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mercoledì 23 gennaio 2019

L'ambasciatore siriano all'ONU denuncia le recenti aggressioni sioniste!

Nuovo video caricato sul nostro sempre più frequentato Canale Youtube.

Guardate qua:

IERI CI AVETE VISUALIZZATO PER UN TOTALE DI 82 ORE!!!!

Ottanta

e due

ore.

Peraltro il molesto "troll degli idrocarburi" coi suoi "quattordici zerozerosette" non si é fatto vedere, eppure, con "tutto quel seguito" (immaginario) gli sarebbe facilissimo riempire i miei poveri video di dislike...voi che ne pensate?


martedì 9 ottobre 2018

La "Meteorina di Haley" scompare dalla volta celeste! Si é dimessa da 'ambasciatrice ONU'!!

Diciamo addio alla "meteorina di Haley", che ci ha fatto fare molte risate negli ultimi due anni, come testimoniano questi link:

(Dicembre 2017)
Ecco come muore un "impero"! A Washington, valletta mancata lancia accuse contro l'Iran che fan rimpiangere quelle di Powell a Saddam!

Mohammed Houthi risponde a Nikki Haley: "Se l'Iran ci fornisse armi, ci manderebbe anche missili anti-aerei!"

La Guardia Rivoluzionaria iraniana spiega dettagliatamente agli Usa e a Nikki Haley da dove derivino i missili yemeniti!

La 'cometina di Haley' casca come una pera in uno scherzo telefonico trasmesso per radio, dichiarando che Putin "ha interferito" con le elezioni in Binomo (paese inventato)!

(Settenbre 2018)

Trumpetto e la sua "meteorina di Haley" cercano di 'dirottare' una riunione ONU sulla Palestina per trasformarla in un loro "anti-Iran show"!

Nikki Haley avrebbe lasciato per evitare un’indagine sui suoi viaggi aerei pagati da manager della South Carolina. Ieri, alcune associazioni di Washington avrebbero chiesto un’indagine federale su Haley, che accusano di aver sottostimato di decine di migliaia di dollari il valore di alcuni viaggi effettuati, nella sua dichiarazione dei redditi.

giovedì 6 settembre 2018

Trumpetto e la sua "meteorina di Haley" cercano di 'dirottare' una riunione ONU sulla Palestina per trasformarla in un loro "anti-Iran show"!


Che Nikki Haley abbia un'intelligenza che la rende molto più adatta alla carriera di valletta o di 'reggitrice del cartello della ripresa' durante incontri pugilistici, lo abbiamo già detto, ed é anche abbastanza evidente.

Con facile calembour sul suo cognome, ma anche riconoscendole le doti di un bel personale e di un faccino non sgradevole l'abbiamo anche soprannominata "Meteorina di Haley".

venerdì 24 novembre 2017

Parlamentari tunisini chiedono al rappresentante degli Esteri di dissociarsi ufficialmente dalle provocazioni saudite contro il Libano!

Tra gli Stati arabi che hanno preso parte alla ridicola conferenza del Cairo lo scorso week-end, purtroppo, abbiamo dovuto notare la presenza della Tunisia.

Per fortuna,  a riscattare l'onore e la dignità del paese nordafricano, é arrivato pochi giorni dopo un documento siglato da 41 parlamentari, che chiede ufficialmente al Ministro degli Esteri tunisino di smentire e rigettare il documento anti-iraniano e anti-hezbollah emesso dall'assemblea della Lega Araba al termine del vertice egiziano.

lunedì 20 novembre 2017

La Lega Araba si conferma un'accozzaglia di leccapiedi e lustrascarpe al soldo di Riyadh (e quindi di Usa e israhell)

"Non abbiamo ancora dichiarato guerra all'Iran".

I sicofanti di Casa Saoud riunitisi domenica al Cairo hanno pensato, chissà in base a quali profondi processi mentali, che una dichiarazione tanto sproporzionata, spropositata e ridicola, fosse in qualche modo degna di venire rilasciata.

martedì 6 dicembre 2016

Russia e Cina "vetano" all'unisono risoluzione ONU che chiedeva sette giorni di "cessate il fuoco" ad Aleppo!

