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lunedì 10 settembre 2012

Serpeggia sempre di più il malcontento in Arabia Saudita! Manifestazione di massa in preparazione il 23 settembre!

Il 23 settembre sarà come ogni anno festa nazionale in Arabia Saudita ma i cittadini, o meglio i sudditi, dell'ultima monarchia assoluta del mondo, i cui corrotti governanti sono manovrati a bacchetta da Usa e Israele, le cui fallimentari politiche sono riuscite a creare la carestia di benzina e gasolio nel principale paese esportatore di greggio al mondo, non pensano di avere nulla da festeggiare e si preparano a far sentire la loro voce alla reggia dei satrapi Al-Saoud.

Mentre la classe dirigente del paese é sempre più paralizzata a causa della senescenza e delle croniche malattie del sovrano e dei prossimi pretendenti al trono, attraverso le reti di Twitter e dei social network già fondamentali per far ruzzolare giù dai loro troni il 'Bey' Ben Ali e il 'Faraone' Mubarak il popolo saudita, senza differenze di setta o di orientamento politico, si organizza per prendere il controllo delle strade e delle piazze e gridare alta e forte la richiesta di liberazione per gli oltre trentamila detenuti politici incarcerati nelle galere del regime.
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martedì 4 settembre 2012

Re Saoud é negli Usa convalescente da un infarto mentre nel regno del petrolio scoppia la carenza di benzina e carburanti!

Il vecchio e malandato despota saudita, Re Abdullah bin Abdulaziz ha subito un'intervento a cuore aperto in una clinica statunitense: la quarta operazione chirurgica nel giro di due anni per il sovrano quasi novantenne. Secondo il quotidiano palestinese Al-Quds l'operazione sarebbe stata portata a termine tra le mura dell'Ospedale Mount Sinai, in seguito ai sintomi dell'ennesimo piccolo attacco cardiaco che avrebbe colpito il sovrano alla fine di Agosto.

In questo momento le redini del paese sono state lasciate in mano al Principe Salman bin Abdulaziz, fratello del monarca, la cui salute tuttavia non é poi di molto migliore e di cui diversi osservatori di cose mediorientali hanno osservato con preoccupazione diversi indizi di senescenza, come la difficoltà a mantenere l'attenzione concentrata sui dettagli di un argomento.
L'Arabia Saudita, oltre che dalle continue proteste nelle province sciite e da un sempre più diffuso fermento anche in altre città e regioni, sta venendo scossa ultimamente da una inaudita penuria di carburante che ha costretto molti rivenditori e stazioni di servizio a chiudere a tempo indefinito, specialmente nella regione di Al-Qassim.
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sabato 31 dicembre 2011

Arrivano 3000 filtri per dialisi a Gaza! I pazienti palestinesi salvati dalla solidarietà del Soccorso islamico


Le autorità egiziane hanno annunciato nella giornata di venerdì di avere acconsentito all'entrata di un convoglio nazionale di aiuti medici di attraversare il varco di confine di Rafah entrando nella Striscia di Gaza assediata.

Il Segretario Generale del Distretto del Nord del Sinai e Direttore della sezione locale della Mezzaluna Rossa, Generale Jaber al-Arabi ha dichiarato in una conferenza stampa che circa 10 tonnellate di medicinali e provviste mediche sono state portate nel ghetto palestinese, come dono dell'Associazione medica egiziana.

Al-Arabi ha poi aggiunto: "Questi aiuti comprendono farmaci e consumabili medici urgentemente necessari per compensare, almeno in parte, gli effetti dell'assedio sionista contro Gaza. La nostra operazione é stata coordinata con la Mezzaluna Rossa palestinese e il Ministero della Sanità palestinese che si incaricherà di distribuire equamente gli aiuti a ospedali, cliniche ed ambulatori".

Inoltre, ben tremila filtri per dialisi sono stati donati dal Soccorso islamico agli ospedali di Gaza e sono riusciti a entrare insieme agli aiuti egiziani. Recentemente l'allarme era stato lanciato quando meno di 30 filtri erano rimasti disponibili ai pazienti sofferenti di insufficienze renali, forzando i meno gravi a saltare qualche sessione di dialisi.
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giovedì 15 dicembre 2011

I dializzati di Gaza hanno a disposizione appena 24 unità filtro, a questo porta l'emergenza umanitaria causata dall'assedio sionista!


Il Ministero della Salute palestinese ha esteso un urgentissimo e drammatico appello nelle scorse ore a tutte le ONG umanitarie e sanitarie evidenziando le punte di estrema drammaticità raggiunte dall'emergenza umanitaria in corso nella Striscia assediata e portano ad esempio la critica situazione delle unità dialisi: in tutto il ghetto litoraneo assediato dal regime sionista, infatti, non sono rimasti più di 24 'filtri' unità consumabili che consentono la terapia ai dializzati e che, ovviamente, vengono consumate in ragione di una per ciascuna seduta.

