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mercoledì 16 ottobre 2019

Azari Jahromi smentisce recisamente presunti "cyber-attacchi" annunciati dall'agenzia Reuters!


Il Ministro delle comunicazioni e della tecnologia dell'informazione iraniano Mohammad Javad Azari Jahromi ha respinto categoricamente un rapporto dell'agenzia di stampa Reuters citando un riuscito attacco informatico statunitense alle strutture e alle infrastrutture iraniane.
Alla domanda dei giornalisti sulle affermazioni della Reuters a margine di una riunione di gabinetto a Teheran mercoledì, Azari Jahromi ha detto: "Quando i maiali voleranno, forse!"

mercoledì 21 maggio 2014

Boicottiamo "Emulsio" i prodotti della 'Sutter' in combutta coi sionisti di Sodastream!!

All’attenzione dell’Ing. Aldo Sutter
Amministratore Delegato
Sutter Industries S.p.A.
Oggetto: Lettera aperta sulla promozione di Sodastream
Gentile Ing. Sutter,
abbiamo recentemente appreso che la Sutter Industries S.p.A. ha avviato il concorso “VINCI SODASTREAM CON I PRODOTTI EMULSIO” che prevede per premi dei prodotti della Sodastream, la società israeliana che produce macchine per l’acqua gasata dal rubinetto.
Quale Stop Sodastream Italia, che partecipa alla campagna internazionale contro Sodastream, ci sentiamo in dovere di informarvi che abbinare i vostri prodotti, che reputate “rispettosi dell’ambiente e della persona”, alla Sodastream non può che danneggiare la vostra immagine e minare il vostro impegno per l’ambiente. Mentre Sodastream si autopromuove come un’azienda ambientalista e socialmente responsabile, in realtà è una società che opera in palese violazione dei diritti umani e del diritto internazionale.
Il principale sito produttivo della Sodastream si trova a Ma’ale Adumim, una tra le più grandi colonie israeliane costruite illegalmente nei Territori palestinesi occupati. In questo contesto, SodaStream beneficia di terra e risorse idriche confiscate ai proprietari palestinesi, di forza lavoro palestinese sfruttata, di sgravi fiscali e di norme sul lavoro e sulla protezione dell’ambiente che non vengono applicate.[1]
Inoltre, Sodastream, attraverso le imposte comunali, sostiene le finanze della colonia di Ma’ale Adumim, che è anche responsabile della “gestione” dell’infame discarica di Abu Dis, anch’essa costruita illegalmente sui terreni confiscati ai palestinesi, dove ogni giorno vengono scaricate più di 1.100 tonnellate di rifiuti provenienti da Gerusalemme e da altri insediamenti israeliani in territorio occupato.[2] Il Ministero dell'Ambiente israeliano ha dichiarato che Abu Dis "è la discarica più inquinante del paese".[3] Un gruppo di ricerca universitario palestinese ha documentato la contaminazione del suolo e dell’acqua, nonché la presenza di gas tossici nell'aria, e ritiene che la discarica ne sia responsabile.[4]
A seguito di una visita nei Territori palestinesi occupati, la presidente di Amici della Terra Internazionale Jagoda Munic ha condannato quello che ha definito le "forme meno visibili di occupazione", e cioè le discariche di rifiuti tossici, l'espropriazione e la deviazione di fonti di acqua dolce e lo sviluppo di industrie inquinanti vicine alle città palestinesi, definendo le politiche governative israeliane "davvero scioccanti”. Ha aggiunto che "la Palestina è un esempio del legame tra l’ingiustizia ambientale e quella sociale e politica”.[5]
Proprio a causa del sostegno attivo della Sodastream all'occupazione militare israeliana, ad aprile di quest’anno, alla vigilia della Giornata della Terra, l’Earth Day Network, che lavora con più di 22.000 soci in 192 paesi, ha posto fine ad una partnership con la ditta israeliana.[6]
In Italia, sia Legambiente che il WWF, che sono state coinvolte in iniziative di promozione della Sodastream, una volta venuti a conoscenza della complicità dell’azienda riguardo alle violazioni dei diritti umani, hanno interrotto i rapporti con l’azienda, così come anche il Comune di Trieste.[7]
Prestare attenzione all’ambiente è estremamente importante. Però, nel promuovere i prodotti Sodastream, la Sutter partecipa ad un’operazione di greenwashing di una società che viola i diritti umani e contribuisce al mantenimento e al consolidamento di un sistema di ingiustizia ambientale e sociale.
Vi invitiamo quindi ad interrompere ogni collaborazione con la SodaStream, cominciando dalla sostituzione dei premi per il concorso in atto, anche per tutelare i diritti dei partecipanti che diventerebbero inconsapevolmente complici delle violazioni della Sodastream.
Fiduciosi che vogliate accogliere la nostra richiesta, porgiamo cordiali saluti.
Stop Sodastream Italia
stopsodastream@gmail.com
bdsitalia.org/stop-sodastream

