Hamas e la Jihad Islamica palestinese hanno salutato con entusiasmo e soddisfazione l'esplosione di un ordigno a bordo dell'autobus '240' che da Tel Aviv si stava dirigendo verso Beit Yam avvenuta nella giornata di ieri. Le reazioni delle due organizzazioni di Resistenza, riportate dall'Agenzia Ma'an, vedono nel gesto (finora non rivendicato da alcun gruppo) "Una necessaria ripresa delle operazioni di Resistenza nei territori occupati dal 1948".
La Jihad Islamica si é augurata che "presto nuovi attacchi possano colpire il regime sionista in risposta alle sue aggressioni contro i civili palestinesi di Gaza e della West Bank". Era ormai diverso tempo che non si registravano esplosioni di questo genere, l'ultima (come ricordato già altrove) risalendo a novembre 2012 durante lo scontro armato durato otto giorni tra Tel Aviv e Gaza, quella precedente, addirittura, avvenne nel 2011, ma in quel caso si trattò di un attacco di militanti a un bus e non di una bomba a bordo dello stesso.
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lunedì 23 dicembre 2013
Hamas e Jihad Islamica approvano l'attacco esplosivo contro l'autobus sionista per Beit Yam!
domenica 22 dicembre 2013
Esplosione su autobus sionista a Beit Yam fa un ferito, la bomba era dentro una borsa!
Questo stesso pomeriggio un piccolo congegno esplosivo celato in una borsa é stato collocato su un autobus che si dirigeva da Tel Aviv a Beit Yam, secondo quanto riportato dalla testata sionista 'Haaretz'.
Bloccato l'autobus e chiamata la polizia un maldestro artificiere sionista é riuscito a rimanere leggermente ferito nel fallito tentativo di disinnescare l'ordigno, che invece gli é esploso a pochi centimetri di distanza, solo le protezioni che indossava al momento gli hanno evitato danni peggiori.
La linea oggetto dell'incidente era la '240'...lo scorso novembre fu una esplosione sulla linea '142' che causò ben 28 feriti a convincere il Governo Netanyahu a chiudere la sua disastrosa campagna militare contro Gaza, che aveva causato rappresaglie palestinesi fino a Dimona e ai sobborghi di Tel Aviv.
Bloccato l'autobus e chiamata la polizia un maldestro artificiere sionista é riuscito a rimanere leggermente ferito nel fallito tentativo di disinnescare l'ordigno, che invece gli é esploso a pochi centimetri di distanza, solo le protezioni che indossava al momento gli hanno evitato danni peggiori.
La linea oggetto dell'incidente era la '240'...lo scorso novembre fu una esplosione sulla linea '142' che causò ben 28 feriti a convincere il Governo Netanyahu a chiudere la sua disastrosa campagna militare contro Gaza, che aveva causato rappresaglie palestinesi fino a Dimona e ai sobborghi di Tel Aviv.
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domenica 6 ottobre 2013
"Occhio per Occhio, Dente per Dente!" Sgherri sionazisti accecano bambino palestinese, la Resistenza colpisce i miliziani sionisti a Ramallah!
Nel Talmud tanto caro ai sionisti sta scritto che chi causa la perdita di un occhio altrui deve essere similmente accecato; oggi l'autoproclamato 'popolo eletto' ha avuto una dimostrazione pratica di quanto predicato nel suo testo sacro quando i miliziani armati che occupano la colonia illegale di 'Psagot' (vicino Ramallah) sono stati raggiunti dal fuoco vendicatore di militanti della Resistenza palestinese che hanno fatto pagare loro la mutilazione sofferta il giorno prima da Musab al Sarhaneh, bambino di appena sei anni residente nel campo profughi di Al-Fawwar (presso Al-Khalil).
Musab é stato accecato all'occhio destro da un proiettile d'acciaio 'giacchettato' in gomma, che le truppe sionaziste utilizzano regolarmente contro le indicazioni di sicurezza mirando alla testa dei loro bersagli (i proiettili rivestiti in gomma dovrebbero venire sparati da lunga distanza solo agli arti per non causare ferite gravi, invece i sionazisti mirano apposta alla testa da vicino per mutilare e uccidere).
Puntualmente é scattata la rappresaglia: i miliziani armati sionisti che occupano illegalmente la terra palestinese, ai sensi della Legge Internazionale sono da considerarsi "paramilitari coinvolti in una invasione" e non possono IN ALCUN MODO venire equiparati a civili. Quindi l'attacco alla loro base é un legittimo atto contro un bersaglio militare.
Uno degli occupanti dell'avamposto sionista, colto al collo da un preciso proiettile, é stato ricoverato d'urgenza. La redazione di Palaestina Felix si augura che le sue ferite possano rivelarsi il più gravi possibile.
