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giovedì 30 maggio 2019
La "super-vittoria del potentissimo Netanyahu" non era tanto 'vittoriosa' come ce la raccontavano i sionisti d'Italia!
Il Parlamento unicamerale del regime invasore della Palestina, la Knesset ha votato ieri a favore del suo scioglimento, che termina i tentativi del Primo Ministro Benji Netanyahu per formare una coalizione e dando via libera alla richiesta di nuove elezioni nel mese di settembre. La decisione è stata presa con 74 voti a favore e 45 contrari.
Le ultime elezioni generali si sono svolte nel paese meno di due mesi fa. Netanyahu ha vinto con la minima differenza, ma il suo partito non ha ottenuto la maggioranza in Parlamento e aveva bisogno di formare una coalizione di Governo. Ora che la Knesset ha scelto di sciogliersi, il primo ministro dovrà riconvalidare il suo mandato nelle prossime elezioni.
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giovedì 11 dicembre 2014
Barhoum: "La caduta del Governo Netanyahu onda lunga della sconfitta militare della scorsa estate!"
Questa settimana il parlamento sionazista ha decretato la caduta del governo zoppo di Benji Netanyahoo, ammazzato a bastonate come un'oca da trasformare in 'salame kosher' dagli stessi partitini di skinhead a sei punte ed estremisti religiosi che l'ex-Premier aveva usato come stampella per il suo Esecutivo di estrema destra.
Se nella Torah era bastato il richiamo di Jahvé a fermare la mano di Abramo armata di coltello prima che squarciasse la gola al suo primogenito Isacco ai molti 'Yitzhak' delle formazioni estremiste della knesset non è nemmeno tremato il polso prima di sgozzare metaforicamente il loro principae padrino politico.
Puntuale la lettura degli eventi fornita dal portavoce di Hamas Fawzi Barhoum che correttamente fa notare come dal fallimento dell'attacco militare estivo contro la Striscia di Gaza Benji Netanyahoo era politicamente un morto che camminava e che é stato 'fatto fuori' prima che il lezzo della sua decomposizione arrivasse a contagiare tutto l'arco politico sionista.
Come altri Primi Ministri sionisti Netanyahoo si é in realtà fatto fuori da solo con la decisione di attaccare la Striscia esattamente come Olmert si fece fuori nel 2008-2009 con 'Piombo Fuso'.
Prosegue Barhoum: "L'attuale caos politico-istituzionale nel regime ebraico dimostra come tutta questa impalcatura sia marcia e provvisoria", in effetti il tasso di settarismo e litigiosità all'interno della cosiddetta 'società' sionista dimostra come essa sia una mera patina laccata a forza su un panorama storico, etnico, religioso che con essa non ha nulla a che fare e dalla quale una volta collassata sarà facilissimo scrostarla una volta per tutte.
Se nella Torah era bastato il richiamo di Jahvé a fermare la mano di Abramo armata di coltello prima che squarciasse la gola al suo primogenito Isacco ai molti 'Yitzhak' delle formazioni estremiste della knesset non è nemmeno tremato il polso prima di sgozzare metaforicamente il loro principae padrino politico.
Puntuale la lettura degli eventi fornita dal portavoce di Hamas Fawzi Barhoum che correttamente fa notare come dal fallimento dell'attacco militare estivo contro la Striscia di Gaza Benji Netanyahoo era politicamente un morto che camminava e che é stato 'fatto fuori' prima che il lezzo della sua decomposizione arrivasse a contagiare tutto l'arco politico sionista.
Come altri Primi Ministri sionisti Netanyahoo si é in realtà fatto fuori da solo con la decisione di attaccare la Striscia esattamente come Olmert si fece fuori nel 2008-2009 con 'Piombo Fuso'.
Prosegue Barhoum: "L'attuale caos politico-istituzionale nel regime ebraico dimostra come tutta questa impalcatura sia marcia e provvisoria", in effetti il tasso di settarismo e litigiosità all'interno della cosiddetta 'società' sionista dimostra come essa sia una mera patina laccata a forza su un panorama storico, etnico, religioso che con essa non ha nulla a che fare e dalla quale una volta collassata sarà facilissimo scrostarla una volta per tutte.
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lunedì 31 dicembre 2012
Il regime razzista israeliano deve rimangiarsi l'esclusione di Haneen Zoabi dalle prossime elezioni politiche!
Quando abbiamo definito "illegale" e "basata sul niente" la richiesta di esclusione della giovane e coraggiosa Haneen Zoabi dalle prossime elezioni che si terranno nel regime razzista ebraico sapevamo di avere ragione, come succede quasi sempre quando "Palaestina Felix" fa un'affermazione: perché le affermazioni di "Palaestina Felix" sono basate su consolidati precedenti ed espresse con il consenso di chiari esperti di Diritto, politica e relazioni internazionali.
Ancora una volta abbiamo il piacere di vederci confermati nel giusto verificando che la parlamentare del partito arabo Balad é stata reintegrata nelle liste elettorali e potrà quindi competere per un seggio al 'parlamento' del regime sionista. La decisione é stata espressa dalla Corte Suprema di Tel Aviv che non ha potuto non ammettere come l'esclusione cozzasse contro tutta una serie di assurdi legali e giuridici che la rendevano inconfermabile.
La battaglia per il reintegro della Zoabi é stata portata avanti con l'aiuto di Hassan Jabarin e Sawsan Zaher di Adalah, il Centro Legale per la Difesa dei Diritti dei Palestinesi nella porzione di Palestina occupata dal 1948. "Con questa vittoria, ha dichiarato Jabarin, tutti i tentativi di escludere candidati Palestinesi dalle elezioni politiche nel corso degli ultimi 15 anni sono stati affrontati e sventati!".
