Questa storia é leggermente diversa da quelle che vi presentiamo normalmente dal Paese una volta noto come "Arabia Felix" (che di solito hanno a che fare con l'invasione da parte delle corrotte petromonarchie saudita ed emiratina e con la gagliarda resistenza yemenita).
Tuttavia ci sembra importante e vogliamo segnalarvela.
E' la storia di uno sfortunatissimo ragazzino, che vedete in foto e del quale non conosciamo nemmeno nome e cognome visto che non erano citati nello stringatissimo trafiletto che accompagnava le immagini riportateci da un nostro contatto.
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giovedì 9 agosto 2018
A Sanaa i responsabili dello stupro e dell'assassinio di un ragazzino di 12 anni sono giustiziati in pubblico!
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martedì 20 dicembre 2016
Emergono dettagli inquietanti sull'attentato ad Andrei Karlov: una mossa dei servizi turchi pro-Usa?
L'ipotesi di una 'matrice erdoganiana' dell'attentato mortale di ieri contro l'ambasciatore russo Andrei Karlov regge sempre meno, per quanto schifo e disistima si possa avere verso il ducetto anatolico amico dell'ISIS.
Infatti l'attentato voleva chiaramente far fallire il prossimo vertice a tre Iran-Russia-Turchia durante il quale Mosca avrebbe tentato di separare definitivamente Ankara dalla coalizione filo-takfira internazionale facendole capire che una Siria pacifica e controllata da Assad è più nei suoi interessi piuttosto che ogni altra opzione, specie se accompaganta dal transito del gasdotto South Stream.
Infatti l'attentato voleva chiaramente far fallire il prossimo vertice a tre Iran-Russia-Turchia durante il quale Mosca avrebbe tentato di separare definitivamente Ankara dalla coalizione filo-takfira internazionale facendole capire che una Siria pacifica e controllata da Assad è più nei suoi interessi piuttosto che ogni altra opzione, specie se accompaganta dal transito del gasdotto South Stream.
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domenica 16 agosto 2015
Sedicenne palestinese straziato dai sionisti a Sud di Nablus, la 'spiegazione' non convince nessuno!
Quello che vedete in foto era Ahmad Kamal Taj, ragazzo palestinese di 16 anni massacrato da cinque colpi di fucile d'assalto sionista all'incrocio di Bita, a Sud di Huwara, vicino a Nablus.
I macellai sionisti che lo hanno preso di mira si sono giustificati dicendo che il ragazzo avrebbe tentato di accoltellare uno di loro. Tuttavia non crediamo che sia stato questo il caso visto che tutti i colpi che lo hanno crivellato lo hanno trapassato sul petto e sul ventre come se fossero stati sparati dritto davanti a lui da grande distanza.
I macellai sionisti che lo hanno preso di mira si sono giustificati dicendo che il ragazzo avrebbe tentato di accoltellare uno di loro. Tuttavia non crediamo che sia stato questo il caso visto che tutti i colpi che lo hanno crivellato lo hanno trapassato sul petto e sul ventre come se fossero stati sparati dritto davanti a lui da grande distanza.
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domenica 1 febbraio 2015
Vigliacca autobomba takfira assassina Sceicco della tribù sunnita degli Aniza, alleati del Governo irakeno!
Il successo della strategia del Governo irakeno per coinvolgere in prima linea i Sunniti del paese nella lotta contro l'estremismo bigotto dell'ISIS ha avuto un ruolo fondamentale nelle numerose importanti vittorie riportate in questi mesi contro il miserabile 'califfato' wahabita che ancora occupa Mosul e piccole parti delle Province di Ninive e Anbar.
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giovedì 1 novembre 2012
Bambina di undici anni investita di proposito da un Ebreo degli insediamenti illegali tra Al-Khalil e Gerusalemme!
Nel mondo civile non é praticamente possibile per un pirata della strada colpire un passante e darsi alla fuga senza venire identificato: il proliferare di telecamere di sicurezza e i metodi di ricerca e indagine delle polizie moderne rendono difficilissimo sfuggire alle responsabilità di un investimento colposo o, peggio ancora, intenzionale.
