Così da settant'anni vivono i Palestinesi: sapendo che ogni giorno rischiano la vita se a uno degli invasori della loro terra "prude" il dito sul grilletto, o se a un ebreo razzista paracadutato da Boston o da Londra "gli va" di premere il piede sull'acceleratore mentre si attraversa la strada davanti a lui.
Saad Salah Abu Asir, di venti anni e Aws Salamah, di appena sedici (nella foto qui sopra) sono stati assassinati poche ore fa a colpi di fucile d'assalto nel campo profughi di Jenin; il loro unico 'crimine'? Ovviamente, essere Palestinesi.
Ma Jenin non é stato l'unico campo profughi attaccato dagli invasori.
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mercoledì 12 luglio 2017
Due ragazzi palestinesi di 16 e 20 anni massacrati dai sionisti nel campo profughi di Jenin!
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domenica 14 febbraio 2016
Vicino Jenin due Palestinesi si immolano affrontando l'occupazione militare sionista!
Le Brigate Ezzedine al-Qassam, branca militare dell'organizzazione Hamas, hanno comunicato l'avvenuto martirio di due giovani Palestinesi che piuttosto che continuare a vivere nella vergogna della continua occupazione militare sionista della Cisgiordania hanno preferito prendere le armi e combattere una volta tanto ad armi non troppo dispari con le truppe di Tel Aviv.
I due, identificati come Nihad e Fouad Wakid hanno apparentemente scelto come scenario della loro operazione di resistenza una strada poco fuori Jenin, lungo la quale hanno aperto il fuoco contro un veicolo degli occupanti.
I due, identificati come Nihad e Fouad Wakid hanno apparentemente scelto come scenario della loro operazione di resistenza una strada poco fuori Jenin, lungo la quale hanno aperto il fuoco contro un veicolo degli occupanti.
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sabato 8 agosto 2015
Piccolo abitante della Cisgiordania travolto da invasore ebreo al volante del suo fuoristrada!
Un ragazzino palestinese di dodici anni di età é stato preso di mira e travolto da un fanatico ebreo invasore della Palestina alla guida del proprio fuoristrada. L'attentato é avvenuto a Jalama, nei pressi di Jenin nella Cisgiordania occupata.
I servizi sanitari palestinesi, immediatamente allertati e intervenuti a soccorrere il piccolo ferito non ne hanno ancora comunicato nome e cognome.
L'attacco avviene a poca distanza dall'attentato incendiario che ha ucciso il piccolo Ali Dawabsha condannando il resto della sua famiglia a mesi di agonia in terapia intensiva per le vastissime ustioni patite.
I servizi sanitari palestinesi, immediatamente allertati e intervenuti a soccorrere il piccolo ferito non ne hanno ancora comunicato nome e cognome.
L'attacco avviene a poca distanza dall'attentato incendiario che ha ucciso il piccolo Ali Dawabsha condannando il resto della sua famiglia a mesi di agonia in terapia intensiva per le vastissime ustioni patite.
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giovedì 11 giugno 2015
Le truppe del regime ebraico massacrano un ventiduenne palestinese nel campo profughi di Jenin!
Ancora una volta siamo costretti a mostrarvi il volto di un giovane palestinese prima e dopo il suo assassinio da parte delle forze armate sioniste; Ezzedine Bani Ghora (o Ghafra, le fonti non concordano sul suo cognome) aveva appena 22 anni e abitava nel Campo Profughi di Jenin, nella Cisgiordania illegalmente occupata dal regime ebraico, teatro di innumerevoli crimini 'a sei punte'.
Nella giornata di ieri gli invasori ebrei della Palestina si sono scatenati in un'orgia di aggressioni e violenze contro i residenti del campo, nel corso della quale hanno sparato ripetutamente ad altezza d'uomo colpendo più volte Ezzedine al torso e causandone la morte immediata.
Nella giornata di ieri gli invasori ebrei della Palestina si sono scatenati in un'orgia di aggressioni e violenze contro i residenti del campo, nel corso della quale hanno sparato ripetutamente ad altezza d'uomo colpendo più volte Ezzedine al torso e causandone la morte immediata.
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mercoledì 26 novembre 2014
Autista di autobus ebreo fanatico investe due Palestinesi a Jenin uccidendone uno!
Potrebbe sembrare l'inizio di una barzelletta, ma non fa affatto ridere: "Che differenza esiste tra gli autisti palestinesi della Egged e quelli Ebrei?". La risposta, per chi abbia seguito i nostri articoli, é molto semplice. Gli autisti di autobus paestinesi vengono LINCIATI da branchi di violenti invasori razzisti della Palestina (e la polizia sionista ha il coraggio di dire che la vittima del linciaggio si sia 'suicidata').
