L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato a maggioranza schiacciante (ma, ahinoi, non 'vincolante'!) una risoluzione che invita il regime ebraico di occupazione della Palestina a unirsi all'NNPT, Trattato per la Nonproliferazione Nucleare, che Tel Aviv ha sempre rifiutato di sottoscrivere.
Fin dalla coraggiosa defezione (e dal rapimento e dalla persecuzione) di Mordechai Vanunu il mondo SA che l'entità sionista in Palestina dispone 'almeno' di un centinaio di testate atomiche illegali e molto probabilmente persino di duecento o più.
La votazione ONU si é conclusa 161 contro cinque a favore del "Sì", con diciotto nazioni astenute. Ovviamente se la questione anziché all'Assemblea Generale si fosse dibattuta al Consiglio di Sicurezza gli Usa avrebbero fatto scattare (insieme probabilmente a UK e Francia) il loro 'veto', ma siccome la risoluzione non era vincolante si sono limitati a votare contro.
Se l'ONU fosse un organismo democratico e non un aborto di organizzazione la schiacciante maggioranza dei voti dovrebbe almeno far scattare sanzioni e rappresaglie contro Tel Aviv. Invece niente. Ovviamente l'Iran, che ha sempre sottoscritto e riaffermato la propria dedizione ai principi di Nonproliferazione, invece, viene 'accusato' di cercare di sviluppare armi atomiche!
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mercoledì 3 dicembre 2014
L'ONU vota a maggioranza una risoluzione contro l'arsenale atomico (illegale) di Tel Aviv!!
martedì 25 settembre 2012
Le guardie rivoluzionarie iraniane trovano uno strumento di spionaggio piazzato dagli "ispettori" IAEA vicino al sito nucleare di Fordow!
Un sofisticato sistema di spionaggio elettronico 'mascherato' da roccia. Questo inusuale oggetto, più degno di una puntata di 'Mission: Impossible' che delle colonne di cronaca internazionale é stato individuato dai militi della Guardia Rivoluzionaria iraniana intorno al sito nucleare di Fordow.
L'hardware era dotato di una carica esplosiva che, proprio come i messaggi che riceveva Peter Graves nel telefilm americano, lo ha autodistrutto quando i membri dell'IRGC hanno cercato di muoverlo. I resti dell'apparecchiatura, comunque, sono stati recuperati e inviati a un laboratorio scientifico che li analizzerà attentamente per cercare di dedurne potenzialità e origine.
La Repubblica Islamica sta seriamente pensando di inoltrare un formale reclamo all'Agenzia Atomica Internazionale, covando il giustificato sospetto che tale impianto sia stato collocato lo scorso agosto durante il periodo di "ispezione" degli osservatori IAEA, molti dei quali provenienti da paesi imperialisti contrari al pacifico programma nucleare di Teheran.
Se la buona volontà iraniana di dimostrare oltre ogni ragionevole dubbio la natura pacifica del proprio nucleare viene presa a pretesto dalle potenze arroganti per lasciare strumenti di spionaggio (e forse anche di sabotaggio) non si capisce cosa spinga l'Iran a rimanere entro i firmatari del Trattato di Nonprofilerazione.
L'hardware era dotato di una carica esplosiva che, proprio come i messaggi che riceveva Peter Graves nel telefilm americano, lo ha autodistrutto quando i membri dell'IRGC hanno cercato di muoverlo. I resti dell'apparecchiatura, comunque, sono stati recuperati e inviati a un laboratorio scientifico che li analizzerà attentamente per cercare di dedurne potenzialità e origine.
La Repubblica Islamica sta seriamente pensando di inoltrare un formale reclamo all'Agenzia Atomica Internazionale, covando il giustificato sospetto che tale impianto sia stato collocato lo scorso agosto durante il periodo di "ispezione" degli osservatori IAEA, molti dei quali provenienti da paesi imperialisti contrari al pacifico programma nucleare di Teheran.
Se la buona volontà iraniana di dimostrare oltre ogni ragionevole dubbio la natura pacifica del proprio nucleare viene presa a pretesto dalle potenze arroganti per lasciare strumenti di spionaggio (e forse anche di sabotaggio) non si capisce cosa spinga l'Iran a rimanere entro i firmatari del Trattato di Nonprofilerazione.
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sabato 9 giugno 2012
Paranoie sioniste in azione, 'think tank' filoisraeliano pretende che l'Iran "Costruisca centrifughe segrete!"
L'illustrazione di qui sopra serve a illustrare cosa deve avere pensato il lettore medio del 'Maariv', (tabloid serale sionista per semi-analfabeti) leggendo sulle pagine del suo rotocalco preferito che secondo il preoccupato rapporto di tale David Albright, portavoce di un presunto 'centro studi' di nome "Institute of Science and International Security" la Repubblica Islamica iraniana, in gran segreto, avrebbe iniziato la costruzione di un 'terzo sito di centrifughe', lontano dagli occhi degli ispettori dell'IAEA.
