Ancora una volta un elicottero americano Hughes AH-64 é stato abbattuto dai combattenti yemeniti mentre volava sopra la Provincia di Najran; l'apparecchio stava puntando verso posizioni conquistate dagli uomini dei Comitati Popolari cercando di respingerli.
La notizia é stata diffusa dal canale "Al-Masirah".
Inoltre un carro armato sempre americani (M1 Abrams) é stato distrutto da forze yemenite nella base militare di Qiyadah, sempre nella Provincia di Najran, i suoi cinque uomini di equipaggio sono tutti periti, così come i tre soldati sauditi colpiti da una granata di mortaio nella base militare di Talah, sempre a Najran.
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venerdì 30 dicembre 2016
In Yemen i Saoud perdono un altro dei loro 'invincibili' elicotteri americani!
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domenica 28 febbraio 2016
Un altro "Apache" di Riyadh cade vittima del fuoco dei combattenti yemeniti!
Un elicottero di produzione americana "Apache" in uso alle truppe del regime wahabita di Riyadh é stato abbattuto nella giornata di ieri da combattenti yemeniti nei pressi di Azzan, nel distretto di Dhubab in Provincia di Taizz.
L'elicottero stava scaricando la propria mitragliera da 30mm caricata con proiettili a uranio impoverito contro civili inermi, quando una squadra dei Comitati Popolari, chiamata in aiuto dalla popolazione, é riuscita a colpirlo e farlo precipitare.
L'elicottero stava scaricando la propria mitragliera da 30mm caricata con proiettili a uranio impoverito contro civili inermi, quando una squadra dei Comitati Popolari, chiamata in aiuto dalla popolazione, é riuscita a colpirlo e farlo precipitare.
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venerdì 8 gennaio 2016
Un altro elicottero americano AH-64 abbattuto dai coraggiosi combattenti yemeniti!
Dare a un'orda di scimpanzé carri armati, blindati, elicotteri e jet per miliardi di dollari non li trasformerà per questo in soldati moderni in grado di utilizzare al meglio l'arsenale tecnologico che hanno a disposizione.
L'ennesima conferma viene dallo Yemen, dove i reparti dell'Esercito Regolare dichiaratisi per la Rivoluzione e i combattenti Houthi dei Comitati Popolari hanno replicato i successi già ottenuti nei mesi precedenti abbattendo un altro elicottero Hughes "Apache" venduto dalla Casa Bianca ai corrotti emiri sauditi.
L'ennesima conferma viene dallo Yemen, dove i reparti dell'Esercito Regolare dichiaratisi per la Rivoluzione e i combattenti Houthi dei Comitati Popolari hanno replicato i successi già ottenuti nei mesi precedenti abbattendo un altro elicottero Hughes "Apache" venduto dalla Casa Bianca ai corrotti emiri sauditi.
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sabato 22 agosto 2015
Forze yemenite abbattono un altro elicottero 'Apache' saudita ad Al-Khobah!
Per la terza volta in quasi cinque mesi i combattenti yemeniti sono riusciti ad abbattere un elicottero d'attacco Hughes AH-64 delle forze saudite.
L'abbattimento é avvenuto nella Provincia di Jizan, nella zona di Al-Khobah. I militanti Houthi dei Comitati Popolari hanno usato un missile antiaereo spalleggiabile per colpire e distruggere il bersaglio.
L'abbattimento é avvenuto nella Provincia di Jizan, nella zona di Al-Khobah. I militanti Houthi dei Comitati Popolari hanno usato un missile antiaereo spalleggiabile per colpire e distruggere il bersaglio.
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lunedì 11 maggio 2015
Un altro elicottero saudita abbattuto sulloYemen! Postazione saudita ad Al-Hasamah conquistata dagli Houthi!
Continua inarrestabile la serie di sconfitte e umiliazioni che i combattenti Houthi di Ansarullah stanno infliggendo alle truppe di Re Salman lungo il confine Yemeno-Saudita: questa volta dopo l'Apache abbattuto ad Al-Buqah é toccato a uno che incrociava sopra Baqem, nella provincia di Saada, a cadere sotto il fuoco antiaereo: l'apparecchio é precipitato al suolo e i suoi due occupanti, Sultan al-Zahrani e Fahed al-Ghamedi sono stati presi prigionieri dai combattenti tribali.
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venerdì 8 maggio 2015
In esclusiva per voi immagini e video dell'elicottero saudita abbattuto sulla provincia di Saada!