Invece gli autisti del 'popolo eletto' anziché venire uccisi, uccidono (con la più totale impunità), come quello che ieri vicino Jenin, nella Cisgiordania occupata, ha travolto col suo mezzo due giovani Palestinesi, provocando la morte del ventiduenne Noor Hassan Naim Saim.
Alaa Kayid Salim, il ventenne che si trovava in compagnia di Noor, é invece sopravvissuto con fratture. Ovviamente questo fatto non verrà affatto riportato dai nostri media ormai completamente sionistizzati in maniera che, quando la popolazione palestinese reagirà a questo ennesimo sopruso, tutti i soloni a Sei Punte della stampa e della radio-tv potranno scatenarsi a condannare il 'terrorismo palestinese!".
Invece gli autisti del 'popolo eletto' anziché venire uccisi, uccidono (con la più totale impunità), come quello che ieri vicino Jenin, nella Cisgiordania occupata, ha travolto col suo mezzo due giovani Palestinesi, provocando la morte del ventiduenne Noor Hassan Naim Saim.
Alaa Kayid Salim, il ventenne che si trovava in compagnia di Noor, é invece sopravvissuto con fratture. Ovviamente questo fatto non verrà affatto riportato dai nostri media ormai completamente sionistizzati in maniera che, quando la popolazione palestinese reagirà a questo ennesimo sopruso, tutti i soloni a Sei Punte della stampa e della radio-tv potranno scatenarsi a condannare il 'terrorismo palestinese!".
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sabato 16 agosto 2014
Continua in Cisgiordania il terrorismo sionista: dozzine di Palestinesi sequestrati con la complicità di Fatah e Anp!!
L'ufficio gerosolimitano della Società per il Sostegno ai Prigionieri Palestinesi ha riportato che nelle ultime quarantotto ore militari e paramilitari sionisti si sono letteralmente scatenati in un'orgia di violazioni, invasioni di case, pestaggi, saccheggi, violenze e soprattutto rapimenti, che hanno colpito 64 cittadini della Cisgiordania, molti di loro ex-prigionieri politici liberati grazie alla Resistenza.
Quasi tutti i Palestinesi rapiti sarebbero stati portati nel "lager" di Ramleh, struttura tristemente nota per le torture e gli abusi che vi compiono: una vera Via Tasso sionazista. Tra i rapiti menzioniamo Mohammed al-Hathaleen, Farid Zghayyar, Tarek Qawasmi, Luay al-Uweiwy, di Al-Khalil,
Mohammed Ekhlayyel, già liberato nel 2011, é stato rapito dai sionisti e portato in una base militare vicino Etzion; a Betlemme quattro ragazzi meno che diciotteni sono stati rapiti nelle loro stesse case: Haidar Hamamra, Mohammed Hamamra, Firas Hamamra e Bakr Shousha. A Jenin sono stati rapiti Usama Kamil e Ahmad Kamil.
Nessuna forza palestinese si é mobilitata per difendere questi legittimi abitanti della West Bank: ecco i risultati del "dialogo" e del 'riconoscimento di israele' che si vorrebbero imporre ad Hamas. Ma il vigliacco regime razzista di Tel Aviv capisce solo la forza armata.
Quasi tutti i Palestinesi rapiti sarebbero stati portati nel "lager" di Ramleh, struttura tristemente nota per le torture e gli abusi che vi compiono: una vera Via Tasso sionazista. Tra i rapiti menzioniamo Mohammed al-Hathaleen, Farid Zghayyar, Tarek Qawasmi, Luay al-Uweiwy, di Al-Khalil,
Mohammed Ekhlayyel, già liberato nel 2011, é stato rapito dai sionisti e portato in una base militare vicino Etzion; a Betlemme quattro ragazzi meno che diciotteni sono stati rapiti nelle loro stesse case: Haidar Hamamra, Mohammed Hamamra, Firas Hamamra e Bakr Shousha. A Jenin sono stati rapiti Usama Kamil e Ahmad Kamil.
Nessuna forza palestinese si é mobilitata per difendere questi legittimi abitanti della West Bank: ecco i risultati del "dialogo" e del 'riconoscimento di israele' che si vorrebbero imporre ad Hamas. Ma il vigliacco regime razzista di Tel Aviv capisce solo la forza armata.
