Visualizzazione post con etichetta Abd Rabbuh Mansour. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Abd Rabbuh Mansour. Mostra tutti i post

sabato 1 novembre 2014

Assemblea consultiva degli Houthi a Sanaa: ultimatum di 10 giorni al Presidente Hadi per dare vita a un vero Esecutivo!

I rivoluzionari Houthi del movimento Ansarullah, ormai padroni incontrastati di quasi mezzo Yemen  dopo che sono riusciti a mettere in fuga i 'temibili' estremisti wahabiti di Al-Qaeda nella Penisola Arabica (buoni solo a terrorizzare donne e vecchi) hanno tenuto nella capitale Sanaa un'assemblea consultiva indetta dal loro stesso leader supremo: Abdul-Malik al-Houthi.

Essa ha ribadito che la mobilitazione anche militare del movimento Ansarullah non ha alcun carattere settario o anti-sunnita, né mira a creare 'stati nello stato' o tantomeno a fomentare una secessione o una partizione del paese: "Questo é un movimento unitario Arabo e Islamico e nessuno dall'Est o dall'Ovest ci convincerà a separarci dai nostri conmpatrioti, anzi, il nostro desiderio é rinforzare la nostra unità!", ha spiegato con entusiasmo il mufti di Taizz Sahl al-Aqeel.

L'assemblea ha ribadito che la mobilitazione continuerà fino al completo raggiungimento degli obiettivi della Rivoluzione, e ha dato al Presidente Abd Rabbo Mansour Hadi esattamente dieci giorni per concretare la formazione di un Governo solido ed efficiente.

giovedì 9 ottobre 2014

Silurato dagli Houthi Ahmed Awad Mubarak rifiuta l'incarico di Premier, a Sanaa cercasi Primo Ministro!

"Pur restando riconoscente al Presidente per la fiducia riposta in me, per preservare il sentimento di unità nazionale ed evitare al paese ulteriori divisioni, chiedo ufficialmente di poter rifiutare la nomina a Primo Ministro".

Con queste parole misurate e responsabili Ahmed Awad bin Mubarak, che solo ieri era stato indicato da Abd Rabbo Mansour Hadi come capo del nuovo Governo 'tecnico' che avrebbe dovuto guidare lo Yemen, si é tirato indietro, accettando la 'sfiducia preventiva' emessa nei suoi confronti dagli Sciiti Houthi di Ansarullah.

Gli Houthi, che dopo un mese di massicce manifestazioni avevano sconfitto sul campo gli estremisti filo-qatarioti dell'Islah, fiancheggiati dalle unità militari fedeli al Generale Ali Mohsen (ora in esilio a Doha), arrivando a occupare la capitale Sanaa.

Un accordo per un Governo tecnico che venisse incontro alle istanze degli Sciiti era in seguito stato benedetto anche da Teheran.


mercoledì 8 ottobre 2014

Ahmed Awad Mubarak nominato Premier dello Yemen, ma l'Ufficio politico di Ansarullah non approva!

Ahmed Awad bin Mubarak é stato nominato dal Presidente yemenita Abd Rabbo Mansour Hadi come nuovo Primo Ministro dell'ex-'Arabia Felix', ricevendo l'incarico di formare il governo 'tecnico' e non settario che dovrebbe portare il paese fuori dalla turbolenza seguita al tentativo del partito islah (ikhwanita, foraggiato dal Qatar e guidato dall'Ex-generale della Prima Divisione Corazzata, ora esule a Doha) di mettere le mani sulle leve del potere nel periodo di assestamento seguito alla cacciata del vecchio dittatore filo-Usa e filo-Saudita Ali Abdullah Saleh.

Tale tentativo é stato sventato dalla ribellione degli Sciiti Houthi di Ansarullah, che hanno distrutto le milizie wahabite e scompaginato le unità dell'Esercito a loro sottomesse e hanno conquistato la capitale Sanaa. La nomina di Ahmed Mubarak come Premier, tuttavia, non soddisfa le aspettative dell'organizzazione sciita, il cui portavoce dell'Ufficio politico, Abdel-Malek al-Ejri ha elevato formale protesta in merito.

"Rifiutiamo fortemente tale nomina, che non riflette le richieste del popolo e non va incontro alle sue necessità".

martedì 23 settembre 2014

Teheran 'benedice' l'accordo tra Houthi sciiti e Presidente nello Yemen che darà vita a un governo tecnico!

