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mercoledì 21 novembre 2018

La realtà dei fatti é troppo amara per i sionisti, che si rifugiano in comode narrative consolatorie!


"Hamas è riuscito a convincere la destra israeliana di avere vinto l'ultimo round di combattimenti a Gaza", afferma in un editoriale il sionista Ben-Dror Yemini.

In un editoriale pubblicato da Yenet intitolato "Israele (cioé il regime ebraico di occupazione della Palestina) ha bisogno di una chiara politica di sicurezza, non di uno scontro", Ben-Dror Yemini ha detto che l'entità sionista deve cambiare politica in merito.

Il sionista Yemini non ha l'intelligenza o l'onestà intellettuale necessaria per ammettere che Hamas HA EFFETTIVAMENTE VINTO, semplicemente perché la sequenza delle azioni non ha corrisposto agli obiettivi politici (la guerra é sempre politica, come insegna Clausewitz) di Tel Aviv mentre ha soddisfatto pienamente quelli di Gaza e di Hamas.

domenica 18 novembre 2018

Sono stati gli M-75 di Hamas (copie locali dei razzi pesanti 'Fajr' iraniani) a spingere i codardi di Tel Aviv ad accettare il cessate-il-fuoco!


Un sito noto per i suoi stretti legami con i servizi segreti militari del regime ebraico ha ammesso che il movimento di resistenza palestinese Hamas ora possiede una grande quantità di missili "rivoluzionari" (M-75) che potrebbero colpire obiettivi in ​​Israele con notevole facilità e precisione.

In un rapporto pubblicato sabato sabato tale fonte reclamava di avere identificato il tipo di missili moderni usati da Hamas nei recenti attacchi ai territori occupati da Israele che hanno inflitto danni considerevoli e dozzine di feriti al regime costringendolo ad accettare un cessate il fuoco con i Palestinesi.

Il rapporto dice che i missili erano del tipo di calibro 333mm e avevano una portata media di 11 chilometri, molto simili quindi ai 'Fajr' di fabbricazione iraniana.
Essi non sono esattamente una novità a Gaza, essendo stati notati già in precedenti confronti militari, ma adesso il loro numero sarebbe aumentato esponenzialmente, rendendoli un chiaro e presente pericolo per le forze sioniste.

Il rapporto ha aggiunto che i missili erano in grado di distruggere le "postazioni di artiglieria, le batterie Iron Dome, le concentrazioni di forze corazzate - sia in terra che in trincea, così come le attrezzature di ingegneria da combattimento e i centri di comando".

domenica 5 aprile 2015

Hezbollah in Siria distrugge una base dell'ISIS con tre missili da battaglia!

Tre missili da battaglia di grande calibro, probalibmente della serie "Fajr", sono stati lanciati da militanti di Hezbollah schierati in Siria contro una base dell'ISIS che si trovava a 60 Km a Nordest di Damasco, nella regione di Khachaat, distruggendola completamente.

La notizia é stata riportata dal quotidiano libanese "Daily Star" e sembrerebbe confermata, almeno a livello non ufficiale, da fonti interne a Hezbollah; evidentemente questa ammissione é volta a confermare alle parti interessate che il lungo impegno in Siria dell'organizzazione di Resistenza sciita non ha per nulla degradato le sue capacità di utilizzare armamenti complessi e precisi come i 'battlefield rockets' di produzione iraniana.

mercoledì 11 marzo 2015

Nuove interessanti rivelazioni sui prossimi passi del programma spaziale iraniano!

Mohammad Hassan Entezari, Segretario del Supremo Consiglio Iraniano per il Cyberspazio, parlando a giornalisti a latere della Quattordicesima Conferenza delle Associazioni Spaziali tenutasi negli scorsi giorni a Teheran ha dichiarato che il satellite per telecomunicazioni 'Mesbah', di totale costruzione nazionale, é pronto a venire lanciato in orbita.

domenica 2 novembre 2014

Come l'Asse della Resistenza é passato dal "mandare pesci" a Gaza a insegnare ai Palestinesi a "pescare" per conto proprio!

"Dai un pesce a un uomo, e questi mangerà per un giorno; insegnali a pescare e si sfamerà per tutta la vita". 

