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sabato 4 febbraio 2012

Veto! Russia e Cina rispediscono al mittente la risoluzione "cucinata" da Usa, sionisti e monarchi del petrolio, il popolo siriano ringrazia!


Russia e Cina hanno 'affondato' coi loro veti la bozza di risoluzione che, nonostante avvertimenti e ammonimenti gli Usa, i nani della Nato e i corrotti sceicchi del petrolio hanno avuto il coraggio di presentare al Consiglio di Sicurezza dell'ONU, istigati dalla lobby sionista internazionale che vorrebbe disperatamente scatenare contro il legittimo Governo di Assad un "intervento umanitario" per cercare di mettere in difficoltà l'Iran e Hezbollah privandoli di un valido e prezioso alleato.


Il Viceministro degli Esteri Gennady Gatilov, presente a Nuova York durante il voto sulla bozza di risoluzione ha dichiarato: "Non é uso della nostra tradizione diplomatica quello di transigere sui principi, essi erano direttamente coinvolti nella questione al vaglio e abbiamo agito di conseguenza". Mosca e Pechino avevano già rimandato al mittente una bozza di risoluzione che accusava il Governo di inesistenti "violenze" contro la popolazione e voleva colpire il paese mediorientale con sanzioni nello scorso ottobre.


Sempre riguardo alla questione delle sanzioni Vitali Churkin, inviato russo all'ONU ha dichiarato: "Ogni genere di approccio sanzionatorio é fondamentalmente sbagliato, così come ogni tentativo di utilizzare il Consiglio di Sicurezza come arma per favorire la parte cui Usa, occidente e monarchie arabe hanno finora concesso ogni genere di aiuto e appoggio, nella speranza di far degenerare la situazione abbastanza da scatenare un intervento armato internazionale". Le dichiarazioni cinesi in merito sono state di tenore simile.

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Lavrov e Ghatilov avvertono Usa e sionisti: "Scandalosa la vostra condotta, se volete un veto all'ONU é quello che vi daremo!"


Nella giornata di oggi il Ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha lanciato un chiaro e fermo monito ad Americani, sionisti e ai loro servi sciocchi, i nani della NATO, avvertendoli che anche nella sua forma 'rivista' la bozza di risoluzione sulla questione siriana rimane "profondamente e gravemente deficitaria" e Mosca ha ogni intenzione di 'silurarla' col veto se verrà anche solo menzionata in sede di Consiglio di Sicurezza, la notizia, diffusa attraverso i canali televisivi russi é stata poi ripresa dall'Agence France Presse.

"Vogliono un altro scandalo? Benissimo, sapremo come accontentarli" ha dichiarato Lavrov, riferendosi alla precedente bocciatura di una risoluzione iniqua, parziale e insensatamente persecutoria nei confronti del Governo di Damasco, avvenuta a ottobre 2011. "La bozza di risoluzione é totalmente distante dalla realtà e non c'è motivo di portarla in discussione al Consiglio, visto che la nostra posizione e quella cinese in merito é chiarissima e inequivocabile".

Lavrov ha annunciato, al momento della sua partenza da Mosca, che ha intenzione di incontrare il Segretario di Stato Hilary Clinton (portavoce dell'ala più filosionista dell'amministrazione Obama) a Monaco di Baviera, e che nutre speranze di indurla a considerare i cambiamenti necessari per poter portare una risoluzione condivisa all'attenzione del massimo organo delle Nazioni Unite. "Spero al riguardo che pregiudizi e interessi di parte non prevalgano sul buon senso!".
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sabato 24 dicembre 2011

L'Assemblea Generale ONU approva bozza di risoluzione: "Tel Aviv compensi il Libano per i danni cagionati nel 2006!"


L'Assemblea Generale dell'ONU ha emesso una bozza di risoluzione che chiede al regime ebraico di occupazione di compensare "congruamente ed adeguatamente" il Libano per i danni causati al paese durante la guerra d'estate di ormai cinque anni fa.

Giovedì scorso l'Assemblea ha emesso una dichiarazione, dal suo quartier generale al Palazzo di Vetro, a Nuova York, sottolineando le distruzioni belliche che, tra l'altro, sono state responsabili del più grave disastro ecologico finora patito dal Paese dei Cedri.

Gli attacchi aerei portati dagli apparecchi sionisti sulla centrale termoelettrica di Jiyye, nel Libano meridionale, risultarono infatti nella dispersione di oltre dieci milioni di litri di olio pesante combustibile, che ha devastato chilometri di costa causando indicibili danni all'ecosistema.

Oltre ai danni materiali recati alle infrastrutture (linee elettriche, strade, ponti, ferrovie, ospedali) nei 34 giorni di guerra, conclusasi con la vittoria della Resistenza di Hezbollah, SSNP, Amal, Partito Comunista Libanese e PFLP-GC, si contarono oltre 1200 morti tra i civili.

La bozza di risoluzione é stata passata con 165 voti favorevoli e solo otto contrari (tra cui quelli del regime ebraico, Usa, Canada, Australia e altri paesi minori), sei nazioni si sono astenute e 14 delegazioni non erano presenti al momento del voto.
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lunedì 19 dicembre 2011

Anche a Parigi imponente dimostrazione di cittadini siriani in sostegno degli sforzi del Governo contro provocatori e terroristi!


