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venerdì 16 maggio 2014

Ancora un rinvio (al 22 maggio) per l'elezione del Presidente libanese: la crisi istituzionale si fa più probabile!

Con una nuova mancanza di quorum consecutiva l'assemblea del Parlamento libanese che dovrebbe eleggere il successore di Michel Sleiman é stata aggiornata al 22 maggio. Dal 25 maggio in poi, data dell'effettiva scadenza del mandato presidenziale, il Paese dei Cedri si troverà ufficialmente in stato di Crisi Istituzionale visto che, secondo i dettami della Costituzione, nessun processo legislativo e nemmeno amministrativo può avvenire in Parlamento e organi collegati in mancanza di un Presidente della Repubblica.

Dal 25 in poi tutto ciò che i Deputati libanesi potranno fare sarà riunirsi per cercare di eleggere un Capo dello Stato. Vedendo che l'ostinazione non porta alcun frutto l'Alleanza 14 Marzo si é detta disponibile a rinunciare alla candidatura dell'impresentabile Geagea se l'Alleanza 8 Marzo accettasse di prolungare il mandato di Michel Sleiman.

La coalizione progressista, tuttavia, ha detto che Sleiman non é più una figura accettabile per via delle sue posizioni ambigue assunte nel momento degli attacchi takfiri e wahabiti contro la popolazione civile e le forze armate libanesi che negli ultimi mesi hanno causato molte vittime.

mercoledì 7 maggio 2014

Ancora un fallimento a Beirut nell'elezione del Presidente: tutto rimandato al quindici di maggio!

Ancora una volta l'Alleanza 14 Marzo non ha voluto intendere ragioni e ancora una volta le forze contrarie all'elezione di un assassino collaborazionista al palazzo presidenziale della Baabda si sono incaricate di far capire a Saad Hariri e sodali che senza un accordo comprensivo il Libano arriverà alla scadenza del mandato di Michel Sleiman (25 maggio) senza sapere chi gli debba succedere.

Come già nella seconda riunione é mancato il quorum per poter procedere all'espressione dei voti e il Presidente del Parlamento Nabih Berri ha aggiornato il tutto a tra otto giorni, 15 maggio, sperando che per allora i blocchi parlamentari arrivino a un compromesso.

La crisi presidenziale origina dall'ostinazione con cui il blocco filosaudita e filoamericano di Hariri vuole imporre il già galeotto Samir Geagea, come Presidente del Paese dei Cedri; l'Alleanza 8 Marzo invece sostiene l'Ex-generale ed ex-Premier Michel Aoun, una personalità che si é sempre battuta per un Libano sovrano, autonomo e indipendente.

mercoledì 30 aprile 2014

Deraglia di nuovo la corsa alla Baabda! Ottantun parlamentari "marinano" la seduta per l'elezione del Presidente libanese!!

Ottantun parlamentari assenti su 128; con un tasso di assenti tanto alto nemmeno se tutti i quarantasette presenti avessero vergato sulle loro schede il nome dell'assassino mafioso Samir Geagea si sarebbe arrivati a nulla; quindi il Presidente del Parlamento Nabih Berri ha dichiarato nulla la seduta.

Adesso il termine costituzionale del 25 maggio sembra veramente vicino e fa paura perché se venisse superato il Paese dei Cedri si troverebbe senza Capo dello Stato e la crisi istituzionale diventerebbe veramente pericolosa.

Ovviamente la colpa di questo stato di cose é tutta dell'Alleanza 14 Marzo e della sua sciocca e presuntuosa arroganza, con cui si ostina a proporre un candidato irricevibile come Samir Geagea che solo pochi anni fa era in galera per i numerosi assassinii ordinati ed eseguiti, mentre un candidato accettabile anche a molti maroniti conservatori come Michel Aoun dell'LMP potrebbe facilmente raccogliere gli 86 voti necessari a succedere a Michel Sleiman.

La prossima sessione per l'elezione del Presidente della Repubblica si terrà mercoledì 7 maggio.

martedì 5 novembre 2013

Convocato e subito aggiornato ad altra data il processo a Mursi: falliscono le annunciate manifestazioni dell'Ikhwan!

Presso l'Accademia di Polizia del Cairo si é riunita per la prima volta la corte incaricata di giudicare il deposto Presidente Mohammed Mursi, imputato di crimini che potrebbero garantirgli la pena capitale, mentre all'esterno le annunciate manifestazioni 'oceaniche' annunciate dalla Fratellanza Musulmana raccoglievano poche centinaia di persone.

Mursi, in giacca blu e camicia aperta senza cravatta, anziché nella divisa bianca del carcerato, ha dichiarato di non riconoscere l'autorità del tribunale riunito davanti a lui; dopo averlo identificato e avergli fatto notare il numero e la gravità delle accuse contro di lui e i suoi coimputati la corte ha deciso di aggiornare la seduta a data da destinarsi.

Ancora nel corso del week-end forze di sicurezza egiziane hanno condotto un raid a Kafr el-Sheik, a Nord della capitale, catturando quattro dirigenti dell'Ikhwan confermando l'apparente intenzione delle forze attualmente al comando del paese di cancellare del tutto l'organizzazione dal panorama nazionale anziché arrivare a un compromesso attraverso il dialogo.