"Oltre 450 pazienti con vari gradi e stadi di insufficienza renale ricevono regolarmente dialisi negli ospedali e nelle cliniche della Striscia; costoro sono in prima linea in una lotta disperata che oppone quanti vogliono avere i mezzi e gli equipaggiamenti per continuare a curarli e coloro che, con spietatezza, si adoperano per negarli e bloccarli, condannandoli a una morte lenta e dolorosa", ha dichiarato il portavoce del Ministero della Salute Ashraf Al-Kudra.

Al-Kudra ha sottolineato che i pazienti che si sottopongono a 12 sessioni di dialisi al mese saranno, in caso di mancata soluzione di questa ennesima crisi, i primi a risentire degli effetti dell'inadeguata terapia. Il 'ministero' de facto che gestisce gli affari sanitari a Ramallah per conto dell'Anp (cioé della fazione Fatah) potrebbe con un piccolo sforzo aiutare il Governo legittimo a risolvere il problema; resta da vedere se, oltre a viaggiare verso il Cairo e firmare accordi e documenti, Mahmud Abbas vorrà mostrare nei confronti dei suoi compatrioti malati un'oncia, una frazione di quella disponibilità che per anni e anni ha rivolto verso i 'diktat' degli occupanti sionisti.
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sabato 9 luglio 2011

Saleh appare in tv dopo gli interventi chirurgici e plastici, ma lo Yemen non lo rivuole indietro!


Come una primadonna che dopo molteplici annunci e rinvii finalmente si conceda agli sguardi del pubblico e agli obiettivi di paparazzi e telecronisti Ali Abdullah Saleh, tiranno dello Yemen evacuato d'urgenza in Arabia Saudita dopo le gravi ferite riportate in un attentato esplosivo si é finalmente mostrato in diretta televisiva. Forse, sarebbe stato meglio per le sue chance di sopravvivenza politica evitare un'esibizione che é andata dal surreale al grottesco.

Smagrito, incerto, con gli occhi sgranati e straniti e non un'ombra della smorfia di cinica sicurezza che tante volte gli compariva sulle labbra l'ormai ex-uomo forte di Sanaa é sembrato costantemente succube della situazione e mai mattatore o protagonista della stessa. Se una lode va fatta essa spetta certamente ai chirurghi plastici di Ryiadh (certamente i migliori specialisti stranieri comprabili coi petrodollari, visto che la monarchia assoluta di Casa Saoud non brilla per la vivacità del suo settore medico) che hanno restituito un'apparenza perfettamente normale a un volto che era stato descritto come 'ustionato fino alle ossa' e 'carbonizzato per metà'.

Nel messaggio videodiffuso Saleh si é detto favorevole all'idea di una 'condivisione di poteri' nella cornice di una transizione verso la Democrazia, lanciandosi in ripetitivi proclami sul fatto di essere 'totalmente a favore di un'ampia partecipazione popolare al processo di transito' purché tutte le forze coinvolte (governative e d'opposizione) si accordino preliminarmente sul programma di riforme da implementare. Intanto in Yemen continuano a susseguirsi vaste manifestazioni, dove sempre più spesso si vedono truppe considerate 'fedelissime' al regime di Saleh passare dalla parte dei dimostranti; il coordinamento delle opposizioni, intanto, ha detto esplicitamente che Saleh non può dettare alcuna condizione e che non ha altra scelta se non dimettersi e uscire di scena.
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mercoledì 8 giugno 2011

Quanto sono gravi le condizioni di salute del dittatore yemenita ricoverato a Ryiadh??


Vi sono versioni contrastanti riguardo allo stato di salute dell'ormai ex-padre padrone dello Yemen, il dittatore Abdullah Saleh che, salito al potere nello Yemen del Nord nel 1978 per tutelare gli interessi di Stati Uniti e Israele ha poi unificato il paese con lo Yemen del Sud dopo una guerra dichiarata di sorpresa durante quelle che dovevano essere trattative diplomatiche per la pacifica riunificazione dell'antica "Arabia Felix" e dagli anni '90 ha regnato come un monarca assoluto coprendo i propri eccessi come "operazioni antiterrorismo" e dipingendo a un Occidente ipocrita e ignorante ogni tribù di resistenti e ogni dissidente politico come "agenti di Al-Qaeda" (una sciocchezza visto che molti del clan refrattari all'autorità di Sanaa sono sciiti, ad esempio).


Trasferito d'urgenza in Arabia Saudita domenica per "trattamenti sanitari" dopo che una salva di bombe di mortaio e razzi aveva raggiunto l'ala del palazzo presidenziale in cui si trovava con alcune guardie del corpo Saleh, secondo notizie filtrate ieri notte, avrebbe riportato ustioni di secondo e terzo grado sul 40 per cento del corpo, avrebbe avuto metà faccia 'carbonizzata' e ricevuto ferite da schegge quando una boisserie si sarebbe disintegrata esplodendo a pochi passi da lui.

