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domenica 12 gennaio 2014

Da Gaza a Sabra e Chatila, il Popolo di Palestina dà il suo "addio" al macellaio Sharon!!

Canti, danze, fuoco di armi automatiche in aria, distribuzione di dolci e caramelle, rogo e calpestamento di effigi; così i Palestinesi di Gaza, di Jenin, dei campi profughi palestinesi di Ain el-Hinweh e soprattutto di Sabra e Chatila hanno celebrato la notizia 'ufficiale' della morte di Ariel Sharon, che ha dedicato tutta la sua infame vita a perseguitarli e massacrarli.
La redazione di Palaestina Felix si unisce in spirito al Popolo di Palestina augurando che questa data possa diventare una ricorrenza stabile festeggiata in futuro in tutto il territorio liberato dall'occupazione sionista.

Il resto del mondo si "accorge" della morte del boia Sharon: la lobby sionista l'ha tenuta nascosta per una settimana!

Tutto il mondo oggi titola della morte del superboia sionista, il massacratore Ariel Sharon. Stranamente PALAESTINA FELIX lo aveva già fatto...esattamente una settimana fa.

Come mai?

Perché Sharon, lo si sappia, non é morto ieri, ma esattamente 7 giorni prima, proprio nell'ottavo anniversario dell'ictus che lo aveva paralizzato (speriamo in non totale incoscienza e con grandissime sofferenze).

Per la mentalità talmudica, superstiziosa e timorosa di 'omen' e ricorrenze, quella morte nell'esatto preciso anniversario dell'ischemia era troppo 'scomoda' e si prestava a letture cabalistiche ed esoteriche poco confortevoli, perciò la notizia della morte é stata appositamente ritardata di sette giorni.

PALAESTINA FELIX ha ricevuto la notizia della morte di Sharon il 4 gennaio da una fonte INCONTESTABILMENTE AFFIDABILE e continuerà sempre a mantenere che il boia di Sabra, Chatila, Qibla e Jenin sia disceso nella Gehenna il 4 gennaio 2014.

sabato 4 gennaio 2014

Morto il super-boia e criminale Ariel Sharon: PALAESTINA FELIX gli dedica una canzone (degli Slayer)!

Dal 5 gennaio 2006 (esattamente 8 anni fa) incapacitato da una massiccia emorragia cerebrale Ariel Sharon, massacratore di civili innocenti con curriculum pluridecennale é giaciuto in un letto d'ospedale tenuto artificiosamente in vita dalla migliore tecnologia medica americana e occidentale, sempre disponibile per simili boia, quando invece mancava del tutto alle popolazioni vittime dei suoi numerosi "pogrom".

Siamo stati raggiunti ora dalla notizia della sua tardiva e assolutamente illamentabile dipartita.

Piuttosto che fare un elenco dettagliato dei suoi crimini, che sono ampiamente descritti in altri siti e altre pagine-web, vogliamo accompagnare la discesa dell'anima di questo maiale sionista all'Inferno con un adeguato commento musicale.

Abbiamo scelto la title-track del secondo album dei californiani Slayer (Hell Awaits - 1985), se i nostri lettori preferiscono altre tracce si sentano liberi di segnalarcele nei commenti.

lunedì 16 settembre 2013

Trentun anni dopo il momento di gloria del LNRF Ibrahim Amin si interroga sul ruolo odierno della Sinistra libanese

Era esattamente trentuno anni fa, dopo l'invasione a tradimento del Libano e il massacro insensato di Sabra e Chatila che una vasta coalizione popolare di movimenti, partiti e sigle dell'arcipelago libanese di forze di Sinistra e Nazionaliste confluirono nel Fronte Nazionale di Resistenza Libanese con l'obiettivo di fermare a tutti i costi l'invasore sionista davanti alla capitale Beirut.

