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mercoledì 29 maggio 2019
Nuove nomine per la difesa aerea della Repubblica Islamica Iraniana!
Nuovi aggiornamenti dal vostro adorabile caporedattore Kahani, sempre in trincea per la verità e l'informazione giornalistica obiettiva ed oggettiva, contro le fake news dei tromboni sion-imperialisti.
Il leader della rivoluzione islamica iraniana, l'Ayatollah Seyyed Ali Khamenei, ha nominato, in decreti separati, il comandante della Forza di difesa aerea appena costituita dell'esercito iraniano e il nuovo comandante della base di difesa aerea di Khatam al-Anbiya.
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sabato 9 marzo 2019
Il Presidente Assad ha firmato un decreto legislativo che condanna a morte 1400 terroristi dell'ISIS!
Nella giornata di ieri il Presidente della Repubblica Araba di Siria ha siglato, rendendo così immediatamente esecutivo, un decreto che permette senza ulteriori gradi di giudizio o di ricorso l'esecuzione di 1400 terroristi del cosiddetto "califfato" dell'ISIS.
Siamo sicuri che stefano d'andrea (la "piccola scherazade di Al-Bagdadi") dall'alto dei 745 voti che raccolse quando si presentò alle elezioni, si metterà in gramaglie.
Siamo sicuri che stefano d'andrea (la "piccola scherazade di Al-Bagdadi") dall'alto dei 745 voti che raccolse quando si presentò alle elezioni, si metterà in gramaglie.
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mercoledì 26 dicembre 2012
Con il 63 per cento di consensi il Presidente egiziano Mursi convalida il referendum e mette in vigore la nuova Costituzione egiziana!
La certezza matematica si é avuta ieri ma già dalla chiusura dei seggi nella nottata del 22 dicembre le proiezioni preliminari, sommate ai risultati della prima 'tornata' referendaria del 15 davano i "Sì" alla nuova Costituzione egiziana come preponderanti.
Nonostante le proteste di una opposizione policefala e sfilacciata é bene mettersi in testa che un paese che si é islamizzato ai tempi del Califfo Omar giocoforza riconoscerà nel Corano la primaria fonte di Diritto e questo, pacificamente accettato, non vuole dire automaticamente l'instaurazione della teocrazia o della dittatura religiosa come qualche islamofobo europeo vorrebbe dare a intendere.
Certo, all'Egitto guidato dalla Fratellanza Musulmana e dal partito politico sua diretta espressione si aprono varie vie attraverso le quali interpretare questa volontà popolare: alcune portano all'alleanza con gli emirati petroliferi filo-wahabiti, filo-usa e filo-israele (perché ricordiamo, il wahabismo altro non é che il grimaldello con cui gli Usa creano le 'emergenze terroristiche' da risolvere poi con bombardamenti, occupazioni e 'interventi umanitari'), ed é la strada più semplice.
L'altra, molto più ardua, aspra, difficile, porta a una reale autonomia e indipendenza e all'Asse della Resistenza contro l'arroganza americana, europea e sionista. Mohamed Mursi non sembra incline verso quest'ultima strada, ma essa é l'unica che prometta effettivi vantaggi per il futuro dell'Egitto.
Nonostante le proteste di una opposizione policefala e sfilacciata é bene mettersi in testa che un paese che si é islamizzato ai tempi del Califfo Omar giocoforza riconoscerà nel Corano la primaria fonte di Diritto e questo, pacificamente accettato, non vuole dire automaticamente l'instaurazione della teocrazia o della dittatura religiosa come qualche islamofobo europeo vorrebbe dare a intendere.
Certo, all'Egitto guidato dalla Fratellanza Musulmana e dal partito politico sua diretta espressione si aprono varie vie attraverso le quali interpretare questa volontà popolare: alcune portano all'alleanza con gli emirati petroliferi filo-wahabiti, filo-usa e filo-israele (perché ricordiamo, il wahabismo altro non é che il grimaldello con cui gli Usa creano le 'emergenze terroristiche' da risolvere poi con bombardamenti, occupazioni e 'interventi umanitari'), ed é la strada più semplice.