Ancora una volta abbiamo il piacere di vederci confermati nel giusto verificando che la parlamentare del partito arabo Balad é stata reintegrata nelle liste elettorali e potrà quindi competere per un seggio al 'parlamento' del regime sionista. La decisione é stata espressa dalla Corte Suprema di Tel Aviv che non ha potuto non ammettere come l'esclusione cozzasse contro tutta una serie di assurdi legali e giuridici che la rendevano inconfermabile.
La battaglia per il reintegro della Zoabi é stata portata avanti con l'aiuto di Hassan Jabarin e Sawsan Zaher di Adalah, il Centro Legale per la Difesa dei Diritti dei Palestinesi nella porzione di Palestina occupata dal 1948. "Con questa vittoria, ha dichiarato Jabarin, tutti i tentativi di escludere candidati Palestinesi dalle elezioni politiche nel corso degli ultimi 15 anni sono stati affrontati e sventati!".
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venerdì 21 dicembre 2012
Il regime razzista ebraico vorrebbe impedire ad Haneen Zoabi di presentarsi alle elezioni: ecco la loro 'Democrazia'!!
La rappresentante palestinese allo pseudo-"parlamento" del regime ebraico dell'Apartheid Haneen Zoabi sarebbe stata interdetta dal presentarsi alle prossime elezioni politiche da una sentenza di una corte-canguro sionista per aver preso parte nel 2010 alla spedizione della FREEDOM FLOTILLA verso il ghetto assediato di Gaza, interrotta dal sanguinoso raid pirata delle forze navali di Tel Aviv.
Israhell che i corifei Marco Pesach, Roberto Saviano, Fiamma Frankenstein, Giulio Meotti, Fabio Scuto e altri imbrattacarte prezzolati dalla lobby sionista internazionale descrivono rapsodicamente come "l'unica democrazia del Medio Oriente" ha già provato in passato a eliminare ogni rappresentanza degli abitanti legittimi della terra che occupa illegalmente tramite sentenze-capestro emesse "ad minchiam" senza alcuna base o giustificazione giuridica.
Siamo certi che la Zoabi, che come si vede in queste foto é bene abituata a respingere i più sconci, violenti e vergognosi attacchi con una dignitosa scrollata di spalle saprà averla vinta ancora una volta contro il razzista, antidemocratico, segregazionista 'Moloch' che vorrebbe escluderla e zittirla per non dover sentire nella sua voce risuonare l'eco dei suoi soprusi, dei suoi crimini, delle sue ingiustizie.
Israhell che i corifei Marco Pesach, Roberto Saviano, Fiamma Frankenstein, Giulio Meotti, Fabio Scuto e altri imbrattacarte prezzolati dalla lobby sionista internazionale descrivono rapsodicamente come "l'unica democrazia del Medio Oriente" ha già provato in passato a eliminare ogni rappresentanza degli abitanti legittimi della terra che occupa illegalmente tramite sentenze-capestro emesse "ad minchiam" senza alcuna base o giustificazione giuridica.
Siamo certi che la Zoabi, che come si vede in queste foto é bene abituata a respingere i più sconci, violenti e vergognosi attacchi con una dignitosa scrollata di spalle saprà averla vinta ancora una volta contro il razzista, antidemocratico, segregazionista 'Moloch' che vorrebbe escluderla e zittirla per non dover sentire nella sua voce risuonare l'eco dei suoi soprusi, dei suoi crimini, delle sue ingiustizie.
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giovedì 26 gennaio 2012
Il Presidente del Parlamento egiziano rimanda al mittente invito sionista: "Non sarò mai ospite di chi occupa e opprime la Palestina!"
Il neonominato Presidente del Parlamento egiziano, il primo eletto con suffragio e metodi democratici a quasi un anno dalla caduta di Mubarak ha ufficialmente respinto al mittente la missiva inviataglia dalla Knesset sionista, la parodia di Parlamento del regime ebraico, nella quale, a quanto pare il suo 'collega' Reuven Rivlin (tornato rapidamente da Dublino dove é stato duramente contestato), lo invitava a visitare la Palestina occupata.
Katatni ha poi commentato l'accaduto sul suo account twitter; il regime dell'Apartheid sionista é sempre più disperato riguardo alle relazioni con l'Egitto, la cui popolazione, con atti dimostrativi, manifestazioni e soprattutto col voto ha dimostrato di voler imprimere una svolta radicale all'atteggiamento del proprio paese nei confronti dell'entità di occupazione della Palestina.
Rivlin ha veramente pochissima fortuna con gli inviti visto che pochi giorni fa il Presidente del Parlamento turco Cemil Ciçek ha respinto un invito a lui rivolto più o meno nello stesso modo in cui ha fatto Katatni. Pochi giorni fa il Ministero degli Esteri sionista occupato dall'ultranazionalista razzista Avigdor Lieberman aveva emesso un comunicato in cui si offrivano "alleanza e cooperazione" alla nuova leadership egiziana uscita dalle urne ma l'Ikwhan, la Fratellanza Musulmana che controlla il partito di maggioranza FJP (47,19% dei voti alle ultime elezioni) ha subito silurato ogni ambiguità riguardo all'atteggiamento che terrà nei confronti di Israele, rifiutando ogni cooperazione o dialogo con le forze di occupazione della Palestina.
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mercoledì 25 gennaio 2012
Il popolo irlandese blocca l'accesso al Dail durante la visita di rappresentanti sionisti: "Chi opprime i Palestinesi non é benvenuto!"