Alla seduta dell'UNSC tenutasi ieri, Repubblica Federale Russa e Repubblica Popolare Cinese hanno entrambe posto il 'veto' a una risoluzione elaborata da Spagna, Nuova Zelanda ed Egitto che domandava l'estensione ad Aleppo di almeno sette giorni di cessate-il-fuoco per motivi umanitari.

Ovviamente il bombardamento dell'ospedale mobile russo non ha affatto ispirato nell'animo dei diplomatici russi sentimenti di compassione.

giovedì 27 ottobre 2016

Il riposizionamento strategico diplomatico dell'Egitto é sempre più irreversibile

Atef Saadawi, esperto del Centro Studi Strategici e Politici Al-Ahram ha dichiarato recentemente ai microfoni dell'Agenzia FARS che lo "shift" nella politica estera egiziana é ormai "paradigmatico" e pressoché irreversibile.
In particolare non sono da considerarsi suscettibili di riparazione i legami con l'Arabia Saudita (ma anche con gli Usa), mentre nel prossimo futuro il Cairo si allineerà sempre più con Mosca, Teheran, Bagdad, Damasco ma anche con Pechino, Caracas e altri punti di riferimento della geopolitica multipolare, eurasiatica, del blocco BRICS e dei paesi emergenti.

venerdì 14 ottobre 2016

Ad El-Alamein arrivano i paracadutisti di Putin per undici giorni di manovre coi militari egiziani!

Questo articolo a momenti verrà pubblicato anche sul quotidiano online L'Opinione Pubblica, col quale mi pregio di collaborare e dove i miei scritti sono tutti consultabili a questa pagina web.
Da domani e per i successivi undici giorni la località costiera egiziana di El-Alamein, immortalata nella storia per le battaglie tra Rommel e Montgomery che si svolsero nei suoi dintorni tra agosto e ottobre del 1942, sentirà di nuovo tuonare i cannoni e sferragliare i mezzi cingolati, non per una rievocazione degli scontri tra Afrika Korps e Topi del Deserto, ma per un'esercitazione denominata "Guardiani dell'Amicizia" che vedrà coinvolte truppe egiziane e un contingente aerotrasportato russo.

Queste manovre, che vedono il ritorno di forze russe su suolo egiziano a oltre quarant'anni dalla loro ultima presenza (primi anni '70), sono estremamente significative, specie quando si consideri che l'esercitazione "Bright Star", che vedeva forze americane ed egiziane impegnate ogni due anni, non si tengono più dal 2009, prima per gli eventi legati alla caduta di Mubarak, poi alla presidenza Morsi e alla sua successiva destituzione.

E questo è solamente un segnale di un progressivo "sganciamento" dell'Egitto del Presidente Al-Sisi dal blocco americano-saudita, per ricollocarsi su posizioni decisamente filorusse.

giovedì 13 ottobre 2016

Clamoroso schiaffo del Presidente Al-Sisi ai Sauditi in sede ONU: l'Egitto si svincola e vota la risoluzione russa!

Tempo addietro quando il benedetto intervento correttivo del Generale (poi Presidente) Al-Sisi tolse l'Egitto dalle grinfie dell'Ikhwan qualche lettore perplesso mi chiese come mai sostenevo apertamente un personaggio che godeva del sostegno dell'Arabia Saudita. Io, che di Medio Oriente mi occupo da trent'anni e non da trenta minuti e che ho la fastidiosa tendenza a "saperla lunga" con l'affabile calma olimpica che mi contraddistingue replicavo che ci sono "sostegni" che nascono da solide alleanze e convergenze di vedute e di interessi e che perciò sono solidi come le Piramidi, e altri "sostegni" invece che derivano da temporanee coincidenze di egoismi e che sono meno duraturi della spuma del mare.

Io non avevo altro da aggiungere e l'argomento "Al-Sisi amico dei Sauditi" rimase ben presto appannaggio della limitata faretra di argomenti dei contestatori  ipocriti che sporadicamente ravvivano i thread dei commenti del blog.

domenica 24 aprile 2016

Russia e Cina disinnescano agguato saudita contro Hezbollah al Consiglio di Sicurezza ONU!