L'altra, molto più ardua, aspra, difficile, porta a una reale autonomia e indipendenza e all'Asse della Resistenza contro l'arroganza americana, europea e sionista. Mohamed Mursi non sembra incline verso quest'ultima strada, ma essa é l'unica che prometta effettivi vantaggi per il futuro dell'Egitto.
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sabato 22 dicembre 2012
Dopo le deludenti manifestazioni di ieri si concludono in Egitto le procedure referendarie!
Doveva essere un fiammeggiante "venerdì di rabbia" quello promesso ieri dalle raccogliticce ed eterogenee forze del cosiddetto "Fronte di Salvezza Nazionale", con manifestazioni di piazza assimilabili a quelle dei giorni della Rivoluzione anti-Mubarak; si é trattato, invece, di una serie di adunanze sottotono ed estremamente deludenti anche per i più infiammati sostenitori dell'opposizione al Presidente Mursi e al partito politico dell'Ikhwan musulmana (FJP).
Di fronte a questo grave smacco rimediato dall'opposizione naturalmente il campo filogovernativo ha tratto baldanza e sicurezza e oggi si sta registrando una ampia affluenza a tutti i seggi dei distretti elettorali in cui lo scorso 15 dicembre non si era votato per l'approvazione della nuova Carta Costituzionale. La maggioranza dei convenuti ai microfoni dei media rivela con orgoglio di volere approvare il documento redatto in questi mesi dalla Commissione di Esperti appositamente nominata.
Avendo ricevuto alcuni rimarchi in merito vogliamo chiarire che la redazione di Palaestina Felix non ascrive alcun proprio sostegno o entusiasmo verso la parte politica di Mohammed Mursi o verso l'FJP e l'Ikhwan in quanto tali, ma fedele alla sua missione di cronaca giornalistica rileva come il Movimento 6 Aprile, i liberali di stampo laico e i socialisti più o meno nasseriti, a cui pure va riconosciuto il merito di avere iniziato la Rivoluzione non la avrebbero MAI portata a termine vittoriosamente senza l'intervento decisivo dei partiti religiosi (Ikhwan in testa) e che, alleandosi nella loro polemica anti-Mursi coi rimasugli dei fedeli di Mubarak, hanno perso molta credibilità e molta popolarità nel paese.
Di fronte a questo grave smacco rimediato dall'opposizione naturalmente il campo filogovernativo ha tratto baldanza e sicurezza e oggi si sta registrando una ampia affluenza a tutti i seggi dei distretti elettorali in cui lo scorso 15 dicembre non si era votato per l'approvazione della nuova Carta Costituzionale. La maggioranza dei convenuti ai microfoni dei media rivela con orgoglio di volere approvare il documento redatto in questi mesi dalla Commissione di Esperti appositamente nominata.
Avendo ricevuto alcuni rimarchi in merito vogliamo chiarire che la redazione di Palaestina Felix non ascrive alcun proprio sostegno o entusiasmo verso la parte politica di Mohammed Mursi o verso l'FJP e l'Ikhwan in quanto tali, ma fedele alla sua missione di cronaca giornalistica rileva come il Movimento 6 Aprile, i liberali di stampo laico e i socialisti più o meno nasseriti, a cui pure va riconosciuto il merito di avere iniziato la Rivoluzione non la avrebbero MAI portata a termine vittoriosamente senza l'intervento decisivo dei partiti religiosi (Ikhwan in testa) e che, alleandosi nella loro polemica anti-Mursi coi rimasugli dei fedeli di Mubarak, hanno perso molta credibilità e molta popolarità nel paese.
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domenica 16 dicembre 2012
Le proiezioni sul referendum egiziano danno le opposizioni ancora sconfitte: i "sì" sarebbero al 56%!
