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giovedì 12 luglio 2012

Mishaal con la delegazione di Hamas sbarca in Tunisia per presenziare al Nono Congresso di Ennahda!

Come in precedenza annunciato su queste pagine la delegazione del Movimento musulmano Hamas, guidata dal Segretario del Politburo Khaled Mishaal é arrivata oggi in Tunisia per prendere parte al Nono Congresso del Movimento del Rinascimento Musulmano "Ennahda", forza politica trionfatrice delle prime elezioni democratiche della storia del paese, un cui esponente (Hamadi Jebali) si trova attualmente alla guida del Governo ad Interim mentre l'Assemblea costituente eletta lo scorso autunno lavora a una Carta fondamentale su cui costruire la Tunisia post-Ben Ali: islamica, pluralista, democratica.

Ezzat Resheq, del Politburo di Hamas ha ringraziato, attraverso l'Agenzia stampa "Quds Press" il leader storico di Ennahda Rashid Ghannouchi per avere invitato la delegazione palestinese al Congresso, forgiando così una potente anche se silenziosa dichiarazione di solidarietà con la Causa antisionista che é il vero fulcro e il nucleo di tutti i problemi del Mondo Arabo, del Nordafrica e del Medio Oriente. Senza un 'israele' da sostenere non vi sarebbe bisogno per l'imperialismo occidentale di dovere insediare i propri pupazzi a capo di autocrazie arabe che neghino il diritto dei popoli a esprimersi democraticamente: senza israele non vi sarebbero stati Bourghiba, Ben Ali, Sadat, Mubarak, non vi sarebbe stato bisogno di annullare le elezioni algerine vinte dal FIS...

Resheq ha esteso le sue congratulazioni e la sua personale profonda stima e ammirazione per il popolo tunisino che, con la sua Rivoluzione, ha "spianato la strada per la Primavera Araba, gettando un ponte dal Mondo Arabo verso la Libertà, la Democrazia islamica, l'autodeterminazione e la dignità umana". Il portavoce di Hamas ha quindi augurato che la vicinanza e la cooperazione tra Tunisia e Palestina possano durare a lungo e portare copiosi e preziosi frutti".
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mercoledì 11 luglio 2012

Khaled Mishaal in partenza per Tunisi: ospite d'onore al Congresso del Movimento Ennahda!

Il Segretario del Politburo di Hamas Khaled Mishaal si sta preparando in queste ore a raggiungere la Tunisia per prendere parte come ospite di riguardo alla nona conferenza ufficiale del Movimento Ennahda, partito politico fondato da Rachid Ghannouchi uscito trionfatore dalle prime elezioni democratiche della Storia del paese, liberato dalla tirannia filo-imperialista e filo-sionista dell'Ex-generale Ben Ali dalla prima rivoluzione popolare della "Primavera Araba".
La conferenza di Ennahda si aprirà domani e durerà quattro giorni, fino al 15 luglio, nella capitale del paese, come comunicato dal Capo del Comitato di Preparazione, Riyadh Chaiba; sarà la prima occasione per Mishaal di visitare la Tunisia dalla caduta di Ben Ali, che per compiacere i propri burattinai occidentali e sionisti aveva dichiarato il leader di Hamas 'Persona Non Grata' a inizio anni 2000; finora l'unico esponente di Hamas che aveva visitato la nuova tunisia islamica e democratica era stato Ismail Haniyeh, Premier del legittimo Governo palestinese, a inizio 2012.
Nel novero dei lavori della Conferenza vi saranno simposi ed analisi della situazione politica, economica e strategica della Tunisia post-rivoluzionaria, cui parteciperanno oltre 200 ospiti internazionali, arabi, musulmani e anche europei; sono inoltre previste le elezioni di una nuova generazione di dirigenti che prenderanno il posto del leader storico Rachid Ghannouchi e di coloro che hanno intrapreso incarichi istituzionali e di Governo.
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domenica 18 marzo 2012

Nominata dal Parlamento egiziano la Costituente che dovrà scrivere una nuova Carta di principii e garanzie per l'epoca post-Mubarak!


Il Parlamento Egiziano recentemente eletto (dove il FJP della Fratellanza Musulmana ha il 47 per cento dei seggi e l'Al-Nour dei musulmani ortodossi il 29) ha deciso la prossima nomina di una Commissione Costituente di 100 membri (50 parlamentari e 50 della società civile) incaricata di redigere una nuova Carta per il paese, che sappia incarnare i valori e le aspirazioni della Rivoluzione di Piazza Tahrir che all'inizio del 2011 é riuscita in poche settimane di proteste a cancellare trent'anni di autocrazia filo-americana e filo-sionista.