Siamo orgogliosi di potervi presentare immagini e video del velivolo Hughes 'Apache' abbattuto dai militanti Houthi mentre sorvolava Al-Boqa, nella provincia di Saada. Da quanto é possibile vedere vicino al relitto si trova un veicolo cingolato, forse un ARV; comunque la carcassa mostra gravi danni: le pale del rotore principale sono saltate via e questo dimostra che l'elicottero é piombato al suolo privo di ogni controllo, smentendo totalmente la versione saudita dell'atterraggio di fortuna dovuto a un guasto.
(Per il video continuare all'interno).
(Per il video continuare all'interno).
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giovedì 17 ottobre 2013
Il Ministro Fahmy definisce: "Tese e travagliate" le relazioni Usa-Egitto dopo il taglio degli aiuti americani al Cairo!
Con una intervista rilasciata sulle colonne del quotidiano 'Al-Ahram' il titolare del dicastero degli Esteri, Nabil Fahmy, ha toccato il tasto dolente dei rapporti Cairo-Washington che, dopo una fase interlocutoria subito successiva all'intervento dell'Esercito che a luglio scorso depose l'ormai impopolare Presidente Mursi, sono andati via via raffreddandosi fino alla clamorosa decisione Usa di sospendere aiuti economici e militari a quello che fino all'anno scorso era il maggior recipiente arabo dei programmi di 'aid' a stelle e strisce.
Fahmy ha dichiarato che le relazioni transatlantiche sono "tese e travagliate" e che cercare di negarlo o di travestire la realtà sarebbe "un esercizio inutile e disonesto". Tuttavia il Ministro egiziano ha anche dichiarato che il taglio degli aiuti non produrrà alcun cambiamento di rotta da parte delle autorità al potere che "stanno seguendo una loro strada per portare il Paese verso una democrazia funzionale ed effettiva".
Il Pentagono ha già fermato le consegne di parti di ricambio, accessori e munizioni per elicotteri Apache, carri armati Abrams e jet F-16, che costituiscono una parte importante dell'arsenale del Cairo. Il Governo, su impulso del Generale Al-Sisi, sta analizzando la possibilità di diversificare le sue fonti di approvvigionamento militare, guardando in primo luogo verso Mosca e Pechino.
Fahmy ha dichiarato che le relazioni transatlantiche sono "tese e travagliate" e che cercare di negarlo o di travestire la realtà sarebbe "un esercizio inutile e disonesto". Tuttavia il Ministro egiziano ha anche dichiarato che il taglio degli aiuti non produrrà alcun cambiamento di rotta da parte delle autorità al potere che "stanno seguendo una loro strada per portare il Paese verso una democrazia funzionale ed effettiva".
Il Pentagono ha già fermato le consegne di parti di ricambio, accessori e munizioni per elicotteri Apache, carri armati Abrams e jet F-16, che costituiscono una parte importante dell'arsenale del Cairo. Il Governo, su impulso del Generale Al-Sisi, sta analizzando la possibilità di diversificare le sue fonti di approvvigionamento militare, guardando in primo luogo verso Mosca e Pechino.
venerdì 9 novembre 2012
Undicenne massacrato a Khan Younis! Ma Mishaal e Marzouk sono troppo impegnati a collaborare coi terroristi in Siria!
Hmeid Daqqa era un bambino palestinese alle soglie dell'adolescenza; "era" perché a causa di una raffica di proiettili anticarro sparatagli contro da un AH-64 sionazista, venduto al regime ebraico di occupazione dal servizievole cameriere negro Obama, ha smesso di respirare per sempre: ennesimo sacrificio di sangue al Moloch di Tel Aviv.
Come si può immaginare i suoi funerali si sono trasformati in una dimostrazione di rabbia, in una promessa di vendetta; ma sembra che ultimamente il Governo di Hamas che risponde ai pochi dirigenti corrotti vendutisi ai petrodollari sauditi e qatarioti non abbiano soverchie energie da dedicare alla Resistenza armata a Gaza: infatti i traditori Mishaal e Marzouk sono impegnati a organizzare una milizia filo-wahabita da sguinzagliare in Siria a fianco dei mercenari qaedisti foraggiati da Doha e Riyadh e sostenuti da Recep Erdogan.
Peccato che i Palestinesi residenti in Siria siano di tutt'altre idee, essendo in larghissima maggioranza fedeli al Governo del Presidente Assad da cui (così come in precedenza da suo padre) hanno ricevuto ospitalità, occasioni di riscatto, avanzamento sociale e miglioramento delle loro condizioni (caso più unico che raro in tutto il Medio Oriente).
