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sabato 16 agosto 2014

Hilal Hilal (Baath): "La classe operaia siriana fondamentale nella vittoria!!"

Intervenendo al Consiglio Generale della Federazione sindacale dei lavoratori, il Segretario Regionale del partito siriano Baath, Hilal al-Hilal, ha dichiarato che la classe operaia siriana, ha compiuto grandi sacrifici e sforzi durante gli ultimi anni, tanto da diventare, insieme all'Esercito e alle milizie popolari, strumento essenziale nella vittoria contro la cospirazione imperialista che ha colpito il paese.

Il compagno Hilal ha sottolineato il ruolo dei lavoratori nel ritorno alla vita normale in diversi settori. Ha ribadito che la forza dei lavoratori siriani ha dimostrato a tutto il mondo il loro impegno per il paese e la loro fedeltà alla guida illuminata del Presidente Assad.

Hilal, infine ha sottolineato che la Siria, nonostante la guerra universale lanciato contro di essa, non rinuncerà alla Resistenza e manterrà costante il suo grande sforzo per affrontare l'entità sionista usurpatrice.

martedì 2 ottobre 2012

La società giordana si mobilita contro la minaccia sionista! "La nostra identità nazionale messa in pericolo dai piani del regime ebraico!"

Intellettuali giordani e figure della società civile e politica, riuniti in un simposio organizzato dai maggiori sindacati del paese hanno lanciato l'allarme riguardo alla crescente minaccia posta alla sicurezza nazionale e all'identità nazionale rappresentata dal regime ebraico e dalle sue mire etnocide ed espansionistiche. La conferenza, intitolata "Rafforzare l'identità nazionale giordana di fronte al pericolo sionista" ha preso spunto dal non nascosto o segreto obiettivo israeliano di cacciare tutti i Palestinesi dalla West Bank e trasferirli forzatamente in Giordania, piano più volte proposto dai gerarchi sionazisti come "Soluzione Finale".

Il decano dei medici giordani, Zuhair abu Faris ha messo in guardia dagli schemi espansionisti ebraici avvertendo che, come prima Israele pretendeva di voler occupare la Palestina fino alla West Bank e poi ha iniziato a fagocitare anche quest'ultima, non é detto che voglia rispettare nemmeno il confine con la Transgiordania e potrebbe nel prossimo futuro iniziare a inviare coloni e militari anche verso di essa.

L'espansione sionista infatti non é mai stata bloccata, arrestata o anche soltanto temperata da nessun "trattato" firmato; come e peggio degli Americani nei confronti dei Pellerossa i 'trattati' firmati da Israele servono solo a nascondere e celare la prossima aggressione, il prossimo furto di terra e risorse naturali. Il Professore di Scienze Politiche Hosni al-Shayyab ha dichiarato che l'obiettivo israeliano di trasferire i Palestinesi in Giordania é mirato a creare un clima di rivalità e conflitto tra Palestinesi e Giordani non dissimile da quello che eruppe nel 1970, per approfittare poi dell'indebolimento di entrambi.

Wasfi al-Rashdan, un altro oratore, ha sottolineato come il regime ebraico tenti costantemente di suscitare instabilità e conflitto civile nelle società arabe, indicando la sua nefasta influenza in Libano (dove sostiene i partiti filo-sauditi e filo-usa contro la Resistenza guidata da Hezbollah) e anche in Siria (dove é arrivato ad allearsi con i wahabiti di Al-Qaeda contro gli Alawiti e gli Sciiti sostenitori del legittimo Presidente Assad e legati a Hezbollah e all'Iran).
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giovedì 13 settembre 2012

Sempre alta in Cisgiordania la rabbia contro Fayyad: "Le poche concessioni non fermeranno la nostra protesta!"

E' sempre vivo in Cisgiordania il sentimento di rabbia e protesta contro l'Anp egemonizzata dai cacicchi filosionisti di Fatah e contro Salam Fayyad, il 'tecnocrate' addestrato in Usa alla stessa scuola liberista e monetarista della Goldman Sachs (Monti docet) e di altri affamatori di popoli e ingrassatori di milionari, che non é riuscito, implementando il calmiere dei prezzi e sforbiciando gli stipendi dei dirigenti pubblici, misure impostegli da Abbas 'a mano armata' a disinnescare le proteste, che sono continuate oggi mescolandosi eventualmente con le dimostrazioni contro l'offensivo film islamofobo prodotto dalla lobby sionista americana.

