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giovedì 9 settembre 2021

Massiccio attacco della Guardia Rivoluzionaria Iraniana contro nuclei di terroristi ospitati e aiutati dai Curdacci nel Nord dell'Irak!

 

Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) ha attaccato le posizioni dei terroristi nella regione del curdistan irakeno con fuoco di artiglieria, missili e anche droni.

Le unità missilistiche dell'IRGC, con la partecipazione dell'unità UCAV dell'IRGC (Forze Terrestri), hanno effettuato con successo operazioni mercoledì e hanno martellato il quartier generale dei terroristi nel nord di Erbil, una riunione di uno dei gruppi malvagi e criminali e un centro di addestramento appartenenti ai terroristi sostenuti dall'estero con 7 missili a corto raggio, ha detto l'IRGC in una dichiarazione giovedì.

Ha aggiunto che le operazioni sono arrivate dopo un avvertimento alle autorità curde nel Nord dell'Irak e in risposta ai tentativi di infiltrazione di squadre terroristiche appartenenti ai gruppi terroristici sponsorizzati dall'estero, che hanno messo in pericolo la sicurezza delle province occidentali dell'Iran.

mercoledì 8 agosto 2018

L'Intelligence iraniana sgomina due gruppi terroristici tra Khuzestan e Kurdistan: sequestrate armi e 'quintali di esplosivi'!

Sette Kalashnikov, tre UZI, 17 pistole automatiche, otto granate, munizioni e visori notturni, questo il "cache" di armi che era in possesso di un gruppo terroristico sgominato dagli uomini delle agenzie di sicurezza iraniane, un 'commando' di sei uomini arrestati in Kurdistan dopo aver cercato di attaccare con bombe a mano una stazione di polizia vicino a Saqqez.

martedì 3 luglio 2012

Vicecomandante dell'IRGC sull'esercitazione 'Grande Profeta': "Ferma e chiara risposta alle minacce militari occidentali!"

Il Brigadier Generale Hossein Salemi del Corpo della Guardia Rivoluzionaria Islamica iraniana ha definito la recente esercitazione missilistica dell'IRGC "Grande Profeta 7", iniziata ieri e in fase di svolgimento dei deserti di Semnan come "una seria e ferma risposta" alle ripetute minacce di una possibile 'opzione militare' in preparazione da parte delle potenze occidentali arroganti e dell'entità ebraica di occupazione della Palestina contro la Repubblica Islamica. "Obiettivo principale di questa dimostrazione é inviare chiaramente il messaggio riguardo alla nostra prontezza a rispondere a tono e con forza decisiva a qualunque tentativo di intimidirci militarmente o aggredirci proditoriamente".
Rapporti ufficiali confermano che, in una riproduzione su scala ridotta di una massiccia rappresaglia missilistica iraniana dozzine di vettori a medio e lungo raggio sono stati scatenati simultaneamente contro una serie di bersagli che simulavano in più verosimilmente possibile le installazioni militari americane, occidentali e sioniste nella regione, risultando nella loro quasi totale distruzione. I missili lanciati in questa esercitazione sono stati lo Shahab-1, -2 e -3, il Khalij Fars, il Tondar, il Fateh-110, lo Zelzal e il Qiam. Alcuni di essi sono ancora vettori a combustibile liquido, che necessitano di venire riforniti subito prima del lancio con una procedura delicata e relativamente pericolosa, altri invece, più recenti, sono modelli a propellente solido che possono venire lasciati pronti al lancio nei loro silos sotterranei anche per anni prima di venire lanciati con pochissimo preavviso.
All'esercitazione hanno preso parte anche i droni senza pilota, frutto di anni di ricerca e investimento della Repubblica Islamica nelle più avanzate tecnologie robotiche ed elettroniche, che hanno preso parte a loro volta alla rappresaglia simulata contro le 'basi' sioniste e imperialiste. Gli UAV iraniani si sono dimostrati efficaci quanto i più moderni cacciabombardieri, trovando e centrando i loro bersagli a una frazione minima del costo e del rischio di una missione aerea convenzionale. Il massiccio investimento di Teheran nella tecnologia di droni e missili dà un importante contributo a compensare le risorse proporzionalmente più limitate a disposizione dell'arma aerea (IRIAF), in attesa che anche in quel campo più vasto e complesso si facciano sentire in tutta la loro ampiezza i risultati della Jihad per l'Autosufficienza Militare.
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lunedì 2 luglio 2012

L'IRGC lancia una nuova esercitazione balistica nel centro del paese; l'obiettivo: "Allenarsi a centrare le basi americane nel Golfo!"

