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giovedì 16 febbraio 2017

Lo Yemen vendica le sue donne e i suoi bambini attaccando coi missili obiettivi strettamente militari!

L'ennesimo indiscriminato bombardamento dei pedo-petro-monarchi sauditi, emiratini, qatarioti e barheini ha ucciso un bambino e otto donne in Yemen.

La rappresaglia yemenita ha lanciato un missile a medio raggio non su un popoloso quartiere di Jeddah o di Riyadh e nemmeno, come ipotizzato da Amin al-Shami, su Doha o su Sharjah.

Il missile (un Qaher o un Tochka, da quanto traspare dal comunicato rilasciato da "Al-Masirah"), ha colpito infatti la base aerea di Abha nella provincia saudita di Asir.

lunedì 22 dicembre 2014

Nuovi scontri ad Arhab tra Ansarullah e terroristi takfiri; nuova vittoria per i combattenti sciiti dello Yemen!!

A meno di una settimana dalla cacciata dei terroristi takfiri da Arhab, a Nord della capitale yemenita Sanaa un tentativo degli stessi di tornare a infiltrarsi nella zona e preparare un'ipotetica 'revanche' é stato sventato dall'efficace vigilanza dei militanti sciiti Houthi.

In particolare nel vicino villaggio di Darb Obaid la residenza di un leader tribale sunnita da tempo sospettato di avere rapporti coi terroristi legati al partito filo-qatariota Islah (la cui sede di Arhab é stata distrutta nei combattimenti della settimana scorsa) é stata presa d'assalto dai militanti Ansarullah che vi hanno trovato armi, esplosivi, munizioni e materiale takfiro e wahabita.

Yehia Taqi Markoub, il personaggio in questione, é tuttavia riuscito a fuggire presso i suoi alleati terroristi, forse avvertito in anticipo dell'avvicinarsi dei combattenti sciiti. Comunque ogni ulteriore minaccia ad Arhab e dintorni (e perciò anche agli accessi settentrionali alla capitale Sanaa) é stata esorcizzata e sventata: gli Houthi si rivelano ancora una volta la forza suprema nell'Ex-Arabia Felix.

lunedì 15 dicembre 2014

I combattenti sciiti Houthi distruggono i covi dei terroristi nella zona di Arhab!!

In una ulteriore dimostrazione che i terroristi takfiri in Yemen agiscono col sostegno e la complicità del partito islamista filo-qatariota Islah, branca locale della Fratellanza Musulmana, il quartier generale di detto partito nella zona di Arhab (nella parte settentrionale della capitale Sanaa) é andato completamente distrutto nel corso di scontri tra i terroristi in fuga e i combattenti Houthi dell'organizazione Ansarullah.

Gli Houthi hanno condotto una vasta operazione anti-terrorismo cacciando i militanti takfiri dai loro covi tra cui la sede di una "organizzazione religiosa" che in realtà fungeva da base per gli estremisti; anche la sede dell'Islah era in realtà un covo takfiro ed é stata fatta esplodere dopo esser stata evacuata di tutti gli occupanti.

L'azione conferma come gli Houthi siano l'unica forza in grado di opporsi con rigore al terrorismo sia di matrice filo-qatariota che quello qaedista filo-saudita.

giovedì 10 novembre 2011

Due morti e dozzine di feriti in Yemen; il Nobel Karman dichiara: "Saleh é un criminale di guerra!"


Le forze armate ancora leali all'autocrate di Sanaa, Ali Abullah Saleh (nella foto), tra cui la Guardia Repubblicana guidata da suo figlio Ahmed, hanno causato la morte di due manifestanti e provocato il ferimento di altre dozzine di civili scesi in piazza per dimostrare, per l'ennesima volta, la loro determinazione a cacciare il tiranno dell'Arabia Felix dal suo scranno, instaurando una vera democrazia al posto del suo pluridecennale regime, esteso dapprima sul solo Yemen del Nord e poi ampliatosi a fagocitare l'ex-Repubblica Democratica dello Yemen con la sanguinosa guerra civile del 1994.

Inoltre, per tutta la giornata di ieri, pesanti sparatorie sono state intese nel quartiere di Arhab, dal quale si controllano gli accessi settentrionali alla capitale (tramite i pianori dell'omonima regione), con particolare intensità nei dintorni del Ministero dell'Interno, palazzo-chiave nella geografia del potere dittatoriale di Saleh; apparentemente a confrontarsi con militari e forze di sicurezza sono stati i guerriglieri tribali comandati dal potente Sceicco Sadeq al-Ahmar, sostenitore dell'opposizione fin dalla prima ora.