Pochi popoli quanto gli Irlandesi sanno che cosa voglia dire lottare per i propri diritti, quindi pochi popoli quanto gli Irlandesi sono sinceramente e disinteressatamente solidali con la Palestina. Quando si é diffusa la notizia che i sionisti Reuven Rivlin e Yitzhak Herzog erano stati invitati a visitare Dublino i membri della "Campagna irlanedese di Solidarietà con la Palestina" hanno subito capito che bisognava dare un segnale.
Centinaia di attivisti si sono riuniti davanti al Palazzo del Dail, con striscioni, bandiere e cartelli, scandendo slogan contro i rappresentanti sionisti e dichiarando a gran voce che il cittadino irlandese non vuole, coi soldi delle sue tasse, finanziare giri turistici a chi opprime, assedia, tormenta e uccide civili innocenti a Gaza e in Cisgiordania.
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martedì 17 gennaio 2012
Gazzarra alla Knesset, il Segretario del Comitato di Difesa Mofaz grida a Netanyahu: "Sei un maledetto bugiardo!"
Chi costruisce la propria vita e le proprie dubbie fortune sulle menzogne deve stare molto attento e avere ottima memoria visto che corre costantemente il rischio di cadere in contraddizione; questo é certamente il caso dei sionisti che siedono nel cosiddetto 'Parlamento' della Knesset, organo che non ha altra funzione se non quella di decidere e ratificare quali politiche di persecuzione e pulizia etnica, apartheid e aggressione e occupazione delle terre dei legittimi abitanti di Palestina perseguire.
Ieri pomeriggio i lavori di questa poco augusta e poco pulita assemblea sono stati scossi dal virulento scontro che ha opposto il Segretario del Comitato parlamentare per la Difesa (sarebbe meglio dire l'Aggressione!) e la Politica Estera, Shaul Mofaz al Primo Ministro Benji Netanyahu in persona, 'capo' del Governo di Estrema Destra attualmente al potere, ma in realtà succube delle sue ali più razziste e radicali. Sembra, a quanto riportato dagli stessi media sionisti, che Mofaz sia saltato in piedi gridando a Netanyahu: "I cittadini di Israele dovrebbero sapere che il loro Primo Ministro é un maledetto bugiardo!".
Il quotidiano Jerusalem Post aveva riportato che nella parte di pomeriggio precedente un portavoce dell'ufficio del Premier avrebbe accusato Mofaz di aver dichiarato che il Capo di Stato Maggiore delle forze armate di Occupazione, Benny Gantz (sopra al centro) non avrebbe dipinto un quadro veritiero delle prospettive per il budget e le spese militari per il 2012, qualcosa che Mofaz si é affrettato a negare di aver anche solo mai suggerito. Dopo l'esplosione di rabbia Mofaz avrebbe ordinato a tutti i suoi collaboratori di lasciare l'aula intimando a Netanyahu di far immediatamente ritrattare le dichiarazioni del suo ufficio. Il Premier, a sentire i testimoni dell'incidente, sarebbe rimasto visibilmente scosso dall'accaduto.
Ovviamente poi é venuto fuori che in realtà una vibrata critica di Mofaz all'operato dello Stato Maggiore riguardo ai budget c'era veramente stata e che la differenza tra la dichiarazione rilasciata e l'accusa di menzogna riportata dai portavoce del Premier era una mera questione di dettagli dialettici. Mofaz avrebbe lamentato un "problema di trasparenza nel budget" (cioé Gantz non sta dicendo la verità), problema che si estende anche alla "coordinazione tra il Primo Ministro e il Ministro delle Finanze riguardo alle previsioni di spesa per il 2012".
Chi é il bugiardo ora?
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giovedì 22 dicembre 2011
Nuovo scambio di prigionieri in vista tra l'Egitto e l'occupazione sionista: questa volta tocca a Ouda Tarabin!
Fonti del regime sionista affermano che, dopo lo scambio che ha coinvolto la spia Ilan Grapel (sotto, al momento del rilascio), rilasciata dalle autorità del Cairo in cambio di numerosi egiziani che si trovavano per vari motivi nelle galere di Tel Aviv, un nuovo 'swap deal' sarebbe alle battute finali pronto per essere annunciato: riguarderebbe la liberazione della spia del Mossad Ouda Tarabin (qui sopra), un beduino collaborazionista che venne arrestato in Egitto nel 2000 ed é rimasto in prigione per quasi undici anni.
Fonti radiofoniche dell'occupazione avrebbero affermato che Yisrael Hasson, membro della Knesset, starebbe coordinando la trattativa da parte israeliana. Sempre le stesse fonti affermano che di nuovo la contropartita per l'agente del Mossad dovrebbe essere la liberazione di detenuti egiziani, forse di tutti quelli esclusi dallo scambio precedente.
Hasson, che in questo momento si trova al Cairo, avrebbe speso tutta la sua influenza per velocizzare il più possibile l'accordo, in maniera da poterlo implementare anche prima della fine del 2011.
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mercoledì 14 dicembre 2011
Bestiale! Il regime ebraico inasprisce la persecuzione dei Palestinesi musulmani, vuole vietare il richiamo dell'Adhan!
