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sabato 23 gennaio 2016

Un SS-21 siriano fa BOOM! su uno dei più grandi arsenali terroristici sul confine turco!

Nella giornata di ieri il valico di confine di Bab al Hawa, da quattro anni in mano ai terroristi takfiri é stato centrato da un vettore balistico SS-21 siriano che ha completamente distrutto il più grande arsenale della zona, da cui traevano continuamente armi e munizioni le milizie takfire sostenute da Erdogan, dalla NATO e da Obama.

mercoledì 21 gennaio 2015

Gli Egiziani riaprono Rafah per 72 ore: centinaia di Palestinesi della Striscia in coda al confine!

Forse anche in conseguenza della massiccia protesta pacifica dello scorso venerdì, che ha visto migliaia e migliaia di Palestinesi riunirsi per le importanti preghiere settimanali immediatamente a ridosso del varco di confine meridionale della Striscia di Gaza, il Governo egiziano ha deciso di riaprire per 72 ore i transiti ai soli viaggiatori nei due sensi.

lunedì 16 giugno 2014

L'Esercito siriano conquista tutte le alture attorno a Kassab e riprende il controllo del varco di confine con la Turchia!!

Nel vortice di aggiornamenti sulla controffensiva anti-terrorismo che sta avendo luogo in Irak avevamo quasi perso di vista gli sviluppi in territorio siriano che però sono legati a doppio filo alla situazione in Mesopotamia visto che quanto più le forze di Assad mettono in crisi il network wahabita nel loro paese tanto più facile sarà anche il compito degli uomini di Al-Maliki.

Dopo le vittorie riportate tra marzo ed aprile scorsi che avevano portato alla liberazione dell'abitato anche la regione circostante alla cittadina di Kassab é stata teatro di un importante successo delle forze regolari che sono riuscite a conquistare le alture 714 e 803 sterminando i terroristi che le occupavano e arrivando a riprendere il controllo del varco di confine con la Turchia.

Risultati come questo aumentano ulteriormente il controllo definitivo del Governo legittimo sulla quasi totalità del territorio siriano e preparano quella che si può facilmente definire 'l'offensiva finale' in direzione del Nordest, verso i dintorni di Deir Ezzour e la frontiera con l'Irak.



sabato 22 marzo 2014

Anche Kassab, al confine turco, torna in mano alle truppe di Assad; i terroristi continuano a perdere fonti di approvvigionamento!

Nuove importanti notizie dalla Siria, dove, a seguito di duri scontri tra le forze governative che avanzano da Sud, galvanizzate dalle recenti vittorie al confine libanese, e i rimasugli della presenza mercenaria già pesantemente disarticolata dalle sconfitte patite ad Aleppo e dintorni, anche il varco di confine di Kassab in direzione della Turchia é tornato sotto il controllo del Governo.

Questo vuol dire che dopo avere chiuso un'arteria di accesso di finanziamenti, rifornimenti e rinforzi come quella di Arsal, nel prossimo futuro anche quel po' di sostegno ai terroristi che continuava ad arrivare via Turchia, sarà negato alle bande jihadiste seguaci dell'ideologia eretica di Al-Qaeda.
 
Ci auguriamo di sentire quanto prima altre notizie dello stesso tenore provenire anche da altre località di confine in maniera che la serpe wahabita possa venire defintivamente isolata e strangolata entro i confini siriani per non rialzare mai più la sua testa velenosa.

mercoledì 30 ottobre 2013

Cinque giorni di apertura per il confine di Rafah tra sabato e martedì prossimi! Gioscono i Palestinesi di Gaza!!

Dopo gli sviluppi di segno contrastante che si sono rapidamente avvicendati negli ultimi giorni adesso arriva la notizia che, nel week-end venturo, il blocco improvvisamente applicato dalle autorità egiziane ai transiti di passeggeri attraverso il varco di confine di Rafah tra Sinai e Gaza potrebbe finalmente venire rilassato.