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martedì 1 luglio 2014
Ecco la foto di Yussuf abu Zagher, diciottenne palestinese assassinato oggi a Jenin dall'esercito di Tel Aviv!!
Un diciottenne palestinese di nome Yusuf abu Zagher é stato assassinato oggi nel campo profughi di Jenin, in Cisgiordania, nel corso di un raid delle forze armate sioniste.
Aspettiamo che i media nazionali e internazionali si mettano in gramaglie, che il Sindaco di Roma Ignazio Marino esponga il suo viso in Campidoglio e intervenga alle cerimonie di solidarietà con la Palestina insieme alla comunità musulmana di Roma.
Aspettiamo che l'ONU condanni risolutamente le incursioni armate sioniste in Cisgiordania e i bombardamenti aerei, marittimi e terrestri contro la Striscia di Gaza.
Aspettiamo.
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sabato 22 marzo 2014
Strage a Jenin! Forze sionaziste massacrano tre palestinesi e ne feriscono altri venti!!
In un ennesimo atto di brutalità militare di Tel Aviv contro gli abitanti legittimi della Cisgiordania, diverse vittime si sono registrate nella giornata di ieri.
Hamza Abul Haija (foto: al centro), militante delle Brigate Qassam di 22 anni, é stato ucciso a Jenin da truppe del regime ebraico di occupazione che volevano arrestarlo; insieme a lui sono stati trucidati altri due cittadini cisgiordani di nome Mahmoud Jabarin (a destra, 22enne) e Mahmoud Abu Zeina (appena diciassettenne, a sx nella foto).
Contrastanti i rapporti su possibili perdite da parte sionista: fonti palestinesi parlano di almeno due militari dell'occupazione abbattuti nella sparatoria che ha visto cadere i tre abitanti del campo profughi, ma la radio militare sionista parla solo di 'feriti'.
Molti più feriti, tutti palestinesi, si sono avuti come conseguenza della repressione manu militari delle proteste seguite alla morte dei tre cisgiordani, durante le quali almeno due decine di dimostranti sarebbero finiti sotto il tiro della soldataglia di Tel Aviv.
Parlando ai media locali il portavoce della Jihad Islamica ha dichiarato che il movimento di Ramadan Shallah non lascerà invendicato il sangue versato a Jenin dall'occupante per il quale il regime sionista si troverà "A pagare un alto e salato prezzo".
Hamza Abul Haija (foto: al centro), militante delle Brigate Qassam di 22 anni, é stato ucciso a Jenin da truppe del regime ebraico di occupazione che volevano arrestarlo; insieme a lui sono stati trucidati altri due cittadini cisgiordani di nome Mahmoud Jabarin (a destra, 22enne) e Mahmoud Abu Zeina (appena diciassettenne, a sx nella foto).
Contrastanti i rapporti su possibili perdite da parte sionista: fonti palestinesi parlano di almeno due militari dell'occupazione abbattuti nella sparatoria che ha visto cadere i tre abitanti del campo profughi, ma la radio militare sionista parla solo di 'feriti'.
Molti più feriti, tutti palestinesi, si sono avuti come conseguenza della repressione manu militari delle proteste seguite alla morte dei tre cisgiordani, durante le quali almeno due decine di dimostranti sarebbero finiti sotto il tiro della soldataglia di Tel Aviv.
Parlando ai media locali il portavoce della Jihad Islamica ha dichiarato che il movimento di Ramadan Shallah non lascerà invendicato il sangue versato a Jenin dall'occupante per il quale il regime sionista si troverà "A pagare un alto e salato prezzo".
domenica 12 gennaio 2014
Da Gaza a Sabra e Chatila, il Popolo di Palestina dà il suo "addio" al macellaio Sharon!!
Canti, danze, fuoco di armi automatiche in aria, distribuzione di dolci e caramelle, rogo e calpestamento di effigi; così i Palestinesi di Gaza, di Jenin, dei campi profughi palestinesi di Ain el-Hinweh e soprattutto di Sabra e Chatila hanno celebrato la notizia 'ufficiale' della morte di Ariel Sharon, che ha dedicato tutta la sua infame vita a perseguitarli e massacrarli.
La redazione di Palaestina Felix si unisce in spirito al Popolo di Palestina augurando che questa data possa diventare una ricorrenza stabile festeggiata in futuro in tutto il territorio liberato dall'occupazione sionista.
La redazione di Palaestina Felix si unisce in spirito al Popolo di Palestina augurando che questa data possa diventare una ricorrenza stabile festeggiata in futuro in tutto il territorio liberato dall'occupazione sionista.