Secondo quanto riportato dalla stampa libanese, l’Arabia Saudita ha cercato di spingere per l’adozione di una risoluzione del Consiglio di Sicurezza ONU che inserisse Hezbollah nella lista nera delle organizzazioni terroristiche, ma la Russia e la Cina hanno posto il veto.

Gli USA, che pure considerano Hezbollah un gruppo terrorista, hanno deciso di “ignorare” tale risoluzione.

Il tutto è accaduto dopo che il Consiglio di cooperazione del Golfo e la Lega araba hanno bollato Hezbollah come organizzazione terroristica.

giovedì 26 febbraio 2015

L'ONU si 'accorge' delle ruberie del 'Ladro di Sanaa' Ali Abdullah Saleh, che ha saccheggiato al suo popolo 60 Miliardi di $!!

Sempre con un comodo ritardo di qualche anno l'ONU, rapidissima ed efficiente quando deve farsi agenzia degli interessi  imperialisti (vedi l'aggressione alla Jamariya di Gheddafi), si "accorge" delle pratiche corrotte e fraudolente di Ali Abdullah Saleh, l'uomo che col benestare e il beneplacito del Palazzo di Vetro é stato libero di spadroneggiare sullo Yemen del Nord e di invadere e conquistare anche quello del Sud.

domenica 21 dicembre 2014

Il Fronte Democratico di Liberazione della Palestina critica aspramente l'Anp per la formulazione dello 'statehood bid' all'ONU!!

Il Fronte Democratico per la Liberazione della Palestina, in una conferenza stampa tenuta dal suo stesso leader, il Segretario Generale Qais Abdul-Kareem, ha dichiarato tutte le sue riserve e le sue aspre critiche riguardo alla strategia seguita dall'Anp per ottenere un improbabile 'riconoscimento internazionale' dello Stato di Palestina in sede ONU (nonostante il già scontato veto Usa).

La maggior parte delle critiche riguardano lo status di Al-Quds, che, anche nel caso che la mozione di riconoscimento venisse approvata, stante la formulazione nebulosa ed oscura dei paragrafi rilevanti, verrebbe praticamente abbandonata agli occupanti sionisti, o quantomeno non vedrebbe interrotto il circolo vizioso di insediamento illegale di coloni razzisti ebrei e non potrebbe svolgere il suo ruolo storico di capitale dello Stato di Palestina.

Visto che nella formulazione attuale della richiesta di riconoscimento l'Anp non specifica chiaramente che lo Stato palestinese debba sorgere nei confini del 4 giugno 1967 questi timori sono ampiamente giustificati; inoltre la mancanza di una posizione chiara sul proliferare canceroso degli insediamenti ebraici illegali lascia aperta la possibilità di un grave 'vulnus' alla contiguità territoriale dello Stato palestinese e potrebbe risultare nella sopravvivenza di questi 'funghi velenosi' in seno al territorio cisgiordano.

mercoledì 3 dicembre 2014

L'ONU vota a maggioranza una risoluzione contro l'arsenale atomico (illegale) di Tel Aviv!!

L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato a maggioranza schiacciante (ma, ahinoi, non 'vincolante'!) una risoluzione che invita il regime ebraico di occupazione della Palestina a unirsi all'NNPT, Trattato per la Nonproliferazione Nucleare, che Tel Aviv ha sempre rifiutato di sottoscrivere.

Fin dalla coraggiosa defezione (e dal rapimento e dalla persecuzione) di Mordechai Vanunu il mondo SA che l'entità sionista in Palestina dispone 'almeno' di un centinaio di testate atomiche illegali e molto probabilmente persino di duecento o più.

La votazione ONU si é conclusa 161 contro cinque a favore del "Sì", con diciotto nazioni astenute. Ovviamente se la questione anziché all'Assemblea Generale si fosse dibattuta al Consiglio di Sicurezza gli Usa avrebbero fatto scattare (insieme probabilmente a UK e Francia) il loro 'veto', ma siccome la risoluzione non era vincolante si sono limitati a votare contro.

