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sabato 30 marzo 2013

Gli sgherri di Salva Kiir massacrano oltre cento civili nella Regione di Pibor, dove sono le star di Hollywood??

Ancora una strage perpetrata dai 'banditi in uniforme' agli ordini del rozzo dittatore col cappello da cowboy installato da Washington e Tel Aviv a governare le province meridionali del Sudan strappate a forza dal vivo cuore della nazione; separate per togliere al Governo di Khartoum, alleato di Iran e Palestina, le regioni più ricche di acqua e petrolio e per diminuirne le prospettive di sviluppo e crescita.

A fare le spese della brutalità del Governo-fantoccio di Juba sono stati 163 civili sudanesi che avevano la sola colpa di vivere nelle zone frequentate dalla milizia di David Yau Yau, altro capo-predone un tempo alleato di Salva Kiir, ora suo avversario dopo che questi si rimangiò la promessa di dividere il potere con lui.

Non riuscendo a trovare e individuare i miliziani di Yau Yau gli sgherri di Kiir hanno pensato bene di incrudelire sui civili indifesi; ovviamente per queste vittime massacrate non si leveranno i peana delle cretine star di Hollywood manipolate a loro tempo dai loro produttori sionisti della potente lobby filoisraeliana come George Clooney e Angelina Jolie, usati per coprire di insulti e falsità il Governo di Khartoum e il Presidente sudanese Omar Bashir.

sabato 19 gennaio 2013

Si ritirano dal confine col Sudan gli sgherri del dittatore Salva Kiir: si creerà finalmente la DMZ?

I predoni e tagliagole di Salva Kiir, sanguinario 'signore della guerra' elevato al rango di dittatore del Sud-Sudan per 'meriti' filosionisti e filoamericani, che ancora di recente si sono macchiati di stragi e massacri con vittime civili e arrivando a uccidere persino osservatori dell'ONU avrebbero iniziato a ritirtarsi dal confine con il Sudan.

La mossa, se confermata, dovrebbe costituire il primo passo per arrivare alla creazione di una 'fascia di sicurezza' demilitarizzata tra Khartoum e Juba in maniera da rendere impossibile al regime del Sud di ripetere le proprie provocazioni e le proprie aggressioni che in una successione di imbarazzi e cocenti sconfitte hanno punteggiato gli ultimi anni.

In seguito resterà da dirimere la questione del transito del petrolio negli oleodotti e attraverso i terminali di Khartoum (la fasulla 'spartizione' tra Nord e Sud, condotta da 'esperti' allineati con Washington e Tel Aviv ha tolto al Sudan vero e proprio tutte le province più ricche di oro nero, nel tentativo di indebolire il Presidente Bashir).
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mercoledì 9 gennaio 2013

Nella capitale etiope si discute di una DMZ tra Juba e Khartoum! Si attendono sviluppi dal vertice

Una "DMZ", zona demilitarizzata lungo il confine che divide Sudan e Sud-Sudan, non dissimile da quella che separa Nordkorea e Sudkorea oppure da quella che, prima del ritiro dell'Esercito americano e della vittoria di Hanoi, doveva tenere separati Vietnam del Nord e del Sud; questa la proposta al vaglio del Presidente Omar Bashir e del dittatore-cowboy Salva Kiir, incontratisi ad Addis Abeba sotto gli auspici di Hailemariam Desalegn e Thabo Mbeki per risolvere le dispute riguardo il confine comune e la ripresa del trasporto di petrolio nelle tubature di Khartoum.

Si spera che dal vertice possa uscire una posizione comune che porti alla soluzione di tutti i nodi evidenziati durante l'ultima tornata di incontri bilaterali lo scorso settembre. Secondo le indiscrezioni l'Unione Africana caldeggerebbe l'adozione di una 'DMZ' lungo il confine e starebbe stilando una 'road map' in merito sulla base degli accordi preliminari presi verbalmente tra i due capi di stato, nella giornata di Domenica.
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sabato 5 gennaio 2013

Mentre dovrebbe tenersi il meeting tra Bashir e Kiir le milizie di quest'ultimo compiono un nuovo massacro!

Mentre in quel di Addis Abbeba dovrebbe essere in corso il vertice patrocinato da Halemariam Desalegn tra il Presidente Omar Bashir e il ridicolo dittatore-cowboy Salva Kiir veniamo raggiunti da un'agenzia che ci inform come nell'area amministrativa di Samaha, nel Darfur orientale, le milizie di Juba abbiano compiuto una strage uccidendo 'almeno' 22 persone e ferendone altre dozzine.

Il massacro sarebbe stato confermato persino da Siddiq Abdul-Nabi, ufficiale dell'amministrazione locale. Questo dimostra che lungi dall'aver "liberato" il Sud-Sudan da chissà quale malvagia 'oppressione' esercitata dal Nord gli uomini di Kiir in realtà occupano le province assegnate loro dal fasullo 'referendum' del 2011 come un esercito di invasori e non esitano a incrudelire contro la popolazione inerme.
Del resto, abbiamo più volte segnalato come i cosiddetti 'soldati' del preteso Esercito regolare di Juba in realtà non siano che un'accozzaglia di briganti, predoni, usi al saccheggio e alla violenza, sommariamente 'ripuliti' e vestiti di uniformi.
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giovedì 3 gennaio 2013

Sarà venerdì il vertice ad Addis Abbeba tra Omar Bashir e Salva Kiir per risolvere i nodi tra Khartoum e Juba!