I 'Jammoul', pagando un costo altissimo, che per molti si misurò con la vita o con ferite e mutilazioni che perdurano ancor oggi, contribuirono a fermare la macchina di morte sionista: se uno dei macellai del Boia Sharon, il Brigadiere Eli Geva, si rifiutò di portare le sue truppe tra le strade dove il suo superiore gli ordinava di avanzare non fu certo come recita la patetica giaculatoria filo-israeliana per "timore di infliggere perdite civili" (chi ha mai visto un sionista preoccuparsi di ciò?) ma piuttosto la consapevolezza che dietro ogni cortile, dietro ogni muro sbrecciato, poteva nascondersi una squadra di militanti Jammoul decisi magari a morire ma determinati a fermare i blindati con la svastica a sei punte.

Del Fronte Nazionale di Resistenza facevano parte il Partito Comunista Libanese, l'Organizzazione di Azione Comunista, il Partito d'Azione Araba Socialista e l'SSNP, celebre formazione della Sinistra Nazionale siriana e libanese. Oggi, a tanti anni da quella vampata di gloria, il giornalista Ibrahim al-Amin sulle colonne di Al-Akhbar si domanda che ruolo é rimasto a giocare alle forze di Sinistra comunista e socialista nel palcoscenico libanese.

L'SSNP non rientra in questa equazione, visto che ha un suo ruolo autonomo e piuttosto rilevante che lo vede importante interlocutore di Berri, Nasrallah, Aoun e degli altri partner dell'Alleanza 8 Marzo, ma, purtroppo, quel che rimane dei Jammoul é ben distante da una simile rilevanza politica.

L'attualità, con la continua aggressione sionista e imperialista nella regione, sostenuta dalle forze più veteroconservatrici delle monarchie arabe del petrolio, sembrerebbe l'ideale per una potente resurrezione degli ideali di riscatto antagonista di una Sinistra unita e determinata, se le forze d'area presenti oggi in Libano vogliono prendere al volo questa occasione, suggerisce Al-Amin, dovrebbero avere il coraggio di 'voltare pagina', pensionare le loro vecchie classi dirigenti rimaste ormai ancorate al XX secolo e spianare la strada al 'sangue giovane' di una generazione ansiosa di confrontarsi con le sfide del futuro con la stessa stoica determinazione con cui i 'Jammoul' di trent'anni fa affrontavano i panzer di Sharon.

giovedì 22 novembre 2012

Netanyahu & .co raccolgono la messe della disfatta: Mofaz e 'pundit' sparano a zero sulle scelte del Governo, dall'attacco al cessate il fuoco!

Che le critiche di Shaul Mofaz a Netanyahu, essendo egli il leader del principale partito di opposizione che si appresta a sfidare la coaliazione del Premier nelle prossime elezioni politiche sioniste, non siano tutte ispirate a imparzialità ed equanimità, lo possiamo anche concedere, tuttavia anche sgravate di tutte le "tare" di interesse personale e convenienza elettorale, le dichiarazioni del Segretario di Kadima (il partito 'centrista' fondato dal Criminale di Guerra -attualmente morto-vivente attaccato ai respiratori- Ariel Sharon) mantengono pur sempre un'aura di competenza e attualità, dovuta alla lunga militanza ai massimi vertici delle forze armate sionaziste di chi le pronuncia (a differenza di Mofaz, Netanyahu non é mai stato Generale e la sua carriera militare é del tutto oscura e dimenticabile quanto quella di un La Russa qualsiasi).

Immediatamente dopo la conferma del raggiungimento del 'Cessate il Fuoco' nella serata di mercoledì Mofaz si é affrettato ad apparire alle principali tv sioniste per sparare a zero contro il Premier in carica e la coalizione di Governo da lui capeggiata: "Un armistizio ora é un imperdonabile errore; Hamas esce da questo confronto rafforzato e imbaldanzito, gli si lascia la libertà di reclamare vittoria di fronte a un'iniziativa confusa e condotta con poco polso". Certamente, quando si scatena un'operazione militare, bisogna averne bene in mente gli obiettivi e accettare tregua solo quando si sia abbastanza sicuri di averli raggiunti.