Se l'ONU fosse un organismo democratico e non un aborto di organizzazione la schiacciante maggioranza dei voti dovrebbe almeno far scattare sanzioni e rappresaglie contro Tel Aviv. Invece niente. Ovviamente l'Iran, che ha sempre sottoscritto e riaffermato la propria dedizione ai principi di Nonproliferazione, invece, viene 'accusato' di cercare di sviluppare armi atomiche!

Mary Hughes Thompson: "Tel Aviv non riuscirà a reprimere la Terza Intifada!"

L'attivista Mary Hughes Thompson, co-fondatrice del Movimento Free Gaza, ha dichiarato nel corso di una intervista con l'emittente iraniana in lingua inglese PressTV che le forze del regime sionista "non saranno in grado" di reprimere la nuova ondata di Resistenza che sta crescendo e montando nella Cisgiordania occupata.

"Non vedo proprio come questa nuova esplosione di Resistenza possa venire soffocata", ha detto ai microfoni dell'emittente aggiungendo che le consuete tattiche del regime sionista "si riveleranno inefficaci" contro i nuovi metodi adottati dal popolo palestinese per difendersi dall'occupazione e dall'invasione.

In chiusura al proprio intervento la Thompson ha stigmatizzato il Governo di Washington per "l'effettiva impunità" che il suo sostegno e i suoi 'veto' in sede di Consiglio di Sicurezza garantiscono al regime ebraico, proteggendolo da sanzioni e contromisure della comunità internazionale.

lunedì 26 maggio 2014

Assad riconoscente dichiara: "La Russia ha salvato il Medio Oriente con la sua coraggiosa posizione all'ONU!"

"La Russia, ponendo il veto per la quarta volta alla risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, ha salvato non solo la Siria, ma l'intero Medio Oriente, mantenendo la stabilità nel mondo e fermando l'egemonia occidentale". Così, parlando ai microfoni di 'Voce della Russia' il Presidente siriano Assad ha pubblicamente riconosciuto l'essenziale contributo di Mosca all'equilibrio sullo scacchiere Mediorientale.

Il leader siriano ha poi proseguito notando: "Il merito di questo appartiene al Presidente russo Vladimir Putin. E' riuscito a riportare la Russia la suo posto nel mondo, ma ora è molto più importante di quello precedentemente occupato dall'Unione Sovietica", ha detto il Presidente siriano Bashar al-Assad all'incontro con il vice presidente del governo russo Dmitry Rogozin a Damasco.

Giovedì Russia e Cina hanno posto il veto alla risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sulla Siria, proposta dalla Francia del servo di Washington e Sion Hollande, che implicava il trasferimento del cosiddetto dossier siriano alla Corte penale internazionale (CPI).

lunedì 26 dicembre 2011

La Russia prende posizione all'ONU sull'affaire del drone Usa abbattuto in Iran: "Presto una seduta del Consiglio di Sicurezza!"


Il rappresentante permanente russo alle Nazioni Unite, Vitalij Churkin ha dichiarato che il Consiglio di Sicurezza Onu dovrebbe considerare il recente caso del tentativo di spionaggio Usa sull'Iran tramite il drone 'stealth' RQ-170 e, nel caso, emettere una mozione di censura contro i responsabili.

I Russi, che attualmente occupano la segreteria del Consiglio ha informato l'agenzia di stampa ufficiale Irna che la richiesta di Teheran riguardo un pronunciamento ONU in merito é stata debitamente registrata e trasformata in 'documento ONU ufficiale'.

Adesso per far partire una procedura del Consiglio di Sicurezza ONU in merito alla condotta americana verso l'Iran manca solo una richiesta formale in merito presso l'Assemblea Generale ONU, che Teheran si affretterà a sporgere quanto prima.
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mercoledì 28 settembre 2011

ONU, Usa e UE condannano i programmi sionisti di "pulizia etnica" a Gerusalemme Est e a Gilo!


