sabato 4 gennaio 2014

Morto in Libano il superterrorista saudita Majed al-Majed: qualche 'amico' di Riyadh gli ha chiuso la bocca!

Pochi giorni dopo la notizia del suo arresto arriva da Beirut la notizia della morte del capo della Brigata Azzam, il superterrorista saudita Majed al-Majed, diretto responsabile del doppio attentato esplosivo che a Novembre ha colpito la sede diplomatica iraniana nel Paese dei Cedri.

Soltanto poche ore prima l'Iran aveva annunciato di stare assemblando un team di investigatori ad altissimo livello perché affiancasse gli inquirenti libanesi nell'interrogatorio del reo.

Ovviamente qualche 'amico' del regime saudita non ha atteso tempo e ha fatto in modo di chiudere per sempre la bocca a Majed prima che potesse rivelare la profondità dei suoi contatti col Principe Bandar 'Bush' bin Sultan e coi servizi segreti di Casa Saoud.

In questo la 'promessa' saudita di 3 miliardi di dollari per Beirut da spendere in armamenti francesi avrà avuto la sua bella rilevanza.

Altri due 'capoccia' di Al-Qaeda cadono sotto i colpi dell'Esercito irakeno, continua senza soste il repulisti nell'Anbar!

Siamo in grado di continuare ad aggiornare i nostri lettori sull'evoluzione delle operazioni anti-terrore nella Provincia irakena dell'Anbar iniziate la settimana di Natale per ordine del Premier di Bagdad Nouri al-Maliki. Almeno una sessantina di militanti wahabiti sono stati eliminati in una grande imboscata delle forze armate durante la quale sono stati abbattuti due tra i massimi dirigenti locali dell'ISIL, Abdul al Rahman Baqdadi (di cui abbiamo disponibile la foto della salma) e Abu Ayub Ansari per cui dobbiamo accontentarci di un'immagine di repertorio.

Speriamo di poter presto intervenire con ulteriori aggiornamenti e approfondimenti.

Morto il super-boia e criminale Ariel Sharon: PALAESTINA FELIX gli dedica una canzone (degli Slayer)!

Dal 5 gennaio 2006 (esattamente 8 anni fa) incapacitato da una massiccia emorragia cerebrale Ariel Sharon, massacratore di civili innocenti con curriculum pluridecennale é giaciuto in un letto d'ospedale tenuto artificiosamente in vita dalla migliore tecnologia medica americana e occidentale, sempre disponibile per simili boia, quando invece mancava del tutto alle popolazioni vittime dei suoi numerosi "pogrom".

Siamo stati raggiunti ora dalla notizia della sua tardiva e assolutamente illamentabile dipartita.

Piuttosto che fare un elenco dettagliato dei suoi crimini, che sono ampiamente descritti in altri siti e altre pagine-web, vogliamo accompagnare la discesa dell'anima di questo maiale sionista all'Inferno con un adeguato commento musicale.

Abbiamo scelto la title-track del secondo album dei californiani Slayer (Hell Awaits - 1985), se i nostri lettori preferiscono altre tracce si sentano liberi di segnalarcele nei commenti.

La lotta intestina tra fazioni terroriste diventa un "threesome"! Tra ISIL ed FSA si mette a contendere anche un 'Fronte Islamico'!

Tra i due litiganti si aggiunge un 'terzo incomodo' alle beghe interne delle fazioni mercenarie attive in Siria col sostegno di vari potentati reazionari e imperialisti regionali e internazionali. Se finora avevamo documentato l'eclissi del cosiddetto FSA a opera dei militanti prima di 'Al-Nusra' e poi dell'ISIL (organizzazione che ha assorbito il precedente fronte qaedista) adesso registriamo l'entrata in scena di un sedicente 'Fronte Islamico' i cui militanti avrebbero attaccato l'una e l'altra parte in gioco.

Man mano che l'Esercito regolare di Assad preme i mercenari stranieri in zone sempre più ristrette é fatale che essi, come cani rabbiosi messi all'angolo, si scaglino alla gola gli uni degli altri anche per egemonizzare finanziamenti e rifornimenti sempre più magri e sporadici adesso che grazie agli sforzi di Hezbollah e dell'Irak i confini con Libano e Mesopotamia sono sempre più controllati.

Poco tempo fa l'ISIL aveva conquistato il Quartier Generale e i magazzini di armi dell'FSA; adesso l'Agence France Presse ha riportato la notizia che Hussein Suleiman (Abu Rayan), "capo" della zona di Tal Abya (varco di confine Siro-Turco), recentemente passato al 'Fronte Islamico' sarebbe stato catturato dall'ISIL, torturato e ucciso.

venerdì 3 gennaio 2014

Ecco la vigliacca 'vendetta' saudita per l'arresto del leader di Abdullah Azzam! Quattro morti e 74 feriti a Beirut!!

Quattro morti e oltre settanta feriti: é questo il tragico bilancio dell'autobomba esplosa nel quartiere sciita di Haret Hreik, non troppo distante dalla sede principale dell'emittente "Al-Manar" di Hezbollah, quando un fuoristrada Grand Cherokee é saltato in aria nel bel mezzo della calca serale.

