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sabato 11 settembre 2021

Rapida vendetta popolare contro i vendipatria che a Nazaret hanno tradito Yaqoub Qadir e Muhammad Al-Ardah!

 

Il sionista si sa, geneticamente è un bugiardo.

Solo menti abituate alla menzogna da decenni (se non secoli) come quelle "a sei punte" potrebbero mai sostenere che Yaqoub Qadir e Mohammed Ardah (due dei sei prigionieri politici fuggiti di recente dalla prigione  sionista di Gilboa) sarebbero stati 'consegnati' alle forze di occupazione "dalla popolazione di Nazaret".

giovedì 9 settembre 2021

Furore e impotenza sioniste di fronte al fallimento nel rintracciare i "Magnifici Sei" evasi dal carcere di Gilboa!

Le forze sioniste hanno preso d'assalto dozzine di aree nel distretto di Jenin, in Cisgiordania occupato, dove hanno condotto ricerche approfondite e raid per trovare i sei detenuti palestinesi fuggiti da un carcere israeliano di massima sicurezza.

Fonti dei media a Jenin hanno riferito che dozzine di soldati sionisti hanno invaso l'area della pianura di Arraba e hanno condotto ricerche nelle comunità palestinesi martedì sera.

Secondo i media palestinesi, le forze di occupazione hanno fatto irruzione nelle case dei sei prigionieri evasi (Monadel Faiat, Aiham Kamamgi, Mohammad Al Arda, Mahmoud Arda, Zakaria Al Zobeidi, Yaakoub Kaderi) e hanno iniziato ad arrestare i loro parenti.Hanno invaso il villaggio di Arabbuna a nord-est di Jenin e hanno preso d'assalto e saccheggiato dozzine di case.

Scontri scoppiati tra i giovani palestinesi e le forze di occupazione ad Arabbuna dopo l'invasione israeliana.

Decine di soldati di Sion hanno anche invaso il villaggio di Aneen a ovest di Jenin e hanno condotto massicce perquisizioni di case e terreni.

Invasioni simili si sono verificate nel villaggio di Faqqu'a a nord-est di Jenin per il secondo giorno consecutivo.

lunedì 6 settembre 2021

Monadel Faiat, Aiham Kamamgi, Mohammad Al Arda, Mahmoud Arda, Zakaria Al Zobeidi, Yaakoub Kaderi beffano il "supercarcere" di Sion con una spettacolare evasione!

 

Monadel Faiat, Aiham Kamamgi, Mohammad Al Arda, Mahmoud Arda, Zakaria Al Zobeidi, Yaakoub Kaderi, i sei prigionieri evasi dal carcere di Gilboa, effigiati (da Sx verso Dx) in uno striscione della Jihad Islamica, usato in una manifestazione di giubilo nella Striscia di Gaza.


Qualche "amante di svastiche" si era adontato, giorni fa, che avessi paragonato il cecchino sionista colpito dalla Resistenza all'SS ritratto nel film Schindler's List.

E chi se ne frega, direte voi.

Ma ormai la similitudine sion = nazi va per la maggiore ma con gli occupanti della Palestina più a loro agio nelle vesti dell'imbranato "Oberst" Klink della serie tv "Gli Eroi di Hogan".

Infatti i carcerieri della prigione "Supermax" di Gilboa, nel Nord della Palestina occupata, si sono fatti scappare sei prigionieri (un membro delle Brigate Al-Aqsa e cinque della Jihad Islamica Palestinese) in un modo degno delle pellicole di Hollywood: fuggiti con un tunnel scavato sotto il lavandino!

martedì 5 aprile 2011

Juliano Mer-Khamis ucciso a Jenin: si sospetta la mano dello Shin Bet dietro la sua morte


Juliano Mer-Khamis, geniale e rivoluzionario attore, regista e attivista politico palestinese, é stato ucciso ieri nel campo profughi cisgiordano di Jenin, dove viveva e lavorava. Secondo il comunicato rilasciato dalla polizia di Fatah per bocca del commissario Mohammed Tayyim, ignoti killer avrebbero colpito l'artista con cinque colpi di arma da fuoco, mentre questi si trovava al volante della sua auto con la baby-sitter che si occupava di suo figlio (e che é rimasta ferita); le indagini sarebbero indirizzate contro "gruppi di militanti".

La Resistenza palestinese, tuttavia, rifiuta questa lettura dei fatti come il tentativo della fazione Fatah di addebitarle la morte di un artista che non aveva nessuna ragione di esserle inviso, anzi, e indica in un commando della stessa Fatah o in una 'squadra omicidi' dello Shin Bet israeliano i più probabili colpevoli dell'omicidio.

Prolifico e innovatore, Mer-Khamis si dedicava sia all'attività cinematografica che a quella teatrale, portando avanti una collaborazione col locale Teatro di Jenin, che venne fondato da sua madre trentuno anni fa, nel 1980; insieme a Zakariya Zubeidi, ex-capo delle Brigate dei Martiri di Al-Aqsa aveva aperto anche il nuovo "Teatro della Libertà".



Di padre palestinese e madre ebraica Mer-Khamis secondo le leggi razziste del regime dell'Apartheid avrebbe avuto diritto alla cittadinanza israeliana, ma l'aveva sempre rifiutata, preferendo vivere e lavorare in mezzo ai diseredati della Nakba, il pogrom del 1948 in seguito al quale venne fondato il regime etnocratico di Israele.

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venerdì 28 gennaio 2011

Ex-membri delle Brigate Al-Aqsa giurano vendetta contro Fatah in nome di Hassan Madhoun!