Le centrifughe, lo ricordiamo ai nostri lettori, servirebbero a 'frullare' l'esafluoruro di uranio in maniera da separarne gli atomi di U-238 da quelli di U-235, diminuendo gradualmente la percentuale dei primi rispetto ai secondi in maniera che questi ultimi dall'uno per cento, diciamo, risultino via via il cinque, il venti, il cinquanta, il novanta per cento del totale, risultando quindi nel famoso "Uranio arricchino all'X per cento". Questo processo che lo ricordiamo é di SOTTRAZIONE di componenti da un totale (e non di 'addizione' come la terminologia 'arricchito' potrebbe forse suggerire ai non-iniziati) é alla base del pacifico programma nucleare civile di Teheran, cui l'Iran ha pienamente diritto in quanto firmatario confermato del Trattato di Nonproliferazione nucleare.
Mister Albright dell'Istituto per la Scienza e la Sicurezza Internazionale sembra molto preoccupato dalla possibilità che l'Iran venga mento al suo dichiarato intento di non costruire mai armi atomiche (impegno assunto con l'NNPT) ma stranamente non sembra colto da ansie o patemi al pensiero che a poche migliaia di chilometri da Teheran esista uno Stato-canaglia, colpevole di aggressioni armate a ripetizione, che se ne sta appollaiato letteralmente su centinaia di bombe atomiche illegali e non dichiarate e non si é mai sognato di aprire le porte dei suoi siti nucleari a nessuna ispezione internazionale (come invece la Repubblica iraniana fa regolarmente).
Inoltre l'intenzione iraniana di costruire altri siti di arricchimento oltre ai due già attivi a Natanz e Fordow é stata già dichiarata dall'Ex-capo dell'Agenzia nucleare della Repubblica Islamica Ali Akbar Salehi in più occasioni durante il suo mandato; se vi era l'intenzione di farlo segretamente, perché annunciarlo? Dopo le sue dimissioni, comunque, il progetto di iniziare i lavori per nuovi siti di centrifughe entro il 2012 é stato rimandato dal suo successore, Fereydoun Abbassi-Davani. Ancora una volta vediamo come la lobby sionista non indietreggi dall'usare ogni mezzo, anche il più scorretto, per fomentare fobie e paranoie negli ignoranti e nei disinformati, usandole per distrarli, come specchietti per le allodole dalle vere radici del 'problema nucleare' in Medio Oriente, che si trovano nei bunker e nei silos segreti di Dimona.
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venerdì 8 giugno 2012
Ahmadinejad in Cina: "La buona volontà iraniana avrà la meglio sui pretesti europei con l'aiuto di Mosca e Beijing!"
Incontrandosi con il Primo Ministro cinese Wen Jiabao a Beijing nei giorni scorsi il Presidente della Repubblica Islamica Mahmoud Ahmadinejad ha dichiarato che mentre la Russia e la Cina si sono dimostrati partner affidabili e onesti nel processo di trattative riguardo al pacifico programma nucleare civile di Teheran le potenze occidentali, invece si sono mostrate ancora una volta incapaci di tenere fede alle promesse fatte in precedenza durante gli incontri di Istanbul, portando così il recente meeting di Bagdad a chiudersi con un nulla di fatto.
Ora le trattative si riapriranno tra circa dieci giorni a Mosca, ma già le potenze imperialiste stanno producendo notevoli sforzi per sabotare dal principio questa nuova occasione negoziale, negandosi ai colloqui preliminari che la Repubblica Iraniana aveva notificato di voler tenere onde arrivare alla capitale russa già con una bozza di piattaforma negoziale: "Basandoci su quanto reiterato ai colloqui di Bagdad ci aspettavamo di poter continuare il dialogo a livello del capo della diplomazia europea, con il nostro Segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale come portavoce, ma nessun passo in tal senso é stato fatto dalle nostre controparti occidentali, temiamo che l'Europa voglia solo trovare scuse e perdere tempo per poter dichiarare il fallimento dei negoziati".
Ahmadinejad ha comunque dichiarato la propria fiducia riguardo il fatto che, con la buona volontà iraniana e russo-cinese, sarà possibile superare ogni ostacolo e ogni ostruzionismo occidentale, anche se magari saranno necessari più incontri e più tempo. "Nonostante le dilazioni e i tentativi di sabotaggio degli europei riusciremo comunque a raggiungere un accordo che salvaguardi i nostri diritti e metta la questione del nucleare in Medio Oriente nella sua giusta prospettiva". E' noto infatti che, mentre istiga e aizza i suoi burattini americani e occidentali contro il programma nucleare civile di Teheran il regime ebraico di occupazione se ne sta seduto su oltre 200 bombe atomiche pronte al lancio.