Ma Mofaz ovviamente sorvola su come nel 2008-2009 e prima ancora nell'estate del 2006 i suoi stessi compragni di partito Ehud Olmert e Tzipi Livni abbiano commesso le stesse identiche leggerezze scatenando la Guerra del Libano nel luglio-agosto di sei anni fa e l'operazione 'Piombo Fuso' che si sono concluse con un nulla di fatto operativo e anzi, hanno dato modo a Hezbollah e alla Resistenza Palestinese di mettere in mostra capacità di reazione e rappresaglia fino a quel momento considerate inarrivabili anche dai più realistici e pessimisti spymaster di israhell.

Inoltre Mofaz tace (ipocritamente perché non gli conviene menzionare la cosa) che la risolutezza bellica del Premier in carica é stata rotta (come la schiena del cammello stracarico) dall'ago dell'attentato al bus di Tel Aviv, che, pur essendo costato un solo morto e tre feriti gravi (più oltre venti contusi e leggermente feriti) ha paventato a Bibi e soci l'incubo di tornare ai giorni della Seconda Intifada quando le operazioni esplosive e di auto-martirio erano all'ordine del giorno e tutto questo in barba a muri dell'Apartheid, checkpoint, barriere di separazione e simili.

Nei calcoli di Netanyahu, dunque, meglio chiudere subito l'avventura militare fallita, senza scenario 'terrestre' ed evitando rischi di nuove e più devastanti operazioni contro Tel Aviv, Gerusalemme o altri grandi centri; sperando di contenere o sminuire in qualche modo le critiche feroci che pioveranno in questi giorni da Kadima, da ciò che resta dei Laburisti e dai sindaci dei centri di insediamento coloniale maggiormente martellati dai razzi della Resistenza.
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martedì 25 ottobre 2011

"Abbas si incontrava di nascosto con Peres, all'insaputa di Arafat", dal passato spunta un nuovo "Fatahgate"?


Media sionisti hanno rivelato domenica scorsa l'esistenza di un 'documento segreto', costituito da varie minute di appunti apparentemente gettate durante una serie di incontri segreti avvenuti anni fa tra il criminale di guerra Shimon Peres (all'epoca Ministro degli Esteri del Governo Sharon) e Mahmoud Abbas, attualmente capo di Fatah, ma allora vice di Yasser Arafat e Primo Ministro dell'Anp.

Il tabloid della sera Yedioth Ahronot, pubblicandole, asserisce che, provando che l'attuale presidente de facto dell'Anp e capo di Fatah (per successione proprio dalla morte di Arafat) si incontrasse segeretamente con esponenti di spicco dell'esecutivo di Ariel Sharon, si evince che la svolta collaborazionista di Abbas era già in gestazione ben prima della scomparsa del leader storico dell'OLP.
Una delle minute "incriminate".
I documenti affermerebbero anche le paure di Abbas riguardo la possibilità che i suoi contatti con il Governo sionista fossero scoperti, che lo portavano addirittura a temere per la sua vita: "Se queste riunioni venissero rivelate al pubblico, posso anche considerarmi morto". Non solo, ma persino le 'eccessive' lodi tributategli da Israele lo preoccupavano: "Dovreste smetterla di farmi tanti complimenti in pubblico, la mia popolarità interna ne sta risentendo".

Abbas avrebbe anche bussato a denari presso gli Usa, promettendo un trattamento di favore nei confronti di Israele, una volta che fosse succeduto ad Arafat.
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lunedì 30 maggio 2011

Kadima accusa Netanyahu della debacle di Rafah, scordandosi di esser stato al potere fino a due anni fa!


In un comunicato rilasciato lo scorso sabato il partito 'Kadima', fondato dal criminale di guerra Ariel Sharon e responsabile tanto dell'invasione del Libano nel 2006 quanto delle bestiali campagne di bombardamenti su Gaza tra 2008 e 2009 ha dichiarato che la riapertura incondizionata del varco di frontiera di Rafah tra Gaza ed Egitto al traffico di viaggiatori é una debacle politico-diplomatica della coalizione di estrema destra guidata da Benji Netanyahu, che dovrebbe assumersi la responsabilità politica di tale fallimento.