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sabato 21 dicembre 2013
La Jihad islamica avverte Tel Aviv: "Pagherete per l'assassinio del martire di Jenin e per tutti i vostri crimini in Cisgiordania!"
Il Movimento per la Jihad Islamica Palestinese ha emesso un comunicato col quale, onorando la memoria del martire Nafaa al-Saedi, barbaramente ucciso mentre difendeva la residenza dello Sceicco Jamal abu al-Hija nel campo profughi di Jenin, denuncia le forze militari di occupazione come uniche responsabili della sua uccisione e annuncia che "tutte le misure necessarie" per vendicare la morte di Al-Saedi saranno prese dall'organizzazione e dal suo braccio militare.
Al comunicato della Jihad ha fatto eco Hamas, che ha avvertito Tel Aviv come raid e omicidi tanto verso la Striscia di Gaza quanto verso la Cisgiordania non rimarranno senza risposta e che il regime sionista verrà ritenuto responsabile per ogn crimine contro il Popolo di Palestina, la sua Terra e i suoi Luoghi Sacri.
Hamas ha rinnovato i suoi inviti alla popolazione cisgiordana e di Gerusalemme (Al-Quds) affinché si mobiliti a ogni passo per contrastare le politiche annessionistiche, colonizzatrici, giudaizzatrici dell'occupazione sionista, dei suoi militari e dei suoi miliziani.
Al comunicato della Jihad ha fatto eco Hamas, che ha avvertito Tel Aviv come raid e omicidi tanto verso la Striscia di Gaza quanto verso la Cisgiordania non rimarranno senza risposta e che il regime sionista verrà ritenuto responsabile per ogn crimine contro il Popolo di Palestina, la sua Terra e i suoi Luoghi Sacri.
Hamas ha rinnovato i suoi inviti alla popolazione cisgiordana e di Gerusalemme (Al-Quds) affinché si mobiliti a ogni passo per contrastare le politiche annessionistiche, colonizzatrici, giudaizzatrici dell'occupazione sionista, dei suoi militari e dei suoi miliziani.
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giovedì 19 dicembre 2013
Ecco in esclusiva per PALAESTINA FELIX le immagini dei funerali del martire di Jenin Nafaa al-Saedi!
Naffa al-Saedi, ennesima vittima della cieca violenza sionazista, si appresta a venire deposto nell'Eterno Riposo.
Suo padre lo saluta per l'ennesima volta in un'immagine carica di "pietas".
Al-Saedi era un coraggioso militante della Resistenza armata con le Brigate Al-Quds della Jihad Islamica Palestinese, il gruppo filo-iraniano che attualmente detiene l'arsenare più avanzato di Gaza e la cui influenza si estende anche in Cisgiordania.
Tutta la popolazione dell'immenso campo profughi di Jenin si é stretta attorno al giovane martire, per piangerlo e onorarne la memoria.
Suo padre lo saluta per l'ennesima volta in un'immagine carica di "pietas".
Al-Saedi era un coraggioso militante della Resistenza armata con le Brigate Al-Quds della Jihad Islamica Palestinese, il gruppo filo-iraniano che attualmente detiene l'arsenare più avanzato di Gaza e la cui influenza si estende anche in Cisgiordania.
Tutta la popolazione dell'immenso campo profughi di Jenin si é stretta attorno al giovane martire, per piangerlo e onorarne la memoria.
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Agguato assassino in Cisgiordania, forze sioniste massacrano un agente dell'Anp!!
Le "forze di sicurezza" dell'Anp dovrebbero far rispettare la legge in Cisgiordania, invece, come abbiamo notato a più riprese, sono usate dai cacicchi di Ramallah per perseguitare e offendere quei Palestinesi che rifiutano l'umiliazione delle 'trattative' che in 20 anni non hanno portato a nulla se non alla continua annessione di terreni e risorse palestinesi alle colonie illegali sioniste.
Ma quello che é successo stanotte a Qalqiliya nel Nord della West Bank dimostra che nemmeno rendersi complici e servi dell'occupazione sionista garantisce questi militi un minimo di rispetto dai loro 'bwana' a Sei Punte; infatti é bastato il solo sospetto (non supportato che si sappia da alcun genere di prova) che uno di loro fosse coinvolto in attività di Resistenza per far preparare alle SS di Tel Aviv un vero e proprio agguato in stile mafioso, dove la vittima é stata uccisa a tradimento.
