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sabato 7 gennaio 2017

Nella riserva di Semnan avvistato un Leopardo Persiano maschio, probabilmente padre del cucciolo rilevato in precedenza!

Poco prima di Natale nella Riserva Faunistica di Semnan era stata avvistata da rilevatori (che l'avevano filmata e fotografata) una Leopardessa Persiana (Pantera Pardus Saxicolor) con un cucciolo.

Adesso nella stessa area é stato registrato e fotografato anche un esemplare maschio adulto.

Probabilmente si tratta del padre del cucciolo in questione.

mercoledì 21 dicembre 2016

Una leopardessa persiana avvistata col suo cucciolo nella Riserva Faunistica di Parvar, in Iran!

Il magnifico animale che vedete ritratto in queste foto é l'esemplare di femmina di Leopardo Persiano che é stato ripreso e fotografato da apparati automatici collocati nella Riserva Faunistica di Parvar, nella provincia iraniana di Semnan, nel Nord del paese, ad Est della capitale Teheran.
Il Leopardo Persiano è un grande felino stanziato dall'Est della Turchia ad Ovest dell'Afghanistan, il cui habitat tocca, oltre a questi stati, l'Azerbaijan, il Turkmenistan e l'Iran; occasionalmente viene segnalato anche in Armenia e nel Nord dell'Irak. Il Leopardo Persiano é classificato come specie in pericolo e in Iran sono in funzione programmi di protezione della specie che sono riusciti ad arrestare il declino della sua popolazione. In totale sembra che siano rimasti circa un migliaio di esemplari.

martedì 3 luglio 2012

Vicecomandante dell'IRGC sull'esercitazione 'Grande Profeta': "Ferma e chiara risposta alle minacce militari occidentali!"

Il Brigadier Generale Hossein Salemi del Corpo della Guardia Rivoluzionaria Islamica iraniana ha definito la recente esercitazione missilistica dell'IRGC "Grande Profeta 7", iniziata ieri e in fase di svolgimento dei deserti di Semnan come "una seria e ferma risposta" alle ripetute minacce di una possibile 'opzione militare' in preparazione da parte delle potenze occidentali arroganti e dell'entità ebraica di occupazione della Palestina contro la Repubblica Islamica. "Obiettivo principale di questa dimostrazione é inviare chiaramente il messaggio riguardo alla nostra prontezza a rispondere a tono e con forza decisiva a qualunque tentativo di intimidirci militarmente o aggredirci proditoriamente".
Rapporti ufficiali confermano che, in una riproduzione su scala ridotta di una massiccia rappresaglia missilistica iraniana dozzine di vettori a medio e lungo raggio sono stati scatenati simultaneamente contro una serie di bersagli che simulavano in più verosimilmente possibile le installazioni militari americane, occidentali e sioniste nella regione, risultando nella loro quasi totale distruzione. I missili lanciati in questa esercitazione sono stati lo Shahab-1, -2 e -3, il Khalij Fars, il Tondar, il Fateh-110, lo Zelzal e il Qiam. Alcuni di essi sono ancora vettori a combustibile liquido, che necessitano di venire riforniti subito prima del lancio con una procedura delicata e relativamente pericolosa, altri invece, più recenti, sono modelli a propellente solido che possono venire lasciati pronti al lancio nei loro silos sotterranei anche per anni prima di venire lanciati con pochissimo preavviso.
All'esercitazione hanno preso parte anche i droni senza pilota, frutto di anni di ricerca e investimento della Repubblica Islamica nelle più avanzate tecnologie robotiche ed elettroniche, che hanno preso parte a loro volta alla rappresaglia simulata contro le 'basi' sioniste e imperialiste. Gli UAV iraniani si sono dimostrati efficaci quanto i più moderni cacciabombardieri, trovando e centrando i loro bersagli a una frazione minima del costo e del rischio di una missione aerea convenzionale. Il massiccio investimento di Teheran nella tecnologia di droni e missili dà un importante contributo a compensare le risorse proporzionalmente più limitate a disposizione dell'arma aerea (IRIAF), in attesa che anche in quel campo più vasto e complesso si facciano sentire in tutta la loro ampiezza i risultati della Jihad per l'Autosufficienza Militare.
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lunedì 2 luglio 2012

L'IRGC lancia una nuova esercitazione balistica nel centro del paese; l'obiettivo: "Allenarsi a centrare le basi americane nel Golfo!"

Il Corpo della Guardia Rivoluzionaria Islamica della Repubblica Iraniana ha lanciato una nuova serie di esercitazioni missilistiche soprannominate "Grande Profeta 7" nell'Iran centrale, nella provincia di Semnan, con lo scopo dichiarato di migliorare la propria conoscenza degli ultimi vettori balistici prodotti dall'Organizzazione delle Industrie per la Difesa.
Missili e razzi da battaglia di raggio corto, mediano e lungo verranno testati dai militari dell'IRGC, allenandoli a centrare con precisione gli obiettivi americani in tutta l'area del Golfo e del Medio Oriente, così come l'entità di occupazione sionista e le sue installazioni in Georgia, Azerbaijan e Kurdistan. La 'Grande Profeta 7' é la principale manovra missilistica dopo la 'Val Fajr', tenutasi nel Deserto di Markazi a febbraio 2012, subito dopo l'esercitazione 'Tharallah' condotta invece dall'aviazione delle forze regolari. Sempre a febbraio, con le manovre 'Hamiyan-e-Velayat" le truppe dell'IRGC si sono perfezionate delle tattiche di commando, nel lancio di una offensiva aeroportata ed eliportata e nelle misure di contrasto a queste modalità operative.
Ancora una volta la Repubblica Islamica é pronta a mostrare la propria perizia militare, reiterando comunque che per i suoi dirigenti la forza armata non é che una opzione puramente difensiva e non un mezzo di aggressione.
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domenica 13 novembre 2011

Il Ministro della Difesa iraniano illustra i prossimi passi del programma spaziale della Repubblica Islamica!