Allahu Akbar (quattro volte)
Ash-hadu al-la ilaha illa llah (due volte)
Ash-hadu anna Muhammadan rasulullah (due volte)
Hayya 'ala s-salah (due volte)
Hayya 'ala 'l-falah (due volte)
Allahu Akbar (due volte)
La ilaha illallah (una volta)
Ash-hadu al-la ilaha illa llah (due volte)
Ash-hadu anna Muhammadan rasulullah (due volte)
Hayya 'ala s-salah (due volte)
Hayya 'ala 'l-falah (due volte)
Allahu Akbar (due volte)
La ilaha illallah (una volta)
"Dio é grande, Testimonio che non vi é Dio all'infuori di Allah, Testimonio che Maometto é il messaggero di Allah, Venite al Salat, Venite alla salvezza, Dio é grande, Non c'é Dio all'infuori di Allah". Queste parole costituiscono, nella sua forma più essenziale e basilare, l'Adhan, il richiamo alla preghiera che da quattordici secoli risuona dai minareti delle moschee di tutto il mondo, vocalizzato da abili e stentorei muezzin, oggi a volte aiutati da impianti di fonodiffusione; esso é un potentissimo e fondamentale richiamo per il fedele musulmano, ma, in realtà parla a tutto il mondo, essendo testimonianza vivente di una delle più grandi creazioni della Storia e della Cultura umana: la religione Islamica, il culto più praticato al mondo e quello che più rapidamente espande i suoi confini e moltiplica e incrementa il numero dei propri adepti.
Bisogna essere 'bigotti a rovescio' come gli ultrà atei dell'UAAR o razzisti islamofobi come i seguaci di Borghezio, Wilders e Hirsi Ali per non emozionarsi profondamente nel sentire il richiamo alla preghiera che si diffonde dalla moschea, così come bisogna essere ben aridi, duri e meschini di cuore per non sentire il trasporto emotivo dello scampanio delle chiese cristiane o qualunque sincera, sentita, manifestazione di fede religiosa. Eppure, grazie alla perversa ideologia colonialista e razzista del sionismo (parto dannato della mente malvagia di Teodoro Herzl) l'Adhan, il richiamo musulmano alla preghiera potrebbe venire interdetto e proibito, non solo facendo un crimine e un torto contro le anime e le coscienze di milioni di credenti, ma quel che é peggio portandolo a compimento in una terra che DA SEMPRE é stata particolarmente imporante e collegata con la nascita e la diffusione di questa fede: la Palestina!
Responsabile di questo affronto alla Storia e alla Cultura palestinese, araba e mondiale la deputata Anastassia Michaeli, del famigerato partito razzista di Avigdor Lieberman, responsabile di alcune delle più odiose iniziative razziste del governo di Estrema Destra di Benji Netanyahu. Se la proposta di legge passasse al Parlamento sionista allora in tutti i territori palestinesi occupati sarebbe passibile di interruzione sotto il pretesto di "impedire rumori in pubblico". Il Premier Netanyahu, vigliacco come al solito, ha cercato di giustificare il provvedimento persecutorio e razzista citando in causa certi provvedimenti presi in Europa, dove i partiti islamofobi e razzisti hanno mano libera.
Il che dimostra come la tolleranza verso il razzismo e la xenofobia, grave cancro morale dell'Europa moderna, serve solo da esempio e da 'foglia di fico' per i razzisti e i bigotti di altre parti del mondo. Ovviamente il coraggioso popolo di Palestina é pronto a lottare per difendere la propria Religione e la propria Cultura anche qualora il disgraziato disegno di legge dovesse passare, anche i Palestinesi cristiani lotterebbero a fianco dei loro fratelli musulmani perché la libertà di parola, di culto e di espressione non conosce barriere di censo, di classe sociale, di religione o di setta.
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venerdì 5 agosto 2011
Ex-ministro della Guerra sionista piange calde lacrime per Mubarak processato!
Benji ben-Eliezer, ex-Ministro della Guerra sionista e attualmente membro della Knesset nei ranghi degli sfrangiati cascami di un partito 'laburista' talmente in decomposizione da essersi alleato con i fondamentalisti giudei, i militaristi di Barak e l'Estrema Destra di Netanyahu, ha espresso la propria 'angoscia' alle notizie riguardanti l'atteso processo di Mubarak per corruzione e complicità in strage, al termine del quale l'ex 'faraone' del Cairo potrebbe persino salire sul patibolo.
Secondo l'angosciato metro di giudizio di Ben-Eliezer il "doloroso" processo in atto nella capitale egiziana rappresenta un'ingiustizia inflitta a "uno dei leader che sapeva come mantenere la stabilità" (certo, la stabilità che piaceva a Israele, con le elezioni truccate e le sparizioni, con il massacro degli oppositori e degli intellettuali, con la collaborazione ai 'rapimenti illegali' della CIA e le torture in subappalto), che era inoltre "interamente dedicato al processo di pace tra Israele e Palestina", (cioé interamente dedicato a farlo durare in eterno permettendo al regime ebraico di 'paracadutare' in Palestina sempre più violenti e fanatici estremisti armati).
Nella sua mesta giaculatoria Benji ben-Eliezer non ha mancato di definite Mubarak "un grande patriota" (anche Hitler e Mussolini dicevano di esserlo), per la cui sorte i politici israeliani sono molto in ambasce. E ci crediamo! Quando mai gli ricapiterà la fortuna di avere un simile buratto a capo del paese arabo che sempre si é mostrato essere il più forte, tenace e determinato avversario di Israele?
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giovedì 9 giugno 2011
Il likudnik razzista Yariv Levin vorrebbe impedire ad Haneen Zoabi di prendere parte alla 'Freedom Flotilla 2'
Yariv Levin, a guardarlo, non metterebbe nemmeno paura: mingherlino e occhialuto, con le spalle cascanti e gli arti disertati dai muscoli che si ritrova sembra il classico individuo che abbia bisogno di ancorarsi a qualcosa appena inizia a spirare un alito di vento, per evitare di venir trascinato chissà dove. Eppure, come tanti altri 'mingherlini' (ad esempio Heinrich Himmler) anche Levin ha cercato nelle politiche estremiste e nel razzismo più becero di esternare quella violenza che non é in grado di esercitare fisicamente. Parlamentare del Likud, ha recentemente cercato di far passare in aula una mozione per "proibire ad Haneen Zoabi di lasciare il paese e partecipare alla spedizione della Freedom Flotilla 2".
