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giovedì 11 dicembre 2014

Barhoum: "La caduta del Governo Netanyahu onda lunga della sconfitta militare della scorsa estate!"

Questa settimana il parlamento sionazista ha decretato la caduta del governo zoppo di Benji Netanyahoo, ammazzato a bastonate come un'oca da trasformare in 'salame kosher' dagli stessi partitini di skinhead a sei punte ed estremisti religiosi che l'ex-Premier aveva usato come stampella per il suo Esecutivo di estrema destra.

Se nella Torah era bastato il richiamo di Jahvé a fermare la mano di Abramo armata di coltello prima che squarciasse la gola al suo primogenito Isacco ai molti 'Yitzhak' delle formazioni estremiste della knesset non è nemmeno tremato il polso prima di sgozzare metaforicamente il loro principae padrino politico.

Puntuale la lettura degli eventi fornita dal portavoce di Hamas Fawzi Barhoum che correttamente fa notare come dal fallimento dell'attacco militare estivo contro la Striscia di Gaza Benji Netanyahoo era politicamente un morto che camminava e che é stato 'fatto fuori' prima che il lezzo della sua decomposizione arrivasse a contagiare tutto l'arco politico sionista.

Come altri Primi Ministri sionisti Netanyahoo si é in realtà fatto fuori da solo con la decisione di attaccare la Striscia esattamente come Olmert si fece fuori nel 2008-2009 con 'Piombo Fuso'

Prosegue Barhoum: "L'attuale caos politico-istituzionale nel regime ebraico dimostra come tutta questa impalcatura sia marcia e provvisoria", in effetti il tasso di settarismo e litigiosità all'interno della cosiddetta 'società' sionista dimostra come essa sia una mera patina laccata a forza su un panorama storico, etnico, religioso che con essa non ha nulla a che fare e dalla quale una volta collassata sarà facilissimo scrostarla una volta per tutte.

domenica 16 gennaio 2011

E'deciso, Israele attaccherà Gaza, il Governo sionista in cerca di collaborazionisti


Fonti egiziane hanno recentemente rivelato come il gabinetto Mubarak abbia nel recente passato rifiutato la proposta israeliana di riprendere il controllo amministrativo della Striscia di Gaza dopo la conclusione dell'ormai programmata ripresa delle operazioni militari interrotte esattamente due anni fa con il termine dell'Operazione Piombo Fuso.

Il rifiuto egiziano ha probabilmente concesso una tregua temporanea alla Striscia, che viene però fatta continuamente segno di uno stillicidio di raid, bombardamenti aerei, sorvoli di ricognizione, 'bang' supersonici e altre iniziative delle forze militari sioniste volte a creare uno stato di continua tensione nel quale dissimulare preparativi e concentrazioni di forze necessarie alla ripresa del "pogrom" militare in grande stile.

Il continuo e percussivo accumularsi di piccoli attacchi e misure di guerra psicologica é una tecnica già usata da Israele in occasione delle sue numerose aggressioni armate contro i paesi vicini, la maggior parte delle quali si sono consumate a tradimento. Per aggirare le elementari e normali misure di avvistamento e allarme da parte del nemico lo Stato maggiore ebraico ha sviluppato l'abitudine di "assuefare" le forze nemiche a un certo grado di violenza diffusa e casuale, in modo da poter calibrare al meglio il "primo colpo".

L'Egitto mantenne il controllo della Striscia di Gaza dal 1949 al 1967, ma si oppone recisamente a qualunque 'reprise' di quella situazione; mentre la fazione di Fatah, fedele esecutrice delle volontà e dei Diktat sionisti in Cisgiordania, non verrebbe considerata autorevole a sufficienza per poter assumere il controllo anche della Striscia di Gaza. In questo l'esecutivo di Estrema destra guidato dal likudnik Netanyahu si é mostrato diverso dal Governo precedente che, stanti le rivelazioni di Wikileaks, avrebbe offerto ad Abbas il controllo del territorio nel caso che fosse riuscito a "liberarlo" da Hamas con l'operazione Cast Lead.

Colpisce, in tutta la vicenda, la naiveté e la superficialità di Netanyahu e sodali, che pensano oggi di poter riuscire laddove Olmert, Livni e Barak fallirono due anni or sono. Cosa avranno intenzione di fare? Lanciare gas nervini e armi atomiche sulla Striscia? Perché solo uno sterminio di massa, una tabula rasa cartaginese potrebbe riuscire a separare Gaza da Hamas, essendo questo espressione organica e integrale del desiderio di Resistenza del popolo di Palestina.

lunedì 20 dicembre 2010

Spiragli sui risarcimenti economici per le famiglie delle vittime turche


In seguito agli abboccamenti ginevrini fra Sinirlioglu e Ciechanover negli ambienti diplomatici internazionali ha cominciato a circolare insistentemente la notiza che, pur di limitare il danno di immagine derivato dal piratesco raid sulla Mavi Marmara, il Governo israeliano sarebbe disposto a corrispondere una compensazione monetaria alle famiglie dei cittadini turchi freddati dai commando navali dello Stato ebraico.

Israele tiene a puntualizzare che tale gesto non corrisponderebbe però a un'ammissione di colpa di alcun genere per quanto accaduto a bordo dell'ammiraglia della flottiglia umanitaria che stava cercando di raggiungere la Striscia di Gaza sotto assedio, e che all'emolumento non seguirebbero messaggi di scuse. Nonostante ciò si tratterebbe pur sempre di un passo avanti rispetto alle dichiarazioni precedenti del ministro degli esteri Lieberman che aveva negato anche solo le riparazioni finanziarie.

Lo Stato sionista teme, a ragione, che un ufficiale riconoscimento di responsabilità potrebbe essere addebitato in sede legale, qualora dal massacro della Freedom Flotilla nasca un rogito internazionale contro istigatori ed esecutori dell'abbordaggio. La progressiva costruzione di un sistema di corti internazionali dalla giurisdizione sempre più ampia, abilitate a perseguire crimini di guerra e violazioni dei diritti umani da parte di Stati e organizzazioni multi- o sovranazionali costituisce una viva preoccupazione per Tel Aviv, soprattutto da quando é apparso chiaro che, come nel caso dell'Inghilterra, nemmeno le ricche e agguerrite lobby filosioniste sono in grado di opporvisi con sicura efficacia.

Secondo il quotidiano anatolico Hurriyet, l'ex ambasciatore in Israele Namik Tan, attuale ambasciatore turco negli Usa, ha incontrato Michael Oren, suo collega israeliano a Washington, a quanto pare con la piena approvazione e il benestare del Primo Ministro Erdogan. Contemporaneamente, con un gioco di "piccolo cabotaggio", l'ex Primo Ministro israeliano Ehud Olmert ha preso a pretesto le voci in merito per lanciare un velenoso attacco al suo successore Benyamin Netanyahu, accusandolo di essere "troppo arrendevole" e quasi "vantandosi", nel suo termine come capo del Governo sionista "di essere riuscito a mantenere Gaza sotto assedio e avere intercettato le navi di aiuti umanitari senza incidenti e senza dover pagare compensi a nessuno".

Bizzarro orgoglio sionista, che mena vanto di avere "efficientemente" affamato centinaia di migliaia di ragazzi e bambini...siamo certi che ai tempi della Soluzione Finale anche gli ufficiali comandanti dei campi di sterminio facevano "la ruota" coi numeri della loro 'attività', in maniera tutta simile ad Olmert...