Intanto, l'attivista e vincitrice (a pari merito con due candidate africane) del Premio Nobel per la Pace del 2010, Tawakkul Karman ha ripetuto in dichiarazioni rese ieri alla stampa internazionale che, non importa quanto sostegno e/o credito possa avere ancora Saleh presso Riyadh, Washington e Tel Aviv, non importa cosa preveda per la sua posizione la 'road map' per la transizione dei poteri stilata dai paesi arabi del Golfo persico (GCC), l'attuale uomo forte yemenita, una volta rimosso dal potere, dovrà venire arrestato e portato di fronte a una corte criminale (possibilmente quella dell'Aia) che lo processi e lo giudichi per i crimini di trentatré anni ininterrotti di regime, e specialmente per le sanguinose repressioni che, da gennaio a oggi, sono costate un numero imprecisato di vittime ma certamente superiore alle diverse centinaia. La Karman ha rilasciato queste dichiarazioni a Parigi, dove si trovava ieri per un incontro col titolare transalpino degli Esteri, Alain Juppé.
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martedì 1 novembre 2011

Si prepara battaglia campale in Yemen tra 1a Divisione Corazzata e Guardia Repubblicana? In palio il controllo della capitale Sanaa!


Sanaa, capitale dell'Arabia Felix, la città dalle molte torri sormontate da cupole di alabastro traforato attraverso cui filtrano i raggi ora rosei e dorati, ora purpurei e violastri delle albe e dei tramonti sul Mar Rosso; una delle più magiche e magnifiche città del Medio Oriente, é certamente un premio per cui vale la pena combattere e morire; é a questo che si stanno preparando i carristi del Generale Ali Mohsen, dichiaratosi mesi fa in favore dell'opposizione al tiranno Saleh? E i pretoriani di Ahmed Saleh, figlio del Presidente e comandante della Guardia Repubblicana, stanno preparandosi a trasformare i pianori dell'Arhab (zona di accesso alla città da Nord) in un campo di battaglia nel tentativo di fermare la marcia dei loro ex-commilitoni?

Questo inquietante scenario potrebbe diventare la realtà, la cronaca dei prossimi giorni se le voci levatesi negli ambienti dei soliti "bene informati" dopo l'attacco con mortai alla base aerea di Al-Daylani si rivelassero veritiere; sembra infatti che i guerriglieri tribali (sempre posto che sia loro la responsabilità del preciso e devastante sbarramento di bombe) non abbiano colpito "a casaccio" ma mirando precisamente agli apparecchi che stavano venendo revisionati e armati per possibili azioni di copertura aerea proprio in caso di scontro campale a Nord di Sanaa. Pare anche che oltre ai due jet andati in fiamme anche un terzo sia stato così gravemente colpito da schegge e frammenti delle esplosioni da dover essere messo tra le perdite e diversi altri apparecchi resteranno fuori gioco per giorni, a causa di danni non irreparabili ma, almeno temporaneamente, invalidanti.

A questo punto, con il supporto aereo fuori gioco o gravemente compromesso, si aprirebbe una 'finestra di opportunità' per i carristi ribelli di spingersi verso la capitale senza temere di venire fermati dal cielo; sarà abbastanza deciso e temerario il Generale Mohsen da coglierla al volo, come avrebbero fatto i suoi celebri colleghi Patton, Rybalko e Von Manteuffel, e anche Israel Tal?
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lunedì 31 ottobre 2011

Colpi di mortaio sulla base aerea di Al-Daylami, vanno in fumo due caccia del dittatore Saleh!


E' durata veramente poco la tregua stipulata l'altra settimana tra i reparti dell'Esercito yemenita rimasti fedeli al dittatore Saleh, i militari passati all'opposizione e i guerriglieri tribali, in seguito al ripetuto uso di cecchini contro i dimostranti che ancora venerdì e sabato sono scesi in piazza chiedendo le dimissioni dell'autocrate spalleggiato da Usa, Sauditi e Israele é stato lanciato un attacco con mortai alla base aerea di Al-Daylami, struttura militare vicina all'aeroporto internazionale di Sanaa.

Diversi proiettili sono caduti tra gli hangar e i depositi di Al-Daylami, distruggendo ben due MiG-29SMT (gli aerei più avanzati della flotta di Saleh, ereditati dallo Yemen del Sud filosovietico, assorbito con la sanguinosa guerra civile del 1994) e causando la temporanea chiusura del vicino scalo civile, dove l'eco degli scoppi e la vista delle colonne di fumo hanno causato non poca paura e inquietudine tra i passeggeri in transito.

Tutti i voli in arrivo sono stati dirottati verso Aden, mentre l'Esercito accusava i guerriglieri tribali di aver lanciato i colpi di mortaio, "sparando dal quartiere di Arhab o da quello di Hassaba" e i militari della Prima Divisione Corazzata (il primo reparto a dichiararsi contro Saleh) di aver "collocato ordigni esplosivi" in altre parti della base.
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