La tenace e combattiva parlamentare del Balad, ovviamente, ha replicato con la calma fermezza che le é propria: "Il signor Levin non decide dei miei movimenti, né io attendo il benestare suo o della Knesset per portare avanti le mie scelte e le mie battaglie politiche; ovviamente il prossimo passo del signor Levin vorrebbe essere quello di consegnarmi una lista dettagliata di cosa possa o non possa fare e probabilmente anche pensare, sostenere o contestare. Purtroppo per lui e per tutti coloro che la pensano come lui tali 'inviti' saranno da me sempre respinti al mittente".
La Zoabi ha approfittato dell'occasione per dimostrare per l'ennesima volta come "In Parlamento e nella società civile -che é quella che elegge il Parlamento inviandovi elementi del calibro del mingherlino in questione NdR- Israele é sempre più preda di impulsi razzisti e autoritari, ormai le regole del gioco politico sono dettate da una cerchia di politicanti razzisti che pretendono di proiettare le loro ubbie a tutti i livelli". In questo scenario, ha concluso la Zoabi bisogna fare quadrato attorno a ogni posizione etica, umanitaria e nazionale: lottando contro la confisca di terre e immobili palestinesi, per il riconoscimento e l'affermazione dell'identità nazionale palestinese, per far cessare quanto prima il regime dell'occupazione e dell'apartheid.
La tenace e combattiva parlamentare del Balad, ovviamente, ha replicato con la calma fermezza che le é propria: "Il signor Levin non decide dei miei movimenti, né io attendo il benestare suo o della Knesset per portare avanti le mie scelte e le mie battaglie politiche; ovviamente il prossimo passo del signor Levin vorrebbe essere quello di consegnarmi una lista dettagliata di cosa possa o non possa fare e probabilmente anche pensare, sostenere o contestare. Purtroppo per lui e per tutti coloro che la pensano come lui tali 'inviti' saranno da me sempre respinti al mittente".
La Zoabi ha approfittato dell'occasione per dimostrare per l'ennesima volta come "In Parlamento e nella società civile -che é quella che elegge il Parlamento inviandovi elementi del calibro del mingherlino in questione NdR- Israele é sempre più preda di impulsi razzisti e autoritari, ormai le regole del gioco politico sono dettate da una cerchia di politicanti razzisti che pretendono di proiettare le loro ubbie a tutti i livelli". In questo scenario, ha concluso la Zoabi bisogna fare quadrato attorno a ogni posizione etica, umanitaria e nazionale: lottando contro la confisca di terre e immobili palestinesi, per il riconoscimento e l'affermazione dell'identità nazionale palestinese, per far cessare quanto prima il regime dell'occupazione e dell'apartheid.
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lunedì 30 maggio 2011
Kadima accusa Netanyahu della debacle di Rafah, scordandosi di esser stato al potere fino a due anni fa!
In un comunicato rilasciato lo scorso sabato il partito 'Kadima', fondato dal criminale di guerra Ariel Sharon e responsabile tanto dell'invasione del Libano nel 2006 quanto delle bestiali campagne di bombardamenti su Gaza tra 2008 e 2009 ha dichiarato che la riapertura incondizionata del varco di frontiera di Rafah tra Gaza ed Egitto al traffico di viaggiatori é una debacle politico-diplomatica della coalizione di estrema destra guidata da Benji Netanyahu, che dovrebbe assumersi la responsabilità politica di tale fallimento.
"L'apertura unilaterale di Rafah, avvenuta senza alcun coordinamento con Israele", sostengono i portavoce del partito, "costituisce un grave smacco per l'Esecutivo, che ha lasciato che la situazione politica regionale gli degenerasse attorno senza prendere misure d'emergenza e permettendo che Israele rimanesse isolato, in posizione indebolita, mentre Hamas si é rafforzato".
Ci fa molto piacere vedere i sionisti di varie fatte che si azzuffano, e speriamo anzi che continuino, in maniera che le loro lotte intestine indeboliscano sempre più il Regime dell'Apartheid, ma bisognerebbe ricordare ai seguaci di Sharon che l'apertura di Rafah é la diretta conseguenza della politica estera superba e spocchiosa da "padrone della piantagione" che Israele ha portato avanti nei confronti dell'Egitto per gli ultimi tre decenni, decenni in cui Sharon, gli Sharoniti e i componenti dei Governi del 2006 e del 2008-2009 sono stati spesso e volentieri al potere.
Si può criticare Netanyahu per la sua condotta in politica estera degli ultimi mesi, una condotta insipiente e arrogante che si riassume così: "punta i piedi e minaccia la Casa Bianca perché prenda le tue difese", ma tentare di negare che essa é la stessa seguita dal partito Kadima e dai suoi dirigenti quando erano al potere sarebbe un'ingenuità imperdonabile, che nemmeno la salma attaccata alle macchine del fondatore del loro partito (sopra) potrebbe commettere, o una dimostrazione ipocrisia tanto marchiana quanto devastante, perché dimostra all'elettorato sionista che il partito che vorrebbe succedere al Likud come epicentro di una nuova coalizione governativa di fronte a un'oggettiva e incontrovertibile sconfitta della politica estera israeliana non sa proporre di meglio che un infantilmente ingenuo "blame game".
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mercoledì 13 aprile 2011
Haneen Zoabi, deputata alla Knesset, difende il diritto della Resistenza palestinese di rispondere agli attacchi sionisti!