Maher abu Sabah, Direttore delle operazioni di confine al Ministero dell'Interno del legittimo governo palestinese ha rilasciato questa notizia in un odierno comunicato stampa. L'apertura di Fatah dovrebbe durare dal 2 al 7 novembre dalle 10 di mattina in poi, ma NON di martedì, per via della festività del capodanno lunare musulmano (Hijra).

Sabah ha invitato tutti i cittadini di Gaza che avevano già espletato gli adempimenti burocratici per il passaggio del confine negli scorsi giorni ed erano poi stati sorpresi dalla 'serrata' egiziana a presentarsi alla frontiera a partire dalle 7 di mattina in modo da potersi fare riconoscere e venir fatti passare per prima appena riaperto il varco.

sabato 26 ottobre 2013

"Dietro Front" totale al varco di Rafah; l'Egitto chiude i transiti verso il Sinai fino a nuovo ordine!

Nonostante i buoni, anzi ottimi, risultati ottenuti negli ultimi giorni con un nuovo tipo di accordo tra le autorità egiziane e quelle palestinesi per la gestione dei transiti tra Striscia di Gaza e Sinai attraverso il varco di confine di Rafah, di cui avevamo parlato in un precedente aggiornamento, sembra che gli Egiziani abbiano deciso nuovamente di interrompere ogni tipo di transito attraverso l'unica via d'uscita dal ghetto litoraneo della Striscia.

A quanto riferito dal controllore del traffico di Gaza, Maher Abu Saha, le autorità egiziane non avrebbero comunicato alcuna data per la riapertura del varco. La situazione per i Palestinesi, specialmente quelli che attendono di rientrare a Gaza dal pellegrinaggio rituale alla Mecca, o coloro che devono recarsi in Egitto per studio, lavoro o motivi medici, inizia a diventare grave.

E' da luglio che il transito di passeggeri attraverso Gaza viene ripetutamente interrotto per periodi più o meno lunghi.

venerdì 25 ottobre 2013

Cambia la politica egiziana verso Rafah, da mercoledì a oggi transitati oltre 760 viaggiatori tra Sinai e Gaza!

Il legittimo Governo paestinese ha confermato che, dopo accordi speciali presi con le autorità egiziane, un nuovo protocollo di regolamentazione dei transiti presso il varco di confine di Rafah é stato implmentato, con una maggiore cooperazione tra Gaza e l'Egitto.

Occasione del "cambio di passo" é stato un grave malfunzionamento al sistema informatico di gestione del traffico che ha convinto il General Manager egiziano ad affidare più incombenze al Ministero degli Interni e della Sicurezza del Governo di Hamas.

Parte delle modifiche riguardano la procedura di transito col risultato che adesso i viaggiatori consegnano direttamente i passaporti alle autorità egiziane (anziché prima a quelle palestinesi) e poi vengono ispezionati; qualunque anomalia viene subito riferita a Gaza.

Soltanto da mercoledì a oggi 654 persone sono uscite dal ghetto palestinese per recarsi in Egitto e 108 hanno fatto il percoso inverso.

domenica 18 agosto 2013

L'Egitto riapre il varco di Rafah, per "ben" quattro ore e quasi soltanto in entrata!

Le autorità egiziane hanno 'aperto' per poche ore il varco di confine di Rafah tra il Sinai e la Striscia di Gaza dalle 11 alle 15 di oggi.

Il responsabile di confine Maher abu Sabha ha detto che l'apertura di quattro ore, tuttavia, é stata solo dal Sinai verso Gaza, per fare rientrare i Palestinesi bloccati oltrefrontiera dalle misure di emergenza prese dall'Egitto in occasione dei disordini, mentre solo i cittadini stranieri o i Palestinesi con gravi motivi di salute hanno potuto fare il tragitto opposto.