A parte, ovviamente, per gli appartenenti al sedicente "popolo eletto", occupanti illegali della Palestina invasa che 'per sport' giocano a 'Death Race 2012', inseguendo e travolgendo sotto le ruote dei loro veicoli Palestinesi innocenti. I seguenti link ad altrettanti articoli pubblicati in passato su Palaestina Felix dimostrano come tale orrendo costume sia diffuso tra gli Ebrei fanatici degli insediamenti.
Questa volta é stata Hala abu Ayyash, ragazzina di soli undici anni a rimanere travolta e gravissimamente ferita da un sionazista degli insediamenti, un individuo spregevole per cui ogni clemenza sarebbe sprecata; Mohammed Awad, coordinatore delle iniziative palestinesi anti-settler e della lotta per l'affermazione dei Diritti degli abitanti legittimi dei territori occupati ha dichiarato che l'investimento é avvenuto su una strada tra Al-Khalil e Al-Quds e che il veicolo pilotato dall'Ebreo occupante é volutamente uscito dalla sede stradale salendo sul marciapiede apposta per travolgere la bambina.
A parte, ovviamente, per gli appartenenti al sedicente "popolo eletto", occupanti illegali della Palestina invasa che 'per sport' giocano a 'Death Race 2012', inseguendo e travolgendo sotto le ruote dei loro veicoli Palestinesi innocenti. I seguenti link ad altrettanti articoli pubblicati in passato su Palaestina Felix dimostrano come tale orrendo costume sia diffuso tra gli Ebrei fanatici degli insediamenti.
Questa volta é stata Hala abu Ayyash, ragazzina di soli undici anni a rimanere travolta e gravissimamente ferita da un sionazista degli insediamenti, un individuo spregevole per cui ogni clemenza sarebbe sprecata; Mohammed Awad, coordinatore delle iniziative palestinesi anti-settler e della lotta per l'affermazione dei Diritti degli abitanti legittimi dei territori occupati ha dichiarato che l'investimento é avvenuto su una strada tra Al-Khalil e Al-Quds e che il veicolo pilotato dall'Ebreo occupante é volutamente uscito dalla sede stradale salendo sul marciapiede apposta per travolgere la bambina.
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martedì 3 gennaio 2012
Gang di prostitute ucraine assassina un ebreo francese a Tel Aviv, poi lancia una "rivendicazione palestinese" per sviare le indagini!
Tutti i poco di buono che vivono nel regime ebraico che occupa la Palestina occupata (e ce ne sono veramente molti, alcuni persino non impiegati nel Governo, nei partiti politici o nelle forze armate...) hanno un 'asso nella manica' molto comodo e di sicuro effetto quando vogliono sviare le indagini e i sospetti riguardo una azione criminosa da loro commessa: "dare la colpa ai Palestinesi". Del resto l'atmosfera di paranoia razzista adeguatamente 'montata' e mantenuta ad arte per gli interessi politici, economici dello Stato dell'Apartheid é ideale per simili manovre. Ancora adesso ricordiamo il selvaggio "pogrom" scatenato dalle autorità sioniste quando, ad Itamar, un bracciante asiatico (thailandese o filippino) massacrò una famiglia di coloni che, dopo averlo sfruttato, si erano rifiutati di pagarlo e lo avevano percosso e insolentito, gli "inquisitori ebraici" sono riusciti persino ad arrestare dei giovani palestinesi e, a colpi di indicibili torture, estorcere loro una 'confessione' di comodo, risultato: un assassino in libertà, ma dei Palestinesi in carcere, tutto ok, dunque.
Un altro esempio di questa particolare "tattica" dei criminali israeliani lo abbiamo avuto di recente quando, in seguito al ritrovamento del cadavere di un anziano Ebreo francese pugnalato e dato alle fiamme in una casa di Dizengoff Street a Tel Aviv, una bizzarra e improbabile 'rivendicazione' era stata comunicata ai media, in cui si pretendeva che l'omicidio del Professor Elie Lalouz (questo il nome del francese -foto sopra-, di professione chimico anche se ormai in pensione) fosse stato portato a termine dalle "Brigate del Martire Generale Hassan Tehrani", come 'rappresaglia' per l'assassinio portato a termine da Israele di un ufficiale iraniano coinvolto nel progetto scientifico del programma nucleare iraniano.
