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mercoledì 31 agosto 2011

Il Consiglio di Sicurezza dell'ONU biasima ufficialmente Israele per la strage del 15 maggio!


In una mossa che sottolinea il crescente isolamento e la disistima della Comunità internazionale per le provocazioni violente e le aggressioni perpetrate a mano salva dal Regime dell'Apartheid di Tel Aviv il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha ufficialmente censurato la reazione omicida scatenata dalle truppe sioniste contro i manifestanti civili che stavano prendendo parte alla "Marcia del Ritorno" presso il villaggio di Maroun al-Ras, sul confine col Libano, tenutasi lo scorso 15 maggio nel 63esimo anniversario della "Nakba", la violenta pulizia etnica che diede inizio alla tragedia del Popolo palestinese.

Il documento approvato dal Consiglio considera Israele moralmente responsabile delle dieci morti tra i manifestanti e del ferimento in maniera più o meno grave di altre 100 persone (cui bisogna aggiungere anche i morti sul confine con il Golan siriano occupato). Insieme ad altri documenti come il Rapporto Goldstone e l'atteso rapporto sui fatti della Motonave Mavi Marmara il documento si aggiunge alla mole di prove sulla condotta irresponsabile e criminale del regime ebraico nei confronti dei Palestinesi e di quanti condividano con l'impegno politico e civile la loro giusta lotta di liberazione e di affermazione dei propri diritti.

Tra le risoluzioni passate anche una riguardo la necessità di investigare meglio gli attentati esplosivi che nelle scorse settimane, in Libano meridionale, hanno coinvolto, ferendoli in maniera anche grave, militari del corpo di interposizione UNIFIL italiani e francesi. Il Governo libanese ha a più riprese avanzato l'ipotesi che a compiere gli attentati stradali siano stati gruppi armati vicini all'ex Primo Ministro Saad Hariri, desiderosi di destabilizzare il Sud del Libano. L'ONU ha altresì esteso il mandato della missione militare internazionale per 12 mesi, fino al prossimo agosto 2012 e ha caldeggiato l'adozione di un 'dialogo strategico' tra truppe ONU e militari libanesi, per rafforzare il controllo del territorio da parte dell'Esercito di Beirut. La maggioranza di Governo guidata da Amal, Hezbollah e dai cristiani dell'LMP ha sempre auspicato un maggiore coinvolgimento dell'Esercito nel Sud del Paese in modo da rafforzare la difesa integrando sempre più truppe regolari e forze della Resistenza.

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martedì 30 agosto 2011

Beirut onora i feriti e commemora i caduti della 'Marcia del Ritorno' con un'evento speciale per la fine del Ramadan!


Il "Comitato per la Marcia del Ritorno" ha tenuto uno speciale banchetto di fine del Ramadan a Beirut nella giornata di ieri, invitando quanti, partecipando alla grande manifestazione di massa dello scorso Nakba Day sono stati feriti dalla violenta e scomposta reazione delle truppe del regime ebraico, che non si sono fatte scrupolo di aprire il fuoco su civili disarmati che volevano solamente esercitare il loro legittimo diritto a tornare nelle loro terre e villaggi d'origine (riconosciuto in sede internazionale). Erano altresì presetni i familiari dei caduti di quel giorno, che hanno pagato il prezzo massimo per affermare che il Diritto al Ritorno non é dimenticabile e non ha data di scadenza.

Il Segretario Generale dell'Associazione Sindacale, ex-membro del Parlamento Zaher Khatib ha ringraziato tutti i convenuti con un messaggio nel quale ha affermato che le divisioni dello spettro politico palestinese sono finora servite solo all'Occupazione sionista e ai suoi obiettivi, ribadendo che la riconciliazione "più che un obiettivo é un dovere" e chiedendo alle leadership di tutti i movimenti e le fazioni palestinesi di rendersi consapevoli dell'eccezionalità e della criticità di questo momento storico, che ancora più di altri richiede scelte condivise e coraggiose.



Il Segretario dell'OLP in Libano, Fathi Abu Ardat ha quindi preso la parola parlando della Marcia del Ritorno, sottolineando che essa non é stata altro che un passo su un sentiero che necessariamente porterà all'abbattimento dell'Occupazione ebraica e alla liberazione di Al-Quds (Gerusalemme), il che rappresenterà un punto nodale di svolta e di non-ritorno nella storia araba e mediorientale. Altri oratori hanno poi preso la parola, fra di essi feriti e parenti delle vittime dell'esercito sionista.

Al termine della cerimonia e del successivo banchetto, targhe commemorative sono state distribuite ai feriti della Marcia e alle famiglie delle vittime.
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giovedì 7 luglio 2011

L'ONU condanna ufficialmente Israele per l'uso indiscriminato della forza che ha causato 25 morti nell'anniversario della "Nakba"


Confermando il loro severo giudizio espresso subito dopo la strage del 15 maggio le Nazioni Unite hanno reiterato la loro censura di Israele per avere colpevolmente utilizzato forza letale contro manifestanti disarmati in occasione delle manifestazioni per l'anniversario della Nakba sette settimane orsono, causando la morte di almeno 25 persone. In particolare, nelle pagine del rapporto ONU presentato dal Segretario Generale Ban-Ki Moon, si sottolinea come l'avere aperto il fuoco attraverso confini internazionali come accaduto sulle Alture del Golan e lungo il confine libanese abbia violato la lettera e lo spirito delle Risoluzioni che hanno posto termine alle guerre scatenate dallo Stato ebraico contro la Siria e il Paese dei Cedri rispettivamente nel 1967 e nel 2006.