Ancora una volta l'iniziativa diplomatica sudanese ha messo il corrotto regime di Juba con le spalle al muro e, privo di alternative viabili, il ridicolo dittatore-cowboy Salva Kiir ha dovuto accettare il vertice ad Addis Abbeba con Omar Bashir, come suggerito dall'Etiope Hailemariam Desalegn per discutere i punti rimasti in sospeso in occasione dell'ultimo incontro datato settembre 2012.

E' noto come Kiir non abbia alcuna intenzione di risolvere le questioni diplomaticamente; fidando sul sostegno sionista e americano egli preferisce i giochi sporchi: i colpi di mano militare, oppure l'infiltrazione di criminali, terroristi e mercenari, salvo ricevere ogni volta clamorose batoste a causa della sua incredibile negligenza.

Il vertice nella capitale etiopica tuttavia, ne siamo certi, sarà utile per dimostrare ogni oltre ragionevole dubbio la malafede e l'inaffidabilità del regime sud-sudanese e giustificare quindi le necessarie misure che Bashir sarà costretto a prendere per risolvere univocamente le questioni sollevate con l'assurda e ingiustificabile secessione delle province del Sud.
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giovedì 27 dicembre 2012

Ancora una volta il Presidente Omar Bashir fa il primo passo per trovare un accordo ed evitare frizioni e scontri col regime di Juba!

"Sono pronto a incontrare Salva Kiir in qualunque assise e località lui preferisca"; con queste chiare, sintetiche, terse parole il Presidente del Sudan Omar Bashir, infangato da anni di sordida propaganda occidentalista e sionista, mostra la sua prontezza, quasi la sua ansia di trovare il prima possibile un accordo col regime di Juba come raccomandato mesi addietro dall'Unione Africana, secondo uno scadenziario di date bellamente ignorate dal dittatore-cowboy spalleggiato da Netanyahu e Obama.

Il mediatore etiope Haile Mariam Desalegn non avrebbe potuto trovare maggiore disponibilità appena atterrato nella capitale Khartoum ma in Africa ormai anche i sassi sanno che non é il Sudan il problema, ma la tracotante sicumera di Salva Kiir che, sicuro dell'appoggio sionista e americano continua a rifiutare ogni occasione di appianare i contrasti con Bashir e il suo Governo.

Fino a che Tel Aviv e Washington continueranno a spalleggiare il dittatore Sud-Sudanese egli sarà sempre tentato di giocare sporchi trucchi come gli attacchi militari a tradimento, l'uso di mercenari di compagnie israeliane e americane perché asini come Salva Kiir non capiscono altro linguaggio se non quello delle bastonate. 
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domenica 16 dicembre 2012

L'Unione Africana cerca di convincere Salva Kiir a onorare gli impegni presi riguardo un vertice col Presidente Bashir!

C'é stato tempo dal 27 settembre scorso fino al 5 dicembre per rettificare e conciliare le dispute territoriali tra Karthoum e il regime di Juba guidato dal 'dittatore-cowboy' Salva Kiir, ex-signore della guerra spalleggiato da Usa e Israele che gli hanno concesso di erigere una corrotta, traballante e sanguinaria cleptocrazia nel cuore del Corno d'Africa per i loro interessi neocolonialistici e imperialisti.

Quel tempo é passato invano e, come sottolineato anche recentemente dal Ministro degli Esteri Sudanese Ali Karti, esiste il concreto rischio che il Sudan torni a confrontarsi militarmente con le sue ex-province meridionali (strappategli con un fasullo referendum imposto a suon di campagne di fango cui contribuirono decisivamente le star imbecilli di Hollywood, provincia dell'Hasbara sionista) per il controllo della regione petrolifera di Aybei (la secessione del Sud é stata 'ingegnerata' da Casa Bianca e Tel Aviv sì da privare il Sudan di tutto il suo petrolio e del controllo sulle cateratte del Nilo).
Nonostante il dittatore-mandriano di Juba abbia acconsentito a incontrarsi col Presidente sudanese, quel vertice ha ancora da tenersi, tanto che Il Segretario del Consiglio per la Pace e la Sicurezza dell'Unione Africana Ramtane Lamamra ha dilazionato ogni decisione in merito a dopo l'incontro tra i capi di stato, ricordando tuttavia a entrambi (anche se é da parte sud-sudanese che finora si sono avuti i pretesti più capziosi per continuare a rimandarlo) che esso costituisce un impegno vincolante di fronte ai propri paesi e all'Unione Africana, che deve essere onorato.
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sabato 15 dicembre 2012

Il Ministro degli Esteri sudanese avverte: "Senza un accordo bilaterale su Aybei sarà ancora guerra contro Salva Kiir e il suo regime!"

