Osservate attentamente il filmato che proponiamo nella finestra qui sopra, dal secondo 0:46 in avanti. Vedrete chiaramente il TEL dei missili P-800 Bastion lanciati dall'Esercito Siriano contro obiettivi takfiri a terra che entra in azione. Grazie a una foto inviataci da un nostro contatto possiamo affermare di sapere dove si trovasse il veicolo nel momento in cui ha effettuato l'attacco.
La presenza di una inconfondibile antenna radar P-14 (TALL KING in codice NATO), limita la possibilità a non più di cinque locazioni, tutte nella Siria occidentale, la foto satellitare con la vegetazione e i tracciati delle strade ben visibili ci fa sospettare che il sito in questione fosse quello vicino al confine libanese nei pressi dell'autostrada M-5 a 34°4'57"N 36°52'44"E.
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mercoledì 16 novembre 2016
PALAESTINA FELIX localizza il sito di lancio dei missili "Bastion" utilizzati dai Siriani nella giornata di ieri!
martedì 15 novembre 2016
Anche le batterie missilistiche "Bastion" siriane impegnate a bersagliare obiettivi takfiri!
A lanciare missili da crociera contro bersagli delle organizzazioni takfire non sono solamente le unità di superficie della squadra navale russa presente davanti alle coste siriane; abbiamo avuto notizia, rafforzata da fotografie eloquenti e addirittura da un breve filmato che anche le batterie terrestri siriane equipaggiate con lanciatori P-800 "Bastion" (missile antinave ancora più sofisticato e potente dei P-700 montati nel ponte della portaerei Ammiraglio Kuznetsov) hanno ricevuto ordine di lancio contro bersagli terrestri.
Se i P-800 possono inquadrare e centrare un'unità navale in piena manovra evasiva a tutta macchina, si capisce benissimo come centrare un obiettivo statico sia un vero scherzo per questi ordigni. I lanci sono perfettamente riusciti e dimostrano, anche a certe capitali vicine o lontane, che gli anni di guerra e controinsorgenza non hanno PER NIENTE logorato la capacità dei missilisti siriani di utilizzare con successo questi sistemi altamente sofisticati.Mobile coastal defence system "Bastion" launch cruise missile P-800 Oniks from NW Syria towards targets pic.twitter.com/3svibBaVde
— Military Advisor (@miladvisor) November 15, 2016
sabato 18 maggio 2013
I missili di Putin (Yakhont e Triumf) proteggono le coste e i cieli della Siria dagli avventurismi imperialisti e sionisti!
Dopo la notiziadel prossimo arrivo a Damasco e dintorni di batterie e radar antiaerei del sistema missilistico S-300 'Triumf' é arrivata anche la conferma che, dopo la prima consegna avvenuta nel 2011, di cui questo stesso blog aveva dato dettagliate notizie, un'ulteriore fornitura di missili 'Yakhont' da difesa costiera é partita dalla Russia in direzione della Siria.
Questo sviluppo conferma come gli impegni e gli sforzi moscoviti a favore di Assad non siano 'residuali' o episodici ma testimonino di un forte e costante impegno russo per proteggere i propri interessi nell'area mediorientale, area che Vladimir Putin considera un bastione avanzato del Caucaso e dell'Asia Centrale.
Esattamente come Mosca non esitò un solo istante cinque anni fa a mettere in moto le sue forze armate contro il Presidentucolo da operetta georgiano per difendere i Russi dell'Ossezia é chiaro che piuttosto che vedere l'internazionale qaedista nuovamente all'opera in Cecenia o magari a Mosca il Presidente russo é prontissimo a fornire ad Assad tutte le armi e gli strumenti necessari a consumare e distruggere i terroristi che NATO, Usa, Israele e ascari arabi e turchi fanno affluire sul suo territorio.
Questo sviluppo conferma come gli impegni e gli sforzi moscoviti a favore di Assad non siano 'residuali' o episodici ma testimonino di un forte e costante impegno russo per proteggere i propri interessi nell'area mediorientale, area che Vladimir Putin considera un bastione avanzato del Caucaso e dell'Asia Centrale.
Esattamente come Mosca non esitò un solo istante cinque anni fa a mettere in moto le sue forze armate contro il Presidentucolo da operetta georgiano per difendere i Russi dell'Ossezia é chiaro che piuttosto che vedere l'internazionale qaedista nuovamente all'opera in Cecenia o magari a Mosca il Presidente russo é prontissimo a fornire ad Assad tutte le armi e gli strumenti necessari a consumare e distruggere i terroristi che NATO, Usa, Israele e ascari arabi e turchi fanno affluire sul suo territorio.