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giovedì 7 giugno 2012
Benji Netanyahu "furioso" con le cancellerie occidentali: "Le vostre sanzioni non hanno arrestato i progressi nucleari iraniani di un solo millimetro!"
Il Premier sionista Benji Netanyahu, supposto 'capo' del Governo di Estrema Destra che sta conducendo il regime ebraico di occupazione della Palestina sempre più sull'orlo del precipizio sarebbe furioso per la mancanza di 'risultati' delle inique e illegali sanzioni decretate da alcuni stati contro l'Iran."I negoziati devono servire a imporre richieste inequivocabili all'Iran, non a trattare con esso", ha quindi proseguito lo gnomo di Tel Aviv, dimostrando definitivamente di non avere la benché minima idea di che cosa sia un 'negoziato'; del resto, basta vedere come lui ha condotto i suoi 'negoziati' con Fatah per rendersi conto che a Netanyahoo-landia 'negoziato' indica un processo dove la parte più forte offende e tiranneggia la parte più debole senza alcun rispetto per la legalità o la parola data, un significato ben diverso da quello comunemente accettato nel mondo civile.
Israele, come tutti sanno, é lo stato-canaglia che possiede oltre 200 armi nucleari pronte all'uso e che ha perseguitato il tecnico nucleare (Mordechai Vanunu) che in preda a crisi di coscienza ha rivelato al mondo la loro esistenza, eppure questo stato, che si rifiuta di permettere il monitoraggio e l'ispezione dei suoi siti nucleari e dei suoi arsenali, pretenderebbe che il mondo si incaricasse di minacciare o attaccare uno Stato (la Repubblica Islamica Iraniana) che non solo permette regolari visite ai suoi impianti, ma che é regolarmente firmataria dell'NNPT.
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martedì 5 giugno 2012
Sorprendente sondaggio rivela: un cittadino sionista su due é contrario ad azioni militari contro l'Iran!
Secondo una approfondita statistica condotta da ricercatori universitari di Netanya poco più di un cittadino su due del regime ebraico di occupazione della Palestina sarebbe "moderatamente" o "decisamente" contrario alla prospettiva di un'incursione aerea o missilistica condotta da Tel Aviv contro le installazioni nucleari di Teheran, con l'obiettivo di arrestare i progressi fatti dalla Repubblica Islamica Iraniana (firmataria al contrario di Israele del Trattato di Nonproliferazione Nucleare).
Il sondaggio rivela come a battere sui "tamburi di guerra" contro l'Iran non vi siano che piccole cricche di politicanti e lobbisti, di cui moltissimi addirittura non vivono nemmeno nella Palestina occupata e non hanno alcuna intenzione di avvicinarvisi. Nel passato pià o meno recente parecchie figure dell'apparato militare e di intelligence dello Stato sionista si erano espresse a loro volta con contrarietà rispetto a questa opzione, ultima fra esse quella di Meir Dagan, già capo del 'Mossad', la potente e temuta organizzazione spionistica israeliana.
Parlando contro l'opzione militare nei confronti del programma atomico iraniano Dagan, senza soverchi peli sulla lingua, l'aveva definita "Un'idea assolutamente cretina, forse la più cretina che abbia mai sentito". Studi condotti dallo stesso Stato Maggiore israeliano e da quello americano hanno previsto che anche nella più rosea delle ipotesi nessun genere di attacco aereo o missilistico convenzionale riuscirebbe a rallentare i progressi iraniani nel nucleare per più dell'equivalente di sei od otto mesi, grazie alla dispersione dei siti di ricerca e raffinazione dell'uranio e all'esperienza iraniana nella costruzione di bunker e strutture sotterranee.
Il sondaggio rivela come a battere sui "tamburi di guerra" contro l'Iran non vi siano che piccole cricche di politicanti e lobbisti, di cui moltissimi addirittura non vivono nemmeno nella Palestina occupata e non hanno alcuna intenzione di avvicinarvisi. Nel passato pià o meno recente parecchie figure dell'apparato militare e di intelligence dello Stato sionista si erano espresse a loro volta con contrarietà rispetto a questa opzione, ultima fra esse quella di Meir Dagan, già capo del 'Mossad', la potente e temuta organizzazione spionistica israeliana.
Parlando contro l'opzione militare nei confronti del programma atomico iraniano Dagan, senza soverchi peli sulla lingua, l'aveva definita "Un'idea assolutamente cretina, forse la più cretina che abbia mai sentito". Studi condotti dallo stesso Stato Maggiore israeliano e da quello americano hanno previsto che anche nella più rosea delle ipotesi nessun genere di attacco aereo o missilistico convenzionale riuscirebbe a rallentare i progressi iraniani nel nucleare per più dell'equivalente di sei od otto mesi, grazie alla dispersione dei siti di ricerca e raffinazione dell'uranio e all'esperienza iraniana nella costruzione di bunker e strutture sotterranee.
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