Nella giornata di sabato, le autorità egiziane avevano annunciato che avrebbero lasciato passare un  autobus di passeggeri da Gaza, ma poco dopo questo annuncio, hanno fatto dietro-front trincerandosi dietro la scusa che il sistema informatico del loro posto di confine aveva smesso di funzionare.

lunedì 26 settembre 2011

L'Egitto respinge i cittadini israeliani al varco di confine di Taba: "Qui non siete più graditi!"


Un altro scalino nella crescente atmosfera di disfacimento dei rapporti tra Egitto e entità sionsita si é avuto nel corso del week-end, quando pesantissime restrizioni, poi parzialmente modficate, sono state imposte all'accesso di persone recanti documenti del regime ebraico attraverso il confine del Sinai, mentre quanti esibivano passaporti o carte d'identità di altri paesi venivano ammessi alle usuali procedure di controllo.

La decisione delle autorità egiziane é arrivata dopo che le forze dell'occupazione sionista, lo scorso venerdì, avevano annunciato che il confine con il Sinai era stato "messo in allarme rosso" a causa di voci che volevano un commando della Resistenza palestinese proveniente da Gaza impegnato nel tentativo di penetrare in Israele proprio attraverso il territorio egiziano.

I media sionisti immediatamente hanno iniziato a propalare una complessa ed eccessivamente dettagliata storia su come tale 'commando' avrebbe voluto screditare il tentativo di Fatah di ottenere il riconoscimento ONU per uno Stato palestinese mutilato e diviso tra Cisgiordania e Gaza. Naturalmente invitiamo i nostri lettori a riflettere che se un tale 'commando' fosse mai esistito i media del regime ebraico ne avrebbero conosciuto motivazioni e strategia solo dopo la sua azione, non prima.

In seguito, verso la serata di sabato, il severo ordine di 'divieto d'accesso' per tutti i possessori di documenti sionisti é stato modificato, rimanendo in vigore soltanto presso il varco di confine di Taba, attraverso il quale, almeno secondo quanto riporta il quotidiano Haaretz, sarebbe tuttora in vigore.
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domenica 25 settembre 2011

Arriva a Gaza il convoglio di aiuti 'Karameh', proveniente dalla Tunisia liberata!


Il convoglio umanitario "Karameh" (='Dignità'), proveniente dalla Tunisia, é arrivato a Gaza nella giornata di sabato attraverso il varco di confine di Rafah, portando svariate tonnellate di beni che miglioreranno almeno un po' le condizioni della popolazione provata da quasi cinque anni di strangolamento economico sionista.

Fonti giornalistiche della Striscia hanno dichiarato che le autorità di confine egiziane hanno fermato l'intero convoglio per quasi due giorni per una lunga ispezione, acconsentendo quindi all'entrata dei beni ma non dei veicoli che li trasportavano; la carovana di solidarietà aveva lasciato l'aeroporto di Cartagine circa dieci giorni addietro.

I membri della spedizione Karameh saranno ospiti delle autorità di Gaza e prenderanno visione delle gravi conseguenze dell'illegale assedio israeliano su tutte le attività della Striscia: da quelle economiche a quelle sanitarie, educative e assistenziali.
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venerdì 17 giugno 2011

Ritardi e problemi al varco di Rafah: per questo é necessario infrangere del tutto l'assedio sionista!


Solo persone ingenue o disinformate potevano illudersi che la riapertura del varco di Rafah, concessa solo e unicamente per il transito di passeggeri, avrebbe potuto rappresentare più che un palliativo per le drammatiche condizioni in cui versa la Striscia di Gaza, strangolata dall'assedio sionista. A confermare questo fatto stanno arrivando in questi giorni notizie di sempre più frequenti disagi e problemi per i residenti dell'enclave palestinese.

Solo nella giornata di ieri sei pullman di viaggiatori su otto sono stati respinti dalle autorità di confine egiziane, per la maggior parte in possesso di visti verso paesi terzi e diretti verso l'aeroporto internazionale del Cairo e molti dei viaggiatori bloccati hanno improvvisato sit-in o altre forme di protesta. Secondo le stime del Governo Hanyieh sono circa 15mila i Palestinesi che hanno bisogno per un motivo o per l'altro di lasciare l'enclave assediata attraverso Rafah.


