Visualizzazione post con etichetta Blocco. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Blocco. Mostra tutti i post

martedì 12 febbraio 2019

Algeria e Tunisia sbarrano i loro cieli al volo del sionista Netanyahu che voleva andare in Marocco!


Nel suo progettato viaggio verso il regno della dinastia-deunme di Mohamed "Sensascipola" VI Benji Netanyaho per fare prima voleva attraversare col suo volo i cieli tunisini ed algerini.

Ma i Governi di quei paesi hanno opposto un secco rifiuto, secondo quanto ha riportato nella sua prima edizione odierna il quotidiano "Tunis News", riportando fonti sia nazionali che algerine.

martedì 28 aprile 2015

Mosca intensifica le proprie sanzioni contro l'UE per le importazioni alimentari, specialmente su frutta e verdura!

Severa ma giusta come sempre, Madre Russia se da un lato rivede in senso liberalizzante le sanzioni agroalimentari imposte a produttori ungheresi, ciprioti e greci dall'altro le rinserra e le rende più stringenti verso quelle imprese europee di altri paesi che avevano cercato di aggirare il controembargo di Putin (lanciato in rappresaglia contro le sciocche sanzioni decise dall'UE per piaggeria verso Washington) esportando verso Mosca tramite la Bulgara.

martedì 21 aprile 2015

Mosca rivedrà il blocco agroalimentare nei confronti di Ungheria, Grecia e Cipro...e l'Italia resta a guardare!

Il Governo russo ha annunciato che rivedrà presto il blocco alle importazioni di prodotti alimentari nei confronti di una decina di compagnie ungheresi, una decina di aziende greche e otto aziende cipriote.

E' evidente l'intenzione di Mosca di 'ricompensare' con un trattamento preferenziale le coraggiose posizioni assunte da questi paesi nell'offrire una sponda critica dall'interno dell'Europa alla subservienza ai 'diktat' americani che sono sfociati nelle assurde sanzioni economiche contro la Russia, cui é stata data adeguata risposta col blocco degli acquisti alimentari nei confronti dell'UE.

venerdì 25 luglio 2014

Larijani: Avanzate tecnologie belliche iraniane già da lungo trasferite a Gaza!!

Il capo del Parlamento della Repubblica Islamica iraniana, Ali Larijani, ha dichiarato che l'Iran ha già trasferito alla resistenza di Gaza conoscenze e tecnologie avanzate di cui ha bisogno per la fabbricazione di armi e per affrontare con l'occupazione israeliana.

In un'intervista con la catena Al-Alam, Larijani ha chiesto agli Stati islamici di fornire informazioni veritiere in merito agli aiuti finanziari e militari ai palestinesi. Spingendosi poi a commentare la possibilità di una tregua a Gaza ha detto: "Vogliamo un cessate il fuoco che concluda questa guerra e ponga fine al blocco contro Gaza, che è un'altra guerra anch’essa".

Larijani in questo contesto, ha criticato la chiusura del valico di Rafah da parte dell'Egitto, definendolo "errore storico che porterà conseguenze sgradevoli per il nuovo Governo egiziano." "La consegna di farmaci a Gaza è ancora vietata," ha fatto sapere Larijani.

lunedì 21 aprile 2014

La vendita di 800 'Panzer' Leopard ai Sauditi é stata bloccata: forse potrebbe essere cancellata?

Su queste pagine abbiamo più volte segnalato e denunciato il tentativo dei tiranni di Riyadh di procurarsi quasi mille carri armati Leopard 2A7 per meglio reprimere la propria popolazione e per meglio minacciare quei paesi circonvicini (come il Bahrein) che vogliono instaurare una Democrazia rappresentativa e giubilare i loro corrotti sovrani sunniti installati e protetti prima dall'Inghilterra e poi dagli Usa.