La Costituzione che era in vigore al tempo di Mubarak é attualmente sospesa e questa é proprio una delle 'giustificazioni' accampate dai militari dello SCAF per giustificare la permanenza del loro 'ruolo di controllo e supervisione' del processo politico nazionale; ci si aspetterebbe che, una volta prodotta e approvata una nuova Costituzione le dimissioni di Tantawi e soci dovrebbero essere, se non proprio immediate, quanto meno prossime.

I membri della Costituente verranno scelti tra sei giorni, il 24 marzo, e saranno scelti al 50 per cento tra gli stessi parlamentari e al 50 per cento tra figure della società civile, accademici, opinion leader e altre figure di spicco che possano dare utili contributi al processo di redazione. Vista la fortissima prevalenza dei partiti religiosi all'interno dell'assise parlamentare ci si aspetta naturalmente che la nuova Carta dichiari esplicitamente il Corano "Fonte primaria del Diritto" nel paese e, pur garantendo i dritti delle minoranze (ad esempio la componente copta della popolazione) inserisca chiari riferimenti al ruolo guida della religione musulmana nella Storia e nella società egiziana.
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sabato 17 marzo 2012

Imponente manifestazione a Tunisi per chiedere l'applicazione della Legge Coranica nella nuova Costituzione!


Dozzine di migliaia di persone si sono radunate di fronte alla sede dell'Assemblea Costituente tunisina, eletta lo scorso 23 ottobre con la fortissima affermazione del Partito del Rinascimento musulmano (Ennahda), domandando il riconoscimento del Corano come 'Fonte primaria del Diritto' nella nuova Carta in fase di elaborazione per sostituire quella in uso al tempo delle dittature 'laiciste' di Bourghiba e di Ben Ali e per dichiarare a gran voce che, se il nuovo documento costituzionale non includerà chiari e limpidi riferimenti alla natura musulmana del Paese e al ruolo guida dell'Islam nella sua Storia e nella sua società allora la popolazione non vi riconoscerà alcuna legittimità e non si sentirà vincolata da essa.

"Vogliamo l'Islam, vogliamo la shariah" "Né laicista né secolare, la Tunisia chiede di essere islamica" e "Dal Sacro Corano, una Costituzione giusta" erano gli slogan scanditi e ritmati dalla moltitudine ed echeggiati anche dagli striscioni e dai cartelli portati dai dimostranti. Il processo di scrittura della Costituzione é in fase di sviluppo e il nuovo documento dovrebbe venire presentato nella seconda metà del 2012, secondo alcune fonti bene informate all'incirca durante l'estate.
Attualmente la Tunisia é guidata da una coalizione che vede l'Ennahda come partito di maggioranza con 90 seggi su 217 a sua disposizione, alleata con i partiti del Congresso della Repubblica (socialdemocratico) e del Forum del Lavoro e della Libertà 'Ettakatol' (Socialista e Nazionalista); queste due forze politiche benché non ispirate religiosamente riconoscono il primato dell'Islam nella Storia e nella Cultura tunisina e vogliono che i principii musulmani siano enunciati e rispettati nella vita pubblica.

I 'laicisti arrabbiati' del PDP, il fasullo partito di "opposizione di regime" tollerato da Ben Ali, duramente castigati al voto (ricevendo appena 17 seggi) si sono detti contrari a ogni riferimento alla religione nella Carta costituzionale ma non rappresentano niente a livello parlamentare o popolare.
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In Tunisia sotto il Governo di Ennahda ecco arrivare finalmente la Finanza Islamica!


Il Governo tunisino ha messo in piedi un gruppo di lavoro per studiare un programma di sviluppo della finanza islamica nel paese, come recentemente annunciato da un dirigente del Ministero delle Finanze; il gruppo, che includerà rappresentanti della Banca Centrale, della Borsa e del Settore privato, tra cui il gruppo bancario Al-Baraka analizzerà le leggi del paese e vedrà come e quanto sia necessario modificarle per permettere il massimo sviluppo della finanza islamica.

Il corrotto regime di Ben Ali, legato a istituzioni imperialiste e sioniste come la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale, era contrario alla finanza islamica per motivi ideologici ma ora, col Partito del Rinascimento musulmano che domina lo scenario politico é venuto il momento di introdurre questo potente strumento di sviluppo non-usurario nel paese nordafricano.

Come é noto la finanza islamica segue gli insegnamenti del Corano e rifiuta di riconoscere o richiedere interessi, é perciò una finanza etica che non prevede sfruttamento. L'interesse usurario, tipico della finanza occidentale prevede per sua natura che il fulcro del processo economico sia lo sfruttamento: sfruttamento del lavoratore, del risparmiatore, del debitore, sempre sfruttamento della parte più debole. In questo modo la finanza 'tradizionale' si fa volano e propagatore dell'ingiustizia e della diseguaglianza su questo mondo.