Il Ministro degli Esteri sudanese Ali Karti ha dichiarato, che riferire la controversa questione della zona di Aybei al Consiglio di Sicurezza ONU costituirà certamente il pretesto per un nuovo confronto armato tra Karthoum e Juba; a causa dell'ostinazione e delle richieste irragionevoli e irricevibili accampate dal regime di Salva Kiir, infatti, é stato impossibile raggiungere un accordo garantito dall'Unione Africana sul destino ultimo dell'area contesa.

Il rozzo 'cowboy' di Juba sa di poter indulgere nella sua condotta non-cooperativa e arbitraria in quanto gode del sostegno delle potenze sioniste e imperialiste che hanno finanziato e sostenuto la campagna di secessione volta a privare il Sudan delle sue zone più ricche di acqua e petrolio. Anche nella regione di Aybei ci sono giacimenti di greggio, tra i pochi rimasti a disposizione del Nord, ma anche su questi Salva Kiir, il caligola africano, vorrebbe allungare le mani.

Karti ha reiterato che un accordo deve essere trovato bilateralmente, con la garanzia dell'Unione Africana e non ricorrendo a organismi internazionali che hanno già in passato mostrato tutta la loro parzialità a favore di Salva Kiir e dei suoi patroni e una innegabile e irragionevole ostilità contro il legittimo Governo di Karthoum e il suo Presidente il Dottor Omar Bashir.
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martedì 6 novembre 2012

Ali Akbar Salehi denuncia: "Diversi paesi arabi complici del Regime ebraico nell'attacco a Khartoum!"

Con una dichiarazione che ha scioccato non pochi analisti e osservatori di cose mediorientali e internazionali il Ministro degli Esteri della Repubblica Islamica, Ali Akbar Salehi, ha coraggiosamente affermato che "almeno cinque" paesi sono stati complici dell'attacco aereo sionista contro il Sudan libero e indipendente, risultato nel grave danneggiamento della fabbrica 'Yarmouk', avendo concesso agli apparecchi-pirata del regime ebraico di attraversare il loro spazio aereo per poter bombardare il loro obiettivo.
Si possono facilmente individuare alcuni di questi paesi: certo la Giordania, poi l'Arabia Saudita, forse lo Yemen, quindi il Sud-Sudan e sicuramente l'Egitto, il che la direbbe lunga su quanta 'discontinuità' rispetto al periodo di Mubarak si possa aspettare dalla leadership uscita dalle prime elezioni democratiche della Storia del paese.
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giovedì 12 aprile 2012

Il Parlamento sudanese ritira la delegazione da Addis Abeba: "Basta all'impostura dei 'negoziati' con Salva Kiir!"

Il Portavoce dell'Esercito di Khartoum
 Il Parlamento di Khartoum ha deciso di ritirare immediatamente la delegazione che nella capitale etiope di Addis Abeba era impegnata da mesi in inutili 'negoziati' con il regime di Juba sulla 'demarcazione' dei confini, con la sterile mediazione dell'Unione Africana. La decisione é arrivata dopo che il Sud-Sudan ha proditoriamente cercato di occupare militarmente il campo petrolifero della regione di Heglig (universalmente riconosciuto come appartenente al Nord, uno dei pochi giacimenti petroliferi rimasti a Khartoum dopo lo scempio del 'referendum' secessionista imposto da Usa e Israele), con una avanzata da tre direzioni respinta dalle truppe del Nord.

I combattimenti si sono intensificati nel corso dell'ultimo mese e sembrano preludere a uno scontro convenzionale tra Khartoum e Juba, nel quale l'esercito convenzionale del Nord sembra decisamente meglio preparato ed equipaggiato delle riottose milizie di Salva Kiir il 'dittatore cowboy' del Sud-Sudan, che non riescono nemmeno a tenere in ordine il loro territorio attraversato da faide e stragi etniche come quelle che hanno insanguinato le province dei Lou Nuer e dei Murle nelle prime settimane dell'anno.
Raccogliticce truppe sud-sudanesi
 L'Unione Africana ha emanato un inane comunicato in cui si dice 'preoccupata' per la situazione, chiedendo un ritiro delle truppe dal confine e il riavvio dei negoziati.
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mercoledì 11 aprile 2012

Le truppe del 'cowboy' Salva Kiir, pupazzo di Obama e Netanyahu, all'assalto di Heglig, ma i soldati sudanesi le mettono in fuga!


Salva Kiir: "cameriere di colore" del Sionismo internazionale...
Un assalto convenzionale in piena regola, con tanto di mezzi corazzati e supporto di artiglieria scaglionato in profondità é quello che, da tre direttrici di avanzata diverse, si é scatenato nelle scorse ore dal margine Sud del confine contro la località sudanese di Heglig, al centro di una delle poche zone petrolifere rimaste in mano a Khartoum dopo lo 'stupro' dell'integrità nazionale sudanese col fasullo 'referendum' imposto al grande paese africano dopo una campagna di menzogne e intimidazioni internazionali ordinata da Washington e Tel Aviv e sostenuta da utili idioti come George Cloneey e la vapida Hollywood 'impegnata', da mestatori come Condoleeza Rice e Colin Powell, da tribunali iniqui e parziali come la famigerata 'Corte criminale' dell'Aia (criminale perché dovrebbe essere processata e condannata per la persecuzione di Milosevic e altri leader colpevoli solo di opporsi alle mire espansionistiche dell'imperialismo Usa e dei suoi sciocchi vassalli).