Dai dati preliminari arrivati dai 6300 seggi in dieci governatorati in cui si sono tenute le operazioni di voto per l'approvazione della Carta Costituzionale elaborata in questi mesi dall'apposita commissione apparirebbe che la multicefala e variopinta congrega di 'oppositori' all'Ikhwan e al Presidente Mursi abbia rimediato una nuova sconfitta.
Divisa tra un iniziale appello alla diserzione delle urne e poi un tardivo 'dietro front' con la raccomandazione di votare "No" sembra che solo meno del 44 per cento dei votanti abbia seguito tale appello, lasciando la maggioranza assoluta ai sostenitori della nuova Carta.
Il resto dei seggi non coinvolti dalla tornata referendaria di ieri verrà chiamato al voto il prossimo sabato, 22 dicembre. Dopo il ritiro del Decreto che gli avrebbe garantito ampi poteri sembra finalmente che il Presidente Mursi sia riuscito a segnare un punto a suo favore.
Divisa tra un iniziale appello alla diserzione delle urne e poi un tardivo 'dietro front' con la raccomandazione di votare "No" sembra che solo meno del 44 per cento dei votanti abbia seguito tale appello, lasciando la maggioranza assoluta ai sostenitori della nuova Carta.
Il resto dei seggi non coinvolti dalla tornata referendaria di ieri verrà chiamato al voto il prossimo sabato, 22 dicembre. Dopo il ritiro del Decreto che gli avrebbe garantito ampi poteri sembra finalmente che il Presidente Mursi sia riuscito a segnare un punto a suo favore.
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sabato 15 dicembre 2012
Dopo giornate di scontri, feriti e appelli incrociati dovrebbe iniziare oggi il Referendum sulla nuova Costituzione egiziana!
Mohammed Mursi ha rinunciato al Decreto che gli avrebbe attribuito poteri amplissimi, ma ha tenuto duro sul referendum costituzionale previsto per oggi, concedendo solo un supplemento di votazione (inizialmente non previsto) che prolungherà le operazioni anche al prossimo sabato.
Ma la situazione all'ombra delle Piramidi non é affatto tranquilla e, con l'opposizione (ricordiamo composta da frange mubarakiste, nasseriti, progressisti, laicisti e "liberali" vari) che con El Baradei e Amr Moussa chiede ai suoi (molti?) sostenitori di boicottare ogni operazione di voto e con le moschee che ieri si sono trasformate in centri di propaganda pro-Mursi e pro-Referendum, si sono registrati scontri anche violenti al Cairo e ad Alessandria per tutto il pomeriggio e la serata di ieri. Il tasso di affluenza segnerà la popolarità della linea presidenziale e, per estensione, dell'appeal dei partiti religiosi su un'opinione pubblica che é ormai profondamente diversa da quella che esisteva nel paese solo sei mesi fa.
Allora i sostenitori della Rivoluzione scelsero Mursi contro l'Ex-dignitario di Mubarak Ahmed Shafiq, ora invece un rift incolmabile sembra separi l'Ikhwan e il suo partito dai cosiddetti "moderati" che non hanno battuto ciglio all'accozzarsi coi sopravvissuti del regime.
Ma la situazione all'ombra delle Piramidi non é affatto tranquilla e, con l'opposizione (ricordiamo composta da frange mubarakiste, nasseriti, progressisti, laicisti e "liberali" vari) che con El Baradei e Amr Moussa chiede ai suoi (molti?) sostenitori di boicottare ogni operazione di voto e con le moschee che ieri si sono trasformate in centri di propaganda pro-Mursi e pro-Referendum, si sono registrati scontri anche violenti al Cairo e ad Alessandria per tutto il pomeriggio e la serata di ieri. Il tasso di affluenza segnerà la popolarità della linea presidenziale e, per estensione, dell'appeal dei partiti religiosi su un'opinione pubblica che é ormai profondamente diversa da quella che esisteva nel paese solo sei mesi fa.