Fra le persone che più urgentemente devono lasciare la Striscia vi sono i sofferenti di malattie croniche che hanno bisogno di terapie o interventi in Egitto. Finora 360 malati palestinesi sono morti per le conseguenza del disumano assedio israeliano.
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martedì 31 maggio 2011

Hezbollah loda l'Egitto per l'apertura del varco di Rafah verso Gaza


Il partito sciita libanese di ispirazione religiosa, Hezbollah, ha recentemente lodato la Giunta militare temporaneamente al potere in Egitto per la decisione di aprire il varco di confine di Rafah al traffico di passeggeri da e per la Striscia di Gaza, decisione che allevia almeno parzialmente le sofferenze causate dall'unilaterale assedio illegale contro l'enclave costiera palestinese, mantenuto in funzione da Israele da oltre cinque anni a questa parte.

Il comunicato di Hezbollah recita: "A lungo il nostro movimento ha chiesto l'apertura di Rafah come essenziale per una risposta etica e umanitaria alla disumana politica dell'occupante sionista; finalmente possiamo congratularci con le autorità egiziane per la loro decisione, un nuovo dono di speranza per la Palestina, dopo il decisivo sostegno del Cairo alla riconciliazione nazionale tra Hamas e Fatah".

"Una simile decisione", prosegue il comunicato, "serve la causa palestinese e migliora lo status politico-diplomatico egiziano presso tutti i suoi vicini e circonvicini; siamo certi che non passerà lungo tempo prima che misure ancora più eclatanti e radicali saranno rese evidenti e attive, per il bene della causa palestinese, araba e musulmana".
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domenica 29 maggio 2011

Hamas: "La strada della Resistenza porta sempre alla vittoria, l'apertura di Rafah lo conferma!"


Israele e gli Usa, con il concorso di Hosni Mubarak non avevano lasciato ad Hamas alcuna scelta: avrebbe dovuto subordinarsi a Fatah, lasciargli prendere il controllo di Gaza, cedere tutti i varchi di confine, in altre parole, una ignominiosa resa senza condizioni. Hamas disse "no", scelse la strada della Resistenza a oltranza, della Resistenza apparentemente senza speranza contro forze preponderanti, come, quasi vent'anni prima, aveva fatto Hezbollah in Libano.

E la scelta ha pagato.

Grazie alla grande Rivoluzione egiziana anti-Mubarak finalmente Hamas ha potuto passare all'incasso per la sua pascaliana scommessa fatta nel 2007, dopo oltre quattro anni di assedio disumano, di raid e bombardamenti, di cecchinaggio contro i propri abitanti e i propri militanti, finalmente Fatah ha capito che non gli restava altra scelta se non diventare totalmente il Quisling di Israele o degli Usa o cercare, accettando il severo giudizio della popolazione che certo la colpirà nelle prossime elezioni, di addivenire a un compromesso con Hamas, riconoscendo nei fatti che la scelta giusta era stata quella del Movimento musulmano di Resistenza.

Ieri le restrizioni al transito delle persone sono state rimosse per la maggior parte; soltanto gli uomini tra i 18 e i 40 anni avranno bisogno di un visto per attraversare il varco di confine di Rafah con l'Egitto; rimangono per ora in effetto le limitazioni al transito commerciale ma é evidente che, prima o poi, l'Egitto abolirà anche quelle. A quel punto l'assedio sionista sarà virtualmente morto e Israele potrà continuare a mantenere chiusi i varchi di Karni, Kiryiat Shalom e gli altri, oppure aprirli, perché comunque non farà nessuna differenza.

E, ancora una volta, nel tormentato scenario del Medio Oriente, abbiamo avuto la conferma che la strada della Resistenza, per quanto apparentemente più aspra e dura e scomoda, sia infinitamente più ricca di ricompense, una volta percorsa fino in fondo.