La Repubblica Islamica iraniana ha accolto con molto favore l'accordo siglato a Sanaa tra i miliziani Ansarullah della comunità sciita degli Houthi e il Presidente Abd Rabbo Mansour Hardi che ha sancito la restituzione alle forze di polizia dei centri di potere conquistati dopo  la sconfitta del 'generale wahabita' Ali Mohsen e la sua cacciata dal paese.

"L'Iran ha sempre augurato pace e reciproca comprensione tra le varie fazioni yemenite, nello spirito di unità e stabilità", ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri di Teheran Marzieh Afkham. La Afkham ha aggiunto che l'accordo raggiunto, che prevede il passaggio dei potere entro 30 giorni a un esecutivo 'tecnico' permetterà a tutte le parti in gioco di sostenere il nuovo Governo nell'interesse generale del Paese.

Teheran non può che essere lieta del successo strategico degli Houthi e della raggiunta posizione di forza da cui hanno potuto dettare le condizioni alla Presidenza della repubblica, ma altresì desidera che la parte 'militare' del confronto si disinneschi subito per non subire l'accusa da parte del Qatar e del suo servizio di propaganda satellitare di 'fomentare la violenza' in Yemen.

giovedì 24 novembre 2011

Il popolo yemenita contesta l'accordo di transizione che concede l'immunità a Saleh: morti tra Sanaa e Taizz!


Il principale gruppo di opposizione al regime del tiranno yemenita Ali Abdullah Saleh, il quale pensa di garantirsi contro futuri provvedimenti firmando la bozza di accordo per la transizione proposta dal GCC (che prevede immunità retroattiva contro ogni indagine e ogni richiesta di rinvio a giudizio per gli anni del suo dominio più che trentennale) ha radunato in piazza nelle maggiori città dell'Arabia Felix migliaia e migliaia di manifestanti contro ogni ozione di salvacondotto o protezione contro la giustizia per l'autocrate.

La 'Rivoluzione dei Giovani Yemeniti' ha convocato le manifestazioni odierne appena ricevuta la notizia che, volato in Arabia Saudita, Saleh aveva firmato lo stesso documento di transizione che aveva respinto ed evitato per settimane e mesi, nell'illusoria speranza di riuscire a ristabilire la saldezza del suo potere con la semplice forza bruta e la sponsorship di Riyadh, Washington e Tel Aviv.

Da quanto risulta sia nella capitale Sanaa che nella città meridionale di Taizz le truppe fedeli a Saleh avrebbero aperto il fuoco sulla folla dei manifestanti, a Taizz, addirittura, si riporta del suono di artiglieria che arriva in città dalle zone periferiche, segno che qualcuno, forse militari ribelli, forse guerriglieri tribali dell'interno, sta ingaggiando l'Esercito che presidia gli accessi settentrionali e le zone periferiche dell'abitato. Sembra che finora siano confermati cinque morti tra i dimostranti anche se abbiamo il fondato timore che vedremo presto questo bilancio lievitare non poco.

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

mercoledì 23 novembre 2011

Saleh torna in Arabia Saudita, si dice pronto a firmare l'accordo di transizione proposto da Riyadh e alleati!


La transizione del potere al Vicepresiden Abd Rabbo Mansour Hadi, la formazione di un Governo ad interim che amministri il paese nei 24 mesi apparentemente 'necessari' a portare l'Arabia Felix verso il traguardo di elezioni democratiche e, soprattutto, la totale immunità da prosecuzioni e processi per i crimini commessi in trentatré anni di imperio assoluto prima sul solo Yemen del Nord, poi, dopo la guerra civile del 1994, anche sulla parte meridionale del paese; questi, in sintesi, i punti salienti dell'accordo sponsorizzato dai Paesi arabi del Golfo Persico che Ali Abdullah Saleh si appresterebbe a firmare in terra Saudita, dopo esservi tornato per la prima volta da quando, reduce da un devastante attentato che lo aveva colpito nel suo stesso palazzo del potere, vi aveva subito lunghe e rischiose operazioni di ricostruzione, finanziate generosamente dai suoi sponsor di Casa Saoud.