Anche la capitale francese, una delle centrali imperialiste da cui partono ordini e finanziamenti per i terroristi e i gangster che negli ultimi mesi hanno cercato di precipitare la Siria nel caos e nel sangue si é vista diventare teatro di una imponente manifestazione spontanea della comunità di emigrati siriani che, di fronte alle ambasciate saudita e qatariana (altri stati sponsor dei provocatori infiltrati) hanno sventolato con orgoglio le bandiere nazionali, hanno alzato ritratti del Presidente Assad e hanno scandito slogan di lealtà al proprio Paese e al suo Governo.

I dimostranti hanno dichiarato ai rappresentanti dei media che l'interferenza straniera in Siria, segnatamente americana, israeliana, francese e quella delle corrotte monarchie arabe del petrolio, non riuscirà ad avere la meglio sulla costanza e sulla dedizione del popolo, nonostante alcune frange estremistiche (come i wahabiti di Hama) abbiano cercato di saltare sul carro dei provocatori.

Recentemente una bozza di risoluzione ONU presentata dal Governo russo riconosce ufficialmente che dietro ai torbidi e agli incidenti che da marzo hanno colpito la Repubblica araba "si intravede la mano di una regia internazionale".
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mercoledì 31 agosto 2011

Il Consiglio di Sicurezza dell'ONU biasima ufficialmente Israele per la strage del 15 maggio!


In una mossa che sottolinea il crescente isolamento e la disistima della Comunità internazionale per le provocazioni violente e le aggressioni perpetrate a mano salva dal Regime dell'Apartheid di Tel Aviv il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha ufficialmente censurato la reazione omicida scatenata dalle truppe sioniste contro i manifestanti civili che stavano prendendo parte alla "Marcia del Ritorno" presso il villaggio di Maroun al-Ras, sul confine col Libano, tenutasi lo scorso 15 maggio nel 63esimo anniversario della "Nakba", la violenta pulizia etnica che diede inizio alla tragedia del Popolo palestinese.

Il documento approvato dal Consiglio considera Israele moralmente responsabile delle dieci morti tra i manifestanti e del ferimento in maniera più o meno grave di altre 100 persone (cui bisogna aggiungere anche i morti sul confine con il Golan siriano occupato). Insieme ad altri documenti come il Rapporto Goldstone e l'atteso rapporto sui fatti della Motonave Mavi Marmara il documento si aggiunge alla mole di prove sulla condotta irresponsabile e criminale del regime ebraico nei confronti dei Palestinesi e di quanti condividano con l'impegno politico e civile la loro giusta lotta di liberazione e di affermazione dei propri diritti.

Tra le risoluzioni passate anche una riguardo la necessità di investigare meglio gli attentati esplosivi che nelle scorse settimane, in Libano meridionale, hanno coinvolto, ferendoli in maniera anche grave, militari del corpo di interposizione UNIFIL italiani e francesi. Il Governo libanese ha a più riprese avanzato l'ipotesi che a compiere gli attentati stradali siano stati gruppi armati vicini all'ex Primo Ministro Saad Hariri, desiderosi di destabilizzare il Sud del Libano. L'ONU ha altresì esteso il mandato della missione militare internazionale per 12 mesi, fino al prossimo agosto 2012 e ha caldeggiato l'adozione di un 'dialogo strategico' tra truppe ONU e militari libanesi, per rafforzare il controllo del territorio da parte dell'Esercito di Beirut. La maggioranza di Governo guidata da Amal, Hezbollah e dai cristiani dell'LMP ha sempre auspicato un maggiore coinvolgimento dell'Esercito nel Sud del Paese in modo da rafforzare la difesa integrando sempre più truppe regolari e forze della Resistenza.

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domenica 21 agosto 2011

Hezbollah annuncia meeting di solidarietà con Gaza, mentre il Libano blocca risoluzione ONU filoisraeliana!


Nella giornata di ieri i rappresentanti libanesi alle Nazioni Unite hanno giocato un ruolo importantissimo nel far deragliare una bozza di Risoluzione che, spinta da Usa e Israele (e sostenuta dall'India) voleva cercare di 'giustificare' l'indifendibile orgia di bombardamenti sionisti contro Gaza collegandoli all'attacco contro i pullman di militari a Eilat, portato a conclusione da parti sconosciute e tuttora privo di rivendicazione.

"L'ONU non può vidimare le aggressioni militari di alcuni stati collegandole arbitrariamente alle azioni di movimenti e gruppi non-statali, specie quando non vi é alcuna prova o indizio che questi ultimi abbiano agito di concerto o su istigazione di uno Stato o un Governo"; questa l'ineccepibile linea di obiezione portata avanti dall'ambasciatore di Beirut all'ONU, Nawaf Salam (foto sopra), che ha 'colpito e affondato' la bozza filosionista.

Intanto il Segretario Generale di Hezbollah Hassan Nasrallah ha dichiarato che il prossimo 26 agosto, ultimo venerdì di Ramadan, si terrà nel Parco Iraniano di Maroun al-Ras un grande meeting di solidarietà con la Palestina e specialmente con la Striscia di Gaza, martirizzata dall'assedio sionista e dai continui raid aerei. L'ultimo lunedì di Ramadan è dedicato dai musulmani sciiti al ricordo e alla mobilitazione in favore di Gerusalemme e della Palestina, per volontà e prescrizione dell'Ayatollah Khomeini. Il 'Parco Iraniano' di Maroun al-Ras é stato inaugurato lo scorso autunno dal Presidente della Repubblica Islamica Mahmoud Ahmadinejahd, durante la sua storica visita in Libano.

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