Tuttavia, secondo un contro-comunicato emesso dal Vice-presidente Abdrabuh Mansur, Saleh sarebbe stato operato per la rimozione di una scheggia di legno vicino al cuore e per la riduzione di alcune bruciature sul viso e sullo scalpo e sarebbe a Ryiadh in attesa di un secondo intervento alla faccia, "di natura puramente cosmetica", il leader yemenita sarebbe lucido e cosciente e chiederebbe di continuo aggiornamenti sulla situazione a Sanaa e in altre località del paese.

Certo, una scheggia di legno che penetri fino al cuore di un uomo non sarà arrivata fin lì da sola e, se Saleh ha bisogno di ricorrere alla chirurgia estetica certo le bruciature sul suo viso, non saranno tali da 'carbonizzarlo', ma di certo abbastanza gravi da sfigurarlo.
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lunedì 28 febbraio 2011

Gaza esiste, Gaza resiste! Equipe di chirurghi palestinesi porta a termine delicata operazione nonostante l'assedio sionista!


A Gaza un'equipe di chirurghi e infermieri guidati dal rinomato cardiologo palestinese Mohammed Habib ha raggiunto un grande traguardo impiantando con successo un CRTD, apparecchio defibrillatore per la ri-sincronizzazione cardiaca, in un paziente settuagenario a Gaza.

L'intervento, avvenuto al reparto cardiologico del Centro medico Hayat ha avuto come oggetto il settantenne Mussa Abu Sultan, il cui cuore, indebolito da una serie di scompensi cardiaci intensi e ravvicinati, non riusciva più a mantenere sincronizzate e coordinate le proprie contrazioni.

Sono servite sei ore al professor Habib e ai suoi assistenti per impiantare con successo l'apparecchio che regolarizzerà per mezzo di accurate e dosate scariche elettriche il funzionamento del cuore del signor Sultan, donandogli una vecchiaia finalmente serena. L'operazione, già notevole di per sé, assume un carattere quasi "eroico" quando si consideri che é stata programmata e portata a termine in un territorio messo sull'orlo della costante crisi sanitaria dall'insensato e crudele assedio delle forze sioniste, che dura ormai quasi da cinque anni.

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martedì 14 dicembre 2010

Emergenza Medica a Gaza! Droghe per chemio, medicinali per diabetici, malati di reni e bambini stanno terminando!!


Gli effetti del brutale assedio sionista, che ha trasformato l'intera Striscia di Gaza in un colossale ghetto, vanno facendosi sentire sempre più dopo 4 anni di escalation ininterrotta: se contro la scarsità di cibo l'ingegno e l'industriosità palestinese hanno saputo mobilitarsi con gli orti urbani e l'allevamento casalingo di volatili e conigli i pettoruti e satolli generali di Tsahal intensificano il ritmo degli attacchi contro quegli obiettivi che in un fazzoletto di terra isolato come Gaza é difficile riparare o sostituire, come la centrale elettrica colpita giorni fa, e la morsa del blocco viene inasprita dismisura contro quei generi che devono giocoforza venire importati dall'esterno.

Come ad esempio i medicinali.

Il Ministero della Salute del legittimo Governo palestinese espresso da Hamas ha comunicato che le scorte di alcune droghe salvavita come quelle per la chemioterapia, quelle contro il diabete e le malattie renali, nonché altri generi di farmaci utili per contrastare malattie infantili potenzialmente anche molto pericolose (oltre il 50% degli abitanti di Gaza ha meno di 20 anni) sono praticamente esaurite: "raschiamo il fondo del barile, possiamo garantire assistenza ai nostri malati ancora per pochi giorni, poi non sappiamo cosa potrà accadere".

Gaza ha moderne strutture sanitarie e team di chirurghi, specialisti, medici generici e infermiere e infermieri professionali da fare invidia a una qualunque metropoli europea o nordamericana, ma a garantire un buon servizio sanitario non bastano conoscenze e professionalità, servono anche medicine ed equipaggiamenti, alcuni dei quali sono usa-e-getta o si consumano e usurano molto rapidamente: attualmente le strutture cliniche della Striscia hanno bisogno anche di respiratori, provviste per anestesia, chiodi per chirurgie ortopediche, anche filo da sutura.

Il dottor Mounir Al-Parch ha accusato Fatah, fazione che dopo il fallito colpo di stato del 2007 ha preso il controllo della Cisgiordania, di aver trasferito da Ramallah a Gaza meno del 37 per cento dei rifornimenti medici pattuiti secondo il bisogno calcolato per il 2010, causando così la grave crisi attuale, di cui rischiano di pagare le conseguenze i bambini e i malati cronici.

Dall'inizio dell'assedio sionista oltre 120 cittadini di Gaza sono morti per malattie che, senza l'assedio, avrebbero potuto benissimo essere curate, come la piccola  Nasam Abu Lashn, perita di leucemia mentre le autorità dell'occupazione militare israeliana si baloccavano coi permessi compilati da suo padre per ottenere un visto umanitario con cui poterla far curare in Cisgiordania.