Il Corpo della Guardia Rivoluzionaria Islamica della Repubblica Iraniana ha lanciato una nuova serie di esercitazioni missilistiche soprannominate "Grande Profeta 7" nell'Iran centrale, nella provincia di Semnan, con lo scopo dichiarato di migliorare la propria conoscenza degli ultimi vettori balistici prodotti dall'Organizzazione delle Industrie per la Difesa.
Missili e razzi da battaglia di raggio corto, mediano e lungo verranno testati dai militari dell'IRGC, allenandoli a centrare con precisione gli obiettivi americani in tutta l'area del Golfo e del Medio Oriente, così come l'entità di occupazione sionista e le sue installazioni in Georgia, Azerbaijan e Kurdistan. La 'Grande Profeta 7' é la principale manovra missilistica dopo la 'Val Fajr', tenutasi nel Deserto di Markazi a febbraio 2012, subito dopo l'esercitazione 'Tharallah' condotta invece dall'aviazione delle forze regolari. Sempre a febbraio, con le manovre 'Hamiyan-e-Velayat" le truppe dell'IRGC si sono perfezionate delle tattiche di commando, nel lancio di una offensiva aeroportata ed eliportata e nelle misure di contrasto a queste modalità operative.
Ancora una volta la Repubblica Islamica é pronta a mostrare la propria perizia militare, reiterando comunque che per i suoi dirigenti la forza armata non é che una opzione puramente difensiva e non un mezzo di aggressione.
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domenica 20 maggio 2012

Massiccia protesta a Bassora per chiedere l'immediata estradizione del 'Maestro degli Assassini' Tarik Hashemi!

Migliaia di manifestanti sono scesi nelle strade a Bassora, capoluogo della regione irakena dello Shatt al-Arab e città a totale popolazione sciita per esigere che il Governo turco rispetti la richiesta di estradizione inviata da Bagdad nei confronti dell'Ex-vicepresidente Tarik al-Hashemi, latitante ormai da sei mesi, il cui processo per attività terroristiche svolte attraverso il proprio dettaglio di guardie del corpo (oltre settanta coinvolte in omicidi e attentati esplosivi) si é recentemente aperto nella capitale.
La richiesta di estradizione é anche rinforzata dalla 'Red Notice' emessa in merito dall'Interpol, che invita tutti gli stati membri (e la Turchia lo é) a cooperare con il paese d'origine del ricercato per assicurarlo alla Giustizia. Hashemi si é rifugiato in Turchia dopo essere stato a lungo in Curdistan e poi in Qatar e Arabia Saudita. Le sue attività terroristiche evidentemente erano mirate a provocare uno stato di tensione e scontro tra la popolazione sunnita e quella sciita, in ossequio agli interessi mesopotamici delle monarchie sunnite conservatrici (soprattutto le dinastie appunto, di Riyadh e Doha), degli Usa e anche della Turchia, che ultimamente é quasi più servile verso gli Stati Uniti di quanto non si fosse mostrata durante le prime amministrazioni Erdogan.
Ultimamente il Ministero degli Esteri irakeno ha esteso all'ambasciatore turco a Bagdad Younis Demirer (foto sopra) delle lamentele per "attività e comportamenti contrari alla Convenzione di Vienna per le Relazioni Consolari" da parte di diplomatici dei consolati turchi a Bassora e a Mosul. Tuttavia non é stato rivelato in che cosa sarebbero consistiti tali comportamenti censurabili.
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