In particolare il PFLP-GC di Ahmed Jibril si é finora distinto nell'operazione di rastrellamento e 'pulizia' dei campi profughi palestinesi in Siria da ogni presenza wahabita, indigena o impiantata. Chi ha ricevuto la generosità di Damasco e ha un onore e una parola non può che sostenere l'eroica lotta del popolo siriano contro ogni provocatore mercenario!
Come si può immaginare i suoi funerali si sono trasformati in una dimostrazione di rabbia, in una promessa di vendetta; ma sembra che ultimamente il Governo di Hamas che risponde ai pochi dirigenti corrotti vendutisi ai petrodollari sauditi e qatarioti non abbiano soverchie energie da dedicare alla Resistenza armata a Gaza: infatti i traditori Mishaal e Marzouk sono impegnati a organizzare una milizia filo-wahabita da sguinzagliare in Siria a fianco dei mercenari qaedisti foraggiati da Doha e Riyadh e sostenuti da Recep Erdogan.
Peccato che i Palestinesi residenti in Siria siano di tutt'altre idee, essendo in larghissima maggioranza fedeli al Governo del Presidente Assad da cui (così come in precedenza da suo padre) hanno ricevuto ospitalità, occasioni di riscatto, avanzamento sociale e miglioramento delle loro condizioni (caso più unico che raro in tutto il Medio Oriente).
In particolare il PFLP-GC di Ahmed Jibril si é finora distinto nell'operazione di rastrellamento e 'pulizia' dei campi profughi palestinesi in Siria da ogni presenza wahabita, indigena o impiantata. Chi ha ricevuto la generosità di Damasco e ha un onore e una parola non può che sostenere l'eroica lotta del popolo siriano contro ogni provocatore mercenario!
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giovedì 25 agosto 2011
Israele é alle "comiche finali"; Barak dichiara: "Vogliamo riparare la frattura con l'Egitto", poi si contraddice: "Non ho chiesto scusa per le guardie uccise!"
Ovviamente il poco furbo Barak pensava di parlare a beneficio della platea interna, dove, come "macho" responsabile della Difesa (proprio lui! così rotondetto e burroso, che quando si mette in uniforme sembra proprio un impiegato che gioca al softair!!) voleva fare vedere di essere un vero duro, che mica chiede scusa, lui; ma si sa, in questo mondo globalizzato registrazioni e filmati corrono veloci oltre le frontiere e, nel Paese delle Piramidi, la sua uscita non ha mancato di infiammare di sdegno anche quella parte di opinione pubblica che aveva reagito positivamente all'espressione di cordoglio per la morte delle guardie doganali.
Questa gravissima gaffe rende vano tutto il lavorio diplomatico fin qui svolto per cercare di 'disinnescare' una crisi che potrebbe benissimo evolversi fino alla revoca del Trattato di Camp David, al ritorno di truppe del Cairo nella penisola del Sinai, alla riapertura totale e definitiva (non limitata come ora ai soli passeggeri), del varco di Rafah e, valutano alcuni esperti, persino nell'estensione di un "ombrello" di difesa antiaereo sulla Striscia di Gaza, in modo da mettere una volta per tutte fine alle incursioni aeree sioniste contro la popolazione civile dell'enclave.
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sabato 20 agosto 2011
Protesta al Cairo per l'uccisione di tre egiziani da parte di Israele: "Fuori l'ambasciatore sionista!"
Centinaia e centinaia di dimostranti si sono riuniti davanti all'ambasciata israeliana del Cairo (vetusto e secondo noi temporaneo "lascito" dell'era di sottomissione egiziana a Usa e Stato ebraico), per protestare l'uccisione di tre guardie di confine egiziane, dilaniate da un razzo anticarro lanciatogli contro da un elicottero da guerra "Apache", regalo di Zio Sam al regime di Tel Aviv.
L'incidente é tutt'altro che "scivolato" sull'opinione pubblica egiziana, che a prescindere dalle divisioni politiche é saldamente a favore di una decisa 'sterzata' nella politica estera egiziana, che finora la Giunta di transizione guidata dal Maresciallo Tantawi é stata troppo timida e troppo graduale nell'implementare.
I dimostranti hanno bruciato vessilli israeliani e agitato quelli egiziani ma anche palestinesi, a testimonianza della profonda solidarietà del popolo di Piazza Tahrir con gli abitanti del ghetto di Gaza, strangolato e bombardato a mano salva dal regime ebraico. Il Capo di Stato maggiore delle forze di terra, Generale Sami Anan, ha lasciato la capitale alla volta di Rafah, dove condurrà un'inchiesta ufficiale sulla morte delle guardie di confine.
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venerdì 8 aprile 2011
Riprendono in grande stile gli attacchi terroristici contro Gaza, dal cielo, dalla terra e dal mare!