Per settimane e settimane Saleh ha rifiutato ostinatamente di considerare la proposta del GCC, ma la determinazione delle opposizioni: società civile, forze armate e ribelli tribali delle minoranze sciite, non ha lasciato alternativa all'ex-tiranno, che ora spera almeno di poter evitare le peggiori conseguenze della collera del popolo, insorto sull'onda di entusiasmo della "Primavera Araba" ma che in realtà aveva già iniziato a ribellarsi al giogo autoritario del pupazzo di Usa, Sauditi e Israele fin già dal 2007.

L'inviato dell'ONU Jamal ben Omar si é congratulato con la popolazione che, attraverso la sua determinazione e il suo sacrificio (centinaia e centinaia di dimostranti sono stati uccisi in questi mesi dalle forze fedeli a Saleh, mentre i codardi e corrotti media occidentali inventavano false stragi e false rivolte in Siria); l'inviato delle Nazioni Unite ha anche invitato tutte le forze sociali yemenite a collaborare per creare le migliori condizioni di crescita e di convivenza civile nel futuro prossimo del Paese.

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

mercoledì 26 ottobre 2011

Tregua in Yemen tra Esercito e militari ribelli, ma l'opposizione avverte: "Le manifestazioni continueranno!"

Si tira un sospiro di sollievo in Yemen alla notizia che, dopo il massacro di numerosi civili nella città di Taizz, conseguenza dell'uso di armi al fosforo bianco da parte delle truppe rimaste fedeli al dittatore Saleh una tregua ufficiale sarebbe stata siglata tra i lealisti dell'Esercito e quei militari che, seguendo l'esempio della Prima Divisione Corazzata e del suo comandante, Generale Ali Mohsen al-Amar (foto sotto), si erano dichiarati in primavera a favore del fronte delle opposizioni, che continua a riscuotere il consenso della quasi totalità della popolazione, dichiarando la necessità di un rapido passaggio di poteri a favore di un Governo ad interim che spiani la strada a elezioni democratiche.

Sembra che l'accordo, mediato dal Vice di Saleh, Abd Rabbo Mansour Hadi, abbia trovato concordi anche i guerriglieri tribali dello Sceicco Sadeq, contro cui negli anni passati Saleh aveva scatenato sanguinosissime repressioni senza che l'Occidente ipocrita abbia sollevato una sola protesta, essendo i massacri stati compiuti sotto la comoda egida della presunta "Lotta ad Al-Qaeda" (con cui le tribù sciite dell'interno non hanno mai avuto niente a che spartire).

Intanto, nel tentativo di tenersi buoni i suoi sponsor prossimi e remoti Saleh ha "promesso" all'ambasciatore Usa, l'Ebreo sionista Gerald Feierstein, noto 'kingpin' della 'Lobby a Sei Punte' Washingtoniana, che lascerà il potere quanto prima, aggiungendo poi la gabola che lo farà "solo quando il paese potrà essere affidato a una guida sicura", cioé quando tutto sarà apparecchiato, gattopardescamente, per "cambiar tutto affinché non cambi nulla!"
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

martedì 14 giugno 2011

Il Vicepresidente Mansour assediato dai dimostranti: "Vattene entro domani!"


Sembra ormai che sia sempre più vicino il momento in cui il nome di Ali Abdullah Saleh si unirà alla lista di quei tiranni arabi spazzati via dalla "Primavera" del 2011, dopo Zine el Abidine Ben Ali in Tunisia e Hosni Mubarak in Egitto ma, a testimonianza di quanto secondaria e superflua sia ormai la sua figura non sarà l'ex-Padre Padrone dello Yemen a deciderlo, bensì il suo Vice, Abdrabuh Mansour.

Il Vice-presidente, in carica da quando Saleh é stato trasferito d'urgenza in Arabia Saudita per le gravi ferite subite nel suo palazzo a causa di un attacco con razzi e bombe da mortaio, é infatti ormai assediato da manifestanti che domandano a gran voce le sue dimissioni e il passaggio delle redini del paese a un Consiglio di transizione, che gestisca il passaggio del paese alla Democrazia.

In una conferenza stampa tenuta nella capitale Sanaa i membri del "Comitato supremo per la Rivoluzione" hanno chiarito che le loro azioni e manifestazione subiranno un'escalation a partire da domani se da Mansour verrà altro che una resa incondizionata alla loro richieste. Ieri il Ministro della Difesa di Saleh ha detto che il sessantanovenne autocrate di Sanaa 'sta bene' e presto si rivolgerà alla nazione, ma persino i più sfegatati sostenitori del Presidente sono disposti a credere che un settuagenario con ustioni del secondo e terzo grado sul quaranta per cento del corpo e metà del viso 'carbonizzato' sia sul punto di riprendere in mano la situazione.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

domenica 12 giugno 2011

Abdullah Saleh non sta affatto bene: bollettini medici parlano di complicazioni polmonari e respiratorie!