La veridicità di questo adagio é esemplificata dai progressi delle organizzazioni armate palestinesi che nel corso di meno di un decennio sono passate dal dover dipendere dalla solidarietà dell'Asse della Resistenza per i loro rifornimenti di razzi con cui difendersi dalle aggressioni sioniste a riuscire autonomamente (grazie agli insegnamenti forniti dalla Guardia Rivoluzionaria iraniana, dal corpo di artiglieria dell'Esercito Siriano e dagli Hezbollah libanesi) a fabbricare vettori in grado di arrivare a Tel Aviv, a Gerusalemme e persino ad Haifa.

La Resistenza palestinese iniziò a colpire obiettivi sionisti dalla Striscia di Gaza con l'Intifada delle Moschee: inizialmente il bersaglio principale era Sderot, insediamento illegale preso di mira con razzi rudimentali e colpi di mortaio.

La Guerra d'Estate tra sionisti ed Hezbollah, nel 2006, fece apparire evidente ai Palestinesi, che intanto nel 2004 erano riusciti a cacciare gli occupanti sionisti dalla Striscia, come un forte arsenale di razzi fosse un'arma potente tanto dal punto di vista militare quanto da quello politico; nessun elemento della guerra di otto anni fa rese evidente la totale sconfitta sionista quanto il fatto che "i razzi continuavano ad arrivare" sulla Galilea Occupata fino all'ultima ora prima dell'Armistizio.

Un programma di addestramento venne subito lanciato dalle potenze dell'Asse della Resistenza: militanti palestinesi uscivano dalla Striscia, viaggiavano fino al Libano o alla Siria e qui venivano 'presi in consegna' da ufficiali dell'IRGC iraniana, che li portavano nella Repubblica Islamica e li istruivano sulle basi della balistica, sulla chimica dei materiali necessari ai razzi, e controllavano il loro apprendimento facendogli costruire razzi di prova che poi venivano lanciati in zone deserte.

I punti di arrivo di quei razzi venivano accuratamente segnalati e riportati e gli 'studenti' venivano incoraggiati a produrre 'rose' di impatti sempre più ristrette e precise. In seguito altri 'corsi' vennero istituiti in Siria e persino quando si verificarono incidenti (anche con feriti) Assad non fece mai venire meno il suo appoggio a quelle iniziative.

Ma i razzi prodotti a Gaza erano di cattiva qualità e quindi si iniziò un programma di rifornimento via mare e via tunnel, con i vettori iraniani e siriani che venivano spostati in Sudan, poi in Egitto e qui attraversavano il Sinai fino a Gaza oppure venivano caricati su imbarcazioni che poi gettavano contenitori ermeticamente chiusi in mare in zone accuratamente scelte, dove le correnti li avrebbero spinti verso le spiagge della Striscia fino a che un semplice sommozzatore fosse stato in grado di identificarli e trascinarli a riva.

Ma i razzi, soprattutto i modelli più potenti e a lungo raggio, erano molto ingombranti e scomodi da trasferire, persino se smontati in tanti componenti, il loro propellente poi rischiava di deteriorarsi nel lungo viaggio, quindi la parte di know-how e addestramento non venne mai interrotta.

A Gaza arrivavano componenti critici ma tutto quello che i Palestinesi potevano costruirisi o prodursi da soli veniva incoraggiato e anzi aumentato: dapprima i razzi venivano rimontati a Gaza e riempiti di propellente fabbricato in loco, poi fu la volta dell'esplosivo, in breve, quando la metallurgia delle officine clandestine fu abbastanza avanzata, anche gli involucri dei razzi (di certo la parte più pesante e ingombrante) vennero fatti realizzare a Gaza.

Questa scelta si rivelò vincente con la caduta di Mubarak: il dittatore egiziano era un servo di Israele e Washington ma il suo regime aveva il 'bonus' di essere corrottissimo, quindi per ben finanziati ufficiali di Hezbollah e dell'IRGC era facile trovare il modo con adeguate 'mazzette' di far passare nel Sinai o nei porti egiziani i carichi.

Il regime ikhwanita di Morsi si adoperò subito per ostacolare in ogni modo i transiti di componenti per razzi, su ordine dei suoi padroni di Doha che volevano escludere l'Iran dalla scena della Resistenza Palestinese, ma per allora Gaza era già in grado di fabbricare da sola razzi quasi avanzati come i migliori disponibili a Siria e Iran e la dimostrazione ci fu dopo la Guerra degli Otto Giorni nel 2012, quando l'intero arsenale di razzi sparati contro obiettivi ebraici venne non solo ricostituito ma addirittura aumentato in pochissimo tempo.