Ovviamente la creazione del cosiddetto 'Sudan del Sud', doveva solo servire da trampolino per portare ancora più nel cuore dell'Africa gli interessi americani e sionisti e sottrarre a Omar Bashir e al suo Governo le ultime zone fertili, ricche di acqua e risorse naturali rimaste al Sudan (vedi foto sopra), cioé Darfur e Sud Kordofan, motivo per cui il rozzo 'cowboy' Salva Kiir e i suoi sicofanti hanno iniziato da subito a sostenere e foraggiare terroristi e gruppi armati in territorio sudanese e, ora, addirittura ad attaccarlo militarmente, certi dell'impunità garantita dal sostegno dell'abbronzato Obama e di Benji Netanyahu. Kiir e i suoi, però, non avevano fatto i conti con l'oste Bashir, le cui forze armate hanno bloccato la triplice avanzata su Heglig e respinto milizie e truppe di Juba oltre il confine.

Nel comunicato che annunciava la vittoria contro l'aggressione da Sud Khartoum ha chiarito che reagirà "con ogni mezzo disponibile" a ulteriori provocazioni contro il Sud Kordofan e le sue risorse naturali. L'Unione Africana ha espresso preoccupazione per le azioni irresponsabili del Sud-Sudan, chiedendo un ritiro delle truppe dalle zone di confine e l'apertura di negoziati in merito.
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sabato 24 marzo 2012

Incredibili e grottesche accuse americane all'Iran: i più grandi esportatori di armi del mondo attaccano i legittimi legami tra Khartoum e Teheran!


Immaginate che un noto maniaco sessuale più volte colpevole di molestie e stupro accusi un padre di famiglia che in tutta la sua vita non ha mai fatto ricorso alla violenza se non per difendere sé e i suoi cari muovendo contro di lui addebiti triviali e inconsistenti...come crederete che reagirebbe la comunità circostante di fronte a un caso come questo?

Bene, adesso sostituiamo il maniaco sessuale stupratore con gli Stati Uniti d'America (colpevoli di avere attaccato e invaso nazioni che non ponevano loro la benché minima minaccia né erano direttamente coinvolte in attacchi o cospirazioni contro di essi), il coscienzioso padre di famiglia con la Repubblica Islamica dell'Iran (che si é trovata coinvolta in conflitti solo per difendersi da aggressioni esterne, come quella di Saddam Hussein rifornito e foraggiato da tutto l'Occidente) e le accuse triviali e inconsistenti con la pretesa che l'Iran stia vendendo armi al Sudan...purtroppo dobbiamo verificare che, al contrario di come tutti noi ci comporteremmo se un nostro vicino integerrimo fosse accusato da una persona notoriamente deviata e corrotta, le maldicenze di marca Usa hanno più presa di quella che dovrebbero avere, visto che il portavoce del Ministero degli Esteri di Teheran si é visto costretto a commentare gli addebiti, come se l'Iran avesse qualcosa da temere da una simile campagna di fango e slander proveniente dagli Stati Uniti.

Ramin Mehmanparast, nella dichiarazione resa ai media regionali e internazionali, ha chiarito che la posizione di Teheran in politica estera é e rimane quella di prevenire le cause di frizione e dissidio prima che possano erompere in ostilità armate, tramite la pratica del dialogo e del negoziato...e non certo quella di fomentarle fornendo armi...che poi tale accusa provenga dai più grandi guerrafondai produttori ed esportatori di armamenti che quotidianamente riforniscono gli arsenali della repressione saudita, bahreini, israeliana e di altre dozzine di regimi repressivi invisi alle loro stesse popolazioni é veramente un colmo di ironia grottesca.

Per anni e anni gli Usa e Israele hanno fomentato una campagna di fango basata sul nulla, pretendendo che il Governo di Khartoum stesse 'perseguitando' le popolazioni del Sud del paese, arrivando fino a far perseguitare il Presidente Omar Bashir dalla ipocrita e parziale 'Corte criminale internazionale', e giungendo infine a stuprare l'integrità territoriale del paese africano, imponendo un referendum-farsa che tra brogli e urne pilotate ha squarciato i territori più ricchi di petrolio e in possesso degli snodi strategici delle Cateratte del Nilo organizzandoli in uno stato-fantoccio giudato da un ridicolo dittatore da operetta: Salva Kiir, il Bokassa del Ventunesimo Secolo.

Il Sud-Sudan strappato a Khartoum é subito diventato uno stato-fallito, dove il 15 per cento dei bambini muore prima di giungere a compiere 5 anni, dove tribù rivali si affrontano in faide sanguinose che solo da gennaio a oggi hanno massacrato migliaia di persone, dove il dittatore e la sua famiglia si crogiolano nel lusso satrapico e perseguitano la stampa mentre la popolazione muore di fame e dal quale bande di terroristi armati vengono inviati in Sudan per cercare di destabilizzare anche la regione di Darfur dove per fortuna le forze armate del Governo fanno buona guardia e hanno già colto decisivi successi nello stroncare l'insorgenza terroristica abbattendo anche suoi leader.