Ma, prima che l'inquisizione sionista si potesse scatenare nell'usuale "caccia al Palestinese" qualcosa é andato 'storto' (o 'dritto' a seconda dei punti di vista): qualche ispettore di polizia con la testa sulle spalle e più professionalità che ideologia dentro di essa (un po' come il Rutger Hauer ispettore delle SS in "Fatherland" di R.Harris) ha seguito una pista 'controcorrente' individuando una gang composta da due prostitute di origine ucraina e dai rispettivi protettori che, dopo brevi riscontri, sono risultati i veri colpevoli dell'omicidio. Le due donne avrebbero materialmente assassinato l'anziano Ebreo francese, somministrandogli prima un narcotico e quindi pugnalandolo. A quel punto, dopo avere fatto entrare i loro complici nell'appartamento e averlo saccheggiato vi avrebbero appiccato il fuoco per distruggere le prove di quanto accaduto, la rivendicazione sarebbe stata rilasciata in un secondo tempo quando, dopo l'intervento dei pompieri e i primi rilevamenti sarebbe risultato evidente che le fiamme non avevano impedito di riconoscere che il morto era stato assassinato prima del rogo.
Un altro esempio di questa particolare "tattica" dei criminali israeliani lo abbiamo avuto di recente quando, in seguito al ritrovamento del cadavere di un anziano Ebreo francese pugnalato e dato alle fiamme in una casa di Dizengoff Street a Tel Aviv, una bizzarra e improbabile 'rivendicazione' era stata comunicata ai media, in cui si pretendeva che l'omicidio del Professor Elie Lalouz (questo il nome del francese -foto sopra-, di professione chimico anche se ormai in pensione) fosse stato portato a termine dalle "Brigate del Martire Generale Hassan Tehrani", come 'rappresaglia' per l'assassinio portato a termine da Israele di un ufficiale iraniano coinvolto nel progetto scientifico del programma nucleare iraniano.
Ma, prima che l'inquisizione sionista si potesse scatenare nell'usuale "caccia al Palestinese" qualcosa é andato 'storto' (o 'dritto' a seconda dei punti di vista): qualche ispettore di polizia con la testa sulle spalle e più professionalità che ideologia dentro di essa (un po' come il Rutger Hauer ispettore delle SS in "Fatherland" di R.Harris) ha seguito una pista 'controcorrente' individuando una gang composta da due prostitute di origine ucraina e dai rispettivi protettori che, dopo brevi riscontri, sono risultati i veri colpevoli dell'omicidio. Le due donne avrebbero materialmente assassinato l'anziano Ebreo francese, somministrandogli prima un narcotico e quindi pugnalandolo. A quel punto, dopo avere fatto entrare i loro complici nell'appartamento e averlo saccheggiato vi avrebbero appiccato il fuoco per distruggere le prove di quanto accaduto, la rivendicazione sarebbe stata rilasciata in un secondo tempo quando, dopo l'intervento dei pompieri e i primi rilevamenti sarebbe risultato evidente che le fiamme non avevano impedito di riconoscere che il morto era stato assassinato prima del rogo.
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martedì 10 maggio 2011
Shaul Mofaz in pieno delirio vorrebbe assassinare Khaled Mishaal
In una dichiarazione che suonerebbe enorme e incredibile se non fosse piovuta dalla bocca di un fanatico sionista criminale di guerra, Shaul Mofaz, che già si era reso famigerato nelle scorse settimane per avere incitato il Regime dell'Apartheid a riprendere la sua serie di omicidi indiscriminati (che hanno causato dozzine di vittime fra i coraggiosi leader e militanti della Resistenza palestinese e molte centinaia fra la popolazione civile coinvolta negli attacchi terroristi di Tel Aviv), avrebbe minacciato in maniera simile Khaled Mishaal, il leader supremo di Hamas.