Nell'ultima Guerra di Gaza, al contrario di quella precedente, non solo i razzi Fajr "di importazione" erano in grado di raggiungere Tel Aviv, ma anche i loro equivalenti 'locali, come gli M-75, i Buraq-70, i Buraq-100. Senza tutti i costi di trasporto e addentellati vari i razzi 'Made in Gaza' sono estremamente più economici e la quantità prodotta può aumentare esponenzialmente.

Tanto per fare un esempio, un razzo Type-107 quando veniva contrabbandato poteva richiedere la spesa di 800 dollari usa, mentre un razzo identico fatto a Gaza costa un ottavo di quella cifra. Un Fajr-5 in grado di arrivare all'Aeroporto Ben Gurion costava 15.000 $, un razzo fatto a Gaza con le stesse caratteristiche appena 5.000.

Gli esperti in grado di manipolare le sostanze chimiche, i metalli, le componenti di precisione necessarie a queste armi sono tra gli 'assetti' più gelosamente custoditi dalle Brigate della Resistenza, forse anche più dei comandanti. Ogni volta che si recano al lavoro vengono prelevati da militanti armati di sicura fiducia e portati ai laboratori sotterranei della loro organizzazione bendati, in maniera che anche se venissero catturati (Dio non voglia) non potrebbero nemmeno rivelare la posizione del loro luogo di lavoro.

domenica 17 agosto 2014

Abu Obeida: "Gaza continua a costruire razzi per colpire i sionisti sempre più in profondità!"

"Gli sciocchi leader sionisti affermano mendacemente di avere inflitto gravi danni alle nostre strutture difensive ma anche in questo stesso momento nelle officine e nei laboratori di Gaza si costruiscono razzi sempre più potenti da usare contro i bersagli dell'occupazione".

Con queste parole rilasciate ad Al-Aqsa TV il portavoce ufficiale delle Brigate Qassam, Abu Obeida ha confermato come l'ala militare di Hamas sia in grado di ricostruire e rimpinguare il suo stesso arsenale senza bisogno di aiuti esterni.

Obeida ha altresì affermato che un nuovo modello di razzo denominato M-80 si è aggiunto alla panoplia delle Brigate di Hamas. Successore del modello M-75 che ha raggiunto con successo bersagli anche intorno a Tel Aviv, il nuovo razzo potrebbe avere un raggio incrementato o portare una testata più distruttiva.

lunedì 4 agosto 2014

Hezbollah ed Esercito Libanese uniscono le forze: catturato il capo wahabita Imad Ahmed Jomaa!!

Purteoppo nell'intervallo di tempo tra l'inizio della vasta operazione antiterrorismo condotta congiuntamente dall'Esercito libanese e dalle Forze Armate siriane sul confine di Arsal/Qalamoun e la distruzione di una colonna wahabita che dalla Siria cercava scampo e asilo nel Paese dei Cedri un attentato armato a un posto di blocco dell'Armee ha causato la morte di tre militari di Beirut e il ferimento di diversi altri.

La cattura del leader terrorista takfiro Imad Ahmed Jomaa, per quanto importante nella lotta alla sedizione mercenaria, non é sufficiente a compensare il lutto per queste perdite. Il Brigadier Generale Shamel Rokez, Comandante in Capo delle Forze Antiterrorismo di Beirut, ha però subito dichiarato che tutte le alture tra Siria e Libano sono saldamente controllate e pattugliate dalla fanteria, mentre unità di artiglieria convenzionale e a razzo sono pronte a intervenire con supporto fuoco a qualunque richiesta dei comandanti locali.

Anche gli uomini di Hezbollah si sono uniti all'Esercito libanese offrendo la loro conoscenza del terreno e il sostegno dei loro razzi "Fajr" e "Barakan" dove necessario. Il Generale Qahwaji, Capo di SM dell'Armee Libanaise parlando a una conferenza stampa ha dichiarato che il terrorista Jomaa sta già venendo interrogato e ha confermato di trovarsi nella zona per supervisionare una serie di attacchi e attentati contro l'Esercito.


Qahwaji ha dichiarato che gli uomini al suo comando non permetteranno a nessuna forza aliena di insediarsi in territorio libanese per i suoi scopi destabilizzanti e terroristici.

domenica 9 dicembre 2012

In tutta la Palestina i nuovi nati si battezzano: "Fajr", "Grad" e "Qassam" in onore delle armi a razzo della Resistenza!