Il Sudan avrebbe dunque tutto il diritto di venire rifornito di armi e di tutti quegli strumenti necessari a mantenere la stabilità e la pace sul suo territorio, ma ecco che, nel "mondo alla rovescia" che é questo disgraziato pianete sottoposto al gioco dell'arroganza imperialista e capitalista arrivano gli Usa 'stupratori' ad accusare la Repubblica Islamica...é chiaro che un mondo tanto deviato da permettere questo tipo di eventi sia talmente corrotto da non poter sopravvivere a lungo e, tanto prima verrà il 'redde rationem', tanto meglio sarà, per i popoli del Sud del Mondo, ma anche per le masse lavoratrici sfruttate del Nord, tenute in soggezione da piccoli gruppi di parassiti che raccolgono i benefici di un sistema così ingiusto.
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martedì 13 marzo 2012

Caos e sangue nel 'frankenstein africano' creato da Usa e Israele: altri duecento morti nel Sud-Sudan!


Si allunga di duecento unità la lista dei lutti causati dalla completa e criminale incapacità del 'governo' del rozzo cowboy Salva Kiir, ex-signore della guerra foraggiato da Usa e Israele per scempiare l'integrità territoriale del Sudan e sottrarre a uno stato musulmano e di cultura araba importanti risorse idriche e petrolifere di mantenere una parvenza di pace e ordine su quei territori che (privi di ogni vera omogeneità etnica o linguistica) sono stati avventatamente messi sotto il suo controllo (o sotto la mancanza dello stesso, verrebbe da dire) a seguito del famigerato 'referendum-truffa' istituito nel Sudan meridionale al termine di una tonitruante campagna mediatica su inesistenti 'persecuzioni' e immaginarie 'repressioni' da parte del legittimo Governo di Khartoum del Generale Omar Bashir.

I morti sono risultati dall'ennesimo scontro tribale nella regione di Jonglei, che ha visto questa volta i Lou Nuer attaccati dai Murle: 223 morti e 150 feriti il bilancio, più varie migliaia di bovini e ovini razziati insieme a 300 donne e ragazze. La pratica degli scontri tribali per la razzia di bestiame e donne é una componente antichissima della cultura dei pastori seminomadi del Sud del Sudan ma negli ultimi anni essa ha preso le caratteristiche di una guerra piuttosto che di uno scontro rituale e questo per due motivi: le continue siccità dovute al progressivo riscaldamento globale hanno fatto diminuire drasticamente il numero dei capi di bestiame che é possibile allevare e quindi anche rubare, inoltre il vero e proprio diluvio di armi automatiche distribuite a piene mani da emissari della CIA, del Mossad e dai loro alleati della mafia ebraica ucraina e russa hanno messo letteralmente un kalashnikov in ogni mano, trasformando quella che prima si risolveva spesso in una contesa incruenta in una vera e propria fonte di stragi e carneficine.

Nella sua pacchiana 'reggia' di Juba però il cowboy Salva Kiir continua a pavoneggiarsi coi suoi improbabili copricapi; sa che fino a quando continuerà a leccare gli stivali di Obama e Netanyahu il suo trono sarà saldo, anche se tutto il resto del paese dovesse affogare nel sangue, perché quello che interessa a imperialisti e sionisti é un 'cuneo' da usare contro il Sudan e l'Egitto...i Sud-Sudanesi possono anche morire tutti!
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lunedì 27 febbraio 2012

Le forze di Khartoum pronte alla rappresaglia contro i terroristi appoggiati da Salva Kiir, "dittatore-cowboy" manovrato da Usa e Israele!


Con un chiaro e conciso messaggio del suo Ministero degli Esteri il Governo sudanese ha dichiarato che é pronto a rispondere a tono contro il Sud-Sudan che continua a sostenere bande di terroristi coinvolte in attacchi contro le regioni meridionali del paese, in chiara e palese violazione del memorandum di non aggressione e cooperazione firmato all'inizio del mese. I terroristi fanno parte del SPLMN, gruppo finanziato dal dittatore Salva Kiir che li usa come arma contro il Governo del Nord, da cui il Sud-Sudan é stato staccato a forza con la complicità israeliana e americana.

I terroristi del SPLMN, accompagnati da ufficiali sud-sudanesi, si sono resi colpevoli di attacchi oltre il confine nella regione di Jau, ricca di petrolio, che a Obama e Netanyahu non é riuscito di strappare al legittimo Governo di Khartoum. L'unica ragione per la creazione del Sud-Sudan é stata quella di togliere importanti risorse petrolifere e minerarie a un Governo musulmano allineato con la Resistenza anti-imperialista che avrebbe potuto usarle per sostenere uno sviluppo autonomo e indipendente dall'influenza occidentale e sionista.