Musab é stato accecato all'occhio destro da un proiettile d'acciaio 'giacchettato' in gomma, che le truppe sionaziste utilizzano regolarmente contro le indicazioni di sicurezza mirando alla testa dei loro bersagli (i proiettili rivestiti in gomma dovrebbero venire sparati da lunga distanza solo agli arti per non causare ferite gravi, invece i sionazisti mirano apposta alla testa da vicino per mutilare e uccidere).
Puntualmente é scattata la rappresaglia: i miliziani armati sionisti che occupano illegalmente la terra palestinese, ai sensi della Legge Internazionale sono da considerarsi "paramilitari coinvolti in una invasione" e non possono IN ALCUN MODO venire equiparati a civili. Quindi l'attacco alla loro base é un legittimo atto contro un bersaglio militare.
Uno degli occupanti dell'avamposto sionista, colto al collo da un preciso proiettile, é stato ricoverato d'urgenza. La redazione di Palaestina Felix si augura che le sue ferite possano rivelarsi il più gravi possibile.
giovedì 20 dicembre 2012
Il regime fascista ebraico accusa un diciottenne dell'attacco a Tel Aviv: "Colpevole o innocente Mohammad Mafarja è comunque un EROE!"
Il diciottenne Mohammad Mafarja, Palestinese abitante nei territori occupati del 1948, é stato accusato dalla pseudo-magristrature dell'entità sionista di avere compiuto l'attacco al bus urbano di Tel Aviv che, insieme al torrente di razzi a lungo raggio della Resistenza di Gaza, convinse Benji Netanyahu e Ehud Barak a chiedere la tregua con cui ebbe termine la 'Guerra degli Otto Giorni'.
Se fosse responsabile degli addebiti ascrittigli dai Freisler del regime ebraico Mafarja é un eroe in quanto, al contrario dei vigliacchi piloti di F-16 e degli ancor più codardi operatori di droni "a sei punte" egli ha rischiato di persona confezionando da vero "bombarolo" il suo ordigno e trasportandolo (sempre rischiando del suo) per restituire a Tel Aviv un po' del terrore che ogni giorno, per mesi e mesi, Gaza ha provato grazie alle incursioni militari, al cecchinaggio, ai cannoneggiamenti del regime ebraico e delle sue SS moderne.
Se d'altra parte fosse innocente sarebbe comunque un Eroe in quanto ingiustamente perseguitato solo per la propria appartenenza etnica e forse per quella politica: in ciascuno dei due casi egli sarà sempre salutato e riconosciuto per i suoi meriti da "Palaestina Felix" e, lo speriamo, da tutti i suoi lettori e sostenitori!
Se d'altra parte fosse innocente sarebbe comunque un Eroe in quanto ingiustamente perseguitato solo per la propria appartenenza etnica e forse per quella politica: in ciascuno dei due casi egli sarà sempre salutato e riconosciuto per i suoi meriti da "Palaestina Felix" e, lo speriamo, da tutti i suoi lettori e sostenitori!
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mercoledì 21 novembre 2012
La sofferenza di Gaza non resta invendicata! Autobus sionista distrutto a Tel Aviv da una bomba!!
23Ma se segue una disgrazia, allora pagherai vita per vita:24occhio per occhio, dente per dente, mano per mano, piede per piede,25bruciatura per bruciatura, ferita per ferita, livido per livido.
(La Sacra Bibbia - Esodo: 23-25)
Esattamente come prevede la Legge del Taglione del Talmud, gli occhi, le mani, i piedi, le ferite e le bruciature inferte in questi giorni dalle forze armate del regime sionazista contro le donne e i bambini indifesi di Gaza sono in parte "tornate indietro" grazie a un congegno esplosivo lasciato in un autobus di una linea urbana di Tel Aviv, capitale d'israhell già nel mirino dei Fajr-5 della Resistenza palestinese.
La detonazione della carica ha ucciso sul colpo uno dei passeggeri del bus sionista, ferendo gravemente e gravissimamente coloro che si trovavano immediatamente nei pressi della bomba: venticinque persone sono ricoverate per i postumi della deflagrazione, alcune di loro in terapia intensiva.
Ovviamente questo non compensa per le centinaia di morti e di mutilati che le "SS a Sei Punte" hanno seminato in sei giorni di codardi attacchi da alta quota o con robot-assassini lungo il ghetto palestinese assediato, ma é un inizio, un 'reminder' (se ci perdonate l'anglismo) che nessun muro di Apartheid, nessun colabrodo 'Iron Dome', nessuna misura 'preventiva' può allontanare la Mano della Vendetta dai responsabili dei crimini contro la Palestina e i suoi abitanti legittimi.
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