Il deputato palestinese alla Knesset Haneen Zoabi ha dichiarato che Brigate al-Qassam e le altre milizie della Resistenza operanti in Gaza hanno "perfettamente titolo e diritto" di rispondere col fuoco di razzi e mortai agli attacchi e ai bombardamenti israeliani contro il loro territorio e la sua popolazione civile. "Coloro che vivono da anni in condizioni miserabili e intollerabili faranno tutto il possibile per liberarsene e Israele farebbe bene a capirlo una buona volta"
| Fin dalla grafica il Maariv proclama la sua appartenenza alla categoria dei "tabloid per semi-analfabeti", che condivide con stracci stampati quali il "New York Post", la "Bild" e "The Sun". |
Eletta nelle file del partito Balad la Zoabi (ritratta nella foto durante un'aggressione cui fu sottoposta mentre relazionava in aula al Parlamento sionista) é soggetta a una campagna di vilificazione e persecuzione che dà molto da riflettere sulla pretesa natura 'democratica' di Israele; per il fatto di aver preso parte alla spedizione umanitaria della Freedom Flotilla le é stato ritirato il passaporto diplomatico e le sono stati revocati i privilegi di parlamentare: il regime dell'Apartheid ebraico evidentemente mal tollera questa combattiva ragazza di Nazareth, ma deve ancora trovare un'angheria o una soperchieria tale da farla desistere dalla sua giusta lotta.
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martedì 12 aprile 2011
Shaul Mofaz striglia lo Shin Bet: "La nostra campagna contro Hamas é un fallimento totale!"
In un gustoso "leak" che non ha avuto bisogno di maldestri dongiovanni biondastri per raggiungere gli organi di stampa internazionali é stato rivelato che, durante una seduta del Comitato di Sicurezza della Knesset il presidente Shaul Mofaz (ex-Generale dell'esercito sionista e sospetto criminale di guerra per la sua parte nelle invasioni e aggressioni armate che hanno costellato la storia contemporanea e recente dello Stato ebraico) si sia scagliato contro i responsabili del "totale fallimento" della progettata campagna di destabilizzazione del fronte interno di Gaza.
| Dai raid assassini allo strangolamento economico, fino all'aggressione armata di "Piombo Fuso" Israele non ha lasciato niente di intentato per tentare di rendere Hamas inviso ai civili di Gaza... |
| ...ma ha sempre miseramente fallito nei suoi intenti! |
Israele, ha spiegato Al-Batta, ha collezionato una grave serie di sconfitte a Gaza in tutto l'ambito dell'intelligence e della raccolta di notizie: talpe, informatori e collaboratori dei servizi israeliani sono stati quasi completamente individuati e sradicati, senza fonti di informazioni chiare e attendibili ai sionisti rimane soltanto la "Sigint", che, nonostante le sue indubbie e innegabili potenzialità é molto più facile a venire contrastata e persino, a volte, rivolta contro i suoi stessi utilizzatori.
Sembra proprio che Shaul Mofaz e i suoi sodali dovranno continuare a masticare amaro per un bel po'.
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mercoledì 6 aprile 2011
Raed Salah sulle nuove leggi anti-palestinesi: "Vivremo liberi su questa terra o vi saremo seppelliti come martiri!"
Il capo riconosciuto del Movimento musulmano in Israele, lo Sceicco Raed Salah, ha recentemente espresso la sua convinzione che una Terza Intifada dovrà "necessariamente" prendere il via a causa dell'intensificarsi e aggravarsi della campagna oppressiva e razzista scatenata dallo Stato ebraico contro gli abitanti legittimi della terra da esso occupata nel 1948, rinforzata ultimamente con una nuova serie di provvdimenti discriminatori e razzisti.
La dichiarazione, rilasciata al quotidiano di Giordania 'Al-Ghad', é stata accompagnata da espressioni di viva preoccupazione per il futuro della comunità palestinese in Israele, per cui é ormai ovvio a qualunque osservatore che lo Stato sionista stia preparando una totale 'pulizia etnica'. "Israele minaccia di revocare la 'cittadinanza' ai Palestinesi che commemorano la 'Nakba', e di espellerli, pensate se in Europa riservassero lo stesso trattamento agli Ebrei che commemorano l'Olocausto".
"A noi Palestinesi non resta che combattere, adottando la strategia e l'atteggiamento della sfida e della fermezza; queste leggi hanno senso e validità solo finché una parte di noi le accetta e vi si conforma; se disobeddiremo in gran numero gli israeliani non potranno punirci tutti a meno di non organizzare una deportazione di massa e allora tutto il mondo li vedrà come i persecutori che sono, vivremo in libertà e pace su questa terra che é nostra, oppure la bagneremo col nostro sangue e ne faremo la nostra tomba".
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lunedì 4 aprile 2011
Ilan Pappe a Frank Barat: "Israele non potrà mai essere una Democrazia"
Reframing the Israel/Palestine conflict: an interview with Ilan Pappe from Frank Barat on Vimeo.
Alcuni estratti dall'intervista fra Frank Barat e l'accademico israeliano Ilan Pappe, riportata in video e anche su questa pagina web
Barat: "Sembra che Angela Merkel abbia avuto un vibrato scontro telefonico con Netanyahu, riguardo alla mancanza di progressi del Processo di Pace, che gli abbia detto di averla delusa, senza aver fatto nemmeno un solo passo avanti da quando é in carica, questo é abbastanza straordinario essendo la Germania il sostenitore numero uno di Israele in Europa, assieme alla Polonia, vedremo presto un cambiato atteggiamento europeo verso Israele?