Se in Occidente ai pargoli può capitare di ritrovarsi nomi come "Kevin", "Hilary" o, alla meno peggio "Diego Armando" (come nella Napule pallonara di anni '80 e '90) esistono luoghi in cui i nomi dei nuovi nati riflettono ancora urgenze politiche, ideologiche, nazionali, un po' come quando anche da noi i figli potevano chiamarsi 'Benito' (in onore del socialista messicano Juarez, ovviamente), 'Triestina', 'Italo, 'Vladimir' o 'Fidel'.
E' il caso della Palestina, Striscia di Gaza in primis dove, in questi giorni immediatamente successivi alla 'Guerra degli Otto Giorni' gli uffici dell'anagrafe sono stati letteralmente sommersi da richieste di registrazione di nuovi nati con nomi come 'Fajr', 'Grad' e 'Qassam', in onore delle armi a razzo della Resistenza armata che hanno fatto recedere in poco più da una settimana generali e gerarchi sionisti dai loro propositi di invasione terrestre del ghetto assediato.
Ma anche in Cisgiordania, per reazione contro le continue angherie di coloni e occupanti militari, che presto si amplieranno e approfondiranno con le nuove migliaia di "insediamenti" promessi da Netanyahu, le famiglie palestinesi resistono anche battezzando l'ultimo nato col nome di un razzo iraniano o russo, augurandosi che almeno il piccolo Fajr possa vedere una Palestina finalmente libera da invasori e occupanti.
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lunedì 3 dicembre 2012

Il Leader della Jihad Islamica palestinese incontra l'ambasciatore iraniano a Beirut per ringraziare la Repubblica Islamica dell'aiuto verso Gaza!

Il Segretario Generale del Movimento per la Jihad Islamica in Palestina Ramadan Shallah ha incontrato l'ambasciatore della Repubblica Islamica a Beirut Ghazanfar Roknabadi estendendogli la profonda gratitudine dei militanti dell'organizzazione, dei soldati delle Brigate Quds e dei civili del ghetto assediato per l'aiuto essenziale ricevuto da Teheran.

Nonostante il dolore causato da oltre centosessanta vittime civili e più di mille feriti (in massima parte civili non coinvolti in azioni militari) la gioia per avere saputo rispondere colpo su colpo agli spietati bombardamenti sionisti e di aver fatto desistere i gerarchi di Tel Aviv da una invasione terrestre é un risultato molto importante per gli abitanti della Striscia costiera.

Roknabadi da parte sua ha garantito che "nuovi e più consistenti aiuti" sono già in arrivo verso Gaza, simbolo pratico ed evidente della solidarietà della Repubblica Islamica iraniana verso la Causa del popolo di Palestina e la sua lotta per rivendicare diritti inalienabili e incancellabili.
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giovedì 29 novembre 2012

La sconfitta nella Guerra a Gaza fa cancellare prenotazioni per 500 milioni di $ all'industria 'turistica' sionazista!

Sono stimati finora in 518 milioni di dollari Usa i danni riportati dall'industria 'turistica' del regime ebraico che occupa la Palestina a causa di prenotazioni cancellate. L'incapacità sionazista di bloccare i razzi della Resistenza che da Gaza hanno imperversato in tutta la Palestina occupata, da Eilat fino a Tel Aviv ha causato una vera e propria corsa ai centralini delle agenzie di viaggio.

Che esistano individui stupidi, ipocriti e malvagi capaci di andare a "divertirsi" nel regime razzista sionista ci fa profondamente schifo: molti di loro sono sionisti americani, canadesi, australiani, inglesi o francesi. Auguriamo a loro di rompersi una gamba ovunque vadano a passare i loro Natali o i loro Hanukkah. Intanto godiamo già del fatto che abbiano perso le caparre versate.
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domenica 18 novembre 2012

E due! Un altro drone sionazista abbattuto dalla Resistenza palestinese sopra Gaza!

Dopo lo 'Skylark' da ricognizione caduto in mano ai miliziani delle Brigate Ezzedine al-Qassam poco dopo l'inizio del nuovo 'pogrom' militare sionazista contro il ghetto palestinese assediato un secondo UAV del regime ebraico é stato centrato e abbattuto dalla Resistenza palestinese. L'apparecchio, precipitato al suolo nel Nord dell'enclave costiera, sarebbe già stato recuperato e, al contrario del primo, sembrerebbe di un modello più grande abilitato per missioni di attacco.

