoli e franchi contatti tra noi e gli iraniani", ha dichiarato Michel Dubois, assistente di Monsieur Rocard.
Si dice, ma non é stato confermato finora da alcuna fonte, che Rocard possa avere consegnato a Salehi un messaggio confidenziale del Presidente Hollande per il suo pari grado Mahmoud Ahmadinejad e per la Guida Suprema Ali Khamenei. Nei giorni immediatamente successivi alla sua elezione all'Eliseo Rahmin Mehmparast aveva descritto la vittoria di Hollande come "un buon auspicio" per il futuro delle relazioni bilaterali franco-iraniane.
Secondo il quotidiano transalpino 'Le Figaro' Rocard sta agendo come 'testa di ponte' del prossimo governo francese, a guida socialista, che verrà formato subito dopo le elezioni parlamentari, nelle quali il PSF prevede di superare l'UMP depressa dalla sconfitta nella corsa per l'Eliseo ricostruendo così una omogeneità Presidente-Premier che ora manca, con la forzata 'coabitazione' tra François Hollande e il Premier nominato da Sarkozy. "Speriamo che questa visita faciliti il rinnovo di amichevoli e franchi contatti tra noi e gli iraniani", ha dichiarato Michel Dubois, assistente di Monsieur Rocard.
Si dice, ma non é stato confermato finora da alcuna fonte, che Rocard possa avere consegnato a Salehi un messaggio confidenziale del Presidente Hollande per il suo pari grado Mahmoud Ahmadinejad e per la Guida Suprema Ali Khamenei. Nei giorni immediatamente successivi alla sua elezione all'Eliseo Rahmin Mehmparast aveva descritto la vittoria di Hollande come "un buon auspicio" per il futuro delle relazioni bilaterali franco-iraniane.
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domenica 15 aprile 2012
Con Sarkozy fuori dall'Eliseo la lobby filosionista europea perderà una pedina fondamentale nelle sue trame!
Spesso le circostanze richiedono posizioni coraggiose; "Palaestina Felix" non ha mai avuto paura di fare affermazioni 'scomode' o che potevano parere 'azzardate', salvo vedersi in ogni singola occasione vendicata dagli eventi, quindi, anche in questo caso teniamo fede alla nostra 'tradizione' dicendo che, secondo tutti gli indicatori disponibili in questo momento, Nicholas Sarkozy si sta avviando a perdere le prossime elezioni presidenziali francesi e, dopo un solo termine come capo dell'Eliseo, dovrebbe venire sostituito da François Hollande.
I sondaggi sono impietosi, mai nel corso delle passate tornate elettorali per la Presidenza un candidato con un gap così ampio rispetto al suo avversario é riuscito a spuntarla ai seggi, a sei mesi dall'elezione. Se la nostra previsione sarà confermata dai fatti e il mezzo Ebreo-ungherese Sarkozy dovrà fare le valige la sua uscita di scena avrà significativi impatti sulla politica estera francese, specialmente riguardo al Medio Oriente. Non scordiamo che Sarkozy era il 'cavallo di razza' di quella pattuglia di politici di Destra ma filosionisti che all'inizio degli anni '80 vennero attivamente sostenuti dal Mossad e dalla lobby filoisraeliana francese per 'correggere' l'anomalia che vedeva la Francia unico paese europeo con uno schieramento politico conservatore attivamente filoarabo (a causa degli 'sgarbi' fatti a De Gaulle da Tel Aviv).
Sarkozy e il suo Ministro degli Esteri Juppé hanno adottato una linea di totale chiusura al dialogo e di scontro inevitabile con il Governo di Assad e con Hezbollah e l'Alleanza 8 marzo, appiattendosi sulle posizioni dei loro sostenitori israeliani e sionisti, causando a Parigi quello che probabilmente é stato il più grave imbarazzo di politica estera della storia recente, quando sia Siria che, indirettamente, Libano hanno resistito alle loro pressioni evitando di farsi trascinare nel caos della guerra civile (come Sarkò e Juppé speravano), permettendo quindi a Cina e Russia di 'mettersi di traverso' ai piani occidentali per un intervento NATO. Un cambio della guardia all'Eliseo, che vedesse nuovo presidente Hollande, darebbe nuovo spazio di manovra a Parigi visto che il candidato socialista non si é mai compromesso con la Armata Brancaleone degli 'oppositori' siriani, né ha mai chiesto ad Assad di dimettersi.
I sondaggi sono impietosi, mai nel corso delle passate tornate elettorali per la Presidenza un candidato con un gap così ampio rispetto al suo avversario é riuscito a spuntarla ai seggi, a sei mesi dall'elezione. Se la nostra previsione sarà confermata dai fatti e il mezzo Ebreo-ungherese Sarkozy dovrà fare le valige la sua uscita di scena avrà significativi impatti sulla politica estera francese, specialmente riguardo al Medio Oriente. Non scordiamo che Sarkozy era il 'cavallo di razza' di quella pattuglia di politici di Destra ma filosionisti che all'inizio degli anni '80 vennero attivamente sostenuti dal Mossad e dalla lobby filoisraeliana francese per 'correggere' l'anomalia che vedeva la Francia unico paese europeo con uno schieramento politico conservatore attivamente filoarabo (a causa degli 'sgarbi' fatti a De Gaulle da Tel Aviv).
Sarkozy e il suo Ministro degli Esteri Juppé hanno adottato una linea di totale chiusura al dialogo e di scontro inevitabile con il Governo di Assad e con Hezbollah e l'Alleanza 8 marzo, appiattendosi sulle posizioni dei loro sostenitori israeliani e sionisti, causando a Parigi quello che probabilmente é stato il più grave imbarazzo di politica estera della storia recente, quando sia Siria che, indirettamente, Libano hanno resistito alle loro pressioni evitando di farsi trascinare nel caos della guerra civile (come Sarkò e Juppé speravano), permettendo quindi a Cina e Russia di 'mettersi di traverso' ai piani occidentali per un intervento NATO. Un cambio della guardia all'Eliseo, che vedesse nuovo presidente Hollande, darebbe nuovo spazio di manovra a Parigi visto che il candidato socialista non si é mai compromesso con la Armata Brancaleone degli 'oppositori' siriani, né ha mai chiesto ad Assad di dimettersi.
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