Karima Rezk e Chaker Soltani del Ministero delle Finanze hanno anche dichiarato che "appena possibile" il Governo tunisiano progetta di emettere dei "Sukuk", anche noti come 'bond islamici', titoli di credito 'sharia-compliant' che permetteranno agli investitori di impiegare i loro risparmi in maniera eticamente accettabile.
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venerdì 10 febbraio 2012

Ghannouchi dichiara: "La nuova Tunisia non riconoscerà mai lo Stato sionista e avrà l'Islam come punto di riferimento!"


Nessuna possibilità che la nuova Tunisia democratica sorta dopo la cacciata del tiranno Ben Ali possa "mai e poi mai" dare il suo 'riconoscimento' al regime ebraico di occupazione della Palestina; zero speranze, poi, che la sua architettura costituzionale (attualmente centro degli sforzi dell'Assemblea eletta il 23 ottobre scorso) possa in qualche modo essere 'laica' o 'laicista' o comunque escludere dal proprio corpus di riferimenti i dettami e le raccomandazioni della fede musulmana, cuore della storia del paese da oltre dodici secoli.

Sono nette e non lasciano adito a equivoci o fraintendimenti le parole di Rachid Ghannouchi, fondatore e leader storico del Partito del Rinascimento Musulmano (Ennahda), uscito trionfatore dalle urne autunnali con la palma di forza politica di maggioranza relativa ai microfoni dell'emittente all-news in Inglese di Teheran, PressTV.

Sempre per sgombrare il campo da malintesi Ghannouchi ha chiarito che tali posizioni non sono sue opinioni personali ma punti-cardine del programma dell'Ennahda e che verranno puntualmente implementati grazie all'enorme fiducia tributata a questa forza politica dall'opinione pubblica tunisina, che le condivide e le vuole vedere in atto.
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lunedì 23 gennaio 2012

Si riunisce per la prima volta al Cairo il nuovo Parlamento egiziano, dominato al 76% dai partiti musulmani!


Il nuovo Parlamento egiziano, eletto per la prima volta con criteri di vera ed effettiva democrazia, ancorché con un sistema macchinoso e lungo che nelle speranze dei generali dello SCAF avrebbe dovuto favorire i partiti 'laicisti' e filo-occidentali si é riunito per la prima volta al Cairo, pochi giorni prima che ricorra il primo anniversario della Rivoluzione di Piazza Tahrir, in seguito alla quale il tiranno Hosni Mubarak é stato deposto e imprigionato.

Come abbiamo già riportato nella giornata di ieri tutti i tentativi per mettere in svantaggio i partiti di ispirazione religiosa si sono risolti in un nulla di fatto visto che l'FJP espressione della Fratellanza Musulmana ha portato a casa 235 deputati su 498, mentre 123 sono toccati ai più rigidi tradizionalisti di Al-Nour. Il primo partito 'laico' il Nuovo Wafd ha raggranellato la miseria di 42 seggi e il Blocco Egiziano appena 33.

Secondo quanto stabilito in maniera informale Mohamed Saad Ketatni del Partito di Libertà e Giustizia verrà eletto Presidente della Camera, mentre non é ancora chiaro chi andrà a sedersi sulle due poltrone di Vicepresidente. I rappresentanti della Fratellanza Musulmana hanno già annunciato che, forti della loro altissima maggioranza relativa, desiderano spingere il paese a una rapida transizione verso una guida totalmente civile, chiudendo la parentesi di tutela militare sulla vita politica prolungatasi fino ad ora.

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domenica 22 gennaio 2012

Fratellanza Musulmana al 47%, Al-Nour al 29%, il nuovo Parlamento egiziano dominato per due terzi da partiti musulmani!


Secondo il Segretario della Commissione Giudiziaria Elettorale il "Partito di Libertà e Giustizia", espressione politica della Fratellanza Musulmana egiziana ha conquistato 235 seggi su 498 nella nuova Assemblea del Popolo, il Parlamento del Cairo eletto per la prima volta con criteri democratici dopo la caduta del dittatore Mubarak. Il partito dell'Ikwhan ha stupito tutti con una affermazione fortissima, che ha sfiorato il 50% delle preferenze (47,19%); prima delle elezioni gli stessi rappresentanti del partito facevano previsioni tra il 20 e il 30 per cento delle preferenze, con i più ottimisti che si spingevano a preconizzare il 35%.

Secondi ma molto distaccati dall'Ikwhan arrivano gli islamisti ortodossi di Al-Nour, che comunque hanno portato a casa quasi un terzo dei seggi (29% per 123 seggi), stabilendo così che il 76% dei deputati della nuova Camera, più dei due terzi, saranno musulmani di varie tendenze ed estrazioni, una potente affermazione dell'Islam politico che, in barba alle inani profezie di osservatori occidentali ignoranti o ipocriti si dimostra il vero motore della "Primavera Araba" e l'unica ideologia in grado di rispondere alla volontà di cambiamento dei popoli arabi e medio-orientali, troppo a lungo schiacciati sotto regimi filo-occidentali che imponevano un 'laicismo' odioso e offensivo alla stragrande maggioranza della popolazione.