Il Ministro della Difesa iraniano, Brigadier-generale Ahmed Vahidi ha annunciato che prossimamente la Repubblica Islamica lancerà in orbita tre nuovi satelliti di costruzione nazionale; parlando nella giornata di ieri a una riunione sullo stato di avanzamento dei vettori orbitali iraniani il Generale Vahidi ha dichiarato che gli scienziati della Repubblica islamica sono pronti a lanciare i satelliti 'Fajr', 'Navid' e 'Tolou' (Alba, Messaggero e Aurora) in orbita tra quest'anno e il prossimo.

Il Ministro iraniano ha assicurato i presenti che il vettore 'Safir-e-Fajr' porterà il Fajr, mentre il 'Simorgh'(foto qui sopra) porterà sia il Navid che il Tolou, aggiungendo poi che proprio col Tolou inizierà una nuova fase nello sviluppo dell'industria spaziale di Teheran, che ha già superato diverse nazioni 'nuove arrivate' nel campo e sta ormai colmando rapidamente tutti i gap che rimangono con player più anziani nella corsa allo spazio.

Dopo il 'Tolou' dovrebbe venire il turno dello 'Zafar' (Trionfo), un satellite da porre in orbita ellittica a 500 chilometri d'altezza, mentre si stanno preparando altri esemplari che dovranno venir collocati, nel prossimo futuro, in orbite circolari molto più alte. L'Iran, nona nazione del pianeta a porre in orbita satelliti con propri vettori, é un membro fondatore del Comitato ONU per gli Usi pacifici dello Spazio esterno, istituito nel 1959.

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sabato 18 giugno 2011

L'Iran svela nuovi e più ambiziosi traguardi del suo programma spaziale!


L'eco e l'ammirazione per il brillante successo del secondo lancio orbitale effettuato da territorio iraniano non si sono ancora quietate che, nelle ore in cui il satellite geostazionario 'Rassad' effettuava la sua ventinovesima orbita già si spargevano nella comunità scientifica e aerospaziale internazionale le linee-guida per i prossimi obiettivi di Teheran. Sembra infatti che i tecnici e gli ingegneri della Repubblica Islamica, lungi dal volersi riposare sui pur meritati allori, abbiano intenzione di gettarsi a capofitto in sfide ancora più ardue per arrivare entro il 2020 a lanciare nello Spazio Esterno il loro primo cosmonauta.

La data di lancio di una missione orbitale umana é stata anticipata di vari anni rispetto alle prime stime, proprio in considerazione dei grandi successi e passi avanti fin qui ottenuti dall'Agenzia Spaziale Iraniana (IAO). Hamid Fazeli, suo portavoce ufficiale ha dichiarato che presto i satelliti Kavoshgar 5, Fajr e Navid verranno spinti in orbita; il primo dei tre, con un equipaggio di animali sperimentali, sarà lanciato dal sito di Semnan entro il 22 agosto 2011 (cioé entro il quinto mese del calendario iraniano - Mordad).

In seguito l'Iran si impegnerà a fare entrare in fase operativa il suo nuovo vettore orbitale, il razzo Simorgh ("Fenice"), più potente del 'Safir' utilizzato finora, capace, con le sue 143 tonnellate di spinta, di scagliare un satellite di 60 chili a oltre 500 chilometri dalla crosta terrestre. L'Iran é uno dei 24 paesi fondatori del Comitato delle Nazioni Unite per gli usi pacifici dello Spazio Esterno.
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giovedì 16 giugno 2011

L'Iran lancia in orbita il suo secondo satellite geostazionario!



Rassad, cioé "Osservatore", é il nome del secondo apparecchio geostazionario lanciato in orbita dall'Iran, nono stato della terra a mettere in orbita un satellite; il lancio, secondo quanto riportato dall'Agenzia Stampa ufficiale IRNA ha avuto luogo nella giornata di ieri presso il poligono spaziale iraniano di Semnan, da cui era già stato lanciato nel 2009 Omid, il primo satellite iraniano lanciato dalla madrepatria.

Infatti la Repubblica Islamica aveva già messo in orbita un suo satellite, Sinah, nel 2007, ma attraverso un vettore russo. Il successo di Sinah, comunque, aveva dato importanti indicazioni agli scienziati e ai tecnici di Teheran per proseguire nel loro programma spaziale, che ieri ha compiuto un importantissimo passo in avanti. Rassad, come indicato dal suo nome, monta al suo interno un sofisticato apparato di rilevazione d'immagine ed é in grado di inviare fotografie e video alla stazione di controllo in tempo reale.

Rassad compie 15 rotazioni attorno alla Terra ogni 24 ore, ad una altezza approssimativa di 260 chilometri dal suolo. Oltre a Sinah, Omid e Rassad la Repubblica islamica ha lanciato in volo suborbitale diverse cavie animali (tra cui vermi, tartarughe e topi) per studiare la possibilità, nel prossimo futuro (alcuni dicono entro il 2020), di effettuare la sua prima missione spaziale umana.
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