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lunedì 22 ottobre 2018
I Francesi pretendono di avere "liberato" Raqqa; dura e ferma risposta siriana: "Non avete liberato proprio niente!"
La Siria condanna fermamente le false rivendicazioni e la campagna fuorviante inclusa nella dichiarazione del Ministero degli Esteri francese riguardo a ciò che ha descritto come anniversario della liberazione della città di Raqqa, ha detto una fonte ufficiale del Ministero degli Esteri e degli Espatriati di Damasco, con una nota rilasciata nella giornata di domenica.
Il Ministero degli Esteri francese ha dichiarato in una dichiarazione pubblicata sul suo sito web che la Francia, che è un membro della coalizione guidata dagli Stati Uniti presumibilmente contro l'organizzazione terroristica del Daash/ISIS, ha svolto un ruolo chiave nella liberazione della città siriana di Raqqa dai terroristi con l'aiuto delle bande curde delle cosiddette forze democratiche siriane (SDF). Ha inoltre affermato che "la Francia ha mobilitato 30 milioni di euro dalla liberazione di Raqqa a sostegno di progetti umanitari e di stabilizzazione nella Siria nord-orientale".
mercoledì 13 dicembre 2017
Il Foreign Office britannico "accusa" gli Yemeniti di "lanciare razzi contro i Sauditi"!!!!
Dare la colpa a chi reagisce.
Israhell bombarda la Striscia di Gaza.
Nessuno dice niente.
I Palestinesi rispondono con dei razzi.
Unanime condanna degli ipocriti e sfrontati paesi occidentali.
Israhell bombarda la Striscia di Gaza.
Nessuno dice niente.
I Palestinesi rispondono con dei razzi.
Unanime condanna degli ipocriti e sfrontati paesi occidentali.
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venerdì 7 aprile 2017
I Russi interrompono ogni "contatto di sicurezza" per evitare incidenti tra aerei in volo sulla Siria!
Il Ministero degli Esteri di Mosca ha emanato una nota in cui si dichiara che ogni "contatto di sicurezza" tramite il quale veniva garantito che apparecchi russi e americani in volo sulla Siria o da e per essa riuscissero a evitare incidenti di qualunque genere "sia da considerarsi completamente sospeso a tempo indeterminato".
La decisione, gravissima, arriva a stretto giro dopo il provocatorio attacco missilistico yankee contro la base aerea di Al-Shayrat, bastione dell'Aviazione Siriana da cui partivano gli attacchi contro l'ISIS nelle regioni a Est di Palmyra e attorno a Deir Ezzour.
La decisione, gravissima, arriva a stretto giro dopo il provocatorio attacco missilistico yankee contro la base aerea di Al-Shayrat, bastione dell'Aviazione Siriana da cui partivano gli attacchi contro l'ISIS nelle regioni a Est di Palmyra e attorno a Deir Ezzour.
giovedì 12 settembre 2013
La VERITA' sulla sfida nel Mediterraneo Orientale: potenza e precisione della squadra navale russa hanno salvato Assad e la Siria!
In quella che molto probabilmente é una esclusiva assoluta per il pubblico italiano PALAESTINA FELIX é orgogliosa di presentare la ricostruzione più fedele degli snodi cruciali della sfida in alto mare che ha deciso la sorte della crisi siriana decretando la disfatta delle ambizioni belliche del fasullo 'Nobel per la Pace' Obama e l'ennesima prova della grandezza politica di Vladimir Putin, leader deciso e vincente tanto in guerra quanto in diplomazia.
Il momento chiave delle sorti della Siria si é consumato, secondo le nostre fonti libanesi, tra il momento dell'abbattimento dell'aereo e dei quattro missili da crociera americani e quello dell'intercettazione e della caduta in mare dei due vettori balistici che con una giustificazione posticcia e poco credibile il governo del regime ebraico di occupazione ha attribuito a improbabili 'manovre missilistiche' con gli Usa, non annunciate né conosciute in precedenza.