Con questi risultati ogni ora che passa la Giunta militare guidata dal Maresciallo Tantawi é sempre meno legittimata a rimanere al suo posto: esiste una maggioranza larghissima di forze politiche pronte a prendere il totale controllo degli apparati dello Stato e a riformarli secondo il volere chiaramente espresso dal popolo nelle urne: come primo atto la nuova Assemblea dovrà nominare una commissione di 100 esperti per redigere una nuova Costituzione. Non vi sono dubbi che essa vedrà nel Corano e nella religione musulmana la principale fonte del Diritto.

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venerdì 6 gennaio 2012

Prosegue la visita del Premier palestinese Haniyeh in Tunisia: esclusive immagini dei suoi incontri coi vertici dello Stato!

Ismail Haniyeh durante la conferenza stampa congiunta col Primo Ministro tunisino Jebali, rappresentante del Partito del Rinascimento Musulmano - Ennahda.

Haniyeh e Jebali all'aeroporto internazionale di Tunisi.


Haniyeh con il Presidente tunisino ad interim Moncef Marzouki, rappresentante dell'Ettakatol, partito di Sinistra alleato con l'Ennahda.

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giovedì 5 gennaio 2012

Ismail Haniyeh arriva a Tunisi per una visita di due giorni, subito incontra il Premier del partito musulmano Ennahda!


Come annunciato in precedenza, il Premier palestinese Ismail Haniyeh é sbarcato stamane all'aeroporto di Tunisi, nuova tappa del suo tour diplomatico che finora lo ha portato a visitare Egitto, Sudan e Turchia. Accolto allo scalo dal collega tunisino Hamad Jebali, recentemente nominato Primo Ministro dopo la fortissima affermazione alle urne del Partito del Rinascimento musulmano (Ennahda), ha colloquiato con lui prima di recarsi a incontrare il Presidente Moncef Marzouki, rappresentante di uno dei due partiti minori della coalizione al Governo, il Congresso per la Repubblica.

Più avanti nella sua tappa tunisina Haniyeh renderà visita al Presidente dell'Assemblea Costituente, impegnata nei lavori preliminari per la stesura di una nuova Carta, Moustafa ben Jafaar dell'Ettakatol (partito di Sinistra e terza forza della maggioranza), leggendo poi un messaggio di saluto e congratulazioni per l'Assemblea stessa, dove renderà omaggio all'esempio che la Tunisia sta dando, di ordinato e pacifico passaggio dalla dittatura autoritaria e laicista di Ben Ali alla democrazia illuminata dai valori islamici.

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sabato 17 settembre 2011

La Fratellanza Musulmana dichiara: "Il futuro dell'Egitto sta nella Democrazia Islamica!"


La più importante e influente organizzazione sociale e culturale egiziana, la Fratellanza Musulmana, ha enfatizzato come, nella prossima fase delle trasformazioni politiche attualmente in atto in quel paese, la pratica della "Politica islamica" avrà un ruolo fondamentale e determinanta; così ha dichiarato Mohamed Ghanem, rappresentante della Fratellanza a Londra, ai microfoni di PressTV, l'emittente 'all-news' iraniana in lingua inglese, sostenendo che "in seguito alla Rivoluzione, l'Egitto intraprenderà una propria via islamica verso la democrazia".

La dichiarazione in un certo senso ha voluto 'puntualizzare' la posizione della Fratellanza rispetto alle parole pronunciate dal Presidente turco Recep Erdogan nel corso della sua recente visita egiziana, durante la quale si era augurato che l'Egitto "adottasse una Costituzione laica". Ghanem ha detto: "Non bisogna essere degli esperti di politica internazionale per capire le profonde differenze tra Turchia ed Egitto; non vi sarebbe errore più grave per noi che il tentare di emulare acriticamente le esperienze altrui".

Mahmoud Ghuzlan, portavoce della Fratellanza, ha definito le parole di Erdogan come 'fuori luogo', al limite dell'interferenza negli affari interni egiziani, mentre Essam el-Erian, Vicesegretario del Partito di Libertà e Giustizia, espressione diretta della linea politica dell'organizzazione ha commentato: "L'Egitto non ha bisogno di 'copiare' le esperienze e i progetti altrui, per quanto successo abbiano riportato, il processo di democratizzazione della società nascerà spontaneamente dallo stesso retroterra che ha prodotto la Rivoluzione e porterà a un ordinamento che incarni perfettamente le aspirazioni del popolo e sia in sintonia con il suo sentire, la sua cultura e la sua storia".
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