In una conferenza stampa tenuta durante il periodo di coprifuoco imposto dopo la giornata di scontri di piazza che avrebbe causato solo al Cairo circa centoventi morti il Ministro dell'Interno Egiziano Mohamed Ibrahim ha denunciato che nel corso delle operazioni di sgombero dei sit-in non autorizzati dei sostenitori dell'Ikwhan e del Governo deposto dall'azione dell'Esercito a inizio luglio, che si erano installati nella piazza accanto alla Moschea di Rabaah al-Adawiya, nel sobborgo di Nasr City e in Piazza Nahda a Giza.
Ambedue le piazze sono ben più piccole di Piazza Tahrir, che i contestatori dell'imbelle Presidente Mursi e del suo Governo inefficace avevano colmato nelle settimane di maggio e giugno, fino a convincere l'Esercito della necessità di un intervento risolutivo per evitare che il paese ripiombasse nel Caos.
Ibrahim ha comunicato che tra i morti di ieri ben quarantatré sarebbero membri delle forze di sicurezza della polizia e dell'Esercito, e che sia appurato come i sostenitori della Fratellanza abbiano usato anche armi da guerra per colpirli e ucciderli approfittando di carichi di armi in transito verso la Siria per alimentare il terrorismo mercenario wahabita in quel paese (ricordiamo che Mursi più volte si era espresso a favore dei terroristi takfiri).
Il Ministro ha anche commentato la notizia che i dirigenti dell'Ikwhan musulmana Mohamed el-Beltagy, Essam el-Erian, Ahmed Aref e Abdel-Rahman el-Bar siano stati arrestati nella giornata di ieri negando che Beltagy o Erian si trovino nelle mani delle autorità.
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giovedì 15 agosto 2013
Il Ministro Ibrahim: "Non tollereremo più assembramenti o manifestazioni dell'Ikwhan! Useremo le armi contro la sedizione!"
domenica 9 dicembre 2012
Mursi ha mollato! Il Presidente egiziano ritira il decreto contestato dagli oppositori...su consiglio di Obama?
Mohammed Mursi ha mostrato di che pasta é fatto: di pastafrolla, il Presidente d'Egitto, espressione della potentissima Fratellanza Musulmana e leader del Partito di Libertà e Giustizia da essa fondato ha annullato, tramite un annuncio fatto leggere dal suo consigliere Mohamed Selim El-Awa il decreto che gli garantiva amplissimi poteri per poter finire di smantellare gli ultimi rimasugli di mubarakismo presenti nel paese e consacrare la sua fazione come solo detentore del potere nell'Egitto post-rivoluzionario.
Mursi, scelta di ripiego per la corsa presidenziale (infatti in origine il candidato della Fratellanza doveva essere il ben più popolare e capace Khairat al-Shater, poi escluso da un colpo di mano della giunta militare di transizione), non si é rivelato capace di ripetere ciò che Khomeini e Lenin hanno fatto prima di lui, garantire alla propria parte politica l'egemonia totale in uno scenario post-rivoluzionario.
Mursi avrebbe potuto portare le cose al punto di rottura: imporre la legge marziale, costringere l'Esercito a scendere in campo contro gli oppositori minacciando di ritirare l'immunità garantita a generali e ufficiali e invece come un tiepido, malleabile pupazzetto si é fatto convincere a 'mollare'...ma é stata poi una sua decisione oppure nella questione ha messo il becco qualcun altro?
L'improvviso viaggio in Usa del suo consigliere Essam el-Erian suggerisce che l'inquilino nero della Casa Bianca e il suo staff di lobbisti sionisti (da Biden a Lieberman alla Clinton) non siano alieni a questo rammollimento: i fini dell'imperialismo Usa sono serviti meglio se a capo dell'Egitto c'é un Presidente-travicello che non uno con veri poteri...giusto nel caso che a Mursi possa succedere qualcuno dotato di cojones!
Mursi, scelta di ripiego per la corsa presidenziale (infatti in origine il candidato della Fratellanza doveva essere il ben più popolare e capace Khairat al-Shater, poi escluso da un colpo di mano della giunta militare di transizione), non si é rivelato capace di ripetere ciò che Khomeini e Lenin hanno fatto prima di lui, garantire alla propria parte politica l'egemonia totale in uno scenario post-rivoluzionario.
Mursi avrebbe potuto portare le cose al punto di rottura: imporre la legge marziale, costringere l'Esercito a scendere in campo contro gli oppositori minacciando di ritirare l'immunità garantita a generali e ufficiali e invece come un tiepido, malleabile pupazzetto si é fatto convincere a 'mollare'...ma é stata poi una sua decisione oppure nella questione ha messo il becco qualcun altro?