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giovedì 6 dicembre 2012
Navi da sbarco della flotta russa nuovamente attraccate al porto siriano di Tartous!
Come già riportato più volte in passato nel corso degli ultimi mesi ancora una volta una flottiglia della Marina Russa ha gettato l'ancora nel porto siriano di Tartous, strategico attracco di Mosca nelle calde acque del Mediterraneo Orientale.
La nave trasporto truppe 'Novocherkassk' e la nave pesante da sbarco 'Saratov', capace di portare un'intera compagnia di blindati come cargo, si sono fermate per due giorni presso i moli siriani e, nottetempo, un intenso traffico di veicoli di carico e scarico é stato riportato attorno ad esse.
La versione ufficiale parla di "imbarco di provviste fresche e carburante" da parte dei vascelli russi in visita ma tra gli osservatori di cose mediorientali non manca chi sia disposto a scommettere che, per esplicita volontà del Presidente Vladimir Putin, la flottiglia abbia in realtà portato alle forze del Presidente Assad aiuti "speciali" destinati a rafforzare le difese del paese e dissuadere ogni avventurismo militare della NATO in direzione di Damasco: come sofisticati missili antiaerei e munizioni per le batterie costiere antinave capaci di minacciare unità maggiori di superficie come incrociatori e portaerei.
La nave trasporto truppe 'Novocherkassk' e la nave pesante da sbarco 'Saratov', capace di portare un'intera compagnia di blindati come cargo, si sono fermate per due giorni presso i moli siriani e, nottetempo, un intenso traffico di veicoli di carico e scarico é stato riportato attorno ad esse.
La versione ufficiale parla di "imbarco di provviste fresche e carburante" da parte dei vascelli russi in visita ma tra gli osservatori di cose mediorientali non manca chi sia disposto a scommettere che, per esplicita volontà del Presidente Vladimir Putin, la flottiglia abbia in realtà portato alle forze del Presidente Assad aiuti "speciali" destinati a rafforzare le difese del paese e dissuadere ogni avventurismo militare della NATO in direzione di Damasco: come sofisticati missili antiaerei e munizioni per le batterie costiere antinave capaci di minacciare unità maggiori di superficie come incrociatori e portaerei.
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domenica 27 febbraio 2011
Il Cremlino vende alla Siria avanzati sistemi missilistici antinave, nonostante gli sforzi della lobby sionista!
Nonostante l'incessante pressione della robusta e ricchissima "lobby a sei punte" russa portavoce del Cremlino hanno confermato come l'accordo di trasferimento per cinque unità lanciamissili e quindici vettori P-800 Bastion/Yakhon per ciascuna, evoluzione del sistema missilistico antinave "Oniks" (detto SS-N-26 nel codice Nato). La dichiarazione, rilasciata dal Ministro della Difesa Anatoly Serdyukov, é arrivata nel corso di sabato 26 febbraio e ha causato grande sensazione, specialmente da parte israeliana.
Lo Stato ebraico, infatti, sperava di avere avuto successo nei suoi sforzi di sabotare l'accordo, evidentemente ingagliardito dal successo ottenuto nel negare all'Iran l'avanzato sistema antiaereo S-300 (che comunque ha raggiunto Teheran per vie traverse), ma, questa volta, gli storici legami tra Mosca e Damasco, risalenti ai tempi dell'Unione sovietica, si sono rivelati più forti di qualunque lobby di oligarchi.
La trattativa per la vendita del sistema antinave andava avanti dallo scorso settembre. Il sistema antinave P-800, è in grado di lanciare un missile da crociera spinto da un reattore 'ramjet' che viaggia a quasi tre volte la velocità del suono con un raggio di 120 chilometri (in modalità lo-lo) o 350 (in modalità hi-lo), quando raggiunge il suo obiettivo il missile è letteralmente a pelo d'acqua.
Fu proprio nelle acque mediorientali, durante le molte guerre scatenate da Israele tra gli anni '50 e '70, che gli osservatori militari internazionali dichiararono aperta l'era del missile come arma decisiva degli scontri navali, mandando definitivamente in pensione protagonisti storici degli scontri tra i flutti come il cannone di grosso calibro e il siluro. Ultimamente, però, come ha dimostrato il caso della Corvetta israeliana "Hanit", messa fuori combattimento da Hezbollah nella guerra del 2006 con un missile cinese "Yingji-82", il vantaggio sembra essere sfuggito alla marina sionista, che a lungo, grazie ai copiosi aiuti militari Statunitensi, aveva goduto di una superiorità incontrastata.
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