"L'apertura unilaterale di Rafah, avvenuta senza alcun coordinamento con Israele", sostengono i portavoce del partito, "costituisce un grave smacco per l'Esecutivo, che ha lasciato che la situazione politica regionale gli degenerasse attorno senza prendere misure d'emergenza e permettendo che Israele rimanesse isolato, in posizione indebolita, mentre Hamas si é rafforzato".

Ci fa molto piacere vedere i sionisti di varie fatte che si azzuffano, e speriamo anzi che continuino, in maniera che le loro lotte intestine indeboliscano sempre più il Regime dell'Apartheid, ma bisognerebbe ricordare ai seguaci di Sharon che l'apertura di Rafah é la diretta conseguenza della politica estera superba e spocchiosa da "padrone della piantagione" che Israele ha portato avanti nei confronti dell'Egitto per gli ultimi tre decenni, decenni in cui Sharon, gli Sharoniti e i componenti dei Governi del 2006 e del 2008-2009 sono stati spesso e volentieri al potere.

Si può criticare Netanyahu per la sua condotta in politica estera degli ultimi mesi, una condotta insipiente e arrogante che si riassume così: "punta i piedi e minaccia la Casa Bianca perché prenda le tue difese", ma tentare di negare che essa é la stessa seguita dal partito Kadima e dai suoi dirigenti quando erano al potere sarebbe un'ingenuità imperdonabile, che nemmeno la salma attaccata alle macchine del fondatore del loro partito (sopra) potrebbe commettere, o una dimostrazione ipocrisia tanto marchiana quanto devastante, perché dimostra all'elettorato sionista che il partito che vorrebbe succedere al Likud come epicentro di una nuova coalizione governativa di fronte a un'oggettiva e incontrovertibile sconfitta della politica estera israeliana non sa proporre di meglio che un infantilmente ingenuo "blame game".
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giovedì 5 maggio 2011

Israele continua a torturare Ahmed Saadat: esteso per altri sei mesi l'isolamento che dura da oltre due anni!


Le autorità carcerarie sioniste della galera di Beer Sheba hanno deciso di estendere l'inumana misura del confino solitario di Ahmed Saadat, Segretario generale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina per altri sei mesi, fino al tre novembre 2011, quando decideranno di rinnovarla per altri sei mesi e così via, in modo da lasciare languire uno dei più determinati e coraggiosi combattenti per la libertà della Palestina in condizioni di detenzione che definire 'medioevali' é poco.

Saadat, durante la sua ultima udienza di fronte alla corte sionista che presiede la sua inumana detenzione in condizioni di vera e propria tortura ha reiterato il suo rifiuto di riconoscere in essa qualunque autorità al di là del mero potere di coercizione e violenza che quotidianamente viene esercitato contro di lui, Sadaat ha coraggiosamente definito la corte sionista come: "Un mero strumento oppressivo nelle mani del regime dell'Occupazione, incaricata di tradurre in atti la volontà persecutoria e vessatoria dei politici e generali israeliani".
L'ex-generale Zeevi (sinistra), abbattuto dai commando del PFLP, insieme allo scimmiesco Avigdor Lieberman, a cui, prima o poi, potrebbe anche toccare una sorte simile...
Ahmed Saadat, accusato di coinvolgimento nell'omicidio di un ex-generale israeliano di estrema destra, diventato Ministro sotto il Governo del criminale di guerra Ariel Sharon (una operazione che, al contrario della nauseante narrativa israeliana sul 'terrorismo dei palestinesi' si é svolta 'a colpo sicuro' senza coinvolgere nessun passante o civile, ben diversamente dagli assassinii perpetrati dallo Shin Bet o dall'aviazione sionista) é stato tenuto in confino solitario per oltre settecento giorni, ben più di due anni.