Non contento delle vittime tra la popolazione della Striscia di Gaza assediata che ha causato con bombardamenti e raid nel corso dell'ultima settimana il Comando delle forze armate sioniste ha scatenato nella giornata di ieri una vera e propria offensiva contro l'enclave palestinese, impiegando artiglieria, forze aeree e persino navali, causando altre cinque morti.
Due morti e venticinque feriti, fra cui diversi in condizioni critiche, si sono avuti a Gaza city, altre due vittime e quattordici feriti a Rafah, nella parte meridionale della Striscia.
Infine un elicottero da assalto Hughes Apache ha investito col fuoco della sua mitragliera M230 da 30 millimetri, progettata per sparare 600-650 colpi al minuto e distruggere i carri armati del Patto di Varsavia, contro il carretto di un ragazzo palestinese che raccoglieva materiale di risulta da impiegare nell'edilizia fra le rovine dell'Aeroporto di Gaza, distrutto dai bombardamenti sionisti e da allora abbandonato.
Gli attacchi si sono susseguiti per circa quattro ore; un raid aereo si é avuto anche presso il campo profughi di Deir el-Balah ma, fortunatamente, in quell'occasione agli attaccanti israeliani non é riuscito di aggravare il bilancio, già tragico, delle vittime civili.
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giovedì 27 gennaio 2011
Fatah mercanteggiava con Israele il prezzo per l'assassinio di un suo stesso affiliato
La madre del martire palestinese Hasan al-Madhoun, ucciso da un missile israeliano, ha reagito con disgusto e orrore alla rivelazione che, prima di muovere i loro costosi elicotteri "Apache" per uccidere suo figlio insieme a un rappresentante dell'ala militare di Hamas, i dirigenti sionisti avessero cercato di "subappaltare" l'assassinio ai loro fedeli 'ascari' di Fatah, la fazione palestinese che ha attualmente il controllo della Cisgiordania ma che, all'epoca dei fatti, manteneva una certa operatività anche nella Striscia di Gaza.
La richiesta venne fatta da Shaul Mofaz, all'epoca Ministro della Difesa dello Stato ebraico (carica che perderà con la sconfitta israeliana nella guerra contro il Libano del 2006), durante un round di colloqui sullo status dei Rifugiati palestinesi, che lo misero faccia a faccia con Nasr Youssef, allora Ministro dell'Interno dell'Autorità Nazionale palestinese.
| Una tavola in quadricromia; l'unico posto dove dialoghi quale quello rivelato da Al-Jazeera dovrebbero avere diritto di cittadinanza. |
Mofaz: "[…] Hassan Madhoun, conosciamo il suo indirizzo, e Rashid Abu Shabak lo conosce anche, perché non lo ammazzate? Hamas ha sparato razzi recentemente e questa é una sfida a voi e un avvertimento ad Abu Mazen...
Youssef: "Abbiamo dato istruzioni in merito ad Abu Shabak, sta preparando un'operazione".
Mofaz: "Lo avete già detto la volta scorsa che state preparando un'operazione, ma erano quattro settimane fa, e temiamo che Madhoun voglia colpire i varchi di Karni o di Erez; non é mica un membro di Hamas, potete ucciderlo quando volete!"
Youssef: "Stiamo valutando, la situazione é complicata, le nostre possibilità di agire sono limitate...e, inoltre, voi non ci avete ancora offerto nulla di concreto in cambio".
Mofaz: "Vabbé, ho capito, non siete in grado di fare quel che ci avevate promesso, ce la sbrigheremo da soli".
Uno dei particolari più rivoltanti é che, come sottolineato dalle stesse parole di Mofaz, Madhoun non era affiliato con Hamas, anche se a volte collaborava coi suoi rappresentanti (come confermato dall'uccisione di un ufficiale delle Brigate Al-Qassam colpito dallo stesso missile israeliano), ma era anzi affiliato alle Brigate dei Martiri di Al-Aqsa, un'organizzazione che faceva riferimento a Fatah...nella sua ansia di servire il "massah" sionista la combriccola di ascari guidata da Abu Mazen non ha remore a offrire i suoi stessi affiliati come vittime sacrificali al Moloch di Tel Aviv.
Umm Hasan, madre di Madhoun, ha avuto altri due figli e il marito uccisi dagli israeliani e, se per coloro che hanno straziato la sua famiglia e le carni delle sue carni può comprensibilmente provare risentimento e odio, per coloro che hanno cercato di "tirare sul prezzo" della morte di suo figlio non potrà certamente che provare un infinito, incancellabile disprezzo.
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