L'improvviso viaggio in Usa del suo consigliere Essam el-Erian suggerisce che l'inquilino nero della Casa Bianca e il suo staff di lobbisti sionisti (da Biden a Lieberman alla Clinton) non siano alieni a questo rammollimento: i fini dell'imperialismo Usa sono serviti meglio se a capo dell'Egitto c'é un Presidente-travicello che non uno con veri poteri...giusto nel caso che a Mursi possa succedere qualcuno dotato di cojones!
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sabato 17 settembre 2011
La Fratellanza Musulmana dichiara: "Il futuro dell'Egitto sta nella Democrazia Islamica!"
La più importante e influente organizzazione sociale e culturale egiziana, la Fratellanza Musulmana, ha enfatizzato come, nella prossima fase delle trasformazioni politiche attualmente in atto in quel paese, la pratica della "Politica islamica" avrà un ruolo fondamentale e determinanta; così ha dichiarato Mohamed Ghanem, rappresentante della Fratellanza a Londra, ai microfoni di PressTV, l'emittente 'all-news' iraniana in lingua inglese, sostenendo che "in seguito alla Rivoluzione, l'Egitto intraprenderà una propria via islamica verso la democrazia".
La dichiarazione in un certo senso ha voluto 'puntualizzare' la posizione della Fratellanza rispetto alle parole pronunciate dal Presidente turco Recep Erdogan nel corso della sua recente visita egiziana, durante la quale si era augurato che l'Egitto "adottasse una Costituzione laica". Ghanem ha detto: "Non bisogna essere degli esperti di politica internazionale per capire le profonde differenze tra Turchia ed Egitto; non vi sarebbe errore più grave per noi che il tentare di emulare acriticamente le esperienze altrui".
Mahmoud Ghuzlan, portavoce della Fratellanza, ha definito le parole di Erdogan come 'fuori luogo', al limite dell'interferenza negli affari interni egiziani, mentre Essam el-Erian, Vicesegretario del Partito di Libertà e Giustizia, espressione diretta della linea politica dell'organizzazione ha commentato: "L'Egitto non ha bisogno di 'copiare' le esperienze e i progetti altrui, per quanto successo abbiano riportato, il processo di democratizzazione della società nascerà spontaneamente dallo stesso retroterra che ha prodotto la Rivoluzione e porterà a un ordinamento che incarni perfettamente le aspirazioni del popolo e sia in sintonia con il suo sentire, la sua cultura e la sua storia".
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martedì 14 giugno 2011
Il Partito della Fratellanza Musulmana in Egitto cerca un'ampia coalizione per 'De-mubarakizzare' definitivamente il paese!
Il rappresentante del Partito di Libertà e Giustizia egiziano, Dottor Essam el-Erian, ha dichiarato che la formazione politica creata dalla Fratellanza Musulmana non punta a monopolizzare la scena politica del Cairo, ma al contrario, nella delicata fase della transizione dalla dittatura di Mubarak a una forma piena e compiuta di democrazia ritiene fondamentale contribuire a costruire una maggioranza "il più ampia possibile", che riesca a esprimere in Parlamento il consenso del composito e variegato movimento di massa che ha costretto tra gennaio e febbraio il despota filo-sionista ad abbandonare lo scranno.
La Fratellanza Musulmana ha già annunciato la sua intenzione di concorrere solo nel 50 per cento dei collegi elettorali; la notizia si accorda con le voci di accordi di desistenza tra il Partito di Libertà e Giustizia e altre forze per costituire una coalizione già prima delle elezioni, forse anche una piattaforma di Governo. Nel corso della prima conferenza pubblica del nuovo partito; tenutasi nel villaggio settentrionale di Bahteem, Erian ha dichiarato:"Esattamente come é inutile iniziare a litigarsi le fette di una torta che deve ancora essere messa in forno, adesso non avrebbe alcun senso entrare in competizione con le altre forze politiche con le quali siamo riusciti a cacciare Mubarak, le radici della sua macchina repressiva, gli ufficiali corrotti, i giornalisti asserviti, sono ancora presenti in tutti gli strati della società".
La necessità di una attenta e rigorosa campagna di "De-mubarakizzazione" é evidente, altrimenti Usa e Israele potrebbero riuscire, manipolando il sistema democratico, a insediare un loro nuovo fantoccio al potere, 'innestandolo' sulla struttura lasciata dietro di sé dall'autocrate deposto. Erian ha poi lodato la Giunta di transizione per aver presentato la bozza del nuovo bilancio alle forze politiche prima della sua approvazione, in modo da raccogliere input e suggerimenti, "Questa procedura", ha concluso", "dovrebbe essere seguita con tutti gli altri provvedimenti della Giunta transitoria".
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