martedì 29 aprile 2014

"No a Sodastream, le bevande dell'Apartheid!", la campagna BDS colpisce gli interessi sionisti a Boston e dintorni!

Una massiccia campagna BDS organizzata in Massachussets ha preso di mira il rivenditore di ferramenta e articoli per la casa 'Tags' di Cambridge, negli Usa, intimandogli di ritirare dal suo assortimento di prodotti macchine e sciroppi 'Sodastream'.

La compagna sionista, per approfittare dei ricchi sconti fiscali forniti dal regime ebraico di occupazione ha infatti collocato la sua sede e le sue fabbriche su terreno illegalmente annesso dopo il 1967; certo, diranno i nostri lettori, anche i terreni occupati PRIMA del 1967, prima del '48 e fino all'arrivo del primo immigrato illegale khazaro in Medio Oriente sono occupazioni 'illegali', ma prendere di mira le più recenti é un ottimo modo di iniziare la crociata antisionista.

Sodastream si avvale di pubblicità televisive su ogni canale del pianeta, e del sostegno delle star di Hollywood, dominata dalle cabale "a Sei Punte", ma la reazione e lo sdegno dei militanti BDS é talmente profonda che sempre più persone stanno evitando di acquistare i suoi macchinari o stanno smettendo di usarli.

Fatto ancor più interessante, tra i dimostranti del Massachussets vi sono anche diversi Ebrei, persone decenti che riconoscono come i crimini delle società che si approfittano degli 'sconti' del regime di Tel Aviv sono gravi come quelli delle società tedesche che durante la Seconda Guerra Mondiale usavano lavoratori-schiavi forniti sottocosto dal Terzo Reich.

giovedì 9 maggio 2013

In arrivo a Damasco 144 missili russi S-300, Putin mantiene fede alla parola data!!

Sei complessi lanciatori, 144 missili e tutto l'hardware radaristico ed elettronico necessario a far funzionare il secondo sistema antiaereo al mondo per potenza, precisione ed affidabilità: ecco come Vladimir Putin ha prontamente deciso di tenere fede alla sua rassicurazione data all'alleato arabo Assad riguardo la prontezza di Mosca di fornire alla Siria i mezzi per prevenire altri proditori attacchi aerei sionisti o imperialisti sul suo territorio.

I lanciamissili in questione sono i temibili S-300, superati in potenza e letalità solo dai più nuovi S-400; al paragone tutti i sistemi SAM occidentali, a partire dal Patriot-3 americano impallidiscono al confronto, nonostante il disperato "hype" cui sono sottoposti dai fasulli e prezzolati mezzi di comunicazione imperialisti.

Damasco aveva provato a lungo a convincere Mosca a vendere il suo preziosissimo sistema antiaereo, ma finora senza successo. Il recente bombardamento israeliano a favore dei mercenari wahabiti ha convinto Putin di non poter procrastinare oltre la questione.

I primi esemplari arriveranno in Siria entro giugno 2013 e prima della fine dell'Estate tutto il trasferimento dei sei sistemi sarà completato, dotando Damasco di un'arma antiaerea che non ha paragone nell'intero teatro mediorientale.