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sabato 28 maggio 2011

L'Egitto riapre completamente Rafah al transito dei viaggiatori, l'assedio sionista significativamente indebolito!


Già nei giorni scorsi avevamo captato, da fonti degne di credito, gli annunci che nella giornata di oggi il blocco del varco di confine di Rafah, unico sbocco della Striscia di Gaza non controllato dal Regime dell'Apartheid, avrebbe potuto essere aperto definitivamente. Consci dell'importanza dell'evento, abbiamo deciso di attendere i fatti prima di dare qualunque annuncio sulle nostre pagine.

Siamo estremamente felici, oggi, 28 maggio 2011, di annunciare che poche ore fa ogni restrizione al libero transito di persone e viaggiatori dal Sabato al Giovedì dalle 9 di mattina alle 5 di sera sia stata totalmente abolita, permettendo a circa il 70 per cento degli abitanti della Striscia di recarsi in Egitto per lavoro, per studio, per ragioni mediche o persino per diporto.
Naturalmente questo non é che un passo verso la totale e definitiva abolizione dell'assedio illegale contro la Striscia di Gaza, presto probabilmente l'Egitto abolirà le restrizioni anche verso i transiti di merce; allora inizierà la parte più difficile che consisterà, attraverso le pressioni internazionali, il boicottaggio e il disinvestimento, attraverso le iniziative umanitarie internazionali come le carovane e le flottiglie di aiuto a costringere il Regime ebraico ad abbandonare i varchi di confine occupati, a cessare gli attacchi contro il naviglio da pesca, a permettere i traffici marittimi e aerei.

Solo così Gaza sarà veramente libera!

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sabato 30 aprile 2011

L'Egitto potrebbe aprire completamente e definitivamente il varco di Rafah già la prossima settimana!


Il Ministro degli Esteri egiziano Nabil el-Arabi, ha recentemente dichiarato che entro una settimana al massimo l'Egitto potrebbe prendere una decisione definitiva riguardo le misure di blocco della frontiera con Gaza e che tale decisione sarà solamente basata su considerazioni di praticità e sicurezza interna, senza tenere assolutamente in conto i desideri o le richieste di parti terze.

"La condizione umanitaria della popolazione di Gaza é perennemente sospesa sull'orlo di un baratro, e io credo che le decisioni politiche prese dal regime precedente, quando decise di genuflettersi al diktat sionista e di sigillare il confine, siano state immorali e inumane e vadano quindi rovesciate il prima possibile".

Come é immaginabile, le dichiarazioni del responsabile degli Esteri egiziano hanno scatenato l'entusiasmo degli abitanti della Striscia che vedono ormai all'orizzonte la fine delle loro tribolazioni; il consigliere politico del Premier palestinese Hanyieh, Yousef Rezqa ha così commentato: "Accogliamo con estremo interesse e favore gli sviluppi in merito alla questione del varco di confine, con la speranza che l'ordine esecutivo in merito alla sua apertura disti pochi giorni da ora, in modo da mettere la parola "fine" su cinque anni di assurdo e crudele assedio diretto contro la nostra popolazione".

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venerdì 25 marzo 2011

La Svizzera favorevole all'abbattimento totale dell'assedio sionista contro Gaza


Il Presidente della Confederazione elvetica Micheline Calmy-Rey ha annunciato che il suo paese sta sviluppando un piano comprensivo per aprire tutti i varchi di frontiera della Striscia di Gaza, ponendo così termine in maniera definitiva all'insensato assedio che l'ha strangolata lungo il corso degli ultimi cinque anni.

Ha anche affermato che, qualora l'Egitto decidesse autonomamente di aprire a ogni genere di merce e traffico il varco di Rafah, la Svizzera sarebbe ansiosa di contribuire efficacemente al flusso di materiali edilizi necessari a riparare le distruzioni della campagna militare israeliana del 2008-2009.