Il Sottosegretario ONU per gli Affari Politici, B. Lynn Pascoe ha dichiarato in un recente comunicato stampa che l'approvazione di oltre mille nuove unità abitative nelle colonie illegali ebraiche in Cisgiordania é "inaccettabile" e "particolarmente preoccupante" per le Nazioni unite, al cui Consiglio di Sicurezza é stato appena relazionato in merito; le dichiarazioni sono state raccolte e diffuse dall'Agenzia France Presse.

"Abbiamo ripetutamente dichiarato che l'attività di insediamento e colonizzazione dei territori occupati militarmente é illegale e totalmente in contrasto con gli impegni sottoscritti dallo Stato ebraico ai tavoli della trattativa da Oslo in avanti"; lo Stato dell'Apartheid ha approvato la costruzione dei nuovi insediamenti a Gilo e nella parte orientale di Gerusalemme ed essi costituiscono solo una parte dei programmi di espansione delle colonie, che si inquadrano nel tentativo israeliano di compiere una "pulizia etnica" sul terreno in modo da rendere vano e vuoto ogni 'negoziato'.

Anche l'UE, per bocca del suo responsabile della Politica Estera Lady Catherine Ashton e il Segretario di Stato Clinton hanno condannato l'iniziativa: chissà come la prenderà l'AIPAC e le altre organizzazioni della lobby sionista che tanto generosamente hanno finanziato le campagne elettoriali della famiglia Clinton, sia negli anni '90 che oltre (l'elezione dell'outsider Bill Clinton nel 1992 é comunemente ritenuta frutto della 'vendetta' della lobby ebraica per i toni inappellabili con cui George Bush Sr. dopo la Guerra del Golfo obbligò un men che entusiasta Rabin a firmare gli Accordi di Oslo).
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mercoledì 31 agosto 2011

Il Consiglio di Sicurezza dell'ONU biasima ufficialmente Israele per la strage del 15 maggio!


In una mossa che sottolinea il crescente isolamento e la disistima della Comunità internazionale per le provocazioni violente e le aggressioni perpetrate a mano salva dal Regime dell'Apartheid di Tel Aviv il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha ufficialmente censurato la reazione omicida scatenata dalle truppe sioniste contro i manifestanti civili che stavano prendendo parte alla "Marcia del Ritorno" presso il villaggio di Maroun al-Ras, sul confine col Libano, tenutasi lo scorso 15 maggio nel 63esimo anniversario della "Nakba", la violenta pulizia etnica che diede inizio alla tragedia del Popolo palestinese.

Il documento approvato dal Consiglio considera Israele moralmente responsabile delle dieci morti tra i manifestanti e del ferimento in maniera più o meno grave di altre 100 persone (cui bisogna aggiungere anche i morti sul confine con il Golan siriano occupato). Insieme ad altri documenti come il Rapporto Goldstone e l'atteso rapporto sui fatti della Motonave Mavi Marmara il documento si aggiunge alla mole di prove sulla condotta irresponsabile e criminale del regime ebraico nei confronti dei Palestinesi e di quanti condividano con l'impegno politico e civile la loro giusta lotta di liberazione e di affermazione dei propri diritti.

Tra le risoluzioni passate anche una riguardo la necessità di investigare meglio gli attentati esplosivi che nelle scorse settimane, in Libano meridionale, hanno coinvolto, ferendoli in maniera anche grave, militari del corpo di interposizione UNIFIL italiani e francesi. Il Governo libanese ha a più riprese avanzato l'ipotesi che a compiere gli attentati stradali siano stati gruppi armati vicini all'ex Primo Ministro Saad Hariri, desiderosi di destabilizzare il Sud del Libano. L'ONU ha altresì esteso il mandato della missione militare internazionale per 12 mesi, fino al prossimo agosto 2012 e ha caldeggiato l'adozione di un 'dialogo strategico' tra truppe ONU e militari libanesi, per rafforzare il controllo del territorio da parte dell'Esercito di Beirut. La maggioranza di Governo guidata da Amal, Hezbollah e dai cristiani dell'LMP ha sempre auspicato un maggiore coinvolgimento dell'Esercito nel Sud del Paese in modo da rafforzare la difesa integrando sempre più truppe regolari e forze della Resistenza.