L'Unità Nabil Masood, un gruppo scissionista delle "Brigate dei Martiri di Al-Aqsa", ha dichiarato in un recente comunicato che intende far pagare ai capi di Fatah che spadroneggiano sulla Cisgiordania la loro cooperazione nell'assassinio di Hassan al-Madhoun, membro della Resistenza di Gaza che rifiutava la politica di sottomissione agli israeliani e portava avanti la lotta con pochi compagni e il sostegno di alcuni membri dell'ala militare di Hamas.
Abbas nei panni di un settler ebreo fondamentalista, visto da Carlos Latuff.
Il gruppo, nello stesso comunicato, ha invitato i cittadini e soprattutto i giovani della West Bank a seguire l'esempio dei loro coetanei tunisini, egiziani e yemeniti e trasformare i prossimi giorni in altrettante vampate di rivolta e rabbia contro chi si lascia corrompere dalle lusinghe e sioniste e occidentali, tradendo il proprio popolo e la propria patria.

"Riteniamo Nasr Youssef, Samir al-Mashharawi, Rasheed Abu Shbak e Mohamed Dahlan pienamente responsabili per l'uccisione di Madhoun e d'ora in poi non vi sarà rifugio o santuario per coloro che hanno preferito cospirare col nemico a danno del fratello e del compatriota". Il gruppo ha altresì dichiarato che il missile sionista che uccise Madhoun all'interno della sua auto insieme a un membro delle Brigate Al-Qassam venne richiamato sul bersaglio da un cellulare modificato all'uopo, donatogli da un miliziano di Fatah che era entrato a far parte della "polizia dell'Anp".

Le Brigate dei Martiri di Al-Aqsa sono state pressoché sciolte da Fatah, che ne ha assorbito gli elementi più fedeli alla leadership di Abbas nella gendarmeria coloniale che controlla la Cisgiordania reprimendo la Resistenza e perseguitando i simpatizzanti e i membri di Hamas ivi residenti.

giovedì 27 gennaio 2011

Fatah mercanteggiava con Israele il prezzo per l'assassinio di un suo stesso affiliato



La madre del martire palestinese Hasan al-Madhoun, ucciso da un missile israeliano, ha reagito con disgusto e orrore alla rivelazione che, prima di muovere i loro costosi elicotteri "Apache" per uccidere suo figlio insieme a un rappresentante dell'ala militare di Hamas, i dirigenti sionisti avessero cercato di "subappaltare" l'assassinio ai loro fedeli 'ascari' di Fatah, la fazione palestinese che ha attualmente il controllo della Cisgiordania ma che, all'epoca dei fatti, manteneva una certa operatività anche nella Striscia di Gaza.

La richiesta venne fatta da Shaul Mofaz, all'epoca Ministro della Difesa dello Stato ebraico (carica che perderà con la sconfitta israeliana nella guerra contro il Libano del 2006), durante un round di colloqui sullo status dei Rifugiati palestinesi, che lo misero faccia a faccia con Nasr Youssef, allora Ministro dell'Interno dell'Autorità Nazionale palestinese.
Una tavola in quadricromia; l'unico posto dove dialoghi quale quello rivelato da Al-Jazeera dovrebbero avere diritto di cittadinanza.
La lettura degli excerpta della riunione é a dir poco scioccante e sembrerebbe quasi tratta da un dozzinale romanzo di spionaggio, se non fosse per il fatto che i suoi protagonisti erano persone reali che parlavano dell'omicidio di una persona reale.

Mofaz: "[…] Hassan Madhoun, conosciamo il suo indirizzo, e Rashid Abu Shabak lo conosce anche, perché non lo ammazzate? Hamas ha sparato razzi recentemente e questa é una sfida a voi e un avvertimento ad Abu Mazen...

Youssef: "Abbiamo dato istruzioni in merito ad Abu Shabak, sta preparando un'operazione".

Mofaz: "Lo avete già detto la volta scorsa che state preparando un'operazione, ma erano quattro settimane fa, e temiamo che Madhoun voglia colpire i varchi di Karni o di Erez; non é mica un membro di Hamas, potete ucciderlo quando volete!"

Youssef: "Stiamo valutando, la situazione é complicata, le nostre possibilità di agire sono limitate...e, inoltre, voi non ci avete ancora offerto nulla di concreto in cambio".

Mofaz: "Vabbé, ho capito, non siete in grado di fare quel che ci avevate promesso, ce la sbrigheremo da soli".


Uno dei particolari più rivoltanti é che, come sottolineato dalle stesse parole di Mofaz, Madhoun non era affiliato con Hamas, anche se a volte collaborava coi suoi rappresentanti (come confermato dall'uccisione di un ufficiale delle Brigate Al-Qassam colpito dallo stesso missile israeliano), ma era anzi affiliato alle Brigate dei Martiri di Al-Aqsa, un'organizzazione che faceva riferimento a Fatah...nella sua ansia di servire il "massah" sionista la combriccola di ascari guidata da Abu Mazen non ha remore a offrire i suoi stessi affiliati come vittime sacrificali al Moloch di Tel Aviv.

Umm Hasan, madre di Madhoun, ha avuto altri due figli e il marito uccisi dagli israeliani e, se per coloro che hanno straziato la sua famiglia e le carni delle sue carni può comprensibilmente provare risentimento e odio, per coloro che hanno cercato di "tirare sul prezzo" della morte di suo figlio non potrà certamente che provare un infinito, incancellabile disprezzo.