Adesso finalmente, a quanto riporta la Nezavissimayia Gazeta, la procedura di acquisto sarebbe stata "bloccata fino a nuovo ordine" ma non solo, il Governo di Berlino avrebbe vietato alle compagnie Krauss-Maffei-Wegmann e Rheinmetall di fornire alle proprie sussidiarie spagnole pezzi fondamentali per effettuare vendite simili al Governo di Riyadh (infatti una delle 'scorciatoie' possibili per procurarsi comunque dei Leopard 2A7 era quella che i Saoud li comperassero dalla spagnola Santa Barbara Sistemas).

La mancata vendita infliggerebbe un "colpo" da 18 miliardi di Euro all'economia tedesca e potrebbe significare la lapide definitiva sull'industria militare pesante germanica.

domenica 25 settembre 2011

Arriva a Gaza il convoglio di aiuti 'Karameh', proveniente dalla Tunisia liberata!


Il convoglio umanitario "Karameh" (='Dignità'), proveniente dalla Tunisia, é arrivato a Gaza nella giornata di sabato attraverso il varco di confine di Rafah, portando svariate tonnellate di beni che miglioreranno almeno un po' le condizioni della popolazione provata da quasi cinque anni di strangolamento economico sionista.

Fonti giornalistiche della Striscia hanno dichiarato che le autorità di confine egiziane hanno fermato l'intero convoglio per quasi due giorni per una lunga ispezione, acconsentendo quindi all'entrata dei beni ma non dei veicoli che li trasportavano; la carovana di solidarietà aveva lasciato l'aeroporto di Cartagine circa dieci giorni addietro.

I membri della spedizione Karameh saranno ospiti delle autorità di Gaza e prenderanno visione delle gravi conseguenze dell'illegale assedio israeliano su tutte le attività della Striscia: da quelle economiche a quelle sanitarie, educative e assistenziali.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

sabato 24 settembre 2011

A Gaza iniziano le scuole, tra mille difficoltà a causa del disumano assedio sionista al ghetto palestinese!


Per scolari e studenti italiani forse sembrerà un po' strana l'idea di cominciare l'anno scolastico il sabato ma per i bambini e ragazzi palestinesi, per cui sabato é l'omologo del nostro lunedì, é esattamente quel che é successo oggi; con l'apertura di tutti gli istituti scolastici primari e secondari.

Purtroppo, come con tutte le altre attività della Striscia, anche l'inizio delle lezioni é stato reso difficoltoso da ogni sorta di mancanza: di spazio, materiale didattico e infrastrutturale e molto altro ancora, ovviamente per causa dello strangolamento inumano imposto al ghetto costiero da politici e generali del regime ebraico.

Nelle scuole di Gaza vi sono classi di 50 bambini, dove i docenti devono fare i salti mortali per seguire i progressi e le difficoltà di ogni allievo, per cercare di dedicare a tutti tempo e attenzione; in alcune scuole colpite due anni fa dagli insensati bombardamenti israeliani bisogna usare strutture metalliche e container come aule improvvisate e, quando a causa dei frequenti blackout condizionatori e ventilatori si spengono queste vanno abbandonate, perché anche se collocate all'ombra diventano veri e propri forni.

Si vedono bambini e bambine costretti a portare sedie pieghevoli da casa, o a stringersi in tre o quattro attorno a banchi pensati per due alunni; il personale dell'UNRWA, l'agenzia ONU che cura i servizi e l'assistenza alla popolazione dei campi profughi, fa tutto il possibile per affrontare l'emergenza ma la situazione peggiora ogni settimana, ogni mese che l'assedio sionista si prolunga, pronto ormai a toccare la soglia del quinto anniversario.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

mercoledì 27 luglio 2011

La Cina avverte Israele: "Necessario bloccare per sempre ogni attività di insediamento e trasferimento di popolazione in Palestina!"