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lunedì 29 agosto 2011

Prosor: "Oltre 130 paesi riconosceranno lo Stato di Palestina alla prossima Assemblea ONU di settembre!"


Nell'edizione di ieri il quotidiano sionista Haaretz ha citato l'ambasciatore del regime ebraico all'ONU, Ron Prosor (foto sopra), dando voce alla sua ragionata convinzione che, con l'eccezione di pochi paesi europei, la stragrande maggioranza di aderenti all'assemblea newyorchese, tra 130 e 140 ambasciatori su 193, voterà compatta per il riconoscimento dello Stato palestinese sui confini antecedenti all'aggressione israeliana del 1967, quali indicati dalla Risoluzione 242 del Consiglio di Sicurezza. La convinzione sarebbe stata espressa in un cablo cifrato trasmesso al Ministero degli Esteri di Tel Aviv.

Solamente gli Usa dominati dalla Lobby a Sei Punte, la Germania della salsicciaia Merkel, l'Italia del gaudente Burlesque-oni, l'Olanda e la Repubblica Ceca voterebbero contro la mozione di riconoscimento; il massimo a cui avrebbe potuto aspirare lo stato dell'Apartheid era un 'veto' Usa al Consiglio di Sicurezza, nel caso che i Palestinesi avessero chiesto l'ammissione all'ONU come membro votante, ma visto che la richiesta é solo per un seggio di osservatore senza diritto di voto il CdS non sarà chiamato in causa e, in un rinfrescante esercizio di vera democrazia, il voto di ogni paese varrà quanto quello degli USA.

Finora oltre cento paesi hanno ufficialmente riconosciuto in sede bilaterale lo Stato palestinese sui confini del 1967, il riconoscimento ONU è simbolico ma può avere una grande importanza; secondo la tabella di marcia esso dovrebbe essere discusso a New York circa il 20 settembre prossimo. Si preparano tempi molto grigi per Israele, il cui recente sforzo di far salire la tensione con Gaza può essere 'letto' come tentativo di creare un'emergenza "sul terreno" in maniera da distrarre l'attenzione della comunità internazionale dalla prossima petizione ONU.
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sabato 13 agosto 2011

Anche la Russia condanna la decisione israeliana di espandere le colonie ebraiche illegali a Gerusalemme Est!


Nella giornata di ieri, dopo le critiche e le condanne arrivate a Israele da parte di ONU, UE, Inghilterra e persino Stati Uniti anche la Repubblica Russa ha aggiunto il proprio disappunto alla lunga lista di stigmatizzazioni cui Tel Aviv si é esposta con il suo fanigerato piano per espandere le colonie ebraiche illegali a Gerusalemme Est, nel tentativo di stravolgere gli equilibri demografici ed etnici 'falsando' la situazione che vede la Città Santa caratterizzata da secoli e secoli di costante presenza araba (cristiana e musulmana).

Il portavoce del Ministero degli Esteri russo Aleksandr Ukashevitch ha dichiarato in un comunicato stampa che la decisione di espandere gli insediamenti, avvertendo il governo sionista che tali iniziative non possono che riflettersi negativamente sul "già precario processo di pace" e peggiorare una situazione "molto tesa" portando possibilmente a scontri e confronti violenti.

Ukashevitch si é giustamente riferito alle colonie degli Ebrei fondamentalisti come a "strutture illegittime", che vanno contro gli sforzi internazionali di creare una cornice condivisibile nella quale ambo le parti in causa possano accettare di riprendere il dialogo e le trattative. Con la censura russa praticamente tutti i membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell'Onu (quelli dotati di diritto di veto) si sono espressi contro l'espansione delle colonie ebraiche illegali; sarebbe sperabile che alle parole seguissero i fatti, ma, vista la forza con cui le lobby filosioniste stringono da presso i Governi di USA, Uk e Francia, la cosa sembra di difficile realizzazione.
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