Sembra proprio che i resoconti che davano le ferite dell'uomo forte yemenita Abdullah Ali Saleh come 'superficiali' e 'in via di guarigione' fossero proprio infondati e rilasciati più che altro per motivi di convenienza politica (erano infatti riportate e ripetute soprattutto dal suo vice Abd rabbuh Mansour); é ormai infatti una settimana che Saleh é stato trasferito d'urgenza nella capitale saudita, Riyadh, e i bollettini medici parlano ormai apertamente di 'gravi problemi polmonari e respiratori' che sarebbero sorti dopo la rimozione chirurgica di una grossa scheggia di legno che gli era penetrata nel torace.

Saleh era rimasto vittima di un'esplosione quando un'ala del suo palazzo presidenziale di Sanaa era stata presa di mira dal fuoco di razzi e mortai di guerriglieri tribali o di unità dell'esercito yemenita a lui opposte, nel corso dei gravi disordini che sembrano dover mettere fine al suo ultratrentennale 'regno' nell'ambito delle rivoluzioni e degli sconvolgimenti di questa lunga 'Primavera Araba' che fin dalle prime settimane del 2011 sta letteralmente disegnando le mappe del potere dal Nordafrica al Medio Oriente.

I suoi seguaci rimasti al potere nella capitale avevano provato a portare in piazza qualche centinaio di persone nel pomeriggio di venerdì, dopo aver diffuso la notizia che Saleh era 'uscito dalla terapia intensiva', ma senza suscitare soverchio entusiasmo nella popolazione. Ormai i dimostranti anti-governativi domandano apertamente che il vice-presidente si dimetta passando le redini del paese a un Consiglio di transizione.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

mercoledì 8 giugno 2011

Quanto sono gravi le condizioni di salute del dittatore yemenita ricoverato a Ryiadh??


Vi sono versioni contrastanti riguardo allo stato di salute dell'ormai ex-padre padrone dello Yemen, il dittatore Abdullah Saleh che, salito al potere nello Yemen del Nord nel 1978 per tutelare gli interessi di Stati Uniti e Israele ha poi unificato il paese con lo Yemen del Sud dopo una guerra dichiarata di sorpresa durante quelle che dovevano essere trattative diplomatiche per la pacifica riunificazione dell'antica "Arabia Felix" e dagli anni '90 ha regnato come un monarca assoluto coprendo i propri eccessi come "operazioni antiterrorismo" e dipingendo a un Occidente ipocrita e ignorante ogni tribù di resistenti e ogni dissidente politico come "agenti di Al-Qaeda" (una sciocchezza visto che molti del clan refrattari all'autorità di Sanaa sono sciiti, ad esempio).


Trasferito d'urgenza in Arabia Saudita domenica per "trattamenti sanitari" dopo che una salva di bombe di mortaio e razzi aveva raggiunto l'ala del palazzo presidenziale in cui si trovava con alcune guardie del corpo Saleh, secondo notizie filtrate ieri notte, avrebbe riportato ustioni di secondo e terzo grado sul 40 per cento del corpo, avrebbe avuto metà faccia 'carbonizzata' e ricevuto ferite da schegge quando una boisserie si sarebbe disintegrata esplodendo a pochi passi da lui.

Tuttavia, secondo un contro-comunicato emesso dal Vice-presidente Abdrabuh Mansur, Saleh sarebbe stato operato per la rimozione di una scheggia di legno vicino al cuore e per la riduzione di alcune bruciature sul viso e sullo scalpo e sarebbe a Ryiadh in attesa di un secondo intervento alla faccia, "di natura puramente cosmetica", il leader yemenita sarebbe lucido e cosciente e chiederebbe di continuo aggiornamenti sulla situazione a Sanaa e in altre località del paese.

Certo, una scheggia di legno che penetri fino al cuore di un uomo non sarà arrivata fin lì da sola e, se Saleh ha bisogno di ricorrere alla chirurgia estetica certo le bruciature sul suo viso, non saranno tali da 'carbonizzarlo', ma di certo abbastanza gravi da sfigurarlo.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.