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mercoledì 4 maggio 2011

Il terrorista Shaul Mofaz auspica che Israele riprenda la sua campagna di assassinii


Shaul Mofaz, che ha ricoperto l'incarico di Ministro della Guerra, macchiandosi di numeosi crimini contro le organizzazioni di Resistenza palestinese e contro la popolazione civile di Gaza e Cisgiordania, pensa di avere la soluzione giusta per "punire" i Palestinesi che hanno ritrovato l'unità politica e la concliazione nazionale con la firma del protocollo d'intesa siglato ieri al Cairo: riprendere la campagna di omicidi contro i leader della Resistenza.

Tale suggerimento bene evidenzia la criminale mentalità sionista, incapace di accettare le scelte democratiche del popolo palestinese, come ampiamente dimostrato dal 2006 in avanti, quando Hamas vinse regolarmente e democraticamente le elezioni legislative monitorate dall'ONU e dall'Unione Europea. Israele nel corso degli anni si é reso responsabile di sanguinosi omicidi che hanno mietuto dozzine se non centinaia di vittime soprattutto tra passanti civili, coinvolti nelle esplosioni di razzi e missili lanciati da aerei, elicotteri o droni senza pilota, oppure nelle deflagrazioni di congegni esplosivi collocati dai terroristi dello Shin Bet o da collaborazionisti prezzolati.

Mofaz e i suoi compagni del partito 'Kadima' (fondato dal criminale di guerra Ariel Sharon, attualmente in coma irreversibile) hanno cercato di collegare il loro deprecabile e ripugnante invito all'assassinio con la pretesa 'uccisione di Bin Laden' annunciata con grande fanfara dall'Amministrazione Obama, apparentemente senza riflettere sulla natura eminentemente vuota, priva di alcuna prova a sostegno e puramente propagandistica di questa "notizia".

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giovedì 7 aprile 2011

Coraggiosi studenti americani contestano e zittiscono il torturatore e assassino Avi Dichter, ex-capo dello Shin Bet



Dozzine di studenti della Brandeis University, presso Boston, hanno organizzato e messo in atto una riuscita contestazione contro la programmata 'lezione' di Avi Dichter, parlamentare sionista del partito fondato dal macellaio di Sabra e Chatila, a sua volta dotato di un curriculum di assassino di tutto "rispetto", avendo guidato dal 2000 al 2005 l'agenzia di spionaggio interno, repressione, tortura e omicidio denominata 'Shin Bet'.

Sotto la sua guida lo Shin Bet eseguì numerosi omicidi di militanti e leader della Resistenza palestinese, portati a termine senza nessuna pietà o riguardo per le vittime civili, che regolarmente restavano coinvolte nelle esplosioni delle bombe e dei missili che erano lo strumento di assassinio preferito di Dichter e dei suoi sodali; per uccidere Salah Shehada Dichter non esitò a ordinare un bombardamento aereo in un'affollata strada di Gaza, causando la morte di ben quindici persone.

Durante la sollevazione conosciuta come 'Seconda Intifada' o 'Intifada di Al-Aqsa' Dichter diede 'via libera' a una sistematica campagna di sevize e torture contro tutti i Palestinesi abbastanza sfortunati da cadere in mano agli sgherri dello Shin Bet.

"Criminale, ci rivedremo all'Aia!" é stato uno dei molti espletivi lanciati dagli studenti, molti di loro attivisti per i Diritti umani e la difesa del Popolo di Palestina, all'indirizzo di Dichter, nella speranza che, nonostante il lavorio delle potenti e pasciute "Lobby a sei punte" disseminate in tutto il mondo finalmente la comunità internazionale apra gli occhi e cominci a istruire processi e stilare mandati di cattura per i responsabili di atrocità a marca israeliana che oggi, purtroppo, hanno ancora facoltà di girare a piede libero per il mondo e andare a tenere 'lezioni' in atenei compiacenti.


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