giovedì 10 novembre 2011

Due morti e dozzine di feriti in Yemen; il Nobel Karman dichiara: "Saleh é un criminale di guerra!"


Le forze armate ancora leali all'autocrate di Sanaa, Ali Abullah Saleh (nella foto), tra cui la Guardia Repubblicana guidata da suo figlio Ahmed, hanno causato la morte di due manifestanti e provocato il ferimento di altre dozzine di civili scesi in piazza per dimostrare, per l'ennesima volta, la loro determinazione a cacciare il tiranno dell'Arabia Felix dal suo scranno, instaurando una vera democrazia al posto del suo pluridecennale regime, esteso dapprima sul solo Yemen del Nord e poi ampliatosi a fagocitare l'ex-Repubblica Democratica dello Yemen con la sanguinosa guerra civile del 1994.

Inoltre, per tutta la giornata di ieri, pesanti sparatorie sono state intese nel quartiere di Arhab, dal quale si controllano gli accessi settentrionali alla capitale (tramite i pianori dell'omonima regione), con particolare intensità nei dintorni del Ministero dell'Interno, palazzo-chiave nella geografia del potere dittatoriale di Saleh; apparentemente a confrontarsi con militari e forze di sicurezza sono stati i guerriglieri tribali comandati dal potente Sceicco Sadeq al-Ahmar, sostenitore dell'opposizione fin dalla prima ora.

Intanto, l'attivista e vincitrice (a pari merito con due candidate africane) del Premio Nobel per la Pace del 2010, Tawakkul Karman ha ripetuto in dichiarazioni rese ieri alla stampa internazionale che, non importa quanto sostegno e/o credito possa avere ancora Saleh presso Riyadh, Washington e Tel Aviv, non importa cosa preveda per la sua posizione la 'road map' per la transizione dei poteri stilata dai paesi arabi del Golfo persico (GCC), l'attuale uomo forte yemenita, una volta rimosso dal potere, dovrà venire arrestato e portato di fronte a una corte criminale (possibilmente quella dell'Aia) che lo processi e lo giudichi per i crimini di trentatré anni ininterrotti di regime, e specialmente per le sanguinose repressioni che, da gennaio a oggi, sono costate un numero imprecisato di vittime ma certamente superiore alle diverse centinaia. La Karman ha rilasciato queste dichiarazioni a Parigi, dove si trovava ieri per un incontro col titolare transalpino degli Esteri, Alain Juppé.
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