Saleh Yasin, 29enne ufficiale della Sicurezza Preventiva dell'Anp é morto sotto il fuoco sionista contemporaneamente a un'altra sparatoria (questa volta Jenin) dove ha trovato la morte Nafaa al-Saedi, combattente della Jihad Islamica. Fino a quando gli uomini dell'Anp non capiranno che il loro posto é a fianco dei combattenti della Resistenza la sorte dei legittimi abitanti della West Bank non potrà cambiare.
Ma quello che é successo stanotte a Qalqiliya nel Nord della West Bank dimostra che nemmeno rendersi complici e servi dell'occupazione sionista garantisce questi militi un minimo di rispetto dai loro 'bwana' a Sei Punte; infatti é bastato il solo sospetto (non supportato che si sappia da alcun genere di prova) che uno di loro fosse coinvolto in attività di Resistenza per far preparare alle SS di Tel Aviv un vero e proprio agguato in stile mafioso, dove la vittima é stata uccisa a tradimento.
Saleh Yasin, 29enne ufficiale della Sicurezza Preventiva dell'Anp é morto sotto il fuoco sionista contemporaneamente a un'altra sparatoria (questa volta Jenin) dove ha trovato la morte Nafaa al-Saedi, combattente della Jihad Islamica. Fino a quando gli uomini dell'Anp non capiranno che il loro posto é a fianco dei combattenti della Resistenza la sorte dei legittimi abitanti della West Bank non potrà cambiare.
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mercoledì 13 novembre 2013
Giovane palestinese di soli sedici anni colpisce a morte occupante sionazista per vendicare i suoi familiari assassinati!
Avere solo sedici anni e prendere in mano un coltello per vendicare i propri fratelli, i propri cugini feriti, incarcerati, assassinati, torturati, mutilati dalle forze di occupazione del regime ebraico che illegalmente ha invaso la Palestina e pretende di annetterla praticando il genocidio degli abitanti legittimi; questo ha fatto oggi un ragazzo di Jenin che, col suo coraggio e un solo coltello domestico ha affrontato un 'rambo' sionazista armato ed equipaggiato di tutto punto alla stazione dei bus di Afula ferendolo a morte.
Nonostante tutti gli sforzi dei suoi complici per salvargli la vita, l'invasore, tale Eden Atias, pur ricoverato d'urgenza all'Ospedale Emek, é morto poco dopo il suo arrivo. Il ragazzo palestinese, prontamente sequestrato e sottoposto a brutali torture, ha dichiarato solo che "voleva vendicare i suoi parenti feriti e uccisi dai sionisti".
Talmente intense sono state le sevizie dei suoi torturatori che il ragazzo é stato trasferito in un ospedale; ma il gesto che egli ha compiuto oggi, anche se il giovane dovesse morire, continuerà a vivere a lungo e potrebbe venire ricordato in futuro come uno dei primi incidenti della Terza Intifada.
Nonostante tutti gli sforzi dei suoi complici per salvargli la vita, l'invasore, tale Eden Atias, pur ricoverato d'urgenza all'Ospedale Emek, é morto poco dopo il suo arrivo. Il ragazzo palestinese, prontamente sequestrato e sottoposto a brutali torture, ha dichiarato solo che "voleva vendicare i suoi parenti feriti e uccisi dai sionisti".
Talmente intense sono state le sevizie dei suoi torturatori che il ragazzo é stato trasferito in un ospedale; ma il gesto che egli ha compiuto oggi, anche se il giovane dovesse morire, continuerà a vivere a lungo e potrebbe venire ricordato in futuro come uno dei primi incidenti della Terza Intifada.
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venerdì 11 ottobre 2013
Al-Saadi, leader della Jihad Islamica a Jenin: "I collaborazionisti di Fatah non prevarranno sulla Resistenza!"
Il capo riconosciuto della Jihad Islamica palestinese nel campo profughi cisgiordano di Jenin, Sceicco Mahmoud al-Saadi, ha emanato un comunicato ufficiale nel quale denuncia i tentativi reiterati delle 'forze di sicurezza' collaborazioniste di Fatah, gendarmi coloniali dell'occupazione ebraica, di eliminare le attività di Resistenza nel campo.
Saadi ha dichiarato che non si consegnerà e che, a qualunque costo, lavorerà fino all'ultimo respiro per impedire che gli 'askari' di Abbas riescano non solamente a fermare ma persino a ridurre o smorzare gli sforzi della Resistenza nei territori occupati, a partire dal campo profughi in cui é rifugiato.