Le misure di Abbas e Fayyad, nelle parole del manifestante Abdullah Sharaka di Nablus che ha parlato ai microfoni dell'agenzia Palestine Info Center, sono paragonate a "una pezzuola fresca messa sulla fronte di un paziente che brucia di febbre". La rabbia del popolo cisgiordano si é ancora una volta scatenata contro ritratti ed effigi del fittizio 'premier' (ricordiamo che Fatah non ha alcuna autorità di nominare capi di Governo avendo perso sonoramente le elezioni politiche del 2006) che sono state stracciate, bruciate, colpite ripetutamente con scarpe.

Tamer Jalal, attivista per i Diritti Umani, ha dichiarato che le ragioni profonde della crisi che sconvolge la West Bank sono "oltre e al di là del controllo di Fayyad" e constano soprattutto del regime di occupazione sionista, accettato e facilitato dai collaborazionisti di Fatah, che strangola e avvelena le possibilità di sviluppo e crescita economica della popolazione palestinese.
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mercoledì 12 settembre 2012

Abbas corre ai ripari e 'taglia' il prezzo della benzina per disinnescare le proteste in Cisgiordania!

Nel tentativo (si vedrà nei prossimi giorni quanto riuscito) di disinnescare le proteste sempre più intense della popolazione cisgiordana contro la catastrofica situazione economica del territorio disastrosamente 'amministrato' dalla fazione Fatah dopo il suo fallito tentativo di colpo di stato di cinque anni e mezzo fa, Mahmud Abbas ha obbligato Salam Fayyad a calmierare il prezzo del carburante e a dare una sforbiciata ai salari dei dirigenti della cosiddetta Anp.

Non si illuda nessuno, non vedremo presto diminuire la circonferenza dei panciuti burocrati di Fatah, che si ingrassano a sufficienza con la corruttela e le malversazioni perché qualunque decurtazione delle loro gratifiche 'ufficiali' possa avere un effetto concreto.

Rendiamo invece omaggio alla determinazione dei sindacati palestinesi tra cui la Confederazione Generale Sindacale di Jenin, il cui Segretario Bayer Said Bayer aveva dichiarato ieri di essere pronto a escalare le proteste fino al punto di rottura, ennesima dimostrazione che, quando il partitume politico non risponde più alle istanze e alle richieste di cambiamento del popolo é nel Sindacato che si trasferisce la carica rivoluzionaria necessaria a smuovere la situazione.
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lunedì 21 marzo 2011

Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina accusa Fatah di aver truccato le elezioni delle rappresentanze sindacali!


Zaher al-Shishtri, rappresentante del Fonte Popolare per la Liberazione della Palestina, ha accusato la fazione Fatah di avere trescato per 'pilotare' le elezioni dei rappresentanti sindacali dell'Unione degli impiegati pubblici in Cisgiordania, permettendo solo a suoi candidati di venire eletti.

Shishtri, che era a sua volta candidato, ha dimostrato dati alla mano come il processo di raccolta e spoglio delle schede sia stato pesantemente manipolato, risultando in un verdetto del tutto assurdo e non rappresentativo.

Fatah, così facendo, é venuta meno a tutti gli accordi presi in fase pre-elettorale, con cui si era impegnata a permettere un'espressione genuinamente democratica dei lavoratori, come primo passo verso una possibile riconciliazione nazionale.

Il PFLP, in una nota ufficiale, ha invitato Fatah ad ammettere i propri errori e le proprie pratiche anti-democratiche, che non fanno che sostanziare dubbi e scetticismi sulla sua effettiva volontà di ricucire lo strappo con il Governo palestinese legittimamente eletto e rafforzano piuttosto l'opinione di quanti ritengono che obiettivo di Abbas e soci sia cercare di spazzare via ogni opposizione grazie ai fondi dei paesi occidentali e al sostegno delle forze sioniste d'occupazione.

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venerdì 14 gennaio 2011

Ahmed Yousef su Hamas e la condizione femminile: "Le donne di Gaza studiano, lavorano, lottano fianco a fianco coi loro uomini"

Ahmed Yousef
Le donne in ogni singola società hanno diverse e differenti percezioni del loro ruolo, il quale é solitamente plasmato da norme e convenzioni culturali e sociali; evidentemente in diverse parti del mondo queste norme e queste convenzioni hanno restritto la sfera dei diritti femminili.

L'Islam, la cultura e la società musulmana, possono senza dubbio rivendicare il merito di avere abbattuto molte di queste restrizioni e di queste barriere, enfatizzando l'eguaglianza sociale e garantendo il diritto al Lavoro come parte integrante della libertà di scelta di ogni donna. Inoltre, sebbene il Corano raccomandi a uomini e donne di "vestire con modestia", la questione se una donna debba indossare uno Shayla, un Hijab, un Amira, un Chador o un Niqab, é, in ultimo, lasciato alla coscienza personale della donna e al suo rapporto con la Scrittura e con Dio.