In realtà i due missili in questione facevano parte di un secondo 'test di penetrazione' delle difese aeree siriane tentato dalla NATO per volontà degli Usa dopo la totale 'debacle' del primo, conclusosi con la perdita del 100 per cento delle forze impiegate.
I due vettori sarebbero stati lanciati da posizioni distantissime rispetto a quelle impiegate per il primo test, in maniera da cercare di negare ai radar delle navi russe nelle acque davanti alla Siria di poter notare le evidenti tracce di lancio e tentare quindi di far 'scivolare' sotto il loro naso le due piccole tracce radar di missili che volavano a bassa quota, per poi entrare nello spazio aereo siriano.
Ma nemmeno questo é bastato.
Le unità di Mosca hanno prontamente avvistato i due oggetti e hanno subito avvisato Damasco e il Presidente Assad, dal Cremlino é partita quindi una nota di fuoco a Washington che ribadiva: "Colpire Damasco é come colpire Mosca, non forzate la situazione, non costringetevi a mostrarvi quali catastrofiche conseguenze provocherebbe una vostra azione militare contro la Siria".
Da qui la fasulla giustificazione 'israeliana' e l'imbarazzo di Obama che é durato fino a quando Putin non gli ha gettato il salvagente dell'iniziativa diplomatica per il controllo ONU dell'arsenale chimico siriano che ha permesso il disinnesco della crisi.
E' stata la determinazione di Putin a mantenere aperte le opzioni militari (cooperazione con la difesa aerea siriana e attacco totale di rappresaglia contro l'Arabia Saudita) a mettere all'angolo gli 'Stranamore' americani. Di fronte a una potenza che tracci accuratamente le sue linee rosse e le mantenga le smargiassate di Washington si mostrano come i ruggiti della famosa 'Tigre di carta'.
Il momento chiave delle sorti della Siria si é consumato, secondo le nostre fonti libanesi, tra il momento dell'abbattimento dell'aereo e dei quattro missili da crociera americani e quello dell'intercettazione e della caduta in mare dei due vettori balistici che con una giustificazione posticcia e poco credibile il governo del regime ebraico di occupazione ha attribuito a improbabili 'manovre missilistiche' con gli Usa, non annunciate né conosciute in precedenza.
In realtà i due missili in questione facevano parte di un secondo 'test di penetrazione' delle difese aeree siriane tentato dalla NATO per volontà degli Usa dopo la totale 'debacle' del primo, conclusosi con la perdita del 100 per cento delle forze impiegate.
I due vettori sarebbero stati lanciati da posizioni distantissime rispetto a quelle impiegate per il primo test, in maniera da cercare di negare ai radar delle navi russe nelle acque davanti alla Siria di poter notare le evidenti tracce di lancio e tentare quindi di far 'scivolare' sotto il loro naso le due piccole tracce radar di missili che volavano a bassa quota, per poi entrare nello spazio aereo siriano.
Ma nemmeno questo é bastato.
Le unità di Mosca hanno prontamente avvistato i due oggetti e hanno subito avvisato Damasco e il Presidente Assad, dal Cremlino é partita quindi una nota di fuoco a Washington che ribadiva: "Colpire Damasco é come colpire Mosca, non forzate la situazione, non costringetevi a mostrarvi quali catastrofiche conseguenze provocherebbe una vostra azione militare contro la Siria".
Da qui la fasulla giustificazione 'israeliana' e l'imbarazzo di Obama che é durato fino a quando Putin non gli ha gettato il salvagente dell'iniziativa diplomatica per il controllo ONU dell'arsenale chimico siriano che ha permesso il disinnesco della crisi.
E' stata la determinazione di Putin a mantenere aperte le opzioni militari (cooperazione con la difesa aerea siriana e attacco totale di rappresaglia contro l'Arabia Saudita) a mettere all'angolo gli 'Stranamore' americani. Di fronte a una potenza che tracci accuratamente le sue linee rosse e le mantenga le smargiassate di Washington si mostrano come i ruggiti della famosa 'Tigre di carta'.
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