La notizia conferma come, grazie al sostegno dei paesi dell'Asse della Resistenza (Repubblica Islamica Iraniana e Siria in primis) le capacità non solamente offensive (vedasi le rappresaglie contro Tel Aviv e Gerusalemme) ma anche difensive e protettive delle milizie palestinesi della Striscia siano aumentate di molte volte rispetto al livello a cui erano quattro anni fa; allora tutto ciò che volava, anche un semplice drone a elica, era 'off limits' adesso già due sono stati raggiunti e abbattuti e, sembrerebbe, anche un jet F-16 sarebbe stato colpito e perlomeno danneggiato dai Palestinesi.

Ricordiamo che negli anni '80 fu la capacità di poter contrastare il potere aereo sovietico a donare ai mujaheddeen afghani la possibilità di battere sul terreno il corpo di spedizione di Mosca. Ci auguriamo che la Resistenza armata di Gaza riesca a ripetere quella vittoria e che nuovi 'Hanoi Hilton' siano in preparazione per tenere prigionieri i piloti sionisti che dovessero cadere vivi in mano ai Palestinesi.
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venerdì 16 novembre 2012

Le Brigate Qassam abbattono UAV ricognitore sionista mentre i razzi Grad e Fajr continuano a colpire obiettivi nel regime ebraico!

Una nuova incoraggiante notizia arriva dal ghetto palestinese di Gaza sottoposto al brutale assalto sionazista: agendo con coraggio e abilità i miliziani delle Brigate Ezzedine Al-Qassam, braccio armato di Hamas (la parte di Hamas che non ha abbandonato l'ideale della Resistenza armata a oltranza) sono riusciti ad abbattere e catturare un drone ricognitore "Skylark" (allodola) che stava cercando nuovi obiettivi civili da far raggiungere ai missili e alle cannonate di 'tsahal'.

La notizia dimostra quanto (grazie all'aiuto ricevuto da Hezbollah, dall'Iran, dalla Siria di Assad) le capacità di contrasto delle milizie palestinesi siano cresciute in poco meno di quattro anni: durante tutto il sanguinoso carosello di "Piombo Fuso" tra il 2008 e il 2009 nessun UAV sionazista era caduto in mano alla Resistenza.
Intanto continua ininterrotta la pioggia di 'Grad' e 'Fajr' contro il regime ebraico: Ashkelon, Ashdod, Beersheba e Tel Aviv sono scosse nel profondo dall'eco delle sirene d'allarme. Le autorità della capitale sionazista sono state costrette a riaprire tutti i rifugi sotterranei dove la popolazione, sconvolta, si accalca come non era successo nemmeno nel 2006. Bisogna tornare al 1991 per rivedere simili scene di panico, un panico che certo non gioverà alle quotazioni politiche di Netanyahu, Barak e Lieberman.
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giovedì 15 novembre 2012

Su israhell la rappresaglia di Gaza! Cento razzi lanciati contro Sderot, Ashkelon, Beersheba e Dimona, tre sionisti morti!

Le fazioni della Resistenza armata lo avevano annunciato al momento del codardo omicidio del leader delle Brigate Ezzedine al-Qassam: "I Sionisti hanno aperto di fronte a loro le porte dell'Inferno" e puntualmente una grandinata di razzi si é levata dal piccolo, coraggioso ghetto assediato di Gaza abbattendosi contro le basi militari di Sion, contro gli acquartieramenti dei miliziani ebrei fanatici e, per la prima volta, persino contro le strutture della centrale nucleare "pirata" di Dimona, dove il regime ebraico costruisce indisturbato armi nucleari illegali.
A nulla é valso il propagandistico sistema "Iron Dome" che riesce a stento a bloccare un proiettile ogni quaranta, come da noi denunciato più volte e riportato persino dalla stampa sionista poco prima dell'attuale escalation.
La vuota fanfaronata dell'esercito sionazista che ieri dichiarava di "avere distrutto tutti i depositi di proiettili a lungo raggio 'Fajr'" (i razzi forniti dall'Iran e dalla Siria ai militanti della Striscia) é stata sbugiardata da fatti: sarebbe stato impossibile colpire Beersheba e soprattutto Dimona senza gli avanzati lanciatori a lungo raggio dell'Asse della Resistenza: infatti né i proiettili artigianali né i 'Grad' da 122mm possono volare tanto lontano.