Attraverso il proprio profilo facebook lo Sceicco ha invitato i militanti della Jihad Islamica a prendere "ogni precauzione" per evitare gli arresti e gli agguati dei miliziani asserviti a Tel Aviv.
Saadi ha dichiarato che non si consegnerà e che, a qualunque costo, lavorerà fino all'ultimo respiro per impedire che gli 'askari' di Abbas riescano non solamente a fermare ma persino a ridurre o smorzare gli sforzi della Resistenza nei territori occupati, a partire dal campo profughi in cui é rifugiato.
Attraverso il proprio profilo facebook lo Sceicco ha invitato i militanti della Jihad Islamica a prendere "ogni precauzione" per evitare gli arresti e gli agguati dei miliziani asserviti a Tel Aviv.
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martedì 17 settembre 2013
Squadraccia sionazista ferisce e assassina un diciannovenne palestinese a Jenin!
Si chiamava Islam al-Toubasi, e aveva appena diciannove anni l'ultima vittima cisgiordana della criminale arroganza e della belluina sete di sangue delle forze di occupazione militare del regime ebraico illegalmente dislocate nei territori cisgiordani che, nominalmente, secondo gli accordi-capestro di Oslo dovrebbero essere amministrate dall'Anp, ma in realtà sono state consegnate alla fazione golpista Fatah dopo il suo tentativo di abbattere con le armi il legittimo Governo palestinese uscito dalle urne monitorate da ONU e UE (che avevano premiato il Movimento Hamas, allora portabandiera della Resistenza).
Una pattuglia di militari sionazisti in assetto da guerra ha attaccato la povera casa della famiglia Al-Toubasi presso il campo profughi di Jenin, nella West Bank, aprendo il fuoco indiscriminatamente contro gli abitanti, e ferendo gravemente il giovane Islam; prelevatolo dal suolo dove giaceva il giovane é stato fatto sparire dai suoi aggressori, che, in una nota anodina rilasciata in seguito hanno dichiarato la sua morte senza elaborare sulle circostanze.
La famiglia chiede giustizia, chiede un'inchiesta ufficiale e neutrale che stabilisca se il suo congiunto sia morto per assenza o insufficienza di cure, ma chi potrà rispondere alla loro richiesta? Ancora una volta il brutale regime ebraico allunga da sé stesso la lista dei crimini per cui, un giorno che fidiamo non lontano, si vedrà presentare il conto dalla Storia e dall'Umanità.
Una pattuglia di militari sionazisti in assetto da guerra ha attaccato la povera casa della famiglia Al-Toubasi presso il campo profughi di Jenin, nella West Bank, aprendo il fuoco indiscriminatamente contro gli abitanti, e ferendo gravemente il giovane Islam; prelevatolo dal suolo dove giaceva il giovane é stato fatto sparire dai suoi aggressori, che, in una nota anodina rilasciata in seguito hanno dichiarato la sua morte senza elaborare sulle circostanze.
La famiglia chiede giustizia, chiede un'inchiesta ufficiale e neutrale che stabilisca se il suo congiunto sia morto per assenza o insufficienza di cure, ma chi potrà rispondere alla loro richiesta? Ancora una volta il brutale regime ebraico allunga da sé stesso la lista dei crimini per cui, un giorno che fidiamo non lontano, si vedrà presentare il conto dalla Storia e dall'Umanità.
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mercoledì 20 febbraio 2013
Il Centro Studi Ahrar avverte: "I sionisti mirano ad arrestare i parenti dei detenuti politici con ogni mezzo, anche il più meschino!"
In un suo recente comunicato stampa relato dallo stesso Direttore Fouad al-Khafsh il Centro Studi Ahrar ('I Liberi') per la Difesa dei Diritti dei Prigionieri Politici palestinesi in mano al regime ebraico ha invitato tutti i familiari di detenuti palestinesi a desistere dal tentare di passare oggetti e generi di conforto ai loro congiunti durante udienze di colloquio con essi.
Questo perché é ormai chiaro e assodato come i secondini sionisti deprivino "apposta" i prigionieri politici palestinesi di particolari beni nella speranza di poter sorprendere i loro parenti a fornirglieli, avendo così la scusa per incriminarli di 'contrabbando' e deprivare ulteriormente i detenuti del sostegno morale delle loro visite (che vengono sistematicamente cancellate in simili casi, spesso 'sine die').
Al-Khafsh ha sostaziato la sua richiesta citando gli esempi di tre madri di prigionieri politici di Jenin, Al-Khalil e Qalqiliya della moglie di un quarto detenuto arrestate negli ultimi tempi con questa accusa, due proprio nel corso del passato week-end.