Pappe: Bisogna fare molta attenzione, alla Merkel dà fastidio Netanyahu nello stesso modo in cui lui dà fastidio a Obama, ma non bisogna farsi illusioni, la Merkel vorrebbe Tzipi Livni al Governo, il che non cambierebbe assolutamente l'oppressione dei Palestinesi ma la renderebbe meno ovvia e più facilmente celabile alle opinioni pubbliche internazionali...più passa il tempo e più si rende evidente la discrasia antidemocratica fra l'opinione pubblica europea, fortemente antisionista e filopalestinese, e le elite politiche saldamente in mano a Israele...
Barat: Alcuni sostengono che Israele sarebbe una 'democrazia' perché vi si tengono elezioni e gli arabi possono votare e avere qualche deputato alla Knesset, é davvero così?
Pappe: Assolutamente no, uno stato che occupa territori non suoi da oltre 40 anni non può essere democratico, uno stato che discrimina un milione e mezzo di suoi cittadini non può essere democratico, Israele al massimo potrebbe essere una "Herrenvolk-razia" una pseudo-democrazia riservata alla 'razza padrona', quella ebraica; che gli arabi possano votare non ha conseguenze se non godono delle stesse possibilità degli altri cittadini...anzi, la presenza dei deputati arabi alla Knesset serve da foglia di fico e giustificazione per coloro che sostengono la fallace 'democrazia' di Israele...
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giovedì 31 marzo 2011
Hamas denuncia la legge razzista passata alla Knesset: "Israele punta apertamente alla persecuzione e alla pulizia etnica!"
Hamas, il Movimento musulmano di Resistenza, ha denunciato con forza gli atti con cui il Parlamento dello Stato ebraico ha dato forza di legge al disegno che prevedeva di rendere 'flessibili' e 'revocabili' le garanzie democratiche di libertà, tutela ed espressione ai soli cittadini palestinesi di Israele. In un vibrato comunicato stampa il portavoce di Hamas dichiara che quella inveratasi nei giorni scorsi non é che l'ennesima sterzata al rialzo della campagna di razzismo e Apartheid israeliano, mirata a sradicare ed espellere gli abitanti originari delle terre su cui, con la 'Nakba' di 63 anni fa, gli invasori sionisti dichiararono costituito lo 'Stato di Israele'.
Hamas ha fatto appello a tutti i parlamenti del mondo, a tutte le organizzazioni umanitarie e i corpi legali e i tribunali internazionali per una mobilitazione globale contro questa campagna sionista, che marcia sempre più rapidamente verso la persecuzione pubblica e la pulizia etnica del popolo palestinese. Anche il Ministro della Giustizia palestinese, Mohammed Faraj al-Ghul, non ha potuto che reiterare la propria condanna alla "Vera e propria ondata di leggi e provvedimenti razzisti" che ultimamente sono stati approvati dalla Knesset, egemonizzata da partiti militaristi, ultraconservatori, fascisti e intrisi di fantaismo fondamentalista ebraico.
"Possono approvare tutte le leggi che vogliono, il fatto che l'entità sionista sia un regime di occupazione illegittimo e basato solo sulla violenza non cambia e non cambierà mai". Anche il Ministro Al-Ghul ha fatto appello alla Comunità internazionale affinché attivi pressioni e mezzi dissuasori che obblighino Israele a rispettare le leggi e il diritti umani.
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martedì 29 marzo 2011
Nuova legge anti-palestinese approvata in Israele: lo Stato ebraico diventa più razzista ogni giorno che passa!
Con trentasette voti contro dieci la Knesset, il Parlamento dello Stato ebraico dell'Apartheid, ha trasformato in legge l'ennesimo provvedimento razzista mirato a perseguitare i cittadini palestinesi, contro cui ormai é un atto una vera e propria opera di repressione e segregazione che mira, in ultimo, alla completa 'pulizia etnica' dei territori occupati con la 'Nakba'.
Adesso sarà possibile, per il regime di Tel Aviv, negare ai suoi cittadini palestinesi le protezioni e le garanzie che, in una democrazia, dovrebbero essere assicurate a ogni abitante; per i Palestinesi queste si trasformano in un 'privilegio', concesso a malavoglia e a malincuore dalla 'Razza padrona' ebraica agli 'Untermenschen' arabi e suscettibili in ogni momento di venire revocate, se questi mostrano troppo orgoglio, troppa voglia di resistere e reagire alle mille angherie che, in virtù di dozzine di altre leggi e codicilli razzisti, ne costellano e punteggiano la vita quotidiana.
Proposta dal partito fascista d'ultradestra di Avigdor Lieberman, la legge diventerà presto effettiva, sancendo un ulteriore gradino nella discesa di Israele da stato 'pseudo-democratico' a vera e propria dittatura razziale. Ovviamente ammantata di giustificazioni "di sicurezza" e "anti-terrorismo" la legge é stata già scevrata di ogni pretesa di equanimità durante la sua stessa discussione in aula quando, rispondendo a mezza bocca a un'interrogativo posto dai membri palestinesi della sessione, i suoi estensori hanno ammesso che 'ovviamente' la revoca della cittadinanza per 'terrorismo' non si applicherà a Yigal Amir, il terrorista ebreo dell'ultradestra religiosa che si macchiò del sangue del Primo Ministro Yithzak Rabin.
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domenica 20 marzo 2011
Haneen Zoabi intervistata da Xinhua: "30 leggi israeliane discriminano i Palestinesi nei territori della Nakba!"