Allora i sostenitori della Rivoluzione scelsero Mursi contro l'Ex-dignitario di Mubarak Ahmed Shafiq, ora invece un rift incolmabile sembra separi l'Ikhwan e il suo partito dai cosiddetti "moderati" che non hanno battuto ciglio all'accozzarsi coi sopravvissuti del regime.
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domenica 9 dicembre 2012
Mursi ha mollato! Il Presidente egiziano ritira il decreto contestato dagli oppositori...su consiglio di Obama?
Mohammed Mursi ha mostrato di che pasta é fatto: di pastafrolla, il Presidente d'Egitto, espressione della potentissima Fratellanza Musulmana e leader del Partito di Libertà e Giustizia da essa fondato ha annullato, tramite un annuncio fatto leggere dal suo consigliere Mohamed Selim El-Awa il decreto che gli garantiva amplissimi poteri per poter finire di smantellare gli ultimi rimasugli di mubarakismo presenti nel paese e consacrare la sua fazione come solo detentore del potere nell'Egitto post-rivoluzionario.
Mursi, scelta di ripiego per la corsa presidenziale (infatti in origine il candidato della Fratellanza doveva essere il ben più popolare e capace Khairat al-Shater, poi escluso da un colpo di mano della giunta militare di transizione), non si é rivelato capace di ripetere ciò che Khomeini e Lenin hanno fatto prima di lui, garantire alla propria parte politica l'egemonia totale in uno scenario post-rivoluzionario.
Mursi avrebbe potuto portare le cose al punto di rottura: imporre la legge marziale, costringere l'Esercito a scendere in campo contro gli oppositori minacciando di ritirare l'immunità garantita a generali e ufficiali e invece come un tiepido, malleabile pupazzetto si é fatto convincere a 'mollare'...ma é stata poi una sua decisione oppure nella questione ha messo il becco qualcun altro?
L'improvviso viaggio in Usa del suo consigliere Essam el-Erian suggerisce che l'inquilino nero della Casa Bianca e il suo staff di lobbisti sionisti (da Biden a Lieberman alla Clinton) non siano alieni a questo rammollimento: i fini dell'imperialismo Usa sono serviti meglio se a capo dell'Egitto c'é un Presidente-travicello che non uno con veri poteri...giusto nel caso che a Mursi possa succedere qualcuno dotato di cojones!
Mursi, scelta di ripiego per la corsa presidenziale (infatti in origine il candidato della Fratellanza doveva essere il ben più popolare e capace Khairat al-Shater, poi escluso da un colpo di mano della giunta militare di transizione), non si é rivelato capace di ripetere ciò che Khomeini e Lenin hanno fatto prima di lui, garantire alla propria parte politica l'egemonia totale in uno scenario post-rivoluzionario.
Mursi avrebbe potuto portare le cose al punto di rottura: imporre la legge marziale, costringere l'Esercito a scendere in campo contro gli oppositori minacciando di ritirare l'immunità garantita a generali e ufficiali e invece come un tiepido, malleabile pupazzetto si é fatto convincere a 'mollare'...ma é stata poi una sua decisione oppure nella questione ha messo il becco qualcun altro?
L'improvviso viaggio in Usa del suo consigliere Essam el-Erian suggerisce che l'inquilino nero della Casa Bianca e il suo staff di lobbisti sionisti (da Biden a Lieberman alla Clinton) non siano alieni a questo rammollimento: i fini dell'imperialismo Usa sono serviti meglio se a capo dell'Egitto c'é un Presidente-travicello che non uno con veri poteri...giusto nel caso che a Mursi possa succedere qualcuno dotato di cojones!
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giovedì 6 dicembre 2012
Tra morti, centinaia di feriti e tank attorno al suo palazzo, il Presidente Mursi si prepara a parlare all'Egitto
E' di sei morti e non meno di trecento feriti il bilancio degli scontri che sono infuriati nella capitale egiziana da quando, a contraltare delle proteste dei vari "enragès" contro il Decreto Costituzionale emesso dal Presidente Mursi, anche le migliaia di sostenitori dell'Ikhwan musulmana e del Partito di Libertà e Giustizia hanno cominciato a scendere in strada.