In particolare, proprio i rapporti e le evidenze raccolte dalle forze ONU scaglionate nella zona hanno fornito il materiale per i capi di imputazione più gravi a carico di Israele, colpevole di non aver saputo attivare adeguati protocolli di contenimanto dei manifestanti con metodi non letali e di aver lasciato degenerare la situazione fino all'uso indiscriminato della forza militare "quando non esisteva alcuna seria minaccia da parte dei manifestanti nei confronti delle truppe sioniste".

La pubblicazione del severo rapporto ha fatto arruffare le piume ai rappresentanti sionisti, che, in un inane 'rappresaglia', hanno interrotto i contatti col Coordinatore Speciale ONU per gli Affari libanesi, Michael Williams, a tempo indeterminato. A 24 ore dalla strage di manifestanti disarmati Williams si disse "scioccato" dall'uso sproporzionato della forza da parte israeliana e dal numero di vittime che esso aveva provocato in appena una giornata, esprimendo una "condanna senza appello" per la condotta di Tel Aviv.
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venerdì 3 giugno 2011

Discorso di Hassan Nasrallah in occasione del 22esimo anniversario della morte dell'Ayatollah Khomeini!


Il Segretario-generale di Hezbollah, Hassan Nasrallah, ha ripetuto nella giornata di ieri che soltanto la Resistenza ha la possibilità di sconfiggere e sventare i piani israeliani e americani che puntano a dominare il Medio Oriente per mezzo delle divisioni, delle rivalità e delle ostilità etniche, religiose e settarie. Nasrallah ha citato a esempio l'esperienza di Hezbollah in Libano ma anche quella di Hamas in Palestina e le recenti rivoluzioni arabe in Egitto e Tunisia, facendo notare come, quando i popoli agiscano uniti non vi siano tirannidi, occupazioni o imperialismi in grado di resistere loro.

Il capo di Hezbollah ha inoltre rinnovato il supporto della sua organizzazione verso il Popolo di Palestina, giurando che il sangue di coloro che hanno dato la vita per la Causa della liberazione durante le manifestazioni dello scorso 15 maggio non sarà stato versato invano. Sottolineando che tutti i libanesi vogliono uno Stato forte e saldo il leader sciita ha dichiarato che la dedizione alle istituzioni libanesi spinge Hezbollah a sempre nuovi sforzi per costruire un gabinetto di Governo che risponda a queste aspettative, sempre sotto la guida del Premier designato Najib Mikati.


Hassan Nasrallah ha rivolto queste parole per via televisiva a quanti si erano radunati nel Palazzo UNESCO di Beirut, per prendere parte a una cerimonia di commemorazione del ventiduesimo anniversario della morte dell'Ayatollah Khomeini, organizzata nella capitale libanese dall'ambasciata della Repubblica islamica iraniana. L'ambasciatore Ghazanfar Roknabadi ha fatto da anfitrione ai convenuti, tra cui si contavano numerosi gli esponenti della classe politica e dell'intellighentsia libanese, anche non sciiti o non allineati con Hezbollah.


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martedì 24 maggio 2011

Human Rights Watch: "Serve un'inchiesta internazionale sui massacri del 15 maggio!"


L'organizzazione non governativa 'Human Rights Watch' ha raccomandato, in un recente comunicato stampa, l'apertura di una pronta, approfondita e indipendente indagine internazionale sulla strage di manifestanti disarmati compiuta dalle truppe sioniste due settimane fa ai confini libanese, siriano e nella West Bank occupata. Almeno quattordici persone (e probabilmente molte di più) morirono il 15 maggio scorso durante la cosiddetta "Giornata della Nakba".

Secondo un copione purtroppo già visto molte volte le truppe israeliane, perso il controllo della situazione, non trovarono di meglio che utilizzare forza letale contro folle di manifestanti pacifici che reclamavano il rispetto del loro "Diritto al Ritorno", sancito dalla giurisprudenza internazionale. La Direttrice per il Medio Oriente di HRW, Sarah Leah Whitson (sopra), ha dichiarato che le azioni israeliane del 15 maggio "Mostrano un totale disinteresse per le vite dei manifestanti e si configurano come criminalmente sanzionabili".

Human Rights Watch aggiunge che, siccome le 'inchieste' interne israeliane sono totalmente inaffidabili, dovrebbe essere l'ONU a nominare un pannello inquirente, nonché a costringere Israele a collaborare, assicurandosi che gli investigatori internazionali abbiano accesso a tutti i documenti e i testimoni necessari a portare a termine la loro inchiesta.
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