Questo perché é ormai chiaro e assodato come i secondini sionisti deprivino "apposta" i prigionieri politici palestinesi di particolari beni nella speranza di poter sorprendere i loro parenti a fornirglieli, avendo così la scusa per incriminarli di 'contrabbando' e deprivare ulteriormente i detenuti del sostegno morale delle loro visite (che vengono sistematicamente cancellate in simili casi, spesso 'sine die').
Al-Khafsh ha sostaziato la sua richiesta citando gli esempi di tre madri di prigionieri politici di Jenin, Al-Khalil e Qalqiliya della moglie di un quarto detenuto arrestate negli ultimi tempi con questa accusa, due proprio nel corso del passato week-end.
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giovedì 13 settembre 2012
Sempre alta in Cisgiordania la rabbia contro Fayyad: "Le poche concessioni non fermeranno la nostra protesta!"
E' sempre vivo in Cisgiordania il sentimento di rabbia e protesta contro l'Anp egemonizzata dai cacicchi filosionisti di Fatah e contro Salam Fayyad, il 'tecnocrate' addestrato in Usa alla stessa scuola liberista e monetarista della Goldman Sachs (Monti docet) e di altri affamatori di popoli e ingrassatori di milionari, che non é riuscito, implementando il calmiere dei prezzi e sforbiciando gli stipendi dei dirigenti pubblici, misure impostegli da Abbas 'a mano armata' a disinnescare le proteste, che sono continuate oggi mescolandosi eventualmente con le dimostrazioni contro l'offensivo film islamofobo prodotto dalla lobby sionista americana.
Le misure di Abbas e Fayyad, nelle parole del manifestante Abdullah Sharaka di Nablus che ha parlato ai microfoni dell'agenzia Palestine Info Center, sono paragonate a "una pezzuola fresca messa sulla fronte di un paziente che brucia di febbre". La rabbia del popolo cisgiordano si é ancora una volta scatenata contro ritratti ed effigi del fittizio 'premier' (ricordiamo che Fatah non ha alcuna autorità di nominare capi di Governo avendo perso sonoramente le elezioni politiche del 2006) che sono state stracciate, bruciate, colpite ripetutamente con scarpe.
Tamer Jalal, attivista per i Diritti Umani, ha dichiarato che le ragioni profonde della crisi che sconvolge la West Bank sono "oltre e al di là del controllo di Fayyad" e constano soprattutto del regime di occupazione sionista, accettato e facilitato dai collaborazionisti di Fatah, che strangola e avvelena le possibilità di sviluppo e crescita economica della popolazione palestinese.
Le misure di Abbas e Fayyad, nelle parole del manifestante Abdullah Sharaka di Nablus che ha parlato ai microfoni dell'agenzia Palestine Info Center, sono paragonate a "una pezzuola fresca messa sulla fronte di un paziente che brucia di febbre". La rabbia del popolo cisgiordano si é ancora una volta scatenata contro ritratti ed effigi del fittizio 'premier' (ricordiamo che Fatah non ha alcuna autorità di nominare capi di Governo avendo perso sonoramente le elezioni politiche del 2006) che sono state stracciate, bruciate, colpite ripetutamente con scarpe.
Tamer Jalal, attivista per i Diritti Umani, ha dichiarato che le ragioni profonde della crisi che sconvolge la West Bank sono "oltre e al di là del controllo di Fayyad" e constano soprattutto del regime di occupazione sionista, accettato e facilitato dai collaborazionisti di Fatah, che strangola e avvelena le possibilità di sviluppo e crescita economica della popolazione palestinese.
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mercoledì 12 settembre 2012
Abbas corre ai ripari e 'taglia' il prezzo della benzina per disinnescare le proteste in Cisgiordania!
Nel tentativo (si vedrà nei prossimi giorni quanto riuscito) di disinnescare le proteste sempre più intense della popolazione cisgiordana contro la catastrofica situazione economica del territorio disastrosamente 'amministrato' dalla fazione Fatah dopo il suo fallito tentativo di colpo di stato di cinque anni e mezzo fa, Mahmud Abbas ha obbligato Salam Fayyad a calmierare il prezzo del carburante e a dare una sforbiciata ai salari dei dirigenti della cosiddetta Anp.
Non si illuda nessuno, non vedremo presto diminuire la circonferenza dei panciuti burocrati di Fatah, che si ingrassano a sufficienza con la corruttela e le malversazioni perché qualunque decurtazione delle loro gratifiche 'ufficiali' possa avere un effetto concreto.
