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domenica 4 marzo 2018

La Repubblica Islamica si conferma sollecito e fedele alleato della Siria: Jaberi Ansari ha incontrato Assad a Damasco!

Leggere PALAESTINA FELIX consente al pubblico italiano non solamente di informarsi sull'attualità mediorientale e di rimanere 'a vento' dei suoi prossimi probabili sviluppi...ma anche di scoprire (o rinfrescare) le radici profonde e le motivazioni remote degli eventi presenti, grazie alla più che trentennale dimestichezza dello scrivente con la storia della regione (testimoniata anche dalla lista di prestigiose conferenze che sono stato chiamato e invitato a tenere).

martedì 4 novembre 2014

Putin lancia un altolà ad Ankara: "Assad non si tocca, prenderemo ogni provvedimento per proteggere il nostro alleato!"

Parlando a latere della riunione del Club Valdai a Sochi il Presidente russo Vladimr Putin ha accusato l'Ex-premier e ora Capo di Stato turco Recep Erdogan di sostenere gruppi islamisti mercenari presenti in Siria e di provvedere loro assistenza medica, trasformando la Turchia in un 'santuario' per l'estremismo internazionale.
 "Il regime turco si é trasformato da potenziale partner a serio pericolo per la sicurezza internazionale e sta mettendo a rischio la stabilità dell'intera regione; perciò la Federazione Russa non esiterà a compiere i passi necessari per impedire che Erdogan si imbarchi in un'avventura suicida in Medio Oriente"; questa dichiarazione di Putin é stata ripresa dall'agenzia stampa Itar-Tass.

Il leader russo non ha mancato di menzionare l'ISIS come recipiente dell'aiuto turco e qatariota, mirato a fare esplodere conflitti settari ed etnici in Siria e in Irak con lo scopo di frammentare queste nazioni e di estendere il raggio dell'influenza di Ankara e Doha nei loro territori.

Non solo Erdogan é finito nel mirino degli strali putiniani: anche il suo ex-Ministro degli Esteri e architetto della politica estera 'Neo-Ottomana' Ahmet Davutoglu (ora divenuto Premier) é stato duramente criticato per le sue dichiarazioni riguardo la possibile adesione turca alla 'coalizione anti-Isis' di cui fanno già parte gli emirati sunniti del Golfo, a patto che essa si impegni per rimuovere dal potere il legittimo capo di stato siriano Bashir Assad.

"Se Erdogan e Davutoglu hanno intenzione di intervenire in Siria per conseguire questo risultato, Mosca non avrà sceta se non aumentare ritmo e volume dei suoi aiuti militari al legittimo Governo siriano". Come al solito il Top Dog del Cremlino non usa metafore per consegnare i suoi avvertimenti.

Intanto il Presidente della Duma Sergej Naryshkin ha a sua volta elevato dure critiche alla Turchia per il ruolo svolto nell'attacco terroristico contro la Siria, cui Ankara ha contribuito entusiasticamente da tre anni a questa parte, con l'intenzione assolutamente chiara ed evidente di creare 'zone cuscinetto' e 'zone di interdizione aerea' per frantumare l'unità territoriale del paese vicino, come conferma la richiesta (puntualmente esaudita) di un 'lasciapassare parlamentare' per un intervento oltreconfine.

Facendo riferimento alla brusca inversione di marcia della politica estera turca Naryshkin ha commentato: "Mi addolora profondamente vedere come Ankara abbia abbandonato la sua politica di 'zero problemi con i vicini' a una politica di 'zero amici tra gli stati vicini'.

sabato 2 giugno 2012

Generale israeliano dichiara: "Il nostro sostegno ad Al-Qaeda in Siria potrebbe presto ritorcersi contro di noi!"

Il comandante sionista del Distretto militare del Nord, Generale Yair Golan, ha rilasciato nel corso di una conferenza tenuta in settimana, una serie di dichiarazioni quantomeno sorprendenti, che fanno sospettare che non sapesse che le sue parole sarebbero state riportate al di fuori dell'aula in cui parlava. Infatti, dopo avere rapsodizzato sui consueti temi della 'crescente influenza iraniana' a Gaza e in Libano, tema che apparentemente tiene svegli i militari sionisti la notte come fa il babau con in bambini in età prescolare, Golan si é metaforicamente 'tolto i guanti' e ha dichiarato che:
"Il sostegno prestato da noi e dai nostri alleati a elementi coevi o assimilabili ad Al-Qaeda attualmente in corso in Siria contro Bashir Assad potrebbe avere effetti negativi contro Israele nel medio periodo".
Che Israele sia impegnato insieme ad Arabia Saudita, Qatar, Usa e Turchia a sostenere ogni terrorista islamista che si possa fare arrivare in Siria e rifornire di armi e fondi perché conduca campagne di violenza e sangue nella speranza di far cadere il legittimo Governo di Damasco é cosa arcinota, quasi un 'segreto di Pulcinella', ma sentire un generale gallonato dell'Esercito sionista che lo ammette candidamente durante una conferenza fa comunque una certa impressione. Le dichiarazioni sono state riportate dall'emittente "Arutz Shteim".
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lunedì 5 settembre 2011

Il Presidente iraniano Ahmadinejad chiama al telefono Khaled Mishaal e dichiara: "La Repubblica islamica vi sosterrà sempre!"


Il Presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad ha riaffermato in una telefonata con il capo dell'Ufficio politico di Hamas Khaled Mishaal che Teheran continuerà coerentemente a sostenere la Resistenza del popolo palestinese fino alla sua vittoria sul Sionismo e sull'Occupazione. L'agenzia di stampa IRNA ha rivelato che Ahmadinejad ha raggiunto Mishaal al telefono nel corso del week-end per porgergli gli auguri per l'Eid ul-Fitr.

"Vi sosterremo in ogni modo fino alla liberazione", ha assicurato il Presidente della Repubblica islamica, invitando il suo interlocutore a considerare come auspici positivi il progressivo risveglio nazionale, politico e religioso nel Medio Oriente e nel Nordafrica, che é già costato il potere a tre tiranni venduti agli interessi imperialistici e che sta facendo traballare gli scranni di diversi altri.

Mishaal, da parte sua, ha assicurato che si impegnerà allo spasimo per rappresentare degnamente la costante e determinata volontà palestinese di opposizione e resistenza contro ogni ipotesi di trattativa, resa o 'riconoscimento' dell'Occupazione, sottolineando come il sostegno e il supporto iraniano a tutte le fazioni della Resistenza sia molto apprezzato e susciti in ogni Palestinese profondi sentimenti di gratitudine e riconoscenza.

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