Dopo avere consegnato reclami ufficiali all'Unione Africana e all'ONU il Governo sudanese si riserva di intraprendere le azioni di rappresaglia più adatte alla bisogna. Una decisa azione militare contro il corrotto regime di Salva Kiir, scosso da lotte etniche, rivalità interne e una disastrosa situazione economica e umanitaria, potrebbe arrivare persino a rovesciare spodestare il rozzo 'Cowvboy di Giuba', il cui controllo sul paese diventa più debole ed evanescente con ogni giorno che passa.
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sabato 21 gennaio 2012

Allarme ONU: "120mila persone in pericolo in Sud-Sudan, violenza etnica pronta a riesplodere", il Governo di Salva Kiir incapace di imporre l'ordine!


La Coordinatrice ONU per gli Affari Umanitari in Sud-Sudan, Lise Grande, ha dichiarato che "Oltre centoventimila persone hanno disperato bisogno di immediata assistenza a causa degli scontri interetnici nella provincia dello Jonglei". La zona é stata recentemente teatro di massacri quando miliziani Lou Nuer hanno marciato a migliaia sulla città di Pibor, incendiando e razziando le proprietà dei Murle, loro tradizionali avversari. "Si inganna chi crede che le violenze nello Jonglei siano cessate", ha avvisato la Grande nel corso di una recente conferenza stampa "esse covano sotto la soglia di attenzione e sono pronte a riesplodere, sanguinose come prima".

La Grande ha detto che la prima campagna di aiuto, lanciata quindici giorni fa e mirata alle necessità di 60mila persone si é rivelata insufficiente; stime ottimistiche reputano almeno doppio il numero delle persone bisognose di assistenza nella regione. Inoltre, assorbito il colpo dei raid Lou Nuer, c'é ora il concreto rischio che le milizie Murle si raggruppino e si organizzino per una rappresaglia. Un primo esempio si é avuto a Padiet, nella contea di Duk, Jonglei Occidentale, dove Murle armati hanno ucciso 85 Lou Nuer. Le due comunità, dedite principalmente alla pastorizia primitiva, si contendono capi di bestiame e accesso ai pochi pozzi della regione con raid sanguinosi dove spesso oltre alle bestie vengono anche rapite donne e ragazze.

Hilde Jonsson, Rappresentante Speciale del Segretariato Generale ONU e Capi dei caschi blu in Sud-Sudan (UNMISS) ha dichiarato che "Le necessità della sicurezza nello Jonglei, che non possono essere adeguatamente garantite dal Governo centrale, pongono un grave stress alle forze ONU presenti nella zona". Ancora una volta si vede come sconsiderata e avventata sia stata la decisione di concedere l'indipendenza a una regione priva delle più embrionali strutture di governo e sottoposta all'arbitrio di un eccentrico 'signore della guerra', Salva Kiir, che con le sue mise stravaganti e la profonda corruzione della sua 'corte' fa rivivere nel Ventunesimo Secolo la memoria di capi pazzoidi come Jean-Bedel Bokassa e Idi Amin Dada.

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giovedì 5 gennaio 2012

L'ONU definisce "macabra" la situazione a Pibor, teatro dei massacri etnici che stanno distruggendo il Sud-Sudan!


Secondo le fonti ONU sarebbe "macabra" la situazione a Pibor, la città del Sud-Sudan, capoluogo della regione di Jonglei, teatro di violentissimi scontri interetnici tra l'etnia Lou Nuer e i suoi rivali Murle, pastori primitivi abitualmente dediti all'abigeato. La Vicecoordinatrice per gli Affari Umanitari Lise Grande ha dichiarato che il conflitto intertribale potrebbe aver lasciato sul terreno "un numero imprecisato, ma alto" di vittime.

Secondo il rapporto della Grande le truppe di interposizione ONU avrebbero avuto successo nel respingere gli attacchi "di qualunque provenienza" alle loro posizioni ma fuori dalla loro cortina protettiva si sarebbe ritrovato un ospedale di MSF (Medici Senza Frontiere), il cui personale sarebbe tuttora "dato per disperso". "Una massiccia operazione di emergenza é in fase di preparazione e verrà lanciata nelle prossime settimane per cercare di recare aiuto alle popolazioni sradicate da questa crisi"; si calcola che siano circa 50.000 (ma fare numeri precisi in una situazione simile non é mai agevole) i civili ridotti allo stato di profughi da questa crisi, che si sarebbero dispersi nei dintorni di Pibor, privi di qualunque supporto.

Gli eventi recenti dimostrano quanto azzardata, affrettata e superficiale sia stata la decisione di concedere al Sud-Sudan un'indipendenza (istigata da Stati Uniti e Israele) che, appena concretatasi, si é sfaldata in una ridda di conflitti interni che il controllo esercitato da Khartoum teneva sotto controllo. Emergenze etniche come questa contribuiscono a mantenere il Sud-Sudan agli ultimi posti nelle classifiche degli indici di sviluppo del Continente africano: un record davvero poco invidiabile.
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martedì 3 gennaio 2012

Il Sud-Sudan sempre più vicino a implodere nella guerra civile e nelle faide etniche: oltre mille morti nello Jonglei!