Inoltre, la scelta di un individuo o di un gruppo di praticare la propria religione seguendone gli insegnamenti, i principi e i precetti deve essere pienamente rispettato e non giudicato secondo standard stabiliti da qualcun altro.

Se da un lato non si può negare che certi individui o certe istituzioni in alcuni paesi o realtà musulmane abbiano oppresso le donne, come del resto é accaduto nel corso della Storia a qualunque paese e in qualunque latitudine, é cruciale, per una valutazione obiettiva dei fatti, riconoscere che tali comportamenti e tale oppressioni non seguono alcuna norma o ideologia religiosa e, anzi, spesso derivano da precedenti tradizioni e norme, con le quali l'Islam si é spesso trovato in contrasto. Hamas, in quanto movimento musulmano, é ansioso e pronto a implementare i principi e gli insegnamenti di integrazione e uguaglianza del genere femminile nel corpo sociale, senza riguardo per norme o tradizioni oppressive.

Hamas, in quanto Movimento di Liberazione dell'intero Popolo palestinese, lavora per rifiutare, sradicare e mettere fine all'Occupazione sionista e all'ingiustizia e all'oppressione che essa genera e non ha, in nessun modo o maniera, intenzione di instaurare un particolare tipo di Stato al termine di questa vittoriosa lotta di liberazione; né progetta di imporre le proprie visioni e i propri valori a chicchessia.

Per conseguire il proprio obiettivo primario, la vittoria della lotta di liberazione, Hamas deve giocoforza mobilitare e coinvolgere tutti i gruppi e tutti gli strati della società palestinese, senza riguardo al censo, al sesso, all'età, questa é la stringente necessità della militanza integrale.

Nel Corano é scritto: "I credenti, uomini e donne, sono l'uno il protettore dell'altro, godono di ciò che é giusto e proibiscono ciò che é nocivo". Chiaramente, l'Islam permette a uomini e donne di cooperare nell'assoluzione dei loro doveri; conseguentemente con ciò, comprendendo l'importanza l'utilità dell collaborazione e della complementarietà Hamas invita le donne a prendere parte a tutte le proprie attività: vi sono membri femminili nel Consiglio Consultivo, responsabile della strategia generale e delle iniziative principali del Movimento, così come vi sono donne attive nel Politburo, nell'Ufficio Affari culturali e, ovviamente, il Comitato per gli Affari femminili é costituito esclusivamente da donne.

A parte questi ruoli politici, le donne di Gaza giocano un ruolo decisivo nel mondo del lavoro e dell'istruzione: molte donne hanno ruoli di prestigio e responsabilità nelle scuole e nell'Università della Striscia, lavorano come medici, ingegneri e tecnici, si occupano del Sociale e hanno ruoli preminenti anche nelle rappresentanze sindacali e nei consigli studenteschi. Con le vittoriose elezioni del 2006 le donne di Hamas si mobilitiarono nella Striscia e in Cisgiordania per portare con grande successo il messaggio di Dignità e Resistenza di Hamas all'elettorato palestinese, che lo recepì premiandolo con la maggioranza assoluta.

Tre membri del Parlamento palestinese uscito da quelle urne erano donne, una di loro divenne Ministro, ben sessanta furono nominate direttori generali di commissioni e assessorati. Di sei Dipartimenti di Educazioni locati oggidì nella Striscia di Gaza, ben tre sono guidati da donne.
Con simili 'ceffi' a infestare la stampa e l'informazione italiana menzogne e balle su Hamas sono all'ordine del giorno!
La menzogna che vorrebbe Hamas come "oppressore" delle donne o che legherebbe il Movimento musulmano di Resistenza a pratiche discriminatorie e repressive come quelle in vigore in paesi e realtà lontanissime dalla Storia e dalla tradizione palestinese non é altro che uno dei mille modi con cui le lobby filosioniste che tanto bene influenzano i media e la politica delle cosiddette 'democrazie' occidentali tentano di diffondere paura, disprezzo e intolleranza nei confronti dell'Islam, della Cultura araba e della lotta di liberazione ed emancipazione del popolo di Palestina contro il razzismo e la persecuzione dello Stato ebraico; una lotta e un'emancipazione che vedono le donne di Hamas in prima linea su tutti i fronti: Politica, Lavoro, Economia, Sociale, Famiglia.