Adesso, con un decreto d'emergenza, l'Esercito ha schierato le proprie forze, tra cui molti veicoli blindati e corazzati, tutto attorno al palazzo presidenziale e ha comunicato che, in caso di ulteriori adunate, anche a favore del Presidente, la Guardia Repubblicana si riserva di intervenire per disperdere ogni assembramento.
Il frasario del comunicato, volutamente 'bipartisan' non deve tuttavia ingannare; le sfere militari sono, come spiegato nel nostro precedente articolo, profondamente debitrici a Mursi e lo sosterranno contro qualunque moto popolare; intanto, in una calma irreale dopo tanti giorni di tensione e scontri il Presidente egiziano si prepara a tenere un discorso alla nazione durante il quale, sembra probabile, annuncerà le proprie intenzioni riguardo il decreto del contendente e il referendum confermativo della Costituzione che dovrebbe tenersi ormai tra poco più d'una settimana.
Adesso, con un decreto d'emergenza, l'Esercito ha schierato le proprie forze, tra cui molti veicoli blindati e corazzati, tutto attorno al palazzo presidenziale e ha comunicato che, in caso di ulteriori adunate, anche a favore del Presidente, la Guardia Repubblicana si riserva di intervenire per disperdere ogni assembramento.
Il frasario del comunicato, volutamente 'bipartisan' non deve tuttavia ingannare; le sfere militari sono, come spiegato nel nostro precedente articolo, profondamente debitrici a Mursi e lo sosterranno contro qualunque moto popolare; intanto, in una calma irreale dopo tanti giorni di tensione e scontri il Presidente egiziano si prepara a tenere un discorso alla nazione durante il quale, sembra probabile, annuncerà le proprie intenzioni riguardo il decreto del contendente e il referendum confermativo della Costituzione che dovrebbe tenersi ormai tra poco più d'una settimana.
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venerdì 24 agosto 2012
Mohammed Mursi abolisce le norme di Mubarak sulla censura alla stampa: fa liberare un giornalista che lo aveva attaccato!
Prosegue a ritmo serrato il processo di "De-Mubarakizzazione" in Egitto dopo che il Presidente Mohammed Mursi ha licenziato i Generali dello SCAF e abolito i decreti da loro emessi che limitavano i poteri presidenziali e ne usurpavano alcune funzioni. Adesso a 'saltare' sono state le norme dell'era Mubarak riguardo i 'crimini editoriali' che imponevano una severissima censura alla stampa, proibendo critiche e accuse al potere costituito sotto minaccia di arresti e pene severe.
Il primo a beneficiare di questo 'colpo di spugna' del Presidente della Fratellanza Musulmana sarà il Direttore del quotidiano 'Al-Dustour', Islam Afifi, che era stato pochi giorni fa arrestato proprio in base a quelle stesse norme per aver pubblicato articoli virulentemente anti-Mursi, incorrendo perciò nelle sanzioni previste a norma di legge.
Appena lo aveva saputo il Presidente Mursi, scioccato all'idea di 'beneficiare' di leggi emanate al tempo dell'autocrazia filo-usa e filo-sionista ha dato ordine ai suoi collaboratori di eliminare per decreto le leggi in merito e far rilasciare immediatamente Afifi.
Il primo a beneficiare di questo 'colpo di spugna' del Presidente della Fratellanza Musulmana sarà il Direttore del quotidiano 'Al-Dustour', Islam Afifi, che era stato pochi giorni fa arrestato proprio in base a quelle stesse norme per aver pubblicato articoli virulentemente anti-Mursi, incorrendo perciò nelle sanzioni previste a norma di legge.
Appena lo aveva saputo il Presidente Mursi, scioccato all'idea di 'beneficiare' di leggi emanate al tempo dell'autocrazia filo-usa e filo-sionista ha dato ordine ai suoi collaboratori di eliminare per decreto le leggi in merito e far rilasciare immediatamente Afifi.
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