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venerdì 8 marzo 2019

Iran e Libano rafforzano i propri legami anche a livello accademico con progetti per sanità, medicina, ingegneria e scienze umane!

Si iniziano a vedere i primi segnali del "cambio di passo" imposto al Paese dei Cedri dal nuovo Governo, dove la presenza delle forze progressiste filo-iraniane é prevalente.
E' contro il miglioramento dei rapporti Beirut-Teheran che i vendipatria falangisti si sono incontrati con Americani e Inglesi.

La cooperazione scientifica tra università iraniane e libanesi sarà ampliata in vari campi di tecnica, ingegneria, sanità, educazione medica e letteratura persiana.

A tal fine, il cancelliere dell'Università del Libano ha incontrato e tenuto colloqui con l'ambasciatore iraniano in Libano, Mohammad Jalal Firouznia, a Beirut, giovedì.

In questo incontro bilaterale, le due parti hanno esplorato le strade per lo sviluppo e l'espansione delle relazioni tra centri accademici iraniani e libanesi in settori pertinenti.

domenica 10 febbraio 2019

Ex-ministro e Ambasciatore dello Scià loda i risultati della Rivoluzione Iraniana!


Primo video domenicale per il nostro sempre più frequentato Canale Youtube.
Ardashir Zahedi, che fu Ministro degli Esteri e Ambasciatore a Washington per lo Shah Reza Palhevi, nel corso di una recente intervista ha espresso rispetto e ammirazione per i risultati conseguiti dall'Iran sotto la Repubblica Islamica, definendo "traditori" coloro che accettano sostegno americano per minare il popolo e la nazione persiana.

sabato 9 febbraio 2019

I Progressi in ricerca scientifica e sviluppo tecnologico dell'Iran rivoluzionario

Terzo video del venerdì per il nostro frequentato e cliccato Canale Youtube!

"La Rivoluzione islamica HA FRENATO l'Iran!" quante volte abbiamo sentito questa idiozia? L'Iran dello Scià era un paese 'comprador' dove una piccola casta di militari e sicofanti nuotava nel lusso mentre la maggior parte della popolazione era analfabeta e le donne morivano di parto a ritmi da AFRICA NERA.
Adesso invece anche istituti di paesi non certo vicini all'Iran (come il canadese "Science Metrix") valutano la posizione di Teheran nella ricerca scientifica e tecnologica (specialmente in campi avanzati come Elettronica, Informatica, Nanotecnologia, Farmaceutica...) come rilevante a livello globale e di preminenza assoluta a livello regionale.

domenica 14 ottobre 2018

Dal campo di battaglia ai cantieri, ai campi coltivati, alle riserve naturali, i droni iraniani entrano massicciamente nella vita civile!

Sulle pagine di PALAESTINA FELIX il lettore attento e costante ha potuto seguire passo per passo la cronaca di numerosi eventi collegati con lo sviluppo di una forte industria indipendente iraniana del drone e del velivolo senza pilota a controllo remoto.

Ovviamente, questo sviluppo é stato, inizialmente tutto militare e si é intrecciato con le necessità del combattimento contro la minaccia takfira e wahabita in patria, in Irak, in Siria e anche con eventi eccezionali come l'hackeraggio dell'RQ-170 americano, prontamente e minuziosamente 'sezionato', studiato e quindi riprodotto.

Adesso però i droni stanno entrando sempre di più nell'uso civile anche nella Repubblica Islamica, svolgendo importanti mansioni in un sempre più vasto ventaglio di campi e applicazioni.

Tra di esse possiamo elencare:

martedì 17 gennaio 2017

Cinque memoranda d'intesa siglati a Teheran: la Siria ha "fame" di tecnologia made in Iran!

Il Vicepresidente iraniano Is'hagh Jahangiri e il Premier siriani Imad Khamis hanno firmato a Teheran 5 memoranda che permetteranno alla Repubblica Araba di accedere ai frutti della ricerca e della tecnologia iraniane.

Questi importanti accordi avvicinano ancora di più la Repubblica Islamica a Damasco.

Khamis, che é stato accolto nel prestigioso Palazzo Saadabad, nella parte Nord di Teheran, ha portato con sé una delegazione di imprenditori e di responsabili politici tutti interessati a infittire le già ottime relazioni siro-iraniane nei rispettivi campi di competenza.

martedì 5 giugno 2012

Sorprendente sondaggio rivela: un cittadino sionista su due é contrario ad azioni militari contro l'Iran!

Secondo una approfondita statistica condotta da ricercatori universitari di Netanya poco più di un cittadino su due del regime ebraico di occupazione della Palestina sarebbe "moderatamente" o "decisamente" contrario alla prospettiva di un'incursione aerea o missilistica condotta da Tel Aviv contro le installazioni nucleari di Teheran, con l'obiettivo di arrestare i progressi fatti dalla Repubblica Islamica Iraniana (firmataria al contrario di Israele del Trattato di Nonproliferazione Nucleare).

 Il sondaggio rivela come a battere sui "tamburi di guerra" contro l'Iran non vi siano che piccole cricche di politicanti e lobbisti, di cui moltissimi addirittura non vivono nemmeno nella Palestina occupata e non hanno alcuna intenzione di avvicinarvisi. Nel passato pià o meno recente parecchie figure dell'apparato militare e di intelligence dello Stato sionista si erano espresse a loro volta con contrarietà rispetto a questa opzione, ultima fra esse quella di Meir Dagan, già capo del 'Mossad', la potente e temuta organizzazione spionistica israeliana.

Parlando contro l'opzione militare nei confronti del programma atomico iraniano Dagan, senza soverchi peli sulla lingua, l'aveva definita "Un'idea assolutamente cretina, forse la più cretina che abbia mai sentito". Studi condotti dallo stesso Stato Maggiore israeliano e da quello americano hanno previsto che anche nella più rosea delle ipotesi nessun genere di attacco aereo o missilistico convenzionale riuscirebbe a rallentare i progressi iraniani nel nucleare per più dell'equivalente di sei od otto mesi, grazie alla dispersione dei siti di ricerca e raffinazione dell'uranio e all'esperienza iraniana nella costruzione di bunker e strutture sotterranee.
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