Un'ottima notizia viene dall'insediamento di miliziani di Kiryat Malakhi dove un insediamento di giudei fanatici usati come 'avanguardia' dal regime dell'apartheid é stata centrata in pieno da un proiettile della Resistenza palestinese: il 'clan' dei miliziani ebrei ha subito tre morti (due trentenni e un ventenne) e numerosi feriti, il sacrificio di donne e bambini palestinesi disarmati bombardati dai vigliacchi droni e jet di Tel Aviv comincia a essere compensato come scritto nel Talmud: occhio per occhio e dente per dente!
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domenica 13 novembre 2011

Il Ministro della Difesa iraniano illustra i prossimi passi del programma spaziale della Repubblica Islamica!


Il Ministro della Difesa iraniano, Brigadier-generale Ahmed Vahidi ha annunciato che prossimamente la Repubblica Islamica lancerà in orbita tre nuovi satelliti di costruzione nazionale; parlando nella giornata di ieri a una riunione sullo stato di avanzamento dei vettori orbitali iraniani il Generale Vahidi ha dichiarato che gli scienziati della Repubblica islamica sono pronti a lanciare i satelliti 'Fajr', 'Navid' e 'Tolou' (Alba, Messaggero e Aurora) in orbita tra quest'anno e il prossimo.

Il Ministro iraniano ha assicurato i presenti che il vettore 'Safir-e-Fajr' porterà il Fajr, mentre il 'Simorgh'(foto qui sopra) porterà sia il Navid che il Tolou, aggiungendo poi che proprio col Tolou inizierà una nuova fase nello sviluppo dell'industria spaziale di Teheran, che ha già superato diverse nazioni 'nuove arrivate' nel campo e sta ormai colmando rapidamente tutti i gap che rimangono con player più anziani nella corsa allo spazio.

Dopo il 'Tolou' dovrebbe venire il turno dello 'Zafar' (Trionfo), un satellite da porre in orbita ellittica a 500 chilometri d'altezza, mentre si stanno preparando altri esemplari che dovranno venir collocati, nel prossimo futuro, in orbite circolari molto più alte. L'Iran, nona nazione del pianeta a porre in orbita satelliti con propri vettori, é un membro fondatore del Comitato ONU per gli Usi pacifici dello Spazio esterno, istituito nel 1959.

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sabato 18 giugno 2011

L'Iran svela nuovi e più ambiziosi traguardi del suo programma spaziale!


L'eco e l'ammirazione per il brillante successo del secondo lancio orbitale effettuato da territorio iraniano non si sono ancora quietate che, nelle ore in cui il satellite geostazionario 'Rassad' effettuava la sua ventinovesima orbita già si spargevano nella comunità scientifica e aerospaziale internazionale le linee-guida per i prossimi obiettivi di Teheran. Sembra infatti che i tecnici e gli ingegneri della Repubblica Islamica, lungi dal volersi riposare sui pur meritati allori, abbiano intenzione di gettarsi a capofitto in sfide ancora più ardue per arrivare entro il 2020 a lanciare nello Spazio Esterno il loro primo cosmonauta.

La data di lancio di una missione orbitale umana é stata anticipata di vari anni rispetto alle prime stime, proprio in considerazione dei grandi successi e passi avanti fin qui ottenuti dall'Agenzia Spaziale Iraniana (IAO). Hamid Fazeli, suo portavoce ufficiale ha dichiarato che presto i satelliti Kavoshgar 5, Fajr e Navid verranno spinti in orbita; il primo dei tre, con un equipaggio di animali sperimentali, sarà lanciato dal sito di Semnan entro il 22 agosto 2011 (cioé entro il quinto mese del calendario iraniano - Mordad).

In seguito l'Iran si impegnerà a fare entrare in fase operativa il suo nuovo vettore orbitale, il razzo Simorgh ("Fenice"), più potente del 'Safir' utilizzato finora, capace, con le sue 143 tonnellate di spinta, di scagliare un satellite di 60 chili a oltre 500 chilometri dalla crosta terrestre. L'Iran é uno dei 24 paesi fondatori del Comitato delle Nazioni Unite per gli usi pacifici dello Spazio Esterno.
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