Scontri tribali sempre più feroci e sanguinosi si susseguono nelle regioni di Jonglei del Sud-Sudan, dove i Lou Nuer e i Murle si affrontano senza esclusione di colpi per il controllo della cittadina di Pibor e per il possesso di armenti, principale fonte di reddito per queste popolazioni dedite alla pastorizia più primitiva. Secondo il locale Coordinatore ONU, Lisa Grande, quasi cinquantamila persone avrebbero abbandonato Pibor, sparpagliandosi nel territorio circostante dove vagano senza meta e altresì senza acqua, cibo o riparo. Oltre mille sarebbero le vittime accertate, ma stante le disastrose condizioni é impossibile fare un conto dei morti preciso.
La zona dei massacri etnici: la regione dello Jonglei.
Sempre fonti dell'ONU citano promesse del 'Governo centrale' di Giuba di inviare sul posto 3800 tra soldati e poliziotti ma non é chiaro quale bene potrebbe fare una simile forza: poliziotti e 'soldati' sud-sudanesi altro non sono che gli ex-predoni e tagliagole delle milizie private di Salva Kiir (il vile e crudele 'dittatore cowboy') e del suo clan, vestiti di nuove uniformi made in usa e in israel, ma per il resto sempre avvezzi al saccheggio, alla violenza, alla rapina, allo stupro. Se venissero 'distaccati' a Pibor i lanzichenecchi in questione non farebbero altro che prendere parte alla sua spoliazione, probabilmente aggravando il bilancio dei danni umani e materiali grazie alla loro avidità di bottino.
Predoni e tagliagole avvezzi allo stupro e alla rapina, ecco le milizie che agiscono nel Sud-Sudan "liberato" dalla tutela di Khartoum!
Inoltre, anche se miracolosamente si mostrassero disciplinatissimi, meno di 4000 uomini potrebbero fare ben poco contro gli oltre 6500 miliziani Lou Nuer finora mobilitatisi. Ancora una volta di più il Sud-Sudan si mostra uno "stato fallito" dove la debole e corrotta autorità centrale poco o nulla può fare per imporre il rispetto della legge, delle vite e delle proprietà dei suoi cittadini, compiti basilari e fondamentali per ogni Stato che ambisca non solo a qualificarsi ma anche a venire riconosciuto come tale.
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sabato 31 dicembre 2011

Il Sud-Sudan trema sotto i colpi della violenza interetnica, ma il dittatore-cowboy pensa solo a servire il 'bwana' Netanyahu!


Si aggrava sempre di più la situazione in Sud-Sudan, provincia meridionale del Sudan smembrata a forza dal corpo vivo del grande stato africano per soddisfare le mire di Tel Aviv. Dopo una tonitruante campagna mediatica su immaginarie 'persecuzioni', che ha coinvolto George Clooney, Colin Powell, Condoleeza Rice e altri i piani di Sion sono stati soddisfatti e un rozzo e ignorante Signore della Guerra a nome Salva Kiir é stato intronato come Presidente della nuova 'Repubblica del Cocco'. Appena reso 'indipendente' il Sud-Sudan é subito precipitato in un vortice di sottosviluppo e corruzione, con Kiir e la sua corte che gozzovigliano coi profitti delle ricchezze petrolifere e minerarie e decine di migliaia di bambini che non arrivano all'età scolare per colpa di morbillo, dissenteria e difterite.

Intanto, non si arresta nemmeno la spirale della violenza etnica che, istigata ad arte per dare credibilità alla campagna mediatica sionista, é presto andata fuori controllo con il ritiro delle truppe di Khartoum, le sole che tenevano sotto controllo la micidiale miscela creata dagli alchimisti di Washington e Tel Aviv. Lisa Grande, Vicecoordinatore ONU per il Sud-Sudan ha comunicato: "La situazione nella regione di Jonglei é molto preoccupante, abbiamo notizia di 6000 miliziani Lou Nuer, una delle etnie Jonglei, che stanno marciando su Pibor, dove i Murle, loro nemici, sono in maggioranza".

Lo spettro di stragi e massacri interetnici come quelli che insanguinarono il Ruanda é il risultato delle 'indipendenze' volute da Washington e Tel Aviv, ma il Premier sionazista Benji Netanyahu se ne infischia di tutto questo e anzi, progetta il suo prossimo viaggio a Giuba, capitale del dittatore Salva Kiir, per "discutere di trattati economici e militari, specialmente riguardanti le acque del Nilo". Il Nilo, ecco il vero obiettivo di Sion! Usare le sorgenti del grande fiume per colpire Sudan ed Egitto, paesi musulmani amici dei Palestinesi e simpatizzanti con la loro causa. Ma come al solito, il diavolo fa le pentole senza coperchio: se il Sud-Sudan, come sembra probabile, si rivelerà uno Stato-fallito naufragando nella violenza e nella guerra civile cosa sarà dei progetti sionisti?
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lunedì 26 dicembre 2011

Le forze armate sudanesi eliminano il 'signore della guerra' che ha insanguinato per anni il Darfur!