La messe di vittime a dire il vero, poteva essere molto peggiore e gli inquirenti stanno cercando di capire se per caso la carica detonante dell'autobomba non si sia innescata per sbaglio prima che il SUV raggiungesse il suo obiettivo finale (che poteva benissimo essere il palazzo della rete tv di Hezbollah).

Sembra che il fuoristrada fosse caricato di circa venti chili di esplosivo. Indiscrezioni della primissima ora vorrebbero il veicolo provenire dalla zona di Arsal e fare parte delle dotazioni del gruppo terrorista di Sami ed Ibrahim al-Atrash.

Vi sono pochissimi dubbi sulla matrice saudita-wahabita di questo attentato che dovrebbe "punire" il Libano per l'arresto del leader della Brigata takfira Abdullah Azzam, Majed al-Majed, avvenuto pochi giorni fa.

Prove visive del successo della campagna irakena anti-wahabita! Morto a Ramadi capo dell'ISIL, sventato attentato a Fallujah!

Siamo molto felici di poter pubblicare, per quanto crude, le foto che corredano questo articolo: perché esse testimoniano nei fatti il continuo crescente successo della campagna anti-terrore lanciata a Natale dal Governo irakeno di Nouri al-Maliki e perché esse rispondono a tono alle fanfaluche filosaudite che volevano gli estremisti a libro paga di Riyadh avere "conquistato" le città di Ramadi e Fallujah.
Nella prima foto vediamo il dirigente terrorista dell'ISIL Shaker Vahib al Fahdavi ridotto a un mucchio di carne morta dal fuoco dell'Esercito di Bagdad, a Ramadi; la seconda mostra l'ingloriosa fine di un aspirante 'uomo bomba' che a Fallujah é stato abbattuto prima ancora di poter attivare il suo corpetto esplosivo.

Auguriamo agli uomini delle forze armate e di sicurezza mesopotamiche di poterci presto fornire altre immagini simili e di schiantare una volta per tutte la rete terrorista che fa capo a Riyadh, liberando il Medio Oriente dall'influenza della senescente e corrotta dinastia saudita.

Dozzine di terroristi takfiri eliminati in Siria presso Homs, Idlib, Aleppo e il Rif Damasceno!!

Continua ad alto e intenso ritmo la battaglia senza quartiere tra l'Esercito siriano e quanto rimane dei gruppi takfiri e wahabiti di mercenari stranieri finanziati da Arabia Saudita, Israele e NATO, senza tuttavia che questi ultimi riescano in alcun modo a strappare alle forze regolari l'iniziativa, che permette agli uomini di Assad di decidere dove e quando accettare battaglia e avere la meglio grazie al proprio superiore addestramento ed equipaggiamento (oltre naturalmente al pieno sostegno della popolazione civile).

Le località di Bab Hood e Al-Qosour ad Homs hanno visto l'eliminazione negli ultimi due giorni di almeno cinquanta militanti terroristi secondo i rapporti dell'Agenzia ufficiale SANA confermati dagli inviati di PressTV ed Al-Manar, nel Rif Dimashq si sono avute operazioni minori con circa dieci-dodici terroristi abbattuti, mentre circa il doppio sono stati eliminati al confine col Libano.

Attorno a Idlib, infine, circa trenta-quaranta wahabiti affiliati al Fronte Al-Nusra sono caduti in una imboscata governativa venendo eliminati fino all'ultimo. Queste vittorie proseguono la stringa di successi siriani che si protrae ininterrotta da circa sedici mesi, quando il tentativo terrorista di "prendere d'assalto" la capitale siriana venne bloccato e sventato.

Gioia iraniana e scorno saudita per l'arresto del leader takfiro Majed al-Majed, responsabile dell'attentato all'ambasciata!

Confermato l'arresto del leader qaedista sauita Majed al-Majed, capo della Brigata Abdallah Azzam, non sono tardate ad arrivare le reazioni, specialmente quelle dei rappresentanti della Repubblica Islamica Iraniana e della retrogada monarchia saudita, la prima colpita duramente dall'attentato novembrino alle sua ambasciata, organizzato da Majed, la seconda contrariata dall'arresto di uno dei principali agenti legati ai suoi servizi segreti (foraggiatori e finanziatori di ogni terrorista tra la Cecenia e l'Africa del Nord) ma costretta dalle circostanze a fingere disinteresse alla faccenda.

Il Segretario del Comitato Parlamentare iraniano per la Politica Estera, Alaeddin Bouroujerdi ha espresso tutta la soddisfazione personale e ufficiale per l'arresto, fidando che l'interrogatorio a cui adesso Majed viene sottoposto possa chiarire non solo le dinamiche dell'attentato di Novembre ma anche quelle di altri attacchi agli interessi iraniani, siriani e libanesi, avvenuti negli ultimi mesi.

L'ambasciatore di Riyadh in Libano, Mohammed Awad As-Siri, dovendo fingere "sorpresa" per l'avvenuto (quando probabilmente avrà incontrato e consegnato ordini e fondi ad Al-Majed fino a pochi giorni fa) ha detto che il suo Governo chiederà il prima possibile l'estradizione del prigioniero, anche se immaginiamo facilmente che Beirut non la concederà mai visto che dare un simile terrorista al Governo saudita vorrebbe dire farlo tornare al "lavoro" in men che non si dica.