Le importanti dichiarazioni sono venute nel corso di un incontro con diversi rappresentanti dell'Unione Europea, organizzato e ospitato dal Consiglio per le relazioni Euro-palestinesi. L'incontro serviva per discutere il ruolo svizzero nel sostegno al discorso democratico in Medio Oriente e i punti specifici, all'interno di questo quadro, riguardanti la Palestina.

Le discussioni hanno coinvolto il membro del Parlamento inglese Lord Andrew Phillips (sopra), i membri del Parlamento Europeo Alexandra Faith e Derek Vaughan e l'elvetico Geri Müller. Lord Phillips, che guidava la delegazione, ha dichiarato che la mancanza di condanne aperte ed evidenti da parte della Comunità intenrazionale per la condotta persecutoria tenuta da Israele verso la Striscia di Gaza é la causa prima del prolungarsi dell'assedio. "Tel Aviv ha capito che, fino a che non si sentirà condannata esplicitamente per i suoi atti, potrà indulgere in ogni vessazione contro i Palestinesi".

Geri Müller, dal canto suo, ha enfatizzato l'importanza del ruolo svizzero nel rispettare la Convenzione di Ginevra e nello spingere lo Stato ebraico a smettere di violarla e calpestarla; la Svizzera, fedele alla sua tradizione di imparzialità ed equilibrio nelle relazioni internazionali, ha riconosciuto le elezioni democratiche tenutesi nei territori palestinesi nel 2006 e, da allora, ha mantenuto canali di comunicazione aperti sia con il legittimo Governo espresso da Hamas sia con la fazione golpista di Fatah.

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mercoledì 2 marzo 2011

Le pressioni internazionali allentano la morsa sionista su Gaza: aperto il varco di Kerem Shalom per 190 camion!


Una buona notizia per la popolazione del ghetto assediato di Gaza; a seguito delle incessanti pressioni di organismi internazionali, ONG e agenzie umanitarie nelle scorse ore le autorità sioniste hanno finalmente ceduto e aperto due dei varchi di confine di Kerem Shalom affinché, tramite essi, 190 trasporti carichi di materiali da costruzione.

Tra essi si contano: tredici carichi di tondini di ferro e sacchi di cemento per progetti di ricostruzione sponsorizzati dall'UNRWA, tre carichi di cemento e tondini per progetti supervisionati dalla Banca tedesca per lo Sviluppo e sei dello stesso genere per progetti sponsorizzati dall'Agenzia di Aiuto statunitense.

Purtroppo, importare cemento e armature metalliche per costruzioni private resta ancora al di là delle possibilità 'concesse' dagli insensibili supervisori del progetto israeliano di strangolamento di Gaza, motivo per cui i comuni cittadini devono ancora accontentarsi di recuperare i detriti lasciati dal "pogrom" militare sionista di due anni orsono e ingergnarsi a triturarli e mescolarli con metodi semi-artigianali per ricavarne nuovi mattoni e nuova malta. E' questo il motivo per cui, per impedire e rallentare il processo di ricostruzione delle case distrutte, che le truppe sioniste si "divertono" a fare il tiro al bersaglio sui bambini e sui ragazzi che fanno il giro delle zone bombardate con carriole e carretti trainati da asini, come testimoniato da numerosi mezzi d'informazione e rapporti di organizzazioni sanitarie e umanitarie.


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lunedì 21 febbraio 2011

Hamad: "Il varco di Rafah verrà nuovamente riaperto martedì"


Il capo dell'Authority palestinese per Frontiere e Dogane, Ghazi Hamad, ha annunciato al termine dell'apertura temporanea di Rafah, venuta a concludersi nella serata del 20 febbraio, che il varco di confine verrà riaperto martedì 22, permettendo a circa 300 Palestinesi al giorno di recarsi in Egitto.

Nonostante le urgenze più pressanti siano state in qualche modo 'smaltite' durante l'apertura del week-end Hamad ha segnalato come tutti coloro che abbiano particolari necessità possano registrarsi fin da oggi al terminal di Rafah per venire 'smistati' attraverso un corridoio preferenziale.

