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venerdì 14 giugno 2013

Il Sud-Sudan invia uomini ad attaccare con esplosivi il sito di Diffra nell'Aybei; la coraggiosa denuncia di Khaled Saad!

Dopo la decisione del Governo sudanese di chiudere "per almeno 60 giorni" gli oleodotti al transito del petrolio ingiustamente assegnato alla cricca banditesca di Salva Kiir dall'iniqua spartizione caldeggiata da Washington e Tel Aviv, il ridicolo dittatore-cowboy Salva Kiir e i suoi manutengoli non hanno trovato di meglio che organizzare un attentato esplosivo contro il sito petrolifero di Diffra, nella regione di Aybei mobilitando all'uopo i briganti da loro foraggiati in territorio settentrionale e i miliziani delle loro bande temerariamente elevate allo status di 'esercito nazionale'.

L'attacco, secondo la ricostruzione offerta dall'ufficiale sudanese Sawarmi Khaled Saad, ha causato un'esplosione e un incendio, che sono stati rapidamente contenuti e domati dal personale del sito estrattivo. "Le prime risultanze dei rilevamenti fatti in loco dimostrano che i briganti attivi nella zona non sarebbero mai riusciti a manipolare un congegno esplosivo del tipo usato contro l'impianto, se non con l'aiuto di forze ostili provenienti da oltreconfine".

La decisione di Khartoum di 'strozzare' le esportazioni petrolifere del Sud deriva dalla necessità di impedire che i proventi del greggio (greggio che una volta era legittima proprietà di tutti i sudanesi) vengano impiegate dal cleptocratico regime di Juba per finanziare terroristi e banditi nelle regioni di Darfur, Aybei e Sud Kordofan.

martedì 7 maggio 2013

Khartoum si mobilita ancora per preservare la pace con l'instabile regime del dittatore Salva Kiir!

Una decisa intensificazione dei contatti diplomatici tra le autorità sudanesi e la variopinta 'corte' del buffo 'uomo forte' di Juba, ecco l'ultima scommessa del Presidente sudanese Omar Bashir dopo che, a opera di uomini armati sconosciuti, la scorsa settimana il leader dei Dinka Ngok Kual Deng Majok e un 'casco blu' etiope del contingente ONU in Aybei sono stati uccisi.

La regione di Aybei fa parte del Sudan eppure, forte del sostegno di Usa e Israele (gli stessi che 'sponsorizzarono' la sua fittizia e fasulla 'campagna per l'indipendenza') il Sud-Sudan accampa pretese su di essa, nel tentativo di togliere a Khartoum anche una delle ultime zone ricche di petrolio e acqua rimastegli dopo la iniqua partizione.


domenica 16 dicembre 2012

L'Unione Africana cerca di convincere Salva Kiir a onorare gli impegni presi riguardo un vertice col Presidente Bashir!

C'é stato tempo dal 27 settembre scorso fino al 5 dicembre per rettificare e conciliare le dispute territoriali tra Karthoum e il regime di Juba guidato dal 'dittatore-cowboy' Salva Kiir, ex-signore della guerra spalleggiato da Usa e Israele che gli hanno concesso di erigere una corrotta, traballante e sanguinaria cleptocrazia nel cuore del Corno d'Africa per i loro interessi neocolonialistici e imperialisti.

Quel tempo é passato invano e, come sottolineato anche recentemente dal Ministro degli Esteri Sudanese Ali Karti, esiste il concreto rischio che il Sudan torni a confrontarsi militarmente con le sue ex-province meridionali (strappategli con un fasullo referendum imposto a suon di campagne di fango cui contribuirono decisivamente le star imbecilli di Hollywood, provincia dell'Hasbara sionista) per il controllo della regione petrolifera di Aybei (la secessione del Sud é stata 'ingegnerata' da Casa Bianca e Tel Aviv sì da privare il Sudan di tutto il suo petrolio e del controllo sulle cateratte del Nilo).
Nonostante il dittatore-mandriano di Juba abbia acconsentito a incontrarsi col Presidente sudanese, quel vertice ha ancora da tenersi, tanto che Il Segretario del Consiglio per la Pace e la Sicurezza dell'Unione Africana Ramtane Lamamra ha dilazionato ogni decisione in merito a dopo l'incontro tra i capi di stato, ricordando tuttavia a entrambi (anche se é da parte sud-sudanese che finora si sono avuti i pretesti più capziosi per continuare a rimandarlo) che esso costituisce un impegno vincolante di fronte ai propri paesi e all'Unione Africana, che deve essere onorato.
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sabato 15 dicembre 2012

Il Ministro degli Esteri sudanese avverte: "Senza un accordo bilaterale su Aybei sarà ancora guerra contro Salva Kiir e il suo regime!"

Il Ministro degli Esteri sudanese Ali Karti ha dichiarato, che riferire la controversa questione della zona di Aybei al Consiglio di Sicurezza ONU costituirà certamente il pretesto per un nuovo confronto armato tra Karthoum e Juba; a causa dell'ostinazione e delle richieste irragionevoli e irricevibili accampate dal regime di Salva Kiir, infatti, é stato impossibile raggiungere un accordo garantito dall'Unione Africana sul destino ultimo dell'area contesa.

Il rozzo 'cowboy' di Juba sa di poter indulgere nella sua condotta non-cooperativa e arbitraria in quanto gode del sostegno delle potenze sioniste e imperialiste che hanno finanziato e sostenuto la campagna di secessione volta a privare il Sudan delle sue zone più ricche di acqua e petrolio. Anche nella regione di Aybei ci sono giacimenti di greggio, tra i pochi rimasti a disposizione del Nord, ma anche su questi Salva Kiir, il caligola africano, vorrebbe allungare le mani.

Karti ha reiterato che un accordo deve essere trovato bilateralmente, con la garanzia dell'Unione Africana e non ricorrendo a organismi internazionali che hanno già in passato mostrato tutta la loro parzialità a favore di Salva Kiir e dei suoi patroni e una innegabile e irragionevole ostilità contro il legittimo Governo di Karthoum e il suo Presidente il Dottor Omar Bashir.
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