Haneen Zoabi, la determinata e combattiva parlamentare del Balad, ha molto di notevole nella sua biografia: nata a Nazareth, é stata la prima Palestinese residente in Israele a laurearsi in Scienza dei Media all'Università ebraica Gerusalemme, che riuscì a frequentare nonostante i molteplici tentativi di dissuasione e opposizione da parte delle autorità accademiche; una volta laureata si impegò da subito perché un corso simile venisse attivato nelle università per Palestinesi, in modo che altri avessero accesso alle conoscenze che lei aveva lottato per conquistare.
Dopo un periodo di attivismo per le pari opportunità si dedicò alla politica a tempo pieno, divenendo la prima donna eletta alla Knesset nelle fila di un partito Palestinese, andando a perorare e difendere la causa nazionale del suo popolo nel 'ventre della bestia', l'antro dove vengono 'cucinate' le micidiali pozioni dello Stato etnocratico e dell'Apartheid ebraico.
| Homepage del sito del Partito Balad, in cui milita Haneen Zoabi. |
| Molti sionisti vorrebbero vedere Haneen Zoabi morta, come dimostra questo schifoso cartoon... |
Anche senza il Diritto al Ritorno, comunque, gli ebrei in Palestina diverranno minoranza a partire dal 2013.
"La mia lotta come Palestinese, come politico palestinese, mira a porre termine all'occupazione e allo smantellamento di tutte le colonie ebraiche illegali, non mi importa se alla fine della lotta rimarranno due stati separati o uno solo, l'importante é che sia uno stato democratico dove viga la libertà e l'uguaglianza fra tutti i cittadini, a prescindere da etnia, religione o quant'altro, garantita da norme democratiche".
"Attualmente in Israele sono in vigore 30 leggi che discriminano nei fatti i Palestinesi rispetto agli ebrei, nonostante tutte le fole raccontate da Israele sull'essere 'l'unica democrazia del Medio Oriente': ad esempio io non posso sposare un Palestinese di Ramallah o di Gaza e portarlo a vivere con me, mentre Israele può raccattare 'ebrei' dai quattro angoli del mondo e metterli a vivere su terra rubata ai miei compatrioti".
"Il peggio, ovviamente, sono le recenti leggi che pretendono, da chi si trasferisca in Israele senza essere ebreo (mettiamo, un europeo che sposi un'israeliana e venga a vivere qui, oppure i lavoratori immigrati asiatici), il 'riconoscimento' di Israele come stato 'ebraico'; quale nazione europea chiede agli immigrati africani o asiatici che si trasferiscono da lei di riconoscerla come 'stato cattolico' o 'stato protestante', o peggio ancora 'stato bianco'?? Se questo succedesse in Europa la nazione che pretendesse tali riconoscimenti diverrebbe immediatamente un paria internazionale, perché invece a Israele viene 'perdonato' il suo blatante razzismo?"
"Chiedere 'lealtà' o 'accettazione' di uno 'stato ebraico' implica riconoscere l'Apartheid e la discriminazione verso gli abitanti originari della Palestina, significa rinunciare a lottare contro l'occupazione, contro gli insediamenti illegali, costruiti in spregio di tutta la normativa internazionale sulle occupazioni militari; io non lo farò mai, i Palestinesi non lo faranno mai, quello che voglio, quello che vogliamo, é uno Stato libero, democratico, uguale per tutti i suoi cittadini".
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lunedì 17 gennaio 2011
Barak getta la maschera: creerà nuovo partito di destra e militarista per meglio sostenere l'Apartheid di Netanyahu
In una giornata di caos, minacce, comunicati rabbiosi e promesse di vendetta, che ben riflette il clima incerto e tumultuoso in cui versa l'odierna società israeliana i ministri laburisti Isaak Herzog, Avishai Braverman e Benyamin Ben Eliezer hanno rassegnato le dimissioni dalla compagine governativa dopo che il loro ex-capo e compagno di partito Ehud Barak ha annunciato la sua intenzione di creare un nuovo partito nazionalista e militariste per essere più "in sintonia" con l'Esecutivo di Estrema destra in cui svolge le funzioni di Ministro della Guerra.
La nuova formazione nazionalista, che si chiamera "Atzmaouth", si dichiara fin dall'annuncio della sua creazione "risolutamente sionista", aderendo quindi in pieno all'ideologia colonialista, razzista e segregatoria che ha informato l'esistenza di Israele fin dalla sua fondazione nei fuochi e nel sangue della "Nakba", l'Olocausto nazionale palestinese consumatosi fra il 1947 e il 1948.
I dimissionari, dal canto loro, hanno tratto vaticinii di sventura dalla mossa di Barak, preconizzando che con il fatale indebolimento del Partito Laburista che da essa necessariamente avrà luogo, verrà messa la pietra tombale sulla possibilità che una coalizione "progressista" possa sconfiggere le forze di Destra nelle prossime elezioni politiche.
| "Progressiste" o "Conservatrici" le bombe sioniste ammazzano allo stesso modo! |
Instabile e riottoso per natura, il Parlamento dello Stato ebraico, la Knesset, avrà dunque un contendente in più alla palma di partito più virulentemente sionista e razzista: i militaristi di Atzmaouth, resta da vedere quanti del piccolo drappello di deputati laburisti (13 in tutto, su 120 parlamentari dell'intera assise) sceglieranno di seguire il Ministro della Guerra nella sua svolta a destra. Per dare un'idea al lettore di quanto polverizzato e litigioso sia il Parlamento israeliano basterà dire che, prima della scissione di Barak, il Partito Laburista, con appena 13 deputati era tuttavia il membro più numeroso della violenta coalizione che sostiente l'esecutivo Netanyahu...al quale fra qualche giorno spetterà il dubbio onore di guidare un Governo sostenuto da un'alleanza in cui il maggior partito avrà sì e no otto-dieci parlamentari.
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