Una ottima notizia, un vero e proprio 'regalo di Natale' che arriva da Khartoum e che apre la prospettiva di una duratura pace in Darfur, dove milizie manipolate dagli sceiccati del petrolio, da Israele e dagli Usa miravano a una nuova 'secessione' come quella che (temporaneamente) ha portato alla formazione della 'repubblica del cocco' del Sud-Sudan. Bene, tutto questo da oggi é praticamente impossibile grazie alla efficace e micidiale azione delle forze armate di Khartoum che, tre anni dopo l'apice del suo potere, sono riuscite a circondare e abbattere il capo-miliziano Khalil Ibrahim come il criminale che era, dopo che, alla testa di una banda di terroristi del Herekat al-Almsaoah, la milizia Zhagawa da lui fondata e comandata, aveva compiuto l'ennesima strage nella regione del Nord Kordofan.

Lo scontro risolutivo ha avuto luogo presso Wad Banda, come riferito dal portavoce dell'Esercito di Khartoum, Colonnello Al-Sawarmi Khaled Saad che, impeccabile nella sua smagliante uniforme, ha riferito con comprensibile soddisfazione come, intercettandolo prima che riuscisse a fuggire in Sud-Sudan, dove in quanto pedina (anche) di Israele Ibrahim godeva dell'appoggio e dell'amicizia del vile e crudele tiranno Salva Kiir, le truppe sudanesi sono riuscite non solo a ucciderlo ma anche a liberare le donne e i bambini che aveva fatto rapire nel corso della sua ultima scorreria.


Khalil Ibrahim, che qui vediamo ospite onorato dei ricchi e corrotti sceicchi del petrolio del Golfo, che speravano di poterlo usare come leva per abbattere il governo di Omar al-Bashir, aveva un altro grande sponsor in Gheddafi e proprio dalla rivoluzione contro il suo mecenate libico era stato costretto, nel corso del 2010, ad abbandonare le sue basi oltreconfine e tornare in Sudan, da dove aveva dovuto fuggire, sconfitto e braccato, dopo che nel 2008 la marcia dei suoi tagliagole verso la capitale era stata fermata a meno di cinque chilometri dal palazzo presidenziale con una dura e sanguinosa battaglia presso la cittadina di Omdurman, sulla riva sinistra del Nilo Azzurro. Omdurman, oltre un secolo addietro, era stata teatro di un'altrettanto dura battaglia tra le forze del Mahdi e quelle degli invasori inglesi, che allora avevano avuto la meglio, centodieci anni dopo toccò alle armi sudanesi prevalere. La morte di Ibrahim completa quel successo, dandogli le tinte del trionfo e decretando l'ennesima sconfitta di questo "formidabile 2011" per le cospirazioni e i piani degli arroganti burattinai sionisti e imperialisti e i loro 'ascari' arabi o africani.
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mercoledì 21 dicembre 2011

A Israele, paese razzista, non piacciono gli immigrati africani e ordina al 'cowboy' Salva Kiir: "Riprenditi i tuoi shvartser!"


Molte volte nel recente passato abbiamo dedicato (qui, qui, qui e qui) la nostra attenzione agli abusi, alle discriminazioni, alle violenze che colpiscono gli immigrati africani che, per un motivo sfortunato o l'altro, si ritrovano nella Palestina occupata dal regime sionista. Ovviamente, uno 'stato' che basi le proprie fondamenta ideologiche nel segregazionismo e nel razzismo non può che trovarsi molto a disagio nel convinvere con la 'diversità' di persone che arrivano da un altro continente, spesso spinte all'emigrazione dalle guerre e dall'instabilità che la stessa Tel Aviv semina e fomenta per i propri interessi, come in Sudan, in Somalia, in Kenya.

Adesso che il ridicolo 'presidente' del Sud Sudan si trova a rendere omaggio al 'Bwana' a sei punte, i politici razzisti del Governo di Estrema Destra di Benji Netanyahu vogliono convincerlo a 'riprendersi' qualche 'shvartser' (come vengono chiamati i 'negri' nello yiddish ebraico) e riportarselo in patria, svuotando così alcuni dei lager per immigrati prontamente costruiti (e riempiti fino all'orlo) dal regime sionazista. La cosa triste é che il cowboy Salva Kiir ovviamente accetterà in cambio di qualche cassa di mitra da poter usare contro i suoi oppositori e i migranti sudanesi, che magari hanno impiegato i risparmi di una vita e hanno rischiato la pelle per fuggire proprio dalle milizie di Kiir quando era un 'signore della guerra' si troveranno riportati in Sud-Sudan sotto Kiir 'presidente della repubblica'!


Il Sud-Sudan di Salva Kiir, appena pochi mesi dopo la secessione forzosa dal Nord del Paese é già riuscito a diventare il peggior stereotipo della "Repubblica del Cocco" africana, con le enormi ricchezze naturali del pianeta svendute a prezzo di costo alle multinazionali occidentali per mantenere il Presidente Kiir e la sua camarilla filoimperialista e filosionista nel lusso più crasso, mentre un bambino ogni sette non riesce a compiere cins sanitarie e di profilassi.
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