Rendiamo invece omaggio alla determinazione dei sindacati palestinesi tra cui la Confederazione Generale Sindacale di Jenin, il cui Segretario Bayer Said Bayer aveva dichiarato ieri di essere pronto a escalare le proteste fino al punto di rottura, ennesima dimostrazione che, quando il partitume politico non risponde più alle istanze e alle richieste di cambiamento del popolo é nel Sindacato che si trasferisce la carica rivoluzionaria necessaria a smuovere la situazione.
Non si illuda nessuno, non vedremo presto diminuire la circonferenza dei panciuti burocrati di Fatah, che si ingrassano a sufficienza con la corruttela e le malversazioni perché qualunque decurtazione delle loro gratifiche 'ufficiali' possa avere un effetto concreto.
Rendiamo invece omaggio alla determinazione dei sindacati palestinesi tra cui la Confederazione Generale Sindacale di Jenin, il cui Segretario Bayer Said Bayer aveva dichiarato ieri di essere pronto a escalare le proteste fino al punto di rottura, ennesima dimostrazione che, quando il partitume politico non risponde più alle istanze e alle richieste di cambiamento del popolo é nel Sindacato che si trasferisce la carica rivoluzionaria necessaria a smuovere la situazione.
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mercoledì 5 settembre 2012
Sbirro collaborazionista di Fatah colpito a morte a Jenin in Cisgiordania!
Hisham al-Rakh, kapò della sbirraglia collaborazionista della fazione Fatah é stato giustiziato da mani per ora ignote nella città di Jenin, nella Cisgiordania occupata che lui con i suoi scherani ha contribuito in questi anni a mantenere asservita alle ubbìe e alle fregole dei coloni giudei fanatici e delle pattuglie dell'esercito sionista di occupazione della Palestina.
Il boia di Fatah si era sempre segnalato come uno zelante servo di Sion, accanendosi contro militanti e rappresentanti della Resistenza palestinese, che arrestava e faceva torturare per guadagnarsi i trenta shekel prezzo del tradimento della sua gente, come un vero Giuda.
Nemmeno i membri di Fatah che mantenevano saldi i principi della Resistenza e della lotta di liberazione della propria terra erano al sicuro da Al-Rakh e dalla sua Gestapo, come possono testimoniare gli arrestati dopo l'attacco alla casa del Governatore Qaddura Moussa, morto mesi fa di infarto a seguito di una violenta contestazione.
Il boia di Fatah si era sempre segnalato come uno zelante servo di Sion, accanendosi contro militanti e rappresentanti della Resistenza palestinese, che arrestava e faceva torturare per guadagnarsi i trenta shekel prezzo del tradimento della sua gente, come un vero Giuda.
Nemmeno i membri di Fatah che mantenevano saldi i principi della Resistenza e della lotta di liberazione della propria terra erano al sicuro da Al-Rakh e dalla sua Gestapo, come possono testimoniare gli arrestati dopo l'attacco alla casa del Governatore Qaddura Moussa, morto mesi fa di infarto a seguito di una violenta contestazione.
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giovedì 5 aprile 2012
I Genitori di Hana'a Shalabi raggiungono Gaza e riabbracciano la figlia, provata da quasi 50 giorni di digiuno!
I genitori della oramai ex-prigioniera politica Hana'a Shalabi, accompagnati dallo zio di lei, sono riusciti a entrare nella Striscia di Gaza nella notte tra ieri e oggi, ricevuti da una piccola delegazione governativa e da una rappresentanza del Movimento per la Jihad Islamica in Palestina, organizzazione con la quale la giovane Hana'a ha deciso di militare a favore della Causa e dei Diritti del popolo palestinese.
I familiari sono entrati a Gaza attraverso un vero e proprio periplo, passando da Jenin in Giordania entrando in Egitto e da qui dirigendosi attraverso il Sinai fino al varco di confine di Rafah, visto il pervicace e meschino rifiuto del regime ebraico dell'Apartheid di aprire loro una strada attraverso Kerem Shalom o Kiryiat Arba, o un'altro varco ancora.
La Shalabi é stata illegalmente deportata a Gaza ma almeno non é più nelle mani degli aguzzini sionazisti che non le lesinavano tormenti e angherie nemmeno quando, dimagrita di sedici chili, soffriva di continue emorragie, piaghe alle mucose, crampi muscolari da atrofia che non le permettevano nemmeno di dormire.
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