Una volta raggiunta la normale operatività del varco non vi sarà più nessun bisogno di registrazioni speciali e tutti coloro che vogliano o necessitino di transitare verso l'Egitto e vice versa saranno liberi di farlo. L'apertura temporanea nel week-end ha dato un importante sfogo a una situazione che, nei venti giorni di chiusura coincidenti con la fase più acuta delle proteste anti-Mubarak era diventata particolarmente preoccupante, a causa delle innumerevoli criticità causate a Gaza dalla spietata politica di strangolamento imposta all'enclave costiera dallo Stato ebraico.


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domenica 13 febbraio 2011

Forse tra poche ore la riapertura del varco di confine di Rafah tra Striscia di Gaza ed Egitto


L'Agenzia dei Confini e delle Dogane del legittimo Governo palestinese insediato a Gaza ha annunciato che sta lavorando intensamente per prepararsi alla riapertura del varco di confine di Rafah, su cui ha avuto recenti e attendibili rassicurazioni da parte delle autorità egiziane.

In un comunicato rilasciato durante la giornata del 13 febbraio si afferma che é interesse di entrambe i Governi riaprire le comunicazioni tra la Striscia di Gaza e l'Egitto prima che la popolazione dell'enclave veda prolungate ulteriormente le proprie sofferenze e prima che divenga problematica la situazione dei cittadini di Gaza rimasti a vario titolo bloccati in Egitto.

L'Agenzia palestinese ha fatto appello al Cairo affinché tale processo sia il più rapido possibile, soprattutto per i pazienti in attesa di recarsi al Cairo o in altre città egiziane per interventi, visite e terapie. Appelli alla calma sono stati rivolti alla popolazione, raccomandando di attendere l'annuncio ufficiale della riapertura e di non affollarsi inutilmente attorno al varco di confine finché rimane chiuso.

domenica 6 febbraio 2011

Incredibile! I Palestinesi di Gaza nutrono la guarnigione egiziana che mantiene chiuso il varco di Rafah!


In un esercizio di generosità che sembra tratto da un "racconto morale" i Palestinesi di Gaza stanno provvedendo in questi giorni a rifocillare i soldati egiziani che sono stati schierati a guardia del varco di confine di Rafah, per controllare che rimanga chiuso (e quindi che lo strangolamento economico di Gaza, voluto da Israele, possa continuare).

Infatti, come certi soldati giapponesi della Seconda Guerra Mondiale i militari egiziani sono stati portati sul luogo e quindi praticamente abbandonati a sé stessi; e, visto lo stato di incertezza che accompagna il procedere della rivolta anti-Mubarak, i loro comandanti, la cosa potrebbe forse essere comprensibile.
Villaggio beduino nel Sinai; gli scontri fra beduini e personale di sicurezza egiziano sono quasi all'ordine del giorno.
Purtroppo per loro però alla guarnigione posta a sorveglianza di Rafah non erano stati forniti vettovagliamenti sufficienti ad affrontare un simile isolamento e, stante il contegno ostile delle popolazioni beduine che controllano le strade e i villaggi vicini, nessuno dei soldati si é avventurato lontano dal checkpoint a cercare di acquistare o, peggio ancora, 'requisire' derrate.
Confine Gaza-Egitto, le tende in primo piano nascondono i punti d'accesso dei tunnel di contrabbando.
Così, in un apparente nonsenso logico, la stessa popolazione di Gaza, vittima dell'assedio voluto da Israele ma reso possibile dalla collaborazione egiziana, sta nutrendo i militari che mantengono chiuso il varco di confine, condividendo con loro il poco che attraverso mille espedienti e sotterfugi (tunnel di contrabbando, orti domestici, pollai e conigliere sui tetti) riesce a garantire la sua stessa sopravvivenza.

Del resto, come medita un anziano palestinese interrogato sulla questione, i soldati posti a guardia di Rafah non hanno deciso loro di cooperare con Israele, lasciare che facciano la fame sarebbe contrario ai principi di misericordia del Corano.