Rivolgendosi a una sessione mensile del Consiglio di Sicurezza ONU sulla situazione nella Palestina occupata il vice-rappresentante della missione diplomatica cinese, Wang Min, ha espresso la netta e decisa opposizione della Repubblica Popolare a qualunque nuovo progetto di insediamenti ebraici in Cisgiordania, così come all'ampliamento di quelli purtroppo già esistenti, invitando il Governo di Tel Aviv a prendere iniziative decise per interrompere "una volta per tutte" le attività di insediamento e trasferimento di popolazione nei territori occupati. "Le attività israeliane in tal senso portano come diretta conseguenza l'arenarsi di ogni ipotesi di dialogo per la pace, che senso può avere discutere attorno a un tavolo mentre sul terreno nuovi insediamenti spuntano come funghi?".

L'agenzia stampa Xinhua ha riportato le parole di Wang Min dando particolare enfasi alla richiesta di immediata interruzione delle attività di insediamento che, come ricorderanno i nostri lettori di più lunga data sono letteralmente "decollate", esplodendo esponenzialmente, dopo la scadenza del 'blocco' di dieci mesi dichiarato da Netanyahu nel corso del 2010. In realtà, come é stato provato da più parti, anche durante il 'blocco' le attività costruttive fervevano, ma a ritmo più limitato e circoscritte in maggior parte ad estenzione ed allargamento di insediamenti ebraici già esistenti.

Invece, dall'autunno 2010 in poi, tutta la Cisgiordania é stata invasa da centinaia di bulldozer, ruspe e macchine operatrici che, spinanando e livellando orti, uliveti, mandorleti, villaggi e moschee degli abitanti originari, facevano posto agli orribili villozzi, ai desolanti pratini all'inglese, alle piscine e alle fontane riempite d'acqua rubata ai pozzi palestinesi "riservati", secondo le stringenti norme dell'Apartheid sionista ai violenti e intolleranti coloni 'paracadutati' in Palestina dagli Usa, dall'Inghilterra, dall'Ucraina e dall'Australia.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

domenica 23 gennaio 2011

Continuano le vessazioni sioniste verso Gaza assediata, questa volta tocca al gas domestico


Le compagnie di combustibile della Striscia di Gaza hanno confermato che la maggior parte delle stazioni di ricarica delle bombole per gas domestico nel territorio assediato sono state chiuse a causa della stretta voluta dalle autorità sioniste responsabili delle politiche di strangolamento economico nei confronti dell'enclave palestinese. Le stazioni rimaste aperte funzionano unicamente in virtù delle loro riserve, che di questo passo andranno esaurite in circa due giorni, tre al massimo.

Le autorità sioniste per lo strangolamento di Gaza permettono usualmente il pompaggio giornaliero di 120 tonnellate di gas nel territorio circondato dalle truppe israeliane su tre lati e chiuso dal quarto dalla frontiera con l'Egitto e, in certi periodi riducono ulteriormente la quantità immessa, per costringere i Palestinesi a intaccare le loro riserve. Gaza, per soddisfare completamente le proprie esigenze, avrebbe bisogno almeno di 300 tonnellate di gas pompato ogni giorno.

Mentre a Gaza City, a Rafah, a Khan Younis le bombole si svuotano e si accumulano inerti e inservibili, si moltiplicano gli sforzi di attivisti e organizzazioni arabe e internazionali per intercedere a favore dei civili di Gaza, vittime dell'ennesima angheria sionista, parte della disumana punizione collettiva che lo Stato ebraico impone a quanti hanno avuto il coraggio di scegliere liberamente i loro leader e a voler essere governati da loro.

"Democrazia" é una brutta parola per le orecchie sioniste, e coloro che la scelgono vanno puniti con la carestia programmata, con lo strozzamento economico portato avanti mese per mese, anno per anno. Fattorie, panifici, industrie, officine, scuole e ospedali stanno risentendo degli effetti del blocco israeliano e, a meno di una pronta e sentita protesta a livello internazionale, la popolazione civile di Gaza si troverà entro 48-72 ore di fronte a una nuova, drammatica crisi umanitaria. A rigore della Legge internazionale sarebbe dovere di Israele lasciar transitare verso Gaza il necessario affinché i suoi abitanti possano condurre una vita dignitosa.