Parlando a 'Radio Israel' Mofaz avrebbe tracciato un rozzo parallelo tra il preteso assassinio di Bin Laden (che, per coloro disposti a bersi le panzane del Pentagono sarebbe avvenuto pochi giorni fa in Pachistan) e la progettata uccisione di Mishaal: naturalmente che uno fosse un burattino armato e addestrato dalla CIA e che il secondo sia il capo del movimento politico maggioritario in Palestina e depositario della volontà popolare espressa dalle libere elezioni del 2006 poco importa, tanto a far credere che "Hamas é come Al-Qaeda" ci pensa l'hasbara filoisraeliana dei vari giornalisti-letamaio, rappresentati in Italia da gente come Mentana e Furio Colombo.
Durante il suo sproloquio a Radio Israel Mofaz avrebbe affermato: "Conosco Hamas molto bene" (ci permettiamo di dubitarne), "E io credo che sia uno dei movimenti più pericolosi che Israele abbia mai affrontato" (forse qui ha ragione, perché non é ricattabile, ammaestrabile, corruttibile, come invece si é rivelata essere per gli ultimi quattro anni la fazione Fatah), "e le nostre esperienze con Hamas sono lunghe e dolorose perché ha condotto molte operazioni contro di noi" (ma non dovrebbe preoccuparsi del passato, piuttosto del futuro!); infine avrebbe terminato minacciando Hamas di "accettare le condizioni del quartetto di mediazione o affrontare i nostri tentativi di assassinio".
| Bisogna ricordare che Mofaz vive in un paese in cui i concessionari di macchine si fanno pubblicità incitando i clienti a investire giovani Palestinesi; questo mette in prospettiva il suo delirio... |
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sabato 16 aprile 2011
Ken O'Keefe accusa: "L'omicidio di Vittorio Arrigoni é stato voluto, organizzato, facilitato dai servizi segreti israeliani!"
In questo commovente video, realizzato in fretta e furia con mezzi artigianali poche ore dopo il ritrovamento della salma dell'attivista italiano Vittorio Arrigoni, il volontario e attivista americano Ken O'Keefe, veterano della Freedom Flotilla rende omaggio alla figura, all'opera e all'impegno del nostro concittadino, onorando il coraggio che lo fece rimanere nella Striscia durante tutto lo svolgersi del 'pogrom' militare sionista dell'operazione "Piombo Fuso" quando la quasi totalità dei volontari stranieri vennero invitati ad abbandonare il territorio attaccato, divenendo la voce della verità e del dolore con i suoi preziossisimi reportage.
| 'Vik' e Ken insieme all'arrivo di una piccola flotta di aiuto a Gaza assediata |
Israele, per decenni, é riuscito a evitare stigma e sanzioni per le sue politiche grazie alla disinformazione e alla distrazione delle opinioni pubbliche occidentali, Arrigoni, come altri volontari occidentali, poneva con la sua opera un grave pericolo, diffondendo informazioni dirette, certe e di prima mano in merito ai crimini del regime ebraico. Uccidere Vittorio vuol dire, oltre che silenziare la sua voce, spaventare e minacciare gli altri volontari internazionali, spingerli a tornare a casa, dissuadere nuovi dal trasferirsi a Gaza. "Segretamente Israele e i suoi alleati stanno festeggiando la sua morte".
Con linguaggio colorito che certamente ha a che fare col suo passato di militare nei Marines degli Stati Uniti O'Keefe dichiara che una delle molle principali per l'omicidio di Vittorio é certamente la Freedom Flotilla 2, in procinto di partire dai porti dell'Europa alla volta di Gaza e a causa della quale Israele (per citare le precise parole del messaggio) "se la sta letteralmente facendo nei pantaloni", visto che quest'anno un attacco militare in acque internazionali, come fu nel caso della Mavi Marmara, non sarebbe assolutamente ripetibile.
In una notizia correlata, il comitato organizzatore della nuova flotta di aiuti umanitari ha deciso di ribattezzare il proprio convoglio "Freedom Flotilla - Stay Human", riprendendo il motto personale di Vittorio, che grazie al suo impegno, al suo coraggio, alla dedizione alla Causa della Palestina e della Giustizia é ormai sulla bocca e sulle labbra di migliaia e decine di migliaia di attivisti filopalestinesi in tutto il mondo.
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martedì 5 aprile 2011
Juliano Mer-Khamis ucciso a Jenin: si sospetta la mano dello Shin Bet dietro la sua morte
Juliano Mer-Khamis, geniale e rivoluzionario attore, regista e attivista politico palestinese, é stato ucciso ieri nel campo profughi cisgiordano di Jenin, dove viveva e lavorava. Secondo il comunicato rilasciato dalla polizia di Fatah per bocca del commissario Mohammed Tayyim, ignoti killer avrebbero colpito l'artista con cinque colpi di arma da fuoco, mentre questi si trovava al volante della sua auto con la baby-sitter che si occupava di suo figlio (e che é rimasta ferita); le indagini sarebbero indirizzate contro "gruppi di militanti".
La Resistenza palestinese, tuttavia, rifiuta questa lettura dei fatti come il tentativo della fazione Fatah di addebitarle la morte di un artista che non aveva nessuna ragione di esserle inviso, anzi, e indica in un commando della stessa Fatah o in una 'squadra omicidi' dello Shin Bet israeliano i più probabili colpevoli dell'omicidio.
Prolifico e innovatore, Mer-Khamis si dedicava sia all'attività cinematografica che a quella teatrale, portando avanti una collaborazione col locale Teatro di Jenin, che venne fondato da sua madre trentuno anni fa, nel 1980; insieme a Zakariya Zubeidi, ex-capo delle Brigate dei Martiri di Al-Aqsa aveva aperto anche il nuovo "Teatro della Libertà".
Di padre palestinese e madre ebraica Mer-Khamis secondo le leggi razziste del regime dell'Apartheid avrebbe avuto diritto alla cittadinanza israeliana, ma l'aveva sempre rifiutata, preferendo vivere e lavorare in mezzo ai diseredati della Nakba, il pogrom del 1948 in seguito al quale venne fondato il regime etnocratico di Israele.
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lunedì 31 gennaio 2011
Il Medio Oriente sta cambiando ma in Cisgiordania é solita routine: attacchi e omicidi da parte di coloni ebrei
Mentre i caporioni politico-militari del sionismo guardano alla Tunisia, all'Egitto, al Libano, alla Giordania, letteralmente terrorizzati dai cambiamenti e dalle evoluzioni che vedono in moto tutt'attorno al loro piccolo stato dell'Apartheid, (rinserrato dietro barriere di cemento e acciaio pagate dai contribuenti americani), i loro seguaci ultrafondamentalisti e razzisti non si danno per inteso dei cambiamenti che tanto spaventano i loro capibastone e continuano a comportarsi come sempre, inscenando attacchi vandalici e omicidi a danno dei Palestinesi.
Ad Araq Bourin, presso Nablus (Cisgiordania settentrionale), un giovane agricoltore di appena diciotto anni é stato assassinato da coloni ebrei con un singolo colpo d'arma da fuoco sparatogli in pieno torace; secondo l'agenzia Wafa i killer venivano dall'avamposto ebraico di Yitzhar, uno dei mille e mille 'outpost' da cui gli abitanti delle colonie illegali impiantate da Israele in Cisgiordania cercano di mettere le mani su nuova terra da espropriare e rubare, magari riuscendo a farla circondare dalla muraglia dell'Apartheid per 'questioni di sicurezza'.
Il colpo che ha ucciso Adi Qadoush, questo il nome del ragazzo morto, é penetrato nel torace sul lato sinistro, rimanendovi conficcato. Forse adeguate indagini balistiche sul proiettile potranno far luce su che tipo di arma sia stata usata dai settler assassini. Qadoush é il terzo palestinese assassinato nella zona negli ultimi dodici mesi.
Anche a Safah, nel sud della Cisgiordania, si é lamentata una giovane vittima palestinese, anche questa volta per mano assassina di coloni ebrei, che in numero di diverse dozzine (circa cento individui), hanno attaccato in massa il villaggio, nei pressi di Hebron, nella mattinata di venerdì. Questa volta i killer venivano dall'insediamento illegale di Beit Ayen e, appena arrivati vicino alle case di Safah hanno iniziato ad aprire il fuoco con fucili d'assalto e altre armi automatiche (che l'esercito dello Stato sionista distribuisce loro liberamente).
| I fanatici ebrei fondamentalisti hanno un vero e proprio culto delle armi, di cui sono abbondantemente riforniti dall'esercito sionista... |
Affrontati da Palestinesi disarmati ma determinatissimi i coloni ebrei sono rapidamente tornati al loro insediamento illegale; purtroppo però, per il giovane Ikhlayal non c'era più niente da fare. Anche un altro ragazzo, il sedicenne Bilal Kuqass, é stato colpito da un proiettile, per fortuna soltanto al braccio.
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sabato 15 gennaio 2011
Khalid Amayreh su Israele e la sua natura destabilizzatrice e criminale
| Khalid Amayreh |
Ma una pur cursoria revisione delle attività in cui sono state coinvolte le forze di aggressione e repressione israeliane negli ultimi tempi evidenzierà oltre ogni legittimo dubbio la natura nefanda, illegale e assassina di un'entità i cui rappresentanti commettono crimini e atti di terrore consapevolmente e deliberatamente, con la piena certezza che non verranno mai chiamati a risponderne come succederebbe per i rappresentanti di qualunque altro Paese del mondo: sono queste loro azioni, non altro, a privare il cosiddetto Stato di Israele di qualunque pretesa e/o aspirazione a una qualsivoglia legittimità internazionale.
L'omicidio, volontario o casuale, costituisce la normale e quotidiana azione politica di Israele contro il popolo Palestinese e contro quanti coloro lo sostengono o solidarizzano con esso, siano essi individui, associazioni, gruppi o governi e nazioni. Alcune delle vittime degli omicidi sionisti sono figure apolitiche, innocenti la cui morte non ha alcuna giustificazione tranne il "bisogno" dei sionisti di infliggere dolore e sofferenza a coloro che percepisce come 'nemici'.
Lo scorso 9 gennaio soldati sionisti dal grilletto pruriginoso, al sicuro su di una piattaforma di tiro sopraelevata al confine con la Striscia di Gaza assediata hanno sparato, uccidendolo, al sessantacinquenne Shaban al-Garmout, un povero contadino palestinese, mentre stava prendendosi cura dei suoi campi che si trovano pericolosamente vicini alla "Zona della Morte", la terra di nessuno arbitrariamente stabilita da Israele all'interno stesso della Striscia. Con la totale mancanza di interesse che li contraddistingue quando si parla di morti non-Ebrei i portavoce delle forze militari israeliane hanno negato di essere a conoscenza dell'incidente; da costoro, uomini e donne senza distizione, si aspetterebbe quantomeno una parola di cordoglio o di empatia nei confronti di un uomo ucciso mentre lavorava la terra senza costituire una minaccia per nessuno...invano...forse tale albagia ha l'origine nell'indottrinamento razzista che é parte integrante dell'addestramento dei soldati israeliani, ricordiamo infatti che più di un esponente del rabbinato militare ha definito i non-Ebrei come "bestie" e "subumani" invitando i soldati a usarli come scudi.
I parenti della vittima e i testimoni oculari dell'assassinio sono ancora più netti: "Incidente? Un incidente é qualcosa che succede una, due, forse tre volte", dichiara Ahmet al-Garmout, congiunto della vittima "Ma qui stiamo parlando di un vero e proprio tiro al bersaglio quotidiano, gli 'errori' ripetuti quotidianamente hanno un diverso nome: sono una politica di assassinio". Basta guardare alla lista di Palestinesi assassinati sui confini della Striscia di Gaza mentre si recavano al lavoro, coltivavano le loro terre o raccoglievano materiali di risulta da impiegare nell'edilizia per capire che c'é più di un oncia di verità in queste parole.
| Abu Mazen si é umiliato di fronte a Israele fino a rendersi odioso al suo stesso popolo...ha fatto forse cessare le violenze e gli omicidi israeliani? NO! |
Qualche giorno prima di Al-Garmout e di Al-Qawasmi é toccato a Jawaher Abu Rahma venire martirizzata dalle truppe di occupazione sioniste, soffocata dai gas urticanti lanciati in concentrazione letale contro un rally di protesta che non faceva altro che contestate pacificamente l'estensione dell'infame barriera dell'Apartheid sulle terre palestinesi. Se la lista sempre crescente dei crimini dello Stato ebraico non lo qualifica come un'entità malvagia, canagliesca, assassina, che cosa sarebbe necessario per giungere a tale conclusione?
Dobbiamo forse aspettare l'erezione di una nuova Auschwitz per ammettere finalmente la natura criminale di Israele? Quante piogge di fosforo bianco, quanti pogrom militari condotti contro infrastrutture e abitazioni civili saranno ancora necessarie? L'impostura del cosiddetto "esercito più morale del mondo" ha ancora sostenitori? Cos'hanno da dire davanti al sudario insanguinato del 65enne Al-Qawasmi? Che cosa hanno da dire davanti al pianto della madre di Jawaher e Bassem Abu Rahma?
L'innegabile e oggettiva natura criminale di Israele non é ristretta o limitata all'arena palestinese...il Mossad si occupa normalmente di inviare "squadroni della morte" all'estero ad assassinare a sangue freddo cittadini di altri Stati, con operazioni di killeraggio o di vera e propria strage...i casi di Gerald Bull, Rafik Hariri, Mahmoud Al-Mabhouh e molti altri ancora sono emblematici e tipici della concezione sionista delle operazioni di "intelligence".
Con simili credenziali criminali, senza una decisa e aperta azione di stigmatizzazione, condanna, isolamento e sanzioni da parte della Comunità internazionale Israele continuerà a essere un fattore destabilizzante non solo nei confronti della Palestina o del Medio Oriente, ma anche dell'Asia, del Nordafrica e del mondo in generale. Il terrorismo di Stato israeliano continuerà a influenzare per il peggio le vite di milioni di persone in tutto il pianeta. Diventa quindi un imperativo morale e politico mobilitarsi con ogni mezzo legale, giustificato e appropriato per contenere e controbattere la letale carica di caos e distruzione che la presente linea di condotta israeliana reca con sé, in modo che, messo di fronte alle conseguenze del suo agire, Israele stesso cessi di portare al potere politici tanto pervicacemente e costantemente alieni dalle più comuni norme della legalità e del Diritto internazionale.
giovedì 16 dicembre 2010
Politici israeliani invocano l'omicidio di parlamentari palestinesi durante una pubblica seduta della Knesset!
Un discreto numero di parlamentari israeliani hanno invocato pubblicamente l'assassinio di un loro ex-collega eletto tra le fila di uno dei pochi partiti arabi che, anche nel sempre più ferreo e iniquo regime di Apartheid sionista, cercano di portare avanti la lotta per l'eguaglianza dei cittadini arabi di fronte alla Legge.
La "giustificazione" elevata a scusante dell'intollerabile dichiarazione, estesa per di più durante una seduta pubblica della Knesset, il Parlamento israeliano, fa venire alla mente l'espressione "peggio la toppa del buco"; i parlamentari ebrei che hanno invocato l'assassinio di Azmi Bishara, infatti, hanno dichiarato che egli dovrebbe essere ucciso in quanto: "é un terrorista".
| Dopo la batosta militare seguita all'aggressione contro il Libano del 2006 Hezbollah é divenuto lo spauracchio delle paranoie sioniste almeno quanto l'Iran... |
Il deputato Michael Ben Ari, nel corso di un vero e proprio diluvio di contumelie dai toni isterici e quasi patologici, si é augurato che il fato di Bishara sia simile a quello di Mahmoud al-Mabhouh e Imad Mughniyah, esponenti rispettivamente di Hamas ed Hezbollah assassinati da Israele.
Questa notizia segue direttamente la nostra denuncia riguardo come Israele si appresti a modificare le proprie leggi in modo da equiparare la difesa dell'eguaglianza fra Palestinesi ed Ebrei alla stessa stregua della Resistenza armata (fra l'altro totalmente legittima e giustificata di fronte alle atrocità sioniste, e condannabile solo nella mentalità "fallace" di qualche politico occidentalista rammollito e codardo).
| Chissà fra quanto Israele inizierà la sua campagna di "omicidi mirati" contro